header image
 

Parole, parole, parole

Avevo scritto un lungo post per spiegare per filo e per segno cosa pensavo del discorso di Veltroni all’ultimo congresso DS. Poi l’ho lasciato in bozza, perché certe cose è meglio farle decantare. Stasera vedo che Nessuno TV lo ripropone, e ne risento alcuni passi. In fondo non c’è bisogno di stare a motivare più di tanto: è il discorso perfetto di un demagogo buono a nulla, riscuote grandi applausi e cela - appunto - il nulla. Non ho dubbi che piaccia, perché a tutti piace sentirsi parte dei belli e buoni a costo zero, senza nemmeno muovere il culo dal divano. Anzi, possibilmente a carico di altri.

Tutti ci commuoviamo a pensare ai bravi lavoratori dei servizi sociali che aiutano la vecchietta solitaria. Tutti vorremmo tendere la pargoletta mano all’immigrato. Tutti elargiremmo diritti a destra e a manca, tanti e senza economia. Diritti per tutti, tanto non costa un cazzo. Visto come siamo buoni e de sinistra? E poi i diritti dei gay, quelli non si toccano. Figurati, c’ho pure un amico frocio, io (*).

Le cose cambiano un poco quando si tratta di metterle in pratica e si scopre, per esempio, che gli uffici del comune di Roma funzionano pressappoco come quelli di una qualsiasi città del Burundi. Che andare all’anagrafe può essere un’esperienza che non ti dimentichi più per tutta la vita. Che la vecchietta non la puoi portare a fare una passeggiata al parco di quartiere, perchè potrebbe sprofondare nelle sabbie mobili o essere rapita da Tarzan che sfreccia tra le liane. Che la città affoga nella monnezza. Che le merde di cane sono ovunque.

Che i turisti hanno tutti i diritti tra i quali quello di trasformare il centro di Roma in una immensa latrina a cielo aperto, litigare ubriachi alle 3 di notte sotto le finestre della gente che tenta di dormire, lanciare bottiglie di vetro per terra spargendo cocci ovunque, pisciare nei portoni, schiamazzare, girare col megafono e tutta un’altra serie di cose che se provassimo a farle nella Londra di Blair ci arresterebbero dopo dieci minuti. Ma noi siamo libertari, si sa. E abbiamo portato il Turismo a Roma, noi. Turismo di barbari ubriaconi e di straccioni, ma stai a guardare il capello. Siamo i buoni dopotutto. C’è gente a Campo de’ Fiori che vende la casa a prezzi stracciati per la disperazione. Ma noi garantiamo i diritti di tutti, specialmente se sono la feccia della nostra gente o i turisti da 300 Euro per un weekend all-inclusive compreso giro dei pub e bagordi notturni, distruzione di monumenti e costi sociali vari. Noi siamo i buoni, lo dice l’occhio tumido nel faccione frollato del supersindaco, la lacrimuccia del futuro missionario (a parole).

Siamo buoni noi, e anche avendo notato che negli ultimi anni il centro si è riempito di pullman enormi, parcheggiati a decine nelle piazze, mentre ci ricordiamo che si era fatta una battaglia di anni per ottenere che parcheggiassero fuori, non diciamo niente. E’ un loro diritto parcheggiare il pullmone praticamente all’interno di Santa Maria Maggiore. Allestiamogli un parcheggio nella navata centrale, piuttosto.

Siamo buoni noi, e facciamo finta di non vedere che una delle piazze più belle di Roma di notte si riempie di mignotte, gente che gioca d’azzardo e magari poi si accoltella, immigrati con uno splendido lavoro semaforico attaccati al boccione di vino da due lire comprato alla SMA e riversi sui pochi scalini ancora accessibili della grande basilica (che ormai è stata militarizzata al punto che manca solo ci mettano il filo spinato intorno per non farci dormire gli accattoni). Noi siamo i buoni e quindi, pur avendo delle leggi, non le facciamo rispettare perché altrimenti potremmo diventare cattivi, e non sia mai (**).

Noi siamo i buoni, la mattina andiamo a lavorare e abbiamo contato almeno 14 semafori presso i quali possiamo elargire l’obolo a venditori di pelli di daino, fazzoletti, accendini, acrobati con la palla, mutilati di tutti i tipi che ti infilano il moncherino nel finestrino, zingare incinte con ragazzino a tracolla. E a ognuno di questi molliamo la monetina, tutte le mattine, e ci sentiamo orgogliosi e fieri e buoni e de sinistra - almeno quanto il sindaco.

(*) la storia del “c’ho pure un amico frocio, io” merita un post a parte, prossimamente

(**) non so se avete notato che ormai la gente è talmente abituata all’inesistenza delle forze dell’ordine e al fatto che infrangere le regole è prassi, che quando succede qualcosa di eclatante scrive a Antonio Ricci o alle Iene. Almeno quelli gli danno retta. Esattamente come le cosche al sud. Funzione sociale surrogatoria, si chiama.

~ by brodo on 2 Maggio 2007.

23 Responses to “Parole, parole, parole”

  1. Lei mi sa che è di destra, Signor Carlo. Dai che adesso facciamo il Partito Democratico e non siamo più neppure ex-comunisti… (sic)

  2. Kramer auto Pingback[...] le ho chiesto? No. Neanche a Parigi, a Lisbona, a Stoccolma, potrei aggiungere. A Roma, se credi a Carlo, è un po’ come a Milano. Massimo Moruzzi, 09:26 | Post<li> | 0 comments | [...]

  3. Kramer auto Pingback[...] Mostra tutti i blog della categoria: Divertimento Internet Musica Notizie Politica Scienza Tutti Ora stai vedendo i blog della categoria: Politica Brodo Primordiale Parole, parole, parole [...]

  4. [...] di Veltroni al congresso dei Ds secondo Brodo [...]

  5. rido molto.
    ti amo

  6. Quanto hai ragione ! Viene proprio voglia di reagire a tutto questo buonismo col “cattivismo”, hanno alterato il significato di bonta’ confondendolo con liberta’ di concedere tutto ai vari disgraziati che arrivano dalle parti piu’ disagiate, cosi’, senza controllo. Forse siamo gia’ diventati il paese piu’ appetibile dove espatriare, tanto noi giustifichiamo tutti, siamo buoni e libertari.Peccato poi che , se mi fermo ad un semaforo “gestito”, un po’ fuori mano e sono sola in macchina, ho un po’ paura, che so, di rimetterci un tergicristallo o una pedata nella carrozzeria…

  7. Quello che dici tu va a toccare corde sensibilissime della propiocezione urbana, di come ci percepiamo in quanto cittadini. In quanto buoni cittadini. Si può trovare un ragionevole compromesso tra buonismo stucchevole e razionalità civica senza per questo sembrare troppo buoni o troppo cattivi? A dir la verità io credo di no, credo che si tratterà sempre di fare una scelta estrema tra due poli. Con i relativi rischi: essere troppo buoni porta a quello che dici tu, e troppo “cattivi”(si fa per dire) porta ad assottigliare il senso di responsabilità civica (non lo faccio perchè poi mi fanno la multa) a favore di rapporti mediati da regole imposte per causa-effetto. Boh? non so…sto ragionando ad alta voce…

  8. “Noi siamo i buoni e quindi, pur avendo delle leggi, non le facciamo rispettare perché altrimenti potremmo diventare cattivi, e non sia mai”. premesso che su veltroni sono completamente d’accordo con te, ti chiedo: non pensi che la tua frase (bellissima) sia perfetta anche per tutta la sinistra italiana?

  9. Kramer auto Pingback[...] Parole, parole, parole [...]

  10. Dalle mie parti i turisti non ci sono, ci sono i romani. Il quartiere è una merda lo stesso.

  11. Valeria, diamo a Walter quel che è di Walter, prego. Il problema semmai è che il probabile candidato a guidarlo, il centrosinistra.

  12. Ottimo post, come al solito, Brodo.
    Triste, ma vero (il contenuto del post, non il fatto che il post sia ottimo).

  13. links from Technoratibrodi

  14. links from Technorati parole, parole, paroleavevo scritto un lungo post per spiegare per filo e per segno cosa pensavo del discorso di veltroni all’ultimo congresso ds. poi l’ho lasciato in bozza, perché certe cose è meglio farle decantare. stasera vedo che nessuno tv lo ripropone, e ne

  15. Kramer auto Pingback[...] gli danno retta. Esattamente come le cosche al sud. Funzione sociale surrogatoria, si chiama. http://brodoprimordiale.net/archives/2007/05/02/parole-parole-parole_________________www.centraledellibro.it Libri, collezionismo, concorsi, premi e altre appettibili [...]

  16. [...] barbogi nostalgici di “quando c’era lui”. Qualche esempio? Il Dottor Brodo, qui. E il Dottor Sasaki, con il quale da un po’ condivido via mail l’insofferenza per come [...]

  17. Genova è molto simile. C’è un quartiere che è dei sudamericani. Ti mostrano l’indice quando attraversano la strada e tu sei lì in macchina a farlo passare sulle strisce. Nno si deve generalizzare. Sto rimettendo a posto un appartamento insieme ad uno del SEnegal. Ieri mi diceva che quelli che vengono su adesso dal Senegal sono peggiori di loro che stanno qui in Italia da dieci anni. Tornato a casa dicevo a mia moglie: lo sai che Ibrahim è proprio una brava persona e mi sono sentito ancora di sinistra parlando con lui? Lei mi ha risposto che non sono nè di destra nè di sinistra ma sono uno che rispetta chi lavora e non rompe i coglioni.

  18. links from Technorati preoccupata dei problemi? E la società civile dov’era? E il ceto medio riflessivo, perché non rifletteva? Eh? Eh? Perché ha permesso tutto questo permissivismo? Non è una vergogna? Lei che dice, dottore? (Vedi anche Brodo sul veltronismo).http://piste.blogspot.com/

  19. Kramer auto Pingback[...] Dottore, insomma, mi sento un po’ di sarkosi, è grave?Premetto che sono di sinistra. Leggo due quotidiani al giorno e guardo Matrix, insomma, ho tempo da sbatter via. Sono un borghese neanche tanto piccolo in una città che, dottore mio, è sempre più carica di straccioni, lo ha notato? Ho fatto anche politica, ero in lista con Veltroni. Ho amato intensamente i negretti, gli albanesi, i cinesi, rumeni, chiunque venisse a darsi da fare in questa città immortale. Pensavo che lasciare gli zingari nel centro storico di Roma fosse la scelta giusta. Cioè, io m’immaginavo già mio figlio architetto sposarsi con una laureanda di scienze della comunicazione di origini tzigane, e magari nozze stile Bregovic. Anzi avevo già fantasticato di chiamarlo, Bregovic. Mi ero informato sui prezzi, non è neanche tanto caro.E poi dottore, che m’è successo. Da quando ho il C1 dal carrozzaio, ho cominciato a prendere i mezzi, e ho avuto una rivelazione, un’epifania, insomma, questi stranieri non sono mica tanto gentili con noi romani! Ci dicono le parolacce! Sputano e puzzano! Alla fontana di Trevi ci sono gli ambulanti! Si rende conto? Gli ambulanti! Alla fontana di Trevi!Certe volte mi metto a picchiarli, a cacciarli a pedate dall’autobus tra gli applausi… ma di solito mantengo il mio senso critico, dottore, e mi chiedo: dov’era la politica, in questi anni? Perché non si è preoccupata dei problemi? E la società civile dov’era? E il ceto medio riflessivo, perché non rifletteva? Eh? Eh? Perché ha permesso tutto questo permissivismo? Non è una vergogna? Lei che dice, dottore?(Vedi anche Brodo sul veltronismo). [...]

  20. Kramer auto Pingback[...] brodoprimordiale.net/archives/2007/05/02/parole-parole-parole [...]

  21. mi sembra che tu concentri la tua acredine sui turisti e sugli stranieri. sei un po’ ingiusto. Roma a livelli macroscopici, ma anche molte altre città italiane, sono rovinate prima di tutto dal malcostume di noi italiani, dall’inciviltà, dalla totale assenza di senso civico, dalla maleducazione…si comincia col parcheggiare l’auto sul marciapiede, col non pagare il biglietto dell’autobus, e si continua per altre 50 righe a essere i peggiori cittadini del mondo. stranieri e turisti maleducati sono la conseguenza. non fanno che adeguarsi al peggio.

  22. Kramer auto Pingback[...] muovere il culo dal divano. Anzi, possibilmente a carico dialtri.Sui discorsi del sindaco Brodo la mette giù un po’ dura; però, onestamente non è che si possa dargli [...]

  23. andrea, io non ho nessuna acredine nei confronti dei turisti o degli immigrati. A dire la verità la parola stessa “acredine” mi sembra usata a sproposito.

    Vivo in centro e descrivo la situazione, ma certo la colpa - come mi sembra di aver scritto - è dei politici. Se tutto viene permesso, e se si ha la sicurezza dell’impunità, è ovvio che i comportamenti sono quelli che sono. I romani sono certamente maleducati, ma se li trasferissimo in massa a Londra sono sicuro che si comporterebbero meglio, perché altrimenti avrebbero la certezza di essere sanzionati. Il punto è sempre e solo uno: bisogna far rispettare le regole, con severità e con continuità temporale (che vuol dire tutti i santi giorni, e non solo una volta ogni tanto).

    Esempio banale: ci sono vie, a Roma, dove per consuetudine la gente parcheggia in terza fila. I vigili non passano mai. Poi, ogni tanto, facciamo una volta al mese, decidono di passare e fare le multe - a loro arbitrio. Quel giorno funziona tutto benissimo, il giorno dopo siamo punto e da capo. Invece tu devi avere la sicurezza matematica che se parcheggi male ti becchi la multa, tutti i santi giorni e a qualsiasi ora. Questo vale per le piccole come per le grandi cose, in Italia vige invece la regola per cui al 99% la fai franca. E la gente si adegua - è un meccanismo naturale.

  24. PS: quando vivevo negli Stati Uniti, tutte le volte (TUTTE) che ho lasciato la macchina parcheggiata per più tempo di quanto avevo pagato ho preso la multa. Sempre e inesorabilmente. Anche la domenica mattina. Dopo averne prese un po’ ho cominciato a starci attento. Dopo qualche mese ero un automobilista modello.

  25. links from Technorati Oggi riesce a pubblicare (sulla cronaca di Roma, a pagina 2) un lungo reportage sul degrado di Trastevere, (più o meno quello che si diceva qui) tra alcol,droga, prostituzione, senza nominare una sola volta, neanche per sbaglio, il supersindaco WV. In compenso però, c’è anche una cosa meravigliosa a pagina 10, dove il sindaco commenta l’ipotesi di costruire il