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Non vi sopportiamo più

Oh, ragazzi: non abbandonate il thread che c’è un commento di Irene, verso la fine, che merita.

~ by brodo on 23 Ottobre 2007.

45 Responses to “Non vi sopportiamo più”

  1. ecco mio caro brodo un tipico esempio di rovescio della medaglia… prima dell’”era blog” una come ’sta babsi jones non se la sarebbe filata nessuno. forse ha ragione elton john.

  2. Il fatto che qualcuno possa scrivere e farsi pubblicare un libro grazie all’”era blog” casomai è un fatto positivo. Ma non si sta parlando di quello, Carlo M. Leggi meglio.

  3. Kramer auto Pingback[...] Non vi sopportiamo più il October 23, 2007 12:20 pm […] ragazzi: non abbandonate il thread che c’è un commento di Irene, verso la fine, che […] [...]

  4. non credo che dostoevskij avrebbe avuto bisogno di un blog. è un paradosso, e non voglio fare il passatista, ma la cosa fa riflettere.
    cmq ho letto bene: ce l’avete con gli pseudo-critici-osannatori-capolavorisi, ma il problema è lo stesso.

  5. Francamente non credo che il problema sia lo stesso. Mi viene in mente Piperno, esordiente capolavorizzato senza avere un blog. Direi che i blog non c’azzeccano niente nello specifico.

    Il caso “babsi jones” è un po’ particolare e deriva dal fatto che chiunque sia un po’ vecchio di rete si ricorda perfettamente di quando la principale occupazione di BJ e Ivan Roquentin (ora sparito) era spalare merda in pubblico e in privato su genna e su tutto l’”establishment” letterario come percepito in rete.

    Da lei molti si aspettavano la rivoluzione, invece hanno letto allibiti dell’Incontro e successiva conversione, testimoniata dall’uso di un più confidenziale “giugenna”, dalla scomparsa di Roquentin, dalla pubblicazione prima di un racconto in antologia e poi di un libro.

    I vecchi della rete queste cose le sanno benissimo, ma non le vogliono dire perché boh (ieri mi sono arrivate un profluvio di email che ricordavano le cose che ho scritto sopra). Altro ci sarebbe da scrivere sulla triangolazione genna-paolin-bj che ho letto in questi giorni, in cui ognuno recensisce l’altro e vabbè.

    Mi rendo conto che tutto questo nulla ha a che fare col libro, che sto leggendo e trovo, sinceramente e con un po’ di delusione, abbastanza brutto. Quando lo avrò finito ci scriverò su un post di dieci cartelle, ma anche no.

  6. ps: era solo per dire che l’anello al naso ancora non ce lo siamo messo. Il libro poi avrà vita sua, come giusto.

  7. mi sembra che la lipperni l’abbia presa bene. femminismo e dell’utri, ad esempio.
    poi si meravigliano di non essere sopportati più.

  8. Kramer auto Pingback[...] Conti Gradito regalo Trequartisti Luca Sofri “Mammina!” Luca Sofri “Mammina!” Brodo Primordiale Non vi sopportiamo più Luca Sofri Centomila per Shinystat Luca Sofri La transavanguardia Alessandro Gilioli Le forche di [...]

  9. “Non vi sopportiamo più” dovrebbe essere un inno morale e semantico da contrapporre a questa intellighenzia assurda che pare vivere su Venere.

    Grazie Irene, mi sento meglio.
    (naturalmente tutto questo non ha nulla a che fare con la bontà o la mediocrità del libro di Babsi Jones che non ho letto e che non penso di leggere nell’immediato futuro. Tutto questo, a dire il vero, non dovrebbe avere nulla a che fare con Babsi Jones punto e basta)
    [Ste]

  10. Più del commento di Irene mi è piaciuto quello poco più sotto:
    “Mastella ha tolto De Magistris dal blogroll”

  11. anche io penso come Ste che la “sacra corona unita” di un’intellighenzia critica sia separata e tutto sommato inferiore alla scrittrice - quello di Bj se non ti sembrerà un capolavoro, in ogni caso è meglio di altri prodotti -

    diciamo che va così: ci sono congreghe di neo-potere editoriale che usano a loro vantaggio, come esempi strumentali, questo o quell’autore indipendentemente dal loro valore.

    dire “non vi sopportiamo più” può essere condivisibile, ma quel “VI” è a nome di chi? della prossima conventicola pronta a prendere la scena al posto dei Genna/Wuming ecc? o a nome dei lettori? e quali lettori? quelli in grado di distinguere se il libro di BJ sia assimilabile a Burroughs? o quelli che leggono Fabio Volo?

