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Non lo capiscono, non c’e’ niente da fare

E’ tanto tempo che lo dico, invano: la c.d. sinistra italiana vive fuori dal mondo, in un iperuranio fatto di fichetti, presunti intellettuali di sinistra con attico in centro, esegeti della falce e martello con redditi a sei zeri, gente che lavora per hobby, nani, ballerine, fancazzisti opportunamente sistemati in qualche azienda pubblica. Uòlter è stato il grande catalizzatore della sinistra da bere, basta guardare il finale del video di Zoro per rendersene conto, ma l’andazzo dura da vent’anni almeno. Non c’è un solo lavoratore nel generone della sinistra, dico uno che lavori sul serio - non per divertimento o per finta. I testimonial non sono quelli che si spaccano il culo tutti i giorni in un ufficio e faticano ad arrivare a fine mese, sono i cantanti intronati con la zeppola, i politici di professione che non sarebbero in grado di fare nessun altro lavoro, le ggiovani economiste raccomandate, i presentatori televisivi, i registi radical-chic, gli intellettuali perdigiorno. Questi sono i modelli, tutta gente inutile e probabilmente dannosa che se domani sparisse non ce ne accorgeremmo nemmeno.

Poi non vi stupite quando arriva uno che non è un grande intellettuale però dice alcune cose semplici, tipo che Roma è sporca da far schifo e che bisogna sistemare le strade e che c’è un senso di insicurezza diffuso. E ha ragione, però ce lo doveva venire a dire un ex fascista, perché i nostri erano tutti impegnati alla festa del cinema. E la cosa brutta è che ancora non hanno capito, loro stanno a guardare Obama.

~ by brodo on 30 Aprile 2008.

38 Responses to “Non lo capiscono, non c’e’ niente da fare”

  1. se tu carlo non avessi questa fastidiosa fissa professionale per i lavoratori indefessi che si spaccano il culo (una categoia secondo me francamente biasimevole come quella dei fancazzisti) io questo post lo sottoscriverei tutto.

  2. Non sono mai stato così triste per aver azzeccato una previsione.

  3. Kramer auto Pingback[...] bere. By giusec on April 30, 2008 6:16 PM | Permalink | Comments (0) Carlo sintetizza, con questo post, ciò che anche il sottoscritto pensa della nostra Sinistra da bere. Abbiamo fatto un primo passo, [...]

  4. Bentornato, Brodo. Avevo un po’ dubitato di te, lo ammetto, dopo la tua dichiarazione di voto “in Zona Cesarini” e la domanda retorica sul voto ad Alemanno di sabato scorso. Abitassi a Roma, l’avrei fatto anch’io, pur di finirla con un regime, perché questo era, dopo 15 anni; col veltronismo e con Cicciobello. Come ben sai il resto del Paese già fa fatica a sopportare la capitale, ma il “generone sinistrorso” e terrazzato, in salsa televisivo-cinematografico-culturaleggiante e scalfariano è il peggio assoluto. E’ il contraltare, equivalente, del briatorismo berlusconico. Altro che complesso dei migliori: stiamo sui coglioni a tutti, e proprio per tirarcela, ancora di più. Intanto almeno la metà di quelli che erano sul palco del video di Zoro siedono in Parlamento: il “nuovo”… avanzato! Gli altri, alla RAI-TV. Dici bene: per castigarli è bastato un ex fascista che dica poche cose chiare e di buon senso, per quanto questi gli abbiano rinfacciato cose fatte 30 anni fa. Dando ragione, per una volta, al capintesta brianzolo quando sostiene che sono sempre rimasti quelli del PCI coi loro saprofiti, senza nemmeno ricambio generazionale. Comunisti, per quanto alle vongole. Che con una “sinistra” come si intende nel resto d’Europa non c’entrano nulla. Finché non si dissolvono, non spariscono, ci teniamo questi altri. E Alemanno vi va ancora di lusso!

  5. Se non fosse abbastanza chiaro: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=4461&ID_sezione=&sezione=

    [...]Il secondo fatto macroscopico è in realtà un non fatto, ovvero una clamorosa omissione. La sinistra italiana, a differenza della sinistra inglese a metà degli Anni 90, non ha ancora voluto compiere la sua rivoluzione antisnob, ossia quel percorso di rottura con il mondo dei salotti che - secondo Klaus Davi - fu una delle carte vincenti con cui Tony Blair riuscì a resuscitare il consunto Labour Party, riavvicinandolo alla gente comune e riportandolo al governo del Paese dopo il lungo regno della Thatcher (Di’ qualcosa di sinistra, Marsilio, 2004). Omissione curiosa, visto che - sul piano comunicativo - il primo problema della sinistra italiana è la sua immagine elitaria e anti-popolare, il suo presentarsi come una squadra di autocrati illuminati, di seriosi e impermeabili custodi del bene.

