Io gufo
A volte leggo le cose che scrive Leonardo, spesso condivisibili, e mi perplimo. Questo accade in genere quando si parla dei radicali, cosa che evidentemente produce in Leonardo una repentina morte dei neuroni (che però resuscitano poco dopo, quando si passa ad altri argomenti). Non mi metterò quindi a tentare di smontare questa cosa che, al netto delle divergenze di opinione, è irta di stronzate fattuali e stravolgimenti della realtà (oltretutto sono fatti per gran parte storicizzati, quindi facilmente dimostrabili per tabulas, come dicono quelli che parlano bene).
Detto questo, io penso che nella querelle PD - radicali questi ultimi siano in buona fede e abbiano ragione (si sono semplicemente fatti fregare come polli) e spero vivamente che mandino affanculo la coalizione Uòlterdipietrica ivi compresi nani e ballerine.
Vedo anzi che si parla di ultimatum: ecco, per favore, spiegategli dove se lo devono mettere l’ultimatum.

Ad una prima lettura della dichiarazione di Bettini:
“una mancanza di sincera partecipazione e di entusiasmo ad una impresa unitaria”
avevo capito “impresa umanitaria”, e l’avevo trovata quindi un po’ paternalistica.
vic said this on Marzo 6th, 2008 at 15:45
in ogni modo, la domanda “che cosa hanno ottenuto i radicali negli ultimi vent’anni?” mi sembra pertinente, e sarebbe utile rifletterci su senza alzate di scudi.
Carlo M said this on Marzo 6th, 2008 at 15:55
ma da quando in qua i radicali sono un partito serio e affidabile? da che ricordi li ho sempre visti pronti ad affiancarsi a chiunque. certo nel pd ci stanno particolarmente bene, ma sapranno non sfigurare nemmeno sotto l’ala del merluscone.
petarda said this on Marzo 6th, 2008 at 17:07
Blog Notes - Blog Aggregator 4.0 said this on Marzo 6th, 2008 at 17:42
E’ chiaro che io non condivido molte idee dei Radicali, e soprattutto i loro metodi, mentre tu sì. Ma facciamo un discorso puramente aritmetico. Due anni fa i Radicali coi Socialisti facevano il 2,5% scarso: perché dovrebbero avere 9 poltrone garantite? E soprattutto: perché il 10% dei finanziamenti?
Secondo non meritano né tanti soldi né tante poltrone, tutto qui.
leo said this on Marzo 6th, 2008 at 23:28
Al netto delle divergenze tra Brodo e Leo sull’operato radicale, nello specifico il problema mi sembra un altro:
Il PD ha davvero fatto promesse di tot eletti sicuri etc etc ai Radicali, per poi rimangiarsele dopo cinque minuti ?
Se si’ il PD e’ un partito di peracottari che ha fatto un figura del piffero, indipendentemente dal fatto che le promesse fossero inizialmente (in)sensate.
In realta’ non mi stupirei se fosse capitata una cosa del genere: il PD ha parlato di 150 ma concretamente ha offerto 100, i radicali hanno fatto finta di aver capito 150 per ottenere almeno 120, e alla fine si sono ritrovati cornuti e mazziati con 70.
marco said this on Marzo 7th, 2008 at 00:05
Leo, non fare i giochetti con me. Il punto non è se i radicali “valgono” i finanziamenti o i 9 deputati. Il punto è che glieli hanno ufficialmente offerti e poi si sono rimangiati l’offerta. Il punto è che se fai un patto (e nessuno ti ha puntato una pistola alla tempia per farlo) poi lo devi mantenere. tutto qui.
Poi io ritengo completamente pazzesco fare la coalizione con Di Pietro e pretendere (e ottenere) di non far presentare i radicali col loro simbolo. Dovevano fare esattamente il contrario, anche perché in tutto il partito di Di Pietro probabilmente nemmeno li trovavano 9 candidati. Ma il punto rimane sempre lo stesso: se stipuli un accordo poi lo devi mantenere, è una questione di serietà minimale. Tra l’altro io ho sperato fino all’ultimo che i radicali non accettassero, poi ora vedo che hanno accettato e vabbè, vorrà dire che voteremo altrove.
brodo said this on Marzo 7th, 2008 at 01:34
Mah, secondo me hanno fatto una brutta figura in due. Il PD a proporre cose che non poteva/voleva mantenere; i Radicali a fare i Mastella di seconda generazione.
Squonk said this on Marzo 7th, 2008 at 08:53
Completamente d’accordo con Brodo. Magari se ne andassero da quel non-partito del PD, ma purtroppo non credo che succederà. Con Leo è inutile discutere sui Radicali, gli stanno sulle palle a priori: continuerà a ignorare i loro meriti e a considerarne soltanto i difetti.