    Irene avrebbe detto parole definitive, ma quel “VI” è segno di un’arroganza che si oppone ad un’arroganza.

  12. caro brodo sono d’accordo con te, ma quando parlo di “era blog” mi riferisco a un andazzo generale, a una tendenza dei nostri tempi, che non dipande dal fatto che uno scrittore (o un critico) abbia o non abbia un blog.
    il capolavorismo che giustamente criticate è figlio di quest’era. si scopre un libro; s’incomincia con il passaparola; il tam tam della rete diffonde la notizia: “c’è un nuovo proust in giro”; il libro diventa così un “caso letterario”. notare che il “caso” è montato anche fuori dalla rete, ma con la medesima frenesia. i “casi” però muoiono con la stessa velocità con cui nascono, e i tempi isterici del mondo virtuale non sono i più adatti a chiarire se un’opera è o non è valida (e dio ci scampi dalla parola “capolavoro”). in realtà fu vera gloria? ai posteri l’ardua sentenza. ai posteri.
    ciò che voglio dire è che l’era blog, o più in generale l’era internet, ci ha fatto perdere la misura delle cose, non dà più modo agli avvenimenti di sedimentarsi, tutto sorge e tramonta senza che ci sia il tempo di capire se era cacca o cioccolato. l’era blog fagocita i propri figli, e dopo due anni che fine ha fatto piperno?? che fine farà babsigiòns? qui mi fermo, per evitare il catastrofismo.

  13. Kramer auto Pingback[...] Brodo primordiale / [...]

  14. mi spiace che in bisanzio non ci sia la possibilità del link diretto ai commenti, ché anche altri meritano assai: tra tutti, quelli dell’anima bella stacchia.

  15. Ossignur. Almeno nei commenti si trovano belle penne da tenere d’occhio.

  16. Carlo M : non è l’era blog ad aver creato il capolavorismo, l’infotainment, la pubblicità travestita da informazione, le markette, questa roba era già sbarcata alla grande sulla tivvù e adesso sarebbe cosa lunga e triste mettersi a discutere sul come e il perchè. Il punto è che, semmai, in due-tre anni moltissimi blog si sono adeguati all’andazzo e fa bene Brodo a ricordare il tempo in cui, non solo la blogger oggetto del contendere se la prendeva con i mercanti in rete (l’ha ricordato anche Shangri-la, in un commento al post in questione che è andato ovviamente ignorato), ma più in generale, in cui scrivere in rete era liberatorio di energie di pensiero e di parole e non una modalità tutta perbenista e convenzionale per farsi notare. A me il commento di Irene è sembrato vecchio-web e mi fa ancora sperare che in rete gli altari e gli altarini abbiano basi decisamente instabili. E che ci siano persone che, al di là degli sberleffi, abbiano energie per parlare anche se non sono “titolate” e non hanno completato il CEPU-cursus honorum.Si tratta di continuare a scommettere sulla libertà di pensiero che, a volte, usa anche lo sberleffo e l’entrata a gamba tesa, che a molti piccolo-borghesi vengono bene fin quando fa comodo e che gli stessi poi stigmatizzano non appena si ha una piccolissima rendita di posizione da difendere. E’ vero, in certi flame, quando ancora si accendono, già puoi intravedere il rovesciamento delle parti ma, stando in rete in rete da un po’ di anni, si è imparato a sgamarli e li distingui da prese di posizione più chiare e coerenti.
    Comunque, c’è sempre chi non riesce a liberarsi dal principio d’autorità. E, anzi, usa la rete per riprodurlo.

  17. Ommamma! Scusate, non credevo di averla fatta così lunga :/

  18. @Mario de Santis: per quanto mi riguarda, quel “VI” rappresenta gli stronzi come il sottoscritto che lasciano qualche migliaio di euro ogni anno in libreria e forse avrebbero il diritto di essere trattati un po’ meglio (o perlomeno come esseri pensanti, oltre che dotati di portafoglio) da questi geniacci della recensione.

  19. detto tra noi - che poi mi sono anche sbagliato non era esattamente il vi, ma appunto il NOI di “sopportiamo”, scusate ero un po’ annebbiato - detto tra noi, dicevo Brodo, allora siamo in 3.Anche io seguo certe indicazioni entusiaste e poi mi trovo tra le mani al massimo un prodotto buonino.
    Perché?
    Perché non si crea, non altra conventicola, ma un - come chiamarlo? - movimento,flusso,diverso che assegni successo a libri che effettivamente lo meritino?