    Di questa drammatica distanza dalla sensibilità popolare, di questo deficit di radici sociali, Veltroni è parso del tutto ignaro. Cercando di conciliare tutto e tutti, nascondendo sistematicamente le difficoltà in cui il governo uscente aveva cacciato il Paese, pensando di maneggiare con semplici esercizi verbali la protesta delle regioni più operose, Veltroni ha mostrato di non aver capito né quanto profondamente il governo Prodi avesse diviso l’Italia, né quanto i simboli del Palazzo e della politica romana siano invisi alla gente comune (era proprio il caso di chiamare Loft la nuova sede del Partito democratico? E di chiamare «caminetti» le riunioni dei dirigenti che contano?).

    Con l’immagine salottiera e poco ruspante che la sinistra post-berlingueriana si ritrova addosso, con la sua mancanza di radicamento nel territorio, con la sua distanza culturale dalle regioni del Nord, presentarsi alle elezioni con un candidato premier che è la quintessenza del bel mondo di Roma, delle sue terrazze e dei suoi salotti, era già un azzardo notevole. Non rendersi conto dell’azzardo, e non prendere alcuna contromisura compensatrice, è stata un’incomprensibile follia.

    Qualcuno, già me lo sento, dirà che la politica seria è un’altra cosa, e che è da qualunquisti rimproverare a Bertinotti le frequentazioni mondane, o ai dirigenti del Pd di riunirsi davanti a un caminetto, in un appartamento che amano chiamare il Loft. È vero, quel che conta è capire la realtà, e se ti riesce meglio davanti a un caminetto non c’è niente di male. Il punto, però, è che questi signori il contatto con la realtà sembrano averlo perso completamente. A forza di parlarsi tra loro non sanno più in che Paese vivono. Se la gente li vede come una casta, non è tanto per i loro privilegi, ma perché i loro simboli sono quelli di un mondo inarrivabile e separato, lontano mille miglia dal mondo di tutti noi.

  6. bah saranno anche biasimevoli come i fancazzisti, ma quelli che il culo se lo rompono esistono e mi sa che ne esistono tanti, Non è una categoria del pensiero brodoprimordiale

  7. esatto che più esatto non potrebbe essere, infatti, basta vedere a Roma in quali pochi municipi Rutelli ha battuto Alemanno, detto da uno che ci è nato e ci vive in uno di quelli.

  8. a parte che mi sento piuttosto lavoratore fesso che indefesso, vorrei far notare: il fatto che la perdita del Campidoglio stia provocando più shock e sconquassi e drammi fuori e dentro la dirigenza del pd che non la precedenti perdita di tutte le regioni del nord e del sud italia, mi pare testimoni a sufficienza che lì dentro c’è qualcosa di strutturale che non funziona bene, eh.

    ps. bersani segretario

  9. links from Technoratisei zeri, gente che lavora per hobby, nani, ballerine, fancazzisti opportunamente sistemati in qualche azienda pubblica. Uòlter è stato il grande catalizzatore della sinistra da bere,” - Non lo capiscono, non c’e’ niente da fare - Brodo rules

  10. Sottoscrivo parola per parola. E attenzione che non c’è solo Roma: Firenze è su questa stessa china…

  11. Kramer auto Pingback[...] ALTRO Sulle ragioni delle recenti ripetute Caporetto della sinistra italiana c’e’ un bel post di Brodo ed un altrettanto bel pezzo di Luca Ricolfi su La Stampa. Incrociateli con il video di Zoro del [...]

  12. La sinistra ha i suoi partiti veri (sinistra critica, partito comunista dei lavoratori, etc), siete voi che avete preferito votare pd che di sinistra ha ben poco. Anzi, sembra proprio la dc.

  13. Di tutti i post che ho letto volti a sintetizzare la lontananza dell’attuale sinistra dalla gente, questo è senz’altro il più recente. Ma anche il più sintetico. E, mi rovino, anche il più giusto. La frase “ce lo doveva venire a dire un ex fascista, perché i nostri erano tutti impegnati alla festa del cinema”, nella sua semplificità, inquadra tutto.

