Socialmente intollerabile
Il template sarà anche nero, ma notoriamente questo blog è un covo di rossi rifondaroli, e quindi è il posto migliore per avere risposta ad una domanda semplice semplice: quanto cazzo è grande la parte di società a cui fa riferimento Bertinotti, quando dice che l’aumento dell’età pensionabile “avrebbe un impatto di intollerabilità sociale”? Eh? E quanto è grande quella che pensa che non aumentare l’età pensionabile sia - davvero - socialmente intollerabile? Così, per curiosità.

coComment - said this on Novembre 30th, 1999 at 00:00
[...] volta non mi sbaglio, sono stata attenta, l’autore è Squonk, ospite di brodo primordiale: Socialmente intollerabile: Il template sarà anche nero, ma notoriamente questo blog è un covo di [...]
DestraLab » Curiosità said this on Giugno 29th, 2007 at 16:05
A me piacerebbe tanto che Squonk lavorasse fino a 83 anni e io fino a 33 (manca un mesetto). Questo sì, sarebbe socialmente tollerabile.
eio said this on Giugno 29th, 2007 at 16:24
Ma siete sicuri sicuri che sia meglio andare in pensione?
Certo, dipende dal lavoro che uno fa, ma per chi ha un lavoro mediamente interessante e non principalmente di fatica lavorare fino a 83 anni è una benedizione.
Andare in pensione se non si hanno passioni o interessi forti rincoglionisce, ti trovi a rimbambirti sulle panchine.
Secondo me è meglio lavorare. Però de gustibus….
L'imprenditore said this on Giugno 29th, 2007 at 18:00
Dimenticavo.
A meno che uno non vada in pensione con 10/12.000 euro al mese e allora può girare il mondo. Ma di solito sono proprio quelli che non ci vanno.
L'imprenditore said this on Giugno 29th, 2007 at 18:02
L’età pensionabile deve essere aumentata, punto e basta. Poi, secondo me, arrivati all’età della pensione bisognerebbe poter scegliere se continuare o meno a lavorare.
Per il resto, io ne sono ben lontano ma condivido quello che dice l’imprenditore su: meglio lavorare.
brodo said this on Giugno 29th, 2007 at 18:11
Posso dire una cattiveria?
In pensione ci sta bene chi non ha mai lavorato davvero. Non vede la differenza tra leggere il giornale a casa o in ufficio.
Non a caso quelli maggiormente difesi dai sindacati ;-)
L'imprenditore said this on Giugno 29th, 2007 at 18:29
“In pensione ci sta bene chi non ha mai lavorato davvero. Non vede la differenza tra leggere il giornale a casa o in ufficio.”
A me sembra all’incirca una sbruffonata.
Tonino said this on Giugno 29th, 2007 at 18:49
Mah, quella del giornale mi sembra sia proprio al contrario: tra leggere il giornale in ufficio percependo X e leggerlo a casa percependo frazione di X, tanto vale continuare a “lavorare”.
Ma ci sono anche lavori che ti consumano fisicamente, e per quelli ogni anno di più rappresenta fatica vera, continuare a stringere i denti.
Forse l’età di riferimento dovrebbe variare per categorie, ma mi rendo conto che nella pratica sarebbe un bel casino; come d’altronde lo sarebbe un cambio immediato rispetto a un criterio di equità (per cui avere iniziato a lavorare un giorno prima o un dopo ti cambia anni di vita).
Tra un concetto valido e la sua applicazione c’è sempre quella cosa tutta piena d’acqua semovibile.
vic said this on Giugno 30th, 2007 at 08:07
[...] attacco al post precedente di Squonk: senza stare a disquisire tanto sui pro e contro sociali (in questo caso tendo più a preoccuparmi [...]
General Surgeon’s Warning: Work Kills said this on Giugno 30th, 2007 at 12:18
Uno ad una certa età c’ha pure qulcosa da fare oltre a leggere il giornale sulle panchine. Ci sono i nipoti, la pesca il bricolage e cose varie…
Ma facilitare il part-time ad una certa età non sarebbe meglio?
Conosco un sacco i gente che continuerebbe pure a lavorare, magari però otto ore a sessant’anni gli sembrano troppe….
Stefano said this on Giugno 30th, 2007 at 16:23
Ma qui il punto non è che cosa uno vuole o vorrebbe fare. E’ che cosa il sistema riesce a reggere. E il sistema, molto semplicemente, non riesce più a reggere la gente che va in pensione a 57 anni con un’aspettativa di vita compresa tra i 75 e gli 80. Punto.
Squonk said this on Giugno 30th, 2007 at 22:19
sono un po in ritardo sulla conversazione, in questo piccolo scampolo di vita che mi e’ stata data, io conosco vecchie cassiere dell’esselunga in pensione a 55 e ad esempio mia mamma- una tra i tanti-, classe 45 che avendo prima lavorato come impiegata in studio commercialista, e poi in proprio come libera professionista ha l’immenso piacere di non poter cumulare i suoi periodi contributivi e quindi ora è per fortuna pensionata per l’inps ma per la cassa dovra continuare a lavorare fino a 70, perche’ non ha ancora un periodo pensionistico abbastanza lungo per poter avere una pensione anche da loro - a meno di non richiedere in dietro i versamenti fino ora effettuati.
certo la libera professione e tutte le professioni libere e di concetto sono piu’ facili da svolgere in età avanzata.
Servirebbe il modo di poter scegliere se continuare o no a lavorare, e bisognerebbe constringere a tornare a lavorare i lavoratori che usufruiscono delle baby pensioni e’ immorale che esistano delle persone - come i lavoratori pubblici della scuola - che sono andati in pensione con periodi lavorativi ridicoli : “15 anni, 6 mesi, 1 giorno” di contributi versati.
pm10 said this on Luglio 4th, 2007 at 16:02