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Socialmente intollerabile

Il template sarà anche nero, ma notoriamente questo blog è un covo di rossi rifondaroli, e quindi è il posto migliore per avere risposta ad una domanda semplice semplice: quanto cazzo è grande la parte di società a cui fa riferimento Bertinotti, quando dice che l’aumento dell’età pensionabile “avrebbe un impatto di intollerabilità sociale”? Eh? E quanto è grande quella che pensa che non aumentare l’età pensionabile sia - davvero - socialmente intollerabile? Così, per curiosità.

~ by Squonk on 29 Giugno 2007.

12 Responses to “Socialmente intollerabile”

  1. links from Technorati view blog [IMG]

  2. [...] volta non mi sbaglio, sono stata attenta, l’autore è Squonk, ospite di brodo primordiale: Socialmente intollerabile: Il template sarà anche nero, ma notoriamente questo blog è un covo di [...]

  3. A me piacerebbe tanto che Squonk lavorasse fino a 83 anni e io fino a 33 (manca un mesetto). Questo sì, sarebbe socialmente tollerabile.

  4. Ma siete sicuri sicuri che sia meglio andare in pensione?
    Certo, dipende dal lavoro che uno fa, ma per chi ha un lavoro mediamente interessante e non principalmente di fatica lavorare fino a 83 anni è una benedizione.

    Andare in pensione se non si hanno passioni o interessi forti rincoglionisce, ti trovi a rimbambirti sulle panchine.
    Secondo me è meglio lavorare. Però de gustibus….

  5. Dimenticavo.
    A meno che uno non vada in pensione con 10/12.000 euro al mese e allora può girare il mondo. Ma di solito sono proprio quelli che non ci vanno.

  6. L’età pensionabile deve essere aumentata, punto e basta. Poi, secondo me, arrivati all’età della pensione bisognerebbe poter scegliere se continuare o meno a lavorare.

    Per il resto, io ne sono ben lontano ma condivido quello che dice l’imprenditore su: meglio lavorare.

  7. Posso dire una cattiveria?
    In pensione ci sta bene chi non ha mai lavorato davvero. Non vede la differenza tra leggere il giornale a casa o in ufficio.

    Non a caso quelli maggiormente difesi dai sindacati ;-)

  8. “In pensione ci sta bene chi non ha mai lavorato davvero. Non vede la differenza tra leggere il giornale a casa o in ufficio.”

    A me sembra all’incirca una sbruffonata.

  9. Mah, quella del giornale mi sembra sia proprio al contrario: tra leggere il giornale in ufficio percependo X e leggerlo a casa percependo frazione di X, tanto vale continuare a “lavorare”.
    Ma ci sono anche lavori che ti consumano fisicamente, e per quelli ogni anno di più rappresenta fatica vera, continuare a stringere i denti.

    Forse l’età di riferimento dovrebbe variare per categorie, ma mi rendo conto che nella pratica sarebbe un bel casino; come d’altronde lo sarebbe un cambio immediato rispetto a un criterio di equità (per cui avere iniziato a lavorare un giorno prima o un dopo ti cambia anni di vita).
    Tra un concetto valido e la sua applicazione c’è sempre quella cosa tutta piena d’acqua semovibile.

  10. [...] attacco al post precedente di Squonk: senza stare a disquisire tanto sui pro e contro sociali (in questo caso tendo più a preoccuparmi [...]

  11. Uno ad una certa età c’ha pure qulcosa da fare oltre a leggere il giornale sulle panchine. Ci sono i nipoti, la pesca il bricolage e cose varie…
    Ma facilitare il part-time ad una certa età non sarebbe meglio?
    Conosco un sacco i gente che continuerebbe pure a lavorare, magari però otto ore a sessant’anni gli sembrano troppe….

  12. Ma qui il punto non è che cosa uno vuole o vorrebbe fare. E’ che cosa il sistema riesce a reggere. E il sistema, molto semplicemente, non riesce più a reggere la gente che va in pensione a 57 anni con un’aspettativa di vita compresa tra i 75 e gli 80. Punto.

  13. sono un po in ritardo sulla conversazione, in questo piccolo scampolo di vita che mi e’ stata data, io conosco vecchie cassiere dell’esselunga in pensione a 55 e ad esempio mia mamma- una tra i tanti-, classe 45 che avendo prima lavorato come impiegata in studio commercialista, e poi in proprio come libera professionista ha l’immenso piacere di non poter cumulare i suoi periodi contributivi e quindi ora è per fortuna pensionata per l’inps ma per la cassa dovra continuare a lavorare fino a 70, perche’ non ha ancora un periodo pensionistico abbastanza lungo per poter avere una pensione anche da loro - a meno di non richiedere in dietro i versamenti fino ora effettuati.
    certo la libera professione e tutte le professioni libere e di concetto sono piu’ facili da svolgere in età avanzata.
    Servirebbe il modo di poter scegliere se continuare o no a lavorare, e bisognerebbe constringere a tornare a lavorare i lavoratori che usufruiscono delle baby pensioni e’ immorale che esistano delle persone - come i lavoratori pubblici della scuola - che sono andati in pensione con periodi lavorativi ridicoli : “15 anni, 6 mesi, 1 giorno” di contributi versati.