    Nonostante questo sono convinto che Roma, con QUALSIASI altro candidato, avrebbe prevalso, sia pur di poco, il PD. Se proponi uno che è stato eletto QUINDICI anni fa sindaco della stessa città, per quanto buon amministratore e tutto, non hai capito niente di quel che chiede la gente. Siccome si tratta di Rutelli, non hai capito niente due volte.

  14. mi scuso per la parola “semplificità” del commento precedente: avevo scritto semplificazione, ho corretto in semplicità, è uscita quella roba lì. Ma come parola, a guardar bene, mi sembra notevole. Bon, direi di tenerla così.

  15. [...] crisi di rappresentanza, sul parlarsi addosso, sui seriosi e impermeabili custodi del bene, sul vivere fuori dal mondo, sono Lucia Annunziata e Luca Ricolfi: […] Un anno dopo la comparsa del fenomeno, e a voti [...]

  16. links from Technoratic’è un senso di insicurezza diffuso. E ha ragione, però ce lo doveva venire a dire un ex fascista, perché i nostri erano tutti impegnati alla festa del cinema. E la cosa brutta è che ancora non hanno capito, loro stanno a guardare Obama.” -brodo primordiale - Non lo capiscono, non c’e’ niente da fare

  17. links from Technoratisei zeri, gente che lavora per hobby, nani, ballerine, fancazzisti opportunamente sistemati in qualche azienda pubblica. Uòlter è stato il grande catalizzatore della sinistra da bere,” - Non lo capiscono, non c’e’ niente da fare - Brodo rules(via leibniz)

  18. links from Technoratibrodo primordiale.Non so quanto il PdL e la causa della libertà abbiano vinto per propri meriti; di sicuro, a sinistra hanno perso per ragioni ben più profonde delle sparate di Bossi o di singole proposte politiche.

  19. Forse ci volevano degli idioti come quelli del PD (e di Repubblica) a far montare una mania di sicurezza, a far crescere una percezione fasulla di insicurezza. A fare i fascisti sono piu’ bravi i fascisti. Ma invece no, diciamo che e’ colpa della Festa del Cinema. Pero’ aspetta, due anni fa veltroni vinse con il 62%. In due anni è successo tutto questo casino del “sistema di potere”, della degenerazione della sinistra? In due anni? O forse poco più di un anno fa usci’ quella bella stronzata del “razzista di sinistra” su Repubblica? No, certo, due anni fa Roma era pulita, era perfetta, non c’erano buche, c’era sempre il sole e le fontane davano vino.

  20. l’unica cosa su cui sono d’accordo è l’idiosincrasia di alcune correnti di sinistra per l’ordinaria amministrazione, che è certamente un atteggiamento snob, di chi considera il degrado urbano e le buche nelle strade roba di cui occuparsi nei ritagli di tempo, questioni triviali di fronte alla grandezza delle lotte per i diritti dei lavoratori o dei monaci tibetani.
    per il resto, caro brodo, cerchiamo di non scadere nel qualunquismo, perché quella dei “politici di professione che non sarebbero in grado di fare nessun altro lavoro” l’ho sentita già dire qualche anno fa da qualcun altro. il politico DEVE esserlo di professione, perché la politica è un lavoro che richiede tempo, un lavoro come un altro, e non mi risulta che mitterrand, o willy brandt, o f d roosevelt oltre a far politica si dedicassero ad attività lavorative parallele. naturalmente la politica bisogna farla con dedizione, onestà e buone idee.
    i nostri sono tutti impegnati alla festa del cinema? non mi risulta. io vedo gente come piero fassino, pierluigi bersani o come anna finocchiaro (che il tuo amico zoro ricorda aver fatto “uno dei comizi più belli di questa campagna elettorale…a villa fiorelli, in piedi su una pedana…intorno vecchi e bambini…roba d’altri tempi”). e poi vedo nicola zingaretti, un dirigente che ha fatto la sua onesta gavetta, la sua buona campagna elettorale, e alla fine ha vinto. io personalmente ho cercato di dare una mano al candidato del pd del mio municipio, una persona normale, che fa politica da tempo, che lavora nel territorio, non davanti al caminetto.
    veltroni ha i suoi difetti, ma a sei mesi dalla nascita del pd accusarlo di aver pensato solo al loft e criticarlo per la kermesse finale a piazza del popolo è davvero puerile. io credo che senza alcune mosse azzeccate di veltroni (in primis la scelta di staccarsi dalla sinistra radicale) il pd + la sinistra radicale insieme avrebbero preso massimo il 25%. poi certo, sono stati commessi anche degli errori macroscopici (come pensare di poter vincere a roma ripresentando un logoro rutelli), ma la situazione di partenza era drammatica. adesso però non se lo ricorda nessuno.
    gradirei leggere delle critiche serie e non di maniera. ci vuole un ricambio di persone e di idee, siamo d’accordo; ma di dirigenti in gamba, che capiscono eccome e che non hanno mai perso il contatto con la gente, ce n’è a bizzeffe.