    Forse dovremmo creare una rivista on line alternativa?

    Se ci si pensa è lo stesso problema di democrazia dal basso che ha posto il “fenomeno Grillo” (che è un geniaccio….)

  20. links from Technorati, l’ineffabile (nel senso etimologico: è qualcosa che non si può descrivere) recensione di Genna e la gustosa parodia di Cabaret Bisanzio. Istintivamente sono portata ad associarmi al grido di Brodo Primordiale:Non vi sopportiamo più. Madonna mia, quanta gente si prende sul serio. Torno a meditare sul mio romanzo mai scritto e che probabilmente non scriverò mai ( per forza: se continuo a perdere tempo buttando giù post effimeri destinati a essere dimenticati nel giro di due

  21. Kramer auto Pingback[...] brodoprimordiale.net/archives/2007/10/23/non-vi-sopportiamo-piu [...]

  22. il successo dei libri è decretato dai lettori. se poi i lettori sono talmente cretini da prendere per oro colato tutto ciò che dicono i critici allora tanto peggio per loro. chi se ne frega. i libri non si scelgono sui cataloghi o sulle riviste. si scelgono in libreria. vanno annusati, sfogliati, osservati, poi comprati. e quindi letti. e a quel punto ci si può pure sbagliare certo. comprare un libro perché consigliato da tizio mi sembra una mossa sbagliata, a meno che non si abbia un’alta considerazione e fiducia in tizio.
    non la capisco questa polemica, mi sembra un pò la scoperta dell’acqua calda. è la solita storia la stessa che vale per i film i cd le opere d’arte. e allora?

  23. @caracaterina, il principio d’autorità che si produce in simili iniziative (ti tolgo dal blogroll) perde rapidamente in autorevolezza.

  24. cristina: i libri si comprano in base a mille elementi, tra cui anche le recensioni. Se non capisci questa polemica, perché perdere tempo a commentare qui? C’è tanto di più interessante da leggere altrove.

  25. se leggo qui è perché mi interessa. semplicemente non condivido alcune posizioni in merito alle recensioni. posso?

  26. certo che puoi. Semplicemente il tuo commento precedente non aggiunge niente all’argomento. Ci hai fatto sapere che secondo te i libri vanno annusati sfogliati mangiati comprati in libreria. Bene, brava. Potrei anche essere d’accordo. Peccato che invece il 99% della gente che compra libri si fidi anche delle recensioni, specialmente se scritte da altri scrittori, si fidi dei così definiti con orribile neoinglesismo snobetto “lit-blog”, si fidi delle riviste letterarie (che, altrimenti, potremmo chiudere, Cristina), si fidi del giudizio di altri, si fidi dei quotidiani, si fidi del cuggino, si fidi perfino di Genna - anche se questa la vedo più difficile.

  27. Inoltre, se proprio te la devo dire tutta, hai un tono (in generale nei tuoi commenti) che mi sfastidia. Scendi pure dal pulpito, se vuoi discutere di qualcosa.

  28. (non mi picchiate, volevo solo dire una cosa a mr Brodo: mi sono fatto una ghignata sulla tua interpretazione del tagging e della folksonomy) :)

  29. parlo dall’alto del mio metro e sessantaquattro di solito. che non è poi così alto no? il mio commento voleva essere semplicemente un commento, un mio punto di vista (magari insignificante). nient’altro. e comunque ben vengano le riviste letterarie e i giudizi degli altri, la fiducia poi va consolidata in qualche modo. inoltre scusa ma il 99% è una percentuale tutta tua.
    (non capisco perché ti scaldi tanto)

  30. Il 99% è una percentuale tutta mia, certo. Facciamo “molta gente”? Non mi scaldo affatto, come ti dicevo sopra hai in generale un modo di commentare irritante quindi tendi ad irritarmi (però può essere che sia solo un mio problema).

    @Antonio: meditavo usi più creativi, ci sto ancora pensando…

  31. ma genna e sbancor sono la stessa persona? oh che non avevo capito ’sta roba!

