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C’è qualcosa che non torna

Si parla tanto di enogastronomia e del mangiar bene, di recupero delle tradizioni, di cultura e gusto; si cerca di bere bene, di vestire bene, di evitare i libri di Moccia e recuperare qualità (della vita) in genere. Poi accendi la televisione e vedi un affermato (?) critico gastronomico col capello unto, il completo color cacarella e la cravatta comprata al distributore Agip in bundle con mezzo chilo di sint2000. E non è nemmeno ggiovane.

(e ho tralasciato the mummy)

~ by brodo on 28 Giugno 2007.

7 Responses to “C’è qualcosa che non torna”

  1. se è quello che inizia per R l’ho incrociato in metropolitana e ti assicuro che dal vivo è peggio.

  2. R? Repellente.

  3. No, non è raspelli. A dire la verità non so bene chi sia, anzi datemi lumi. E’ una trasmissione che fanno su la7, dove c’è un personaggio famoso che cucina e i “critici” che giudicano senza sapere chi ha cucinato. I critici fissi sono una mummia che mi sembra scriva su panorama e quell’altro brutto a vedersi.

  4. Mapercaritadellamadonna, ma che programmi guarda? Io non la riconosco più.

  5. Quindi la mummia non è la Carlucci?

  6. peccato,
    Raspelli (del barile i fondelli) è l’eponimo dell’unto.

    Comunque Ella si riferisce al mirabolante “Ceff per un giorno”, dove il mangiaFuco è questo simpaticone Blow Food

    http://www.la7.it/tv/scheda/dett_entertainers.asp?id_program=16942&id_ent=270

    il nome è preso pari pari da una commedia all’italiana di serie B

  7. E’ lui, e c’è pure the mummy.