  21. [...] e che poi ci vengono a spiegare che la sinistra al governo ha sistemato i conti pubblici, non ha alzato le tasse per le categorie più deboli e ci ha fatto rientrare dalla procedura d’infrazione, avendo ereditato dei conti allo sfascio, di leggerlo con molta attenzione, questa volta. Se no viene davvero il dubbio che continuano a far solo questo. [...]

  22. Carlo, a te come a me ti influenza negativamente l’esperienza all’estero.
    In realtà la sinistra (e la destra) sono quelle e rappresentano il paese. È molto puerile prendersela con Prodi prima, con Veltroni e il vippame intorno oggi. Loro rappresentano una parte d’Italia. Alemanno ne rappresenta un’altra. Per lo più complementari, ma sono buoni rappresentanti di quello che c’è in giro.

  23. quoto Stark, compresa la semplificità.

    e che continuino a non capire, a casa mia, si vede meravigliosamente. Altro che Firenze! Noi, la spazzatura è sempre lì, ma la speranza dei nostri (che intanto si scannano per un po’ di poltrone, anche di serie c, se del caso) è il forum delle culture. Del 2013.
    A cui in un raptus di buonsenso di origine puramente ri-vendicativa, Rutelli — prima di andarsene — ha sottratto lo status di grande evento (e dunque un po’ di soldi).

  24. [...] (da una casa abbastanza vicina) Non lo capiscono, non c’è niente da fare. Semplice, ma efficace. Questo articolo è stato pubblicato il 1.05.08 @ 10:21 am nelle categorie: [...]

  25. @ricambi originali: ci sono sei anni di archivi di questo blog, accomodati. Dico oggi le cose che dicevo allora. Personalmente ritengo Veltroni un pessimo sindaco da sempre, mentree Rutelli è stato un buon amministratore della cittòà, piaccia o meno. Certo che poi, come politico nazionale, si è abbondantemente sputtanato.

    Carlo M: certo che ci sono, peccato che agli occhi delle persone comuni la “sinistra” venga identificata con un branco di snob imbecilli, totalmente distaccati dalla base. Bisogna avere le fette di prosciutto sugli occhi per non vedere, specialmente a Roma, che intorno al PD gira un aria elitarista del cazzo, respingente direi. Ti potrei fare un milione di esempi, compresi quelli online su cui sorvolo per carità di patria.

    Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD. Ma non sarà così, bisogna che prima arrivino a prendere il 10% poi forse cominceranno a capirla.

  26. alemanno rulla

  27. Bhe quella del fannullismo è una chiave come un’altra, sicuramente parziale, ma che serve a delineare un’istantanea efficace di quello che si ha davanti agli occhi. A me per esempio guardando Chicco Testa e la Annunziata l’altra sera e pensando per un altro verso a Cacciari è venuta in mente l’immagine dei dandy, un’armata di dandy irritabili lanciati alla conquista dei consensi plebiscitari, che ad ogni pie’ sospinto stanno lì a spiegarti di quanto la sinistra deve sprovincializzarsi e di come deve liberarsi dei suoi stereotipi per sfondare finalmente i suoi recinti tradizionali. Il punto è che persa la velleità di dare rappresentanza alle istanze a te più vicine, con questo tipo di atteggiamento ti rimangono appiccicati addosso proprio tutti gli stereotipi e tic mentali e rigidità contro cui predichi e come classe dirigente in libera uscita non ti rendi conto che la società, sia quella delle periferie o quella delle terre di nessuno del profondo nord, non sta ad aspettare te per essere “spiegata”, spesso in termini grossolani e tutti tesi alla polemica interna, peraltro.

