Dubbio atroce
Tutti quelli che si lamentano per la troppa gnocca che si vede in Italia avranno mai dato una letta ai tabloid inglesi?
(e, in subordine, avranno presenti le donne inglesi?)

Tutti quelli che si lamentano per la troppa gnocca che si vede in Italia avranno mai dato una letta ai tabloid inglesi?
(e, in subordine, avranno presenti le donne inglesi?)
Sai tenere un segreto? said this on Novembre 30th, 1999 at 00:00
Sui tabloid inglesi ci son molte foto di Camilla Parker-Bowles, dovranno pure compensare.
Squonk said this on Luglio 23rd, 2007 at 15:56
Però diciamolo che la gnocca è sempre bella da vedere, anche se bidimensionale. Non ho mai capito perchè per ogni 9 gnocche ad un passo dal nudo integrale c’è un solo fusto figo con la camicia aperta. Ho pensato alle risposte possibili ma non trovo quella giusta. Quale sarà ?
1 - Alle donne non piace vedere bei ragazzi
2 - Le donne non comprano i giornali
3 - Le donne sono tutte lesbiche
Comunque bel blog complimenti, ti ho inserito nei miei preferiti. Se ti va fammi sapere che ne pensi del mio. Tornerò spesso a trovarti. Bye! Nerocorvino http://nerocorvino.blogspot.com
Nero Corvino said this on Luglio 23rd, 2007 at 16:08
PS: Io tengo fede al mio commento precedente e nel mio piccolo spazio (il mio blog) cerco di tenere il rapporto uomo-donna semi svestiti al 50%-50% :)
Nero Corvino said this on Luglio 23rd, 2007 at 16:10
I lamentosi si lamentano per invidia, ecche credi
Milla said this on Luglio 23rd, 2007 at 20:21
ho sempre sostenuto che crepano d’invidia, basta guardare le donne inglesi, dalla regina in giù.
enrico said this on Luglio 23rd, 2007 at 23:51
… già il fatto che su questo assunto ci han fatto una puntata di Lucignolo basterebbe a smontarlo…
… già paragonare una società come quella britannica a quella italiana…
… ma vogliamo davvero sostenere che sui media inglesi, pure con i loro giornali scandalistici, c’è più figa a sproposito che da noi ?!
Suvvia, ce l’han menata con ’sta cosa, per cui ce la meniamo noi pure, e c’han ragione.
A parte che basterebbe levarci dalle balle (*) la Canalis per portare a casa quantomeno un pareggio…
(*) Ho editato il commento, perché vorrei cercare di non prendermi querele per le cose che scrivono alcuni dei miei gentili commentatori. Se volete insultare qualcuno fate pure, però sul vostro blog. Carlo
sapu said this on Luglio 24th, 2007 at 12:07
Vorrei solo che qualcuno mi spiegasse l’emancipazione femminile, il concetto intendo. Perchè mi sembra ci sia un sacco di confusione in merito e soprattutto è facile cadere in contraddizione. Emancipazione vuol dire soprattutto libertà di scelta, ma quando la canalis sceglie di lavorare con le tette, è emancipata perchè ha fatto una scelta in piena libertà ? o non lo è perchè ha fatto una scelta subordinata alla società maschilista?
perchè io sta cosa che nel 2007 e in occidente è sempre e solo l’uomo un porco, mica la condivido. mi riferisco alla mila spicola
john doe said this on Luglio 24th, 2007 at 13:00
Pardon.
sapu said this on Luglio 24th, 2007 at 13:54
A me piacciono le inglesi.
#6 said this on Luglio 24th, 2007 at 13:56
un litro di mista said this on Luglio 24th, 2007 at 14:46
I TABLOID, Brodo. Non tutti i telegiornali, i periodici, le pubblicità , i programmi televisivi, i varietà , i teatri.
I TABLOID.
Se in Italia il fenomeno della donna nuda fosse limitato ad Eva Tremila o Cronaca Vera, ci sarebbe meno di cui lamentarsi.
Giulia said this on Luglio 25th, 2007 at 08:44
[...] Brodo Primordiale (come molti altri) si domanda se quelli che puntano il dito contro l’eccesso di gnocca nei media italiani abbiano visto i tabloid inglesi. Se il dito indica la luna, eccetera: i tabloid inglesi potranno anche avere la tettona della terza pagina, ma si tratta dei tabloid. Non dei telegiornali nazionali, di tutte le pubblicità da quella del gorgonzola a quella del silicone, di ogni programma televisivo o varietà “per famiglie” (e non) e di una fetta consistente di periodici, inclusi quelli che tecnicamente parlerebbero di elettronica. Se in Italia la gnocca fosse limitata a Eva Tremila e Cronaca Vera, la situazione sarebbe parecchio meno imbarazzante. Puoi lasciare un messaggio, o utilizzare il trackback direttamente dal tuo sito oppure leggerti i feed dei commenti: RSS 2.0. postCount(’911′); | postCountTB(’911′); Qualcosa da dire? Per problemi tecnici ho dovuto disabilitare il normale sistema di commenti di WordPress. Se vuoi commentare usa il link “Commenti” in fondo al post. Grazie e scusa per l’inconveniente. _uacct = “UA-322464-1″; urchinTracker(); _uacct = “UA-322464-1″; urchinTracker(); Il ritratto è di Sara Not. Design di Moskova 68, Fulvio Romanin, Aliosha, Darkripper, dirige il maestro Peppe Vessicchio. Webmasta e hosting a cura di Darkripper. Nessuna di queste persone è minimamente responsabile di eventuali vacuità , futilità , insipienze e inesattezze contenute in questo blog. _uacct = “UA-322464-1″; urchinTracker(); [...]
» Ribadire l’ovvio said this on Luglio 25th, 2007 at 09:18
Ragazzi a me sta bene tutto, ma che il FT ci venga a fare la morale quando l’Inghilterra è la nazione più ferocemente sessista e maschilista che sia mai esistita, mi fa un po’ ridere. Noi, in compenso, diamo un sacco di rilievo a queste stronzate perché siamo un paese di provinciali.
brodo said this on Luglio 25th, 2007 at 10:10
in effetti, facciamo i paragoni che vanno fatti. nei paesi scandinavi non vedi gnocca sulla pubblicità (e vedi poca pubblicità in giro) e in compenso la fauna locale, altro che le italiane…
se solo facesse un filo meno freddo d’inverno…
Massimo Moruzzi said this on Luglio 25th, 2007 at 12:31
Brodo: Sui tabloid ti ha già risposto Giulia.
La nazione più ferocemente sessista e maschilista? Certo, certo. E sono anche tutti razzisti, gli inglesi. E ovviamente nelle buone università ci vanno solo i figli dei ricchi.
La mia compagna di classe figlia di un macchinista della London Underground - famiglia indiana, musulmana - me la sono sognata.
E’ il 2007, buongiorno.
Non dico che sia perfetto, anzi: resta il gap nei salari, per dirne una. Ma sicuramente tra qui e l’Italia non ho dubbi su dove vorrei crescere una mia ipotetica figlia.
(Concordo sulla provincialità dell’Italia, peraltro. Solo che se nessun giornale italiano avanza questa banalissima teoria - e basterebbe la famosa gita a Chiasso per iniziare a pensarci - poi il FT diventa la luce dall’alto del cielo, stile Blues Brothers nella chiesa.)
restodelmondo said this on Luglio 25th, 2007 at 12:53
Io ci ho vissuto a Londra, anche se pochi mesi. Subito dopo sono stato due anni negli USA quindi credo di essermi fatto una buona idea comparata tra uk/usa/italia. Continuo a credere che gli inglesi siano ferocemente sessisti (non più tardi di due mesi fa mi hanno portato a colazione a Londra in un circolo dove le donne non sono ammesse nemmeno al ristorante). In più, il problema è principalmente di tessuto economico: la nostra economia è fatta ancora di padroncini e fabbrichette (e di capetti brianzoli che mettono le mani sul culo della segretaria e poi votano lega), se fosse internazionalizzata un decimo di quanto lo è in uk il problema sarebbe ampiamente superato. E lo dico avendo appena assunto una trentina di persone, in maggioranza donne di tutte le origini, che prendono gli stessi soldi dei loro colleghi uomini e faranno una carriera del tutto equivalente. A Roma.
Poi ci sarebbe un lungo discorso da fare su come abbiamo costruito una società in cui i ggiovani (e le ggiovani) pensano che lavorare sia disdicevole quando si possono fare un sacco di soldi giocando a pallone o esibendo una tetta in tv oppure facendosi infilare in qualche posto parapubblico dal parente o amico. Perché in Italia se ti fai il mazzo, lavori e ti sudi i soldi che guadagni sei, tutto sommato, considerato un coglione rispetto a quelli (tantissimi) che prendono scorciatoie. Ma se c’è una domanda vuol dire che c’è anche una sostanziosa offerta, quindi è il mercato baby (direbbero gli iperliberisti).
brodo said this on Luglio 25th, 2007 at 13:31
Preferisco una donna che si devasti di fish and chips a una donna che non mangi NULLA a parte cose verdine o che contengono nel nome tantissime ypsilon.
[Ste]
Noantri said this on Luglio 25th, 2007 at 15:29
Brodo, dove sei vissuto a Londra (anche se per pochi mesi)?
Tra un po’ di mesi ritornero’ permanentemente in Italia, dopo 17 anni a Londra. Io non ho le tette belle come quelle delle Veline… speriamo di trovar lavoro ugualmente neh.
Milla said this on Luglio 25th, 2007 at 19:23
Close to Sloane St.(era il 1996). Come hai risolto col lavoro?
brodo said this on Luglio 25th, 2007 at 20:01
Possiamo convenire sul fatto che la stampa inglese non sia all’altezza della qualità del Regno, talvolta, come nel caso di questo articolo che in effetti mostra il fianco a facili critiche.
In compenso, ahime!, la nostra stampa, con tutto il suo fiorire di materiale per onanisti, è indubbiamente all’altezza del paese che la pubblica.
