Casa e chiesa
Leggevo su 24 Ore di un’indagine sulla soddisfazione degli italiani rispetto al lavoro. Uno dei fattori motivazionali di base, considerato necessario dal campione degli intervistati, è la vicinanza a casa.

Leggevo su 24 Ore di un’indagine sulla soddisfazione degli italiani rispetto al lavoro. Uno dei fattori motivazionali di base, considerato necessario dal campione degli intervistati, è la vicinanza a casa.
e poi, un buono pasto di almeno 10 euro e la presenza di una palestra e/o campi da tennis nelle vicinanze.
ma cos’hanno fatto, un sondaggio solo sui dipendenti della regione lombardia? ;-)
Massimo Moruzzi said this on Maggio 16th, 2007 at 12:34
Io credo che questo tipo di interviste adrebbero un’attimo approfondite perchè la vicinanza a casa, ihmo, è sempre collegata al tempo di trasferimento casa/lavoro e il mezzo con cui ci si sposta.
Perchè è chiaro che se per attraversare la città ci devo mettere 2 ore di traffico, tempo che rubo sia al lavoro che alla casa, perferisco avere un lavoro vicino casa.
Se invece per lo stesso percorso avessi una metro e il tempo di trasferimento fosse 30 minuti o giù di la risposta credo sarebbe molto diversa.
robie06 said this on Maggio 16th, 2007 at 12:48
che c’è di strano? non credi esistano i pigri? :D
micce said this on Maggio 16th, 2007 at 13:03
a parte il fatto che scrive “un’attimo” con l’apostrofo, concordo con robie06: se tu sei convinto che 4 ore non retribuite più il costo della benzina o l’utilizzo dei mezzi pubblici, con i disagi che comporta e il costo dell’abbonamento, siano fattori non determinanti nel grado di soddisfazione del lavoro, evidentemente hai un lavoro estremamente gratificante (ne sono felice, ma non mi pare che sia un caso frequentissimo) che ti auguro di mantenere a lungo (cosa peraltro improbabile, data la precarietà che c’è in giro!).
Raf said this on Maggio 16th, 2007 at 13:31
ops.. che figura!
robie06 said this on Maggio 16th, 2007 at 13:35
mi pare una risposta piuttosto razionale, una percentuale molto alta di tempo lavoro, e non solo alla Regione Lombardia, ma anche nel settore privato (penso ai corsi di pseudo-formazione la cui durata non dipende mai da questioni funzionali, oppure a trasferte di pseudo-lavoro, il cui output molto spesso potrebbe essere ottenuto con un paio di video conferenze, eccetera), sono dovute essenzialmente al fatto che non non si sono trovati meccanismi sufficientemente legittimati per distribuire il reddito in modo alternativo dal “lavorare”.
ecco che, avercelo sotto casa, il “lavoro”, diventa una variabile strategica.
caporale said this on Maggio 16th, 2007 at 14:32
Il punto è: se il lavoro che fai ti fa schifo, l’unica variabile condizionante la tua soddisfazione sul lavoro sono i soldi che percepisci. E avere il lavoro vicino casa riduce tempo, consumo di benzina, rischio di incidenti stradali, etc. Tutti fattori che sono facilmente traducibili in soldi.
Chips said this on Maggio 16th, 2007 at 14:38
Senza contare che puoi dormire di piu’ la mattina!
anna said this on Maggio 16th, 2007 at 15:29
Dipende da dove abitano gli intervistati. A Roma si possono passare un paio d’ore al giorno in macchina, e con il trasporto pubblico può andare peggio. Andare a lavorare a piedi allungherebbe la vita, ma è un sogno.
Pank said this on Maggio 16th, 2007 at 18:19
non so, io avrei detto il bacio della buonanotte, che mi sembra molto motivazionale.
brodo said this on Maggio 16th, 2007 at 19:55
ripensandoci… se hai un lavoro qualunque, poco interessante, una roba per riempire un po’ di ore, vederti in ufficio coi colleghi e portare a casa un po’ di soldi… mi sa che è più che razionale.
Massimo Moruzzi said this on Maggio 16th, 2007 at 22:55
Forse chiamarlo fattore motivazionale è improprio, sicuramente però si tratta di un parametro importante nella valutazione complessiva di un’offerta di lavoro: il “commuting” rappresenta a un tempo sia un costo che una dilatazione dell’orario di lavoro (o meglio: di quello in cui non puoi dedicarti agli affetti o ai cazzi tuoi in generale).
Insomma, tu vivendo a Roma non prenderesti mica un lavoro a Bologna (oppure lo prenderesti e ti trasferiresti). Ecco, Roma su Roma paradossalmente può essere peggio, nel senso che il tempo di spostamento può essere molto simile, ma tu non puoi neanche trasferirti.
vic said this on Maggio 17th, 2007 at 11:07
La qualità del caffè e degli snacks nelle macchinette a quanto stava nella classifica dei fattori motivazionali di base ?
sapu said this on Maggio 18th, 2007 at 10:09
[] - RSS/ATOM Feeds Aggregator said this on Maggio 22nd, 2007 at 16:58