    Poi è chiaro che il PD non è fatto di dandy e che questa non è un’analisi. Ma perché hanno deciso di presentarsi così e basare su questa linea una parte importante della loro strategia? Le analisi le si potrà leggere a tempo debito su Critica Marxista, Rinascita, Micromega, il Riformista o almeno su quelle tra queste ancora pubblicate. E a dirla tutta sostenere ora che Rutelli è stata una candidatura debole è più una constatazione che un’analisi propriamente detta di quello è successo.

    Non ho capito bene poi perché il principio di non abbandonarsi a recriminazioni e un’immediata caccia ai colpevoli valga per Veltroni, ma non evidentemente per Rutelli.

    Nota a margine da Milano: questa destra al potere in media non è poi sta gran cosa avvincente da sperimentare, eh. Poi Roma è diversa e comunque si vedrà, ma comunque…

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  30. Ho cercato invano immagini delle masse di cittadini di Roma che, subito dopo la designazione di Rutelli come candidato sindaco, assediavano la sede del PD chiedendo volti nuovi per i loro rappresentanti. Le analisi del dopo riempiono i blog, e sono tutte terribilmente uguali; ma un paese di destra, con pancia cuore e fegato di destra, può votare a destra senza che tutte le volte quelli di sinistra debbano essere definiti “fancazzisti” e dintorni? e se uno che si definisce “di sinistra” riesce a votare per Alemanno, lo faccia senza dovere scomodare profonde analisi sociologiche o teorie sociopolitiche al cui confronto “loft” e “caminetti” sono trovate degne di nota. Schifani, Putin e le ballerine sono serviti; eccovi il nuovo che avanza ed il contatto con la vita reale di tutti i giorni. O non possiamo dire neppure questo? e comunque il 35% o giù di lì di italiani nel loft non ci entrano tutti, e quello che sfugge proprio questo; che state dando dei “coglioni” a questo 35% proprio come fece Berlusconi 2 anni fa. Speriamo che Alemmanno vi chiuda tutte le buche delle strade e sgomberi in fretta tutti i campi rom, garantendosi la rielezione perpertua.

  31. e mi pare che anche la celebrata sinistra inglese, quella della “rivoluzione antisnob” e della “rottura del mondo dei salotti”, non se la passi troppo bene.

  32. Brodo,mi sono spiegato male: non intendevo dire che hai sostenuto veltroni fino a due anni fa, ma che passare dal 62% al 46 non può essere dovuto solo a un malgoverno, a meno di pensare che gli elettori sono una massa di caproni addormentati per 15 anni, che poi d’improvviso si svegliano grazie a un gruppo di fascisti che gli dicono che ci sono gli immigrati che rubano. Due anni fa, il sistema di potere non c’era? O solo pochi illuminati lo vedevano? E a parte la punizione personale nei confronti di Rutelli, perché Zingaretti ha vinto? Non fa parte di quel sistema di potere?

  33. @kangaceiro

    dici…

    >Ho cercato invano immagini delle masse di cittadini di Roma che, subito dopo la designazione di Rutelli come candidato sindaco, assediavano la sede del PD chiedendo volti nuovi per i loro rappresentanti.

    Purtroppo è così, non ci sono quelle immagini. Ma è anche vero che Rutelli non l’ha scelto nessuno (le primarie si fanno solo quando fa comodo) e probabilmente qualunque richiesta di un altro candidato sarebbe caduta nel vuoto.

  34. links from Technorati“Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD. Ma non sarà così, bisogna che prima arrivino a prendere il 10% poi forse cominceranno a capirla.” -Brodo Primoridiale

  35. links from Technorati“Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD. Ma non sarà così, bisogna che prima arrivino a prendere il 10% poi forse cominceranno a capirla.” -Brodo PrimoridialeCome non essere d’accordo … (via annarellix)

  36. [...] “Per il resto, se si tratta di ricominciare da Bersani, Zingaretti, Cuperlo, magari Vendola, prendo subito la tessera del PD.” “Quando perdi, strategia, identit e cultura politica sono un tutt’uno con la fotografia e l’interpretazione che dai del Paese e delle ragioni per cui non ti ha premiato. Prima lo capiamo meglio sar. Almeno credo.” [...]

  37. Parole sante! Se ci pensi stiamo vivendo uno dei momenti più assurdi della politica italiana: una campagna elettorale anticipata che vede in campo 15 (????) candidati premier, promette la fine del bipartisan e ottiene un parlamento con l’ala sinistra occupata del centro.

  38. links from TechnoratiBrodo

  39. Kramer auto Pingback[...] brodoprimordiale.net/archives/2008/04/30/non-lo-capiscono-non-ce-niente-da-fare [...]

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