E’ fondamentalmente un problema di misure.
O di statura, volendo evitare doppi sensi…
sapu said this on Luglio 25th, 2007 at 20:37
Ah, e, scusa, ma Londra potrà essere conservatrice e tradizionale in qualche tea-room o qualche club dove non fanno entrare le donne o quelli delle colonie.
Ma parlare di sessismo, o di razzismo, per Londra mi pare fuori luogo.
Non che non ci siano sacche di inciviltà pure lì, sennò sai che file a Calais
sapu said this on Luglio 25th, 2007 at 20:41
posso dire la mia dato che vivo a londra (per ora)?
innanzi tutto bisognerebbe affrontare la questione senza cadere nelle banalità , e senza misurare il sessismo dalle tette sui giornali.
dunque, io sono d’accordo con brodo: la società inglese è molto sessista e maschilista. qui non solo ci sono circoli dove le donne non sono ammesse, ma basta entrare in un pub alle 6 pm per farsi un’idea della situazione: tutti uomini, a bere birra fra uomini. gli inglesi sono radicatamente sessisti in alcuni aspetti della vita sociale e intellettuale. è vero anche che sono stati abituati nella loro storia a figure femminili forti: dei quattro o cinque sovrani britannici più importanti almeno tre sono donne (elisabetta I, vittoria ed elisabetta II), e durante gli anni ‘80 sono stati governati da una donna che li ha rivoltati come dei pedalini. tuttavia, si tratta di figure femminili che si sono imposte facendo ricorso a uno stile con tratti fortemente maschili. la società inglese è pragmatica, concreta; lo stile di vita degli inglesi è asciutto, essenziale; poco spazio è lasciato alla grazia, al compromesso e alla tolleranza. sono tutti aspetti che danno un’impronta “maschile” al mondo britannico. si tratta di un maschilismo corretto, non ostentato, non da pacca sul culo, ma ciò nonostante molto radicato. non per niente il proto-femminismo è nato qui (virginia woolf, vita sackville-west, ethel smyth, ecc).
la società italiana è certamente sessista e maschilista anch’essa, ma anche qui sono d’accordo con brodo: lo è soprattutto per il suo tessuto economico-sociale ancora un po’ provinciale, e per il retaggio di una cultura contadina aggiungerei io. si può concludere che entrambe le società sono sessiste e maschiliste, ma in modo diverso. il sessismo inglese è meno apparente e più sottile.
Carlo M said this on Luglio 26th, 2007 at 02:07
Entrambe le società partono da una matrice maschilista, ma vorrei fa notare che i Rotary’s e i Lion’s dove le donne non sono ammesse li hanno esportati anche qui, e se vai al Punto Snai sotto casa mia sono tutti uomini, idem in certi bar. A Londra, le mie amiche vanno al pub con i colleghi dopo il lavoro: dipende dal pub in cui vai, esattamente come qui.
Il punto è che, di fatto, le donne inglesi sono meno discriminate. Merito sicuramente anche del fatto che gli inglesi guardano a una sovrana e non a un sovrano, e non si farebbero problemi ad eleggere una donna come primo ministro. La minore mercificazione dell’oggetto femmina è un riflesso di questa cultura, e allo stesso tempo contribuisce a mantenere un minimo di parità .
L’asciuttezza e l’essenzialità non sono comunque caratteristiche maschili in sé, a meno che uno non decida che “femminile” consiste in frizzi, lazzi e tacchi a spillo (cosa che peraltro si cerca di far passare da anni). La femminilità è ben altro che una serie di accessori.
Giulia said this on Luglio 26th, 2007 at 10:22
Ci sono anche i club per sole donne, se proprio vogliamo.
E il femminismo qui è riuscito a nascere e a svilupparsi: hai detto poco.
Nei pub io vedo compagnie miste, solo maschili o solo femminili, distribuite su tutte le età (e dove le vedi delle amiche quarantacinquenni al pub, a Milano?), tanto in centro quanto nella mia zona (che non è esattamente posh: SE20).
Quanto all’essenzialità come caratteristica maschile: se le casalinghe non sapessero esattamente cosa è essenziale, sarebbero morte. Giusto per restare sullo stereotipo.
restodelmondo said this on Luglio 26th, 2007 at 11:34
Close to Sloane St? You must be filthy rich! Alas I only like the rich bit.
Mah, con il lavoro non ho risolto niente; verro’ in Italia all’avventura. Vedremo. Se falliro’…ritornero’ a Londra.
Milla said this on Luglio 29th, 2007 at 15:07
Milla, mica ho capito che lavoro cercavi (ricerca, mi sembra?)
brodo said this on Luglio 29th, 2007 at 23:08
Si’ si’, ricerca universitaria. Ma alla fine chissa’ se lascero’ Londra…sono troppo libera qui… Mah vedremo.
Mica hai un lavoro per me?
Milla said this on Luglio 31st, 2007 at 12:01
No Milla, però secondo me se cerchi trovi.
brodo said this on Agosto 1st, 2007 at 10:39