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Il bluff

Intendiamoci, ha ragione Boselli quando dice: “Dall’accoglienza negativa che gli è stata riservata Pannella si dovrà convincere che il suo posto non è nel Pd ma casomai nella Costituente socialista. Ai radicali ci legano, non solo l’esperienza della Rosa nel pugno, ma una serie di battaglie per i diritti civili e la laicità che non trovano posto in un partito che è la pura somma di Margherita e Ds ed è per metà laico e per metà confessionale.

La costituente socialista è aperta. Vedo molto più naturale - conclude Boselli - che Pannella concorra come me e come tanti altri compagni alla guida del nuovo partito socialista che stiamo costruendo dove trovano sicuramente posto ideali laici, socialisti, liberali e radicali, piuttosto che concorrere con Veltroni, la Bindi e Letta”.

Ovviamente il PD è una roba che ha poco a vedere col socialismo liberale, la laicità dello Stato e i diritti civili (questi sono temi di sinistra, mica da PD), però la candidatura Pannella serve eccome - d’altra parte a poker l’unica maniera per scoprire il bluff è andare a vedere.

Nel frattempo ho trovato un “Manifesto - Appello per il Partito Democratico”. L’ha scritto Pannella nel 1993 (si, nel millenovecentonovantatre):

Le leggi elettorali approvate dal Parlamento hanno tradito lo spirito - per lo più anche la lettera - del referendum del 18 aprile e hanno contribuito fortemente a far mancare un’occasione storica per il nostro Paese. Quelle leggi ci allontanano da un rigoroso sistema uninominale-maggioritario (anglosassone) anziché realizzarlo, continuando ad impedire quell’autentica logica democratica che è stata espropriata da quarant’anni di partitocrazia. Al contrario, nella nuova legge elettorale sono stati introdotti stratagemmi (quota di proporzionalità, pluralità di simboli, scorporo, etc.) che ne stravolgono il senso auspicato e consentono il rilancio del vecchio regime partitocratico, sotto diverse spoglie.

In tale situazione, appaiono manifestamente inadeguati i tentativi in atto o di rigenerare vecchi partiti o di costituire aggregazioni che, all’insegna del nuovismo, ripetono esperienze già fatte. In particolare, chi subordinasse la propria strategia e le proprie scelte a quelle attuali del PDS, non potrebbe assicurare al Paese quella radicale riforma e quella rivoluzione liberale che vogliamo.

Esiste in Italia un’esigenza diffusa e una domanda crescente di regole e di contenuti politici tipici di un chiaro, forte, classico “modello democratico” che occorre organizzare e sostenere. Un progetto referendario e di iniziative di leggi popolari attorno ai temi di una secca legge maggioritaria, del presidenzialismo, dell’antistatalismo, della giustizia e dell’informazione, sono oggi necessari sia per favorire la crescita e l’affermazione di questo modello, sia per la costituzione attorno ad esso del Partito Democratico.

Le liste Pannella dovranno costituire anche il nucleo promotore e anticipatore di questo partito. Con questo senso - di aggregazione “per il Partito Democratico” - esse si presentano alle prossime elezioni amministrative e a questo fine - di costituente del Partito Democratico - il Movimento indirizzerà il risultato conseguito. L’impegno oggi alle elezioni amministrative a favore delle Liste Pannella è quindi premessa per la presentazione domani del Partito Democratico alle elezioni politiche, da noi fortemente voluta.

Per queste ragioni, rivolgiamo un appello per l’adesione al Movimento e per la partecipazione o comunque il sostegno alle liste a quei cittadini che si riconoscono nel “modello democratico”, ovunque e comunque impegnati, che si oppongono alla restaurazione del sistema partitocratico e vogliono per oggi, e non per un generico domani, la riforma democratica.

~ by brodo on 25 Luglio 2007.

14 Responses to “Il bluff”

  1. “Ovviamente il PD è una roba che ha poco a vedere col socialismo liberale, la laicità dello Stato e i diritti civili ”

    ennesima conferma che il PD e’ troppo centrista.
    mi ricorda la gag della tv delle ragazze “vieni anche tu nel grande centro” del finto casini.

  2. Adesso però Uòlter smollerà qualche poltroncina in giro (quote ggiovani, quote rosa, ecc.) e tutti contenti.

  3. Tra l’altro, e non l’ha scritto nessuno, la riforma costituzionale di Veltroni (vedi i 10 punti sul corriere di ieri) è esattamente quella del governo Berlusconi, affondata poi dal referendum.
    Fossi Berlusca mi candiderei alle primarie del PD, lui si che ne ha titolo.

  4. Onore alla blogosfera, venne notato qui dall’attento Attentialcane: http://attentialcane.ilcannocchiale.it/post/1563840.html

  5. per la verità venne notato anche qui:
    http://www.ilfoglio.it/camillo/

  6. qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare come intende “favorire un bipolarismo basato su competitori coesi programmaticamente e politicamente”, se già dal punto di partenza (ds e margherita) hanno poco a che spartire? e questa mania del voto ai sedicenni come metodo di “svecchiamento”, perchè se poi tanto uno è eleggibile a 25 anni e comunque prima dei 30/35 nemmeno viene preso in considerazione?

  7. Kramer auto Pingback[...] Sola Il boom e poi il silenzio? Ditemi che non è così Squonk Coup de foudre Brodo Primordiale Il bluff Walkirias Catepol Free Linkin Day 2007. Aderisco! Fraktalia Le forme del sapere nella rete [...]

  8. visto che si chiedono spiegazioni..qualcuno mi può gentilmente spiegare perché pannella prima di cansidarsi alla guida del pd non aderisce al pd? non ci si può “candidare” senza “aderire”. non si può essere direttore del corriere della sera e scrivere su repubblica. non si può essere allenatore della roma e giocare nella lazio. insomma, lo capirebbe anche un bambino.

  9. Alcune risposte sono qui:

    http://www.radicali.it/pdf/riformista_pd.pdf

  10. è un discorso che non sta in piedi. vuoi candidarti alla guida del pd? bene, allora sciogli la lista panella, la lista bonino, la lista stocavolo e aderisci formalmente al processo di costituzione del nuovo partito, e sottoscrivi il calendario dei lavori, e partecipi ai lavori e ai dibattiti, e rispetti le scadenze decise da chi si è impegnato a costituire il pd. le chiacchiere stanno a zero. non me ne frega niente che nel 1993 o 83 0 73 panella aveva scritto un appello per il partito democratico, anche mio nonno dopo la guerra voleva il partito democratico. cerchiamo di non prenderci per i fondelli e giocare con le parole. pannella deve aderire a QUESTO partito democratico, non al suo pensiero stupendo del 93. e se pensa che i fautori del pd non abbiano “capacità”, beh allora non aderisca, ma lasci perdere anche la buffonata della candidatura.

  11. Carlo M: se ci rifletti meglio vedrai che hai espresso un concetto da ragioniere della politica (sei in buona compagnia).

    Ti chiedo: qual è l’obiettivo? Vuoi avere un PD dove tutto è formalmente in regola, i candidati (un circo barnum al momento) hanno tutti firmato il moduletto e hanno aderito e partecipato ai lavori (quali?) e ai dibattiti (quali?) e hanno superato l’esamino di ortodossia epperò è un partito di merda, farcito di democristiani e teodem e gente che se ne sbatte le palle dei diritti civili e della laicità dello stato e della fecondazione artificiale e dell’eutanasia e del proibizionismo e potrei continuare a lungo. Oppure. Oppure hai un candidato che non ha firmato il moduletto però, guarda caso, è portatore sano di un sacco di valori coincidenti - COINCIDENTI - con quello che molti, moltissimi, si aspetterebbero dal PD (e invece non trovano). Scegli tu cosa è meglio.