Paolo Colonna said this on Marzo 7th, 2008 at 09:39
vorrei dire che quest’accordo è una discriminante.
nel senso che divide immediatamente il mondo tra quelli che “un accordo lo si rispetta, punto” e quelli che “un accordo beh si ma forse con i radicali insomma con i nordisti bah ma con i marsigliesi poi quel giorno pioveva ecco”.
a me (radicale dentro) quell’accordo non piace,e non mi sembra nemmeno utile in termini di voti, nè per il PD nè per i radicali. avrei preferito una lista autonoma e associata, ma ormai… la storia è diversa, e pacta servanda sunt, come dicono quelli che parlano bene.
alex said this on Marzo 7th, 2008 at 10:48
a me fa tenerezza Pannella, che gira tutto il dì per le piazze implorando Datemi un motivo per far lo sciopero della fame e della sete, ve ne prego, un motivetto qualunque, son di bocca buona.
Effe said this on Marzo 7th, 2008 at 11:28
io rispetto i radicali. a volte condivido le loro lotte (altre volte no) e credo che in un paese come il nostro - figlio di peppone e don camillo - abbiano un ruolo importante.
ciò detto, li trovo assolutamente privi di autocritica, e incapaci di fare bilanci seri e approfonditi del loro operato, aspetti che per una forza politica dovrebbero essere tutto sommato centrali. non si possono scaricare in eterno sul mondo crudele “clericale e partitocratico” le colpe dei propri insuccessi. invece loro sono sempre le vittime, e gli altri sempre i carnefici.
avete mai sentito pronunciare a pannella le parole “ho sbagliato”?
Carlo M said this on Marzo 7th, 2008 at 12:45
Un conto è la questione di prospettive che riguarda la novità del PD e se abbia senso per i Radicali confluirvi e viceversa. In particolare la questione del nuovo partito in sé tocca talmente tante cose e solleva tali perplessità che rischia di essere telo che copre tutto il resto.
Perché l’attenzione è giustamente assorbita dal neocorporativismo delle candidature veltroniane, come qualcuno le ha spietatamente definite, o dall’accordo con Di Pietro o dall’annacquamento delle identità in un confuso sentimentalismo.
Ma detto questo i Radicali rimangono i Radicali, pregi e difetti di sempre compresi. Con Capezzone segretario fino all’altro ieri per esempio e una linea piuttosto aggressiva in materia di “guerre umanitarie” (sti matti volevano anche il ministero della difesa per la Bonino, ricordate?).
Comunque non è nello spazio di un post che si può approfondire cosa siano i Radicali o cosa sia il PD.
Quello che è certo è non sono degli sprovveduti nel contrattare accordi, non lo sono mai stati. Anzi sono da sempre abbastanza scaltri nel dare sostanza ai propri interessi e nel far passare all’occorrenza esigenze molto materiali per battaglie di principio.
Quindi fà un po’ sorridere che al di là di tutto il contesto e pur conoscendoli a menadito riescano ancora a passare per gli ignari che vengono gabbati o no?
Tonino said this on Marzo 7th, 2008 at 13:24
Perciò se si parla dell’accordo in sé bisogna ragionare sui numeri. 9 seggi significa credo riconfermare l’attuale presenza alle camere, forse qualcosa di più, ma che però è dovuta al surplus del premio di maggioranza (e correvano coi socialisti). Nel 2001 hanno avuto 0 seggi. Nel 1996 hanno avuto un seggio. Ho fatto controlli rapidi, correggete pure. Se corressero da soli oggi penso che il risultato sarebbe in linea.
C’è poi da dire un’altra cosa sulla parola data e sulle liste. Da quando vige questa legge elettorale si è fatta strada una vaga idea che nel passato, con le preferenze e tutto, la questione della scelta dei candidati fosse tutta un’altra musica. Invece al sodo è sempre stata tale e quale all’interno dei partiti, con contrattazioni, pressioni, gruppi che fanno pesare la propria presenza, mediazioni infinite, siluramenti, collocazioni in collegi indesiderabili, posizioni in lista. Anche qui fà un po’ sorridere rispetto a tutto ciò che i Radicali conoscono benissimo, che la si metta nei termini di patto non rispettato e di parola data, perché sù 9 seggi riservati, in qualcuno l’elezione te la devi anche sudare.
Tonino said this on Marzo 7th, 2008 at 13:50
Se accettate che la politica non sia un nobile confronto di idee, ma un mercato del pesce (e a quanto pare i liberali-liberisti-libertini lo hanno accettato prima degli altri, sono troppo avanti), poi è inutile che vi stracciate le vesti appena vi fottono. Sul serio è la prima volta che andate al mercato e rimediate una sòla? Non vi piace l’accordo? State fuori, mettetevi con quell’aquila di Boselli: rimedierete un bel 0 seggi e 0 rimborsi, che io sappia è l’unica alternativa che c’è.
Il PD non può vendervi 9 seggi sicuri per il semplice motivo che 9 seggi sicuri non ce li ha. Le elezioni sono in aprile, e se il senso dell’ingresso dei radicali è quello di richiamare un po’ di elettorato laico, bisogna che l’elettorato laico abbia la percezione che i suoi voti sono necessari all’elezione dei radicali. Altrimenti questi hanno già vinto le elezioni un mese e mezzo prima, il che veramente non ha molto senso. Visto che si prenderanno più rimborsi degli altri; (a proposito, perché? Hanno più spese?)
leo said this on Marzo 7th, 2008 at 16:46
Dettagli blog - Brodo primordiale » BlogBabel said this on Marzo 7th, 2008 at 18:55