  32. brodo, se accetti un’opinione da chi si occupa di libri da una ventina d’anni, ti dico che anche “molta gente” è un po’ esagerato. Basta confrontare i dati dei lettori dei quotidiani con i dati di chi compra buoni libri, o almeno quelli che secondo ognuno di noi sono “buoni libri”.
    Esistono strumenti di indagine interna dei giornali che misurano il sucesso o meno di certe pagine e posso dirti che la gente che legge le recensioni sui grandi quotidiani non è molto alto. Repubblica ad esempio secondo Audipress è letta da 3 milioni di persone (letta non acquistata). di questi solo una piccolaparte legge le pagine culturali e le recensioni.

    Per certi libri di nuicchia magari il tuo discorso è vero, ma per esempio per un libro come “Il cacciatore di aquiloni” no, il successo è venuto dal tam tam. Ma il “cacciatore di aquiloni” è un buon libro secondo te? se sì, in questo caso ha funzionato la democrazia dal basso. se non è un buon libro, allora il tuo discorso - a a parte il taglio di giudizio condivisibile o meno - sarebbe giusto solo per una certa editoria di qualità. Che va sostenuta e difesa.Io sono il primo a dirlo, ne ho tutto l’interesse.

    Il vero problema che poni però credo non sia che certi libri ottimi meriterebbero di essere letti, rispetto ad altri pompati. Il vero problema è come far circolare le buone idee in sedi e forme e tra persone alternative: detto in sintesi, come delegittimare i critici alla Genna.
    COme si fa? si legittima qualcun altro.
    Allora fuori i nomi di recensori da seguire. Io ne ho e non sono quelli qui processati.
    ma esiste un recesore che soddisfi tutti? no secondo me. Quindi tutta questa discussione, sempre secondo me, andava sì fatta, non è una perdita di tempo, ma si ferma al punto in cui diventa necessario trovare altre riviste, altri blog, altri recensori degni di nota.

    Anzichè perdere tempo per vietare le manifestazioni a Roma :-))) facciamo una lista di luoghi e persone dove trovare buoni consigli di lettura.

  33. links from Technorati, è difficile non imbattersi in questo gran casino. Tanto per fare i nomi, trovate di tutto e di più tra questi post e questi commenti: Ma che libro leggi tu? Il suo (quello di Babsi Jones) - Il cassetto delle idee libere - Noantri -Brodo primordiale- La persona depressa - Indizi dell’avvenuta catastrofe - Contaminazioni - Crumbles - Corso sempione 50. Quando mi parlano dei grandi classici, i pochi che in verità non ho letto, quando mi nominano l

  34. @mario de santis: io sono un lettore, e non un addetto ai lavori, però mi sembra indubitabile che le riviste, i giornali, i blog, i mezzi di comunicazione in qualche maniera concorrano ad orientare l’interesse dei lettori (altrimenti non si spiegherebbe la marchetta).

    Delegittimare i critici alla Genna: è esattamente quello che andrebbe fatto, anche mediante i blog e i post come quello che stiamo commentando. Legittimarne qualcun altro? Non lo so. Io mi limito a seguire un paio di regolette, senza fare nomi e cognomi:

    1) diffidare della critica “politica” e militante. Un romanzo è un romanzo, non è un volantino di una parte politica, non è un reportage giornalistico. Un romanzo deve poter reggere centinaia di anni. Ad esempio, Wu Ming fa sistematicamente questa operazione di confusione tra politica e letteratura. Non è che l’oggetto del libro di BJ lo renda automaticamente un capolavoro, non è che se ne deve discutere perché parla di quei fatti. Allora bastava un’inchiesta dell’espresso no?

    2) diffidare delle recensioni che non motivano. Voglio analisi serie dei testi che si recensiscono, e non giudizi apodittici e tranchant.

    3) Più la recensione tira in ballo Joyce, Proust et alia più il libro recensito fa schifo.

  35. Anzi, a ripensarci un nome te lo faccio: mi piacerebbe sapere come la pensa Carla Benedetti.

  36. [...] Ma che libro leggi tu? Il suo (quello di Babsi Jones) - Il cassetto delle idee libere - Noantri - Brodo primordiale - La persona depressa - Indizi dell’avvenuta catastrofe - Contaminazioni - Crumbles - Corso [...]

  37. Irene santa subito. Carlo, un’operazione Ti Tolgo Dal Blogroll alla Esticazzi? :-D

  38. btw: la recensione di Massimiliano Parente in rete non si trova.