    Inoltre: l’uscita su Pannella è una cazzata mediatica incommensurabile, se io avessi qualche responsabilità nel PD avrei accettato la candidatura un secondo dopo, anche senza crederci, anche solo per calcolo tattico. Ci hanno smaronato per mesi col fatto che il PD è nuovo, aperto, inclusivo, moderno e poi fanno la figura dei quattro burocrati di regime? Autogol pieno. Sono dei minchioni turbo, questi del PD.

    E inoltre: non vedo il problema di far candidare Pannella. Se è tanto fuori fase rispetto alle idee della base del PD non lo voterà nessuno. Se invece lo voteranno in molti vorrà dire che è il PD ad essere fuori fase rispetto alle aspettative della sua base. La selezione facciamola fare a chi vota, no?

    Paura? Paura che qualcuno venga a portare qualche idea che dovrebbe essere liberale e di sinistra in un partito nato morto? Non ha firmato il moduletto, è vero. Chi gli dovrebbe fare l’esamino, la Binetti? La verità è che P. ha messo in fuorigioco i minchioni e adesso non sanno come uscirne.

  12. brodo, sono d’accordo sul fatto che alcune idee di cui pannella è portatore (se sano o malato non so) farebbero bene al pd. sono d’accordo su laicità, diritti civili, fecondazione, eutanasia, e via discorrendo; su queste cose sfondi una porta aperta (anche se non mi pare che nel pd tutti se ne freghino). il problema non è quello di aderire a un moduletto né quello di superare l’esame di ortodossia. e tuttavia l’adesione a un partito nuovo implica l’adesione allo spirito che ne ha prodotto la gestazione, comporta l’accordo con il progetto politico, implica la condivisione di un processo, implica la partecipazione a uno sforzo comune. e poi implica, sì, anche qualche regoluccia burocratica, perché vabbé che vogliamo essere aperti e nuovi e giovani e connessi al libero mondo della rete globale, ma un partito non è un meeting buddhista o un festival all’isola di wight, e qualche norma procedurale bisogna pure darsela. sennò invece di un partito facciamo una bella festa e oltre a pannella chiamiamo pure un dj e due cubiste.

    inoltre ripeto un concetto per me importante: in una forza politica nuova, che guarda al futuro, che punta a coinvolgere una larga fetta della società e che si presume debba essere un po’ meno settaria e ideologica delle formazioni politiche del passato, non tutti proverranno dalla stessa parrochietta, né avranno le medesime idee o priorità su ogni tema socio-economico-culturale che si andrà ad affrontare. ad ogni idea non corrisponde un partito, perché un partito non è un circolo né un movimento, ma un insieme che si presuppone più articolato e sfaccettato, e che poi risolve i contrasti dandosi un programma politico più o meno condiviso e scelto a maggioranza.

    pannella ce l’ha smaronato per anni (lui si) con l’uninominale secco all’americana…beh con quel sistema i partiti diventano due. e che bisogna avere solo due posizioni su tutto? quindi è evidente che dobbiamo abituarci a condividere esperienze politiche comuni con gente che non sempre la pensa come noi, come avviene nei sistemi maggioritari (all’inglese, alla francese o alla che vi pare a voi). ammesso che si voglia andare in quella direzione, altrimenti continuiamo pure con i verdi del sole che ride, quelli del sole che piange, il partito dei pensionati, e la lista bonino, tanto per citare alcune forze politiche dalla vocazione maggioritaria.

    insomma se pannella vuole candidarsi deve anche partecipare, deve sporcarsi le mani, farsi il mazzo, dimostrare di credere nel progetto, mostrare un minimo d’entusiasmo, impegnarsi per costruire una casa comune, e combattere per far valere le sue idee all’interno della casa comune. altrimenti è solo un bluff mediatico, il suo bluff mediatico.

  13. …e ora sto zitto per un po’, promesso.

  14. Carlo, c’è un’evidente contraddizione in quel che dici. Specialmente quando scrivi “è evidente che dobbiamo abituarci a condividere esperienze politiche comuni con gente che non sempre la pensa come noi”. Appunto.

    ps: scrivi quanto vuoi, qui mica c’è il contingentamento dei commenti.