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Beata gioventù

Ah, ieri ho letto che Leonardo è convinto che Alan Ford e Frigidaire fossero “robaccia horror-porno che si trovava nei fossati”. Da vecchio lettore di TNT, Alan Ford, Lanciostory e, più tardi, di Frigidaire, non credevo di dovermi vergognare. Quando ero piccolo i miei genitori andavano in edicola e mi compravano perfino le raccolte di Alan Ford, non sapendo che fosse un fumetto horror-porno.

E però, mica posso lasciare che i ggiovani si facciano un’idea sbagliata. Pensare che ci avevo fatto perfino un post nostalgico, anni fa. Per esempio, la voce di Wikipedia su Frigo dice così:

Frigidaire è una rivista culturale italiana di fumetti, inchieste, musica e molto altro, pubblicata a partire dal novembre 1980. Fondata da Vincenzo Sparagna con Stefano Tamburini e Filippo Scozzari, annovera tra i principali collaboratori Andrea Pazienza, Tanino Liberatore e Massimo Mattioli. In essa venne pubblicata la serie sul personaggio RanXerox fino al 1985. Gli autori di fumetti che pubblicano, e spesso esordiscono su Frigidaire sono Massimo Mattioli, Giorgio Carpinteri, Lorenzo Mattotti, Pablo Echaurren, Francesca Ghermandi, Massimo Giacon, Roberto Grassilli, Giuseppe Palumbo, Massimo Semerano, Alberto Rapisarda, Stefano Ricci, Giorgio Turino, e molti altri. Una breve ed intensa storia sperimentale, Socrate’s Countdown, porta la fima di Magnus, mentre collaborano regolarmente in coppia i celebri Josè Muňoz e Carlos Sampayo

Fin dall’inizio Frigidaire si pose al pubblico come rivista controcorrente, accostando fumetto e giornalismo d’assalto (ispirandosi inizialmente alla rivista francese Actuel).

~ by brodo on 13 Novembre 2007.

13 Responses to “Beata gioventù”

  1. secondo me Frigidaire non era affatto “robaccia horror-porno”! al contrario, era una rivista di qualità.
    personalmente, collocherei invece Alan Ford e Lanciostory qualche gradino più in basso (ma ancora una volta, certamente NON li definierei horror-porno!)

  2. Allora, visto che l’equivoco persiste, evidentemente mi sono spiegato male.
    Però garantisco che al almeno 25 anni so per certo che Alan Ford non era horror né portno.

    Il brano incriminato è il seguente: “Questo, ragazzi miei, fu centinaia di anni fa, quando ancora nessuno parlava ancora di “graphic novel”. E anche se ne avesse parlato, nessuno lo avrebbe capito, perché non si trovava qualcuno che capisse l’inglese per miglia e miglia. Sostanzialmente i fumetti erano divisi in tre generi: Topolino, Tex e la robaccia horror-porno che si trovava nei fossati, come Alan Ford e Frigidaire”.

    A me sembrava chiaro che andasse attribuito a un bambino delle elementari che gli unici fumetti extra-Disney li trova peccaminosamente accartocciati nei fossati delle strade provinciali.

  3. Lanciostory e Skorpio han contribuito a far conoscere disegnatori sudamericani del calibro di Breccia, Lopez, Gimenez, ecc., per cui il gradino a mio parere era abbastanza alto (anche se su skorpio i servizi fotografici sulle donnine ‘gnude non mancavano di certo!)
    Come robaccia io avrei citato semmai “Cimiteria”, vero e proprio capolavoro horro-porno-nichilista, disponibile anch’esso in abbondanza nei fossati di cui sopra! ;-)

  4. O Vampirella… :)
    L’intento ironico di Leonardo era evidente (Alan Ford horror-porno no, dai), ma anch’io ho avuto un moto di protesta. Il mio personale horror-porno è costituito da annate e annate di Lanciostory e Skorpio che inspiegabilmente i miei genitori mi facevano leggere nonostante andassi alle elementari. Quante lezioni di vita da quei fumetti!

  5. Ma anch’io leggevo Lanciostory da ragazzina (primi anni ‘80): L’eternauta, Laggiù nell’ovest, I professionisti, Lone Wolf… non mi ricordo proprio nulla di horror porno, però effettivamente il giornalaio mi guardava strano… (poi sono passata a Linus, Cuore, Il Male; concordo: un altro livello)

  6. Kramer auto Pingback[...] Sofri Due post in cronaca Squonk Me ne farò una ragione Squonk Un solo dovere Brodo Primordiale Beata gioventù Luca Sofri Neanche il tempo di aggiornare Akille Show me the quote Luca Sofri Un Oceano di silenzio [...]

  7. ecco nutro una certa invidia per quei primi anni ottanta
    ché io andrea pazienza l’ho scoperto da grande, per dire.

  8. Alan Ford era bellissimo, è un pezzo della giovinezza di molti italiani della mia generazione. Almeno i numeri disegnati da Magnus. Il quale ha anche fatto qualche incursione nell’erotico (Le 110 pillole) ma era comunque roba fina. Avercene, oggi, di fumetti porno così.

  9. Che nessuno mi tocchi Otto Grunf, cazzo.

  10. Il grande Magnus si è anche cimentato nel porno-horror con il curioso Necron :-)

  11. Kramer auto Pingback[...] Beata gioventù [...]

  12. un solo nome: diabolik.

  13. e per farsi un’idea del periodo da chi l’ha vissuto suggerisco “Prima pagare poi ricordare” di Scozzari