    Paolo: in effetti la vecchia operazione sticazzi aveva un senso…

    @una manica, etc.: sono andato a leggere ma non ho capito una fava. Abuso di sostanze? (sei in buona compagnia).

  39. E’ vero, non si trova. Non si trova più, quantomeno. L’avevano messo sul sito dell’editore, ma evidentemente devono averlo rimosso…
    http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=25%2F09%2F2007&topic=5002&idarticle=87528164

    Ps: brodo e irene santi subito!

  40. Giovanotto Brodo,
    quanto clamore per un cantante confidenziale!
    Non pensavo che BJ potesse suscitare tanta passione… specialmente dopo la discutibile cover di “Light my fire”.
    In ogni caso leggete il nuovo Fiunda prima di riempirvi la bocca di paroloni!

    Cordialmente,

    Cav. Marcello Stacchia

  41. @brodo
    sul punto 1) d’accordissimo - lo dico§: “nazione indiana” sono dei logorr-paranoici
    sul punto 2) è proprio dall’analisi del testo che si può dire che il romanzo di Bj è buono “nonostante” le idee politiche di BJ (l’ho detto anche a lei di persona)
    3) è vero che tirare in ballo grossi nomi può essere urtante, ma pure non si può - per una sorta di snobismo al contrario - dire SEMPRE che non si possono tirare fuori grandi nomi. Lo si fa magari per vizio, magari per far capire un modello ipotizzando che come era una volta li avessero letti tutti quei libri (se io dico”la nazionale italiana gioca come il grande Brasile di PElè” tutti sanno di cosa parlo: e però sto citando un classico del calcio come Joyce è un clasico della letteratura).Non è colpa mia se c’è qualcuno che non conosce Pelè e Proust 8lo scrittore non il pilota Prost, col quale spesso anche in libreria veniva confuso).

    Brodo, non vorrei che posizioni così nette contro l’uso di riferimenti culturali, ti confondesse - tu che pure sei un buon lettore - con le giaculatorie di quell’arroganza dell’ignoranza di cui parla oggi Bartezzaghi su Repubblica. Telo cito, perchè è ben detto:

    “Oggi come oggi vige per esempio un’ignoranza “a vocazione maggioritaria”, e anzi francamente egemonica, che ritiene il non sapere la prima e principale forma di libertà, un diritto umano con i controfiocchi - che viene anche rivendicato in quanto tale dagli studenti delle scuole in rivolta contro insufficienze ed esami”

    ecco. E del resto Joyce è molto più conosciuto di Carla Benedetti e anche tu citando quel nome non rischi di escludere chi non la conosce?
    A me piace Carla Benedetti, il suo libro su Calvino/Pasolini è bellissimo. Occhio però che il suo primo libro era proprio su Proust…. ;-)

    mi fermo qui non voglio annoiare. bella discussione.Vediamo di dar vita a qualcosa adesso però. Io per parte mia da Gennaio ci provo se tutto va bene. Ti farò sapere. Al prossimo post.

  42. Ma Mario, Bartezzaghi ha perfettamente ragione (se qualcuno leggendo qui capisce che io sono un sostenitore dell’ignoranza, allora mi sono spiegato veramente molto male). Poni un sacco di questioni che andrebbero sviscerate con calma e gesso. Al volo ti dico solo una cosa: a me il libro di BJ non sta piacendo e uno dei motivi è proprio la lingua. Vi trovo, al contrario di molti, una ossessione per la precisione formale e grammaticale, l’ottima punteggiatura (il libro è pieno di punti e virgola, credo che sia il libro più denso di puntievirgola che io abbia letto negli ultimi anni), la frase morfosintatticamente perfetta. E’ una lingua da eruditi, non da colti. Poi c’è un io narrante o no? A volte si a volte no. E’ certo un testo ossessionante e ossessionato, un testo scritto per il teatro. Non è un romanzo però. Vabbè, dai: qui in questo quadrationo è troppo lunga.

  43. poi basta con tutti questi maudit, che vivono di benzodiazepine, il sangue, i tagli, i polsi, le droghe,la fragilità, la depressione. Alla fine sono tutti uguali. Voglio un capolavoro scritto da un impiegato del catasto con moglie e due figli a carico..

  44. Dia retta a me, già con un solo figlio a carico è complicato anche scrivere un post.

  45. Senta, se le va bene anche un commesso viaggiatore all’estero, mi metto subito all’opera (vengono scritti due-tremila capolavori ogni anno, sarò ben in grado di aggiungermi all’eletta schiera, no?).