Il ritorno del ritorno del ritorno del Re
Siccome stanotte ho dormito male, ho deciso di farvi un dispetto raccontandovi come va a finire la seconda puntata della terza parte del Signore Degli Anelli. Così domenica sera, invece di stare incollati alla tv, quei due o tre di voi che ancora non la sanno a memoria potranno fare altro, tipo ad esempio un bel puzzle con la Google Map delle Terre di Mezzo.
Allora, c’è Sauron che è sempre più incazzato, vediamo il perché.
Il padre, Nazario Sauron, per essere spiritoso e fare un dispetto a sua moglie, la schiava iSauran, quando lui è nato l’ha chiamato Dino.
Così i suoi amici della Compagnia dell’Anello all’oratorio lo scherzavano sempre e, quando volevano davvero ferirlo, lo chiamavano anche Bronto o Stego. Ecco spiegato perché lui a un certo punto se n’è andato via e ora sta sempre da solo a eruttare lava e lapilli borbottando “L’anello è mio, ci gioco solo io!”
A causa degli atti vandalici perpetrati dagli orchi, che durante la battaglia finale pare abbiano distrutto vetrine e incendiato cavalli, il Comune di Minas Tirith indice una fiaccolata per chiedere al Governo di Gondor più sicurezza e si candida per l’Expo Elfico 2015.
Alla fine i due belloni si sposano.
Arwen, donna elfa, all’inizio aveva detto ad Aragorn, uomo alfa, “Se mi sposi diventerò mortale” e lui l’ha presa come una grande prova d’amore. In realtà, la frase completa era “Se mi sposi diventerò una noia mortale”, ma lei gliel’ha detta un po’ a voce bassa e nell’orecchio dove lui da piccolo si era perforato il timpano con lo stecco del Calippo.
Questa cosa della noia comunque nell’ultima puntata non si vede, anche se abbiamo ragione di prevedere che lui se ne accorgerà presto, cioé quando sarà troppo tardi.
Come in tutte le battaglie che si rispettino, a un certo punto arrivano i nostri, li mortacci nostri.
Finalmente troviamo Frodo in un bel letto pulito, al Motel Elfo e vediamo di spalle una stangona biondo platino che va verso di lui. “Eh, però, tutta ’sta fatica ma alla fine almeno becca della figa!” (sentita al cinema)
Controcampo. Invece è Gandalf.
Dopo di lui, in quello che sembra il finale ma è solo l’inizio di una serie infinita di finali, arrivano gli amichetti hobbit e i quattro saltano felici sul letto e si abbracciano. Da qui si capisce perché li chiamano Mezzi Uomini.
Mezzi Uomini e Mezzi Teletubbies.

clap clap
eio said this on Aprile 2nd, 2007 at 21:46
Molto bello, ma un piccolo appunto: il calippo non ha bastoncino.
Ricambi Originali said this on Aprile 2nd, 2007 at 23:00
Giustissimo. Infatti volevo dire “Piper”, ma poi ho pensato ‘quelli son troppo giovani…’
Sara said this on Aprile 3rd, 2007 at 07:40
Poi c’è la versione spregevole, quella in cui i protagonisti sono abbietti, degli autentici vermi: il Signore degli Anellidi
Effe said this on Aprile 3rd, 2007 at 09:33
Siccome ho fatto lo stesso titolo in un post di 3 anni fa, avrete presto notizie dal mio legale. (e che cazz, prima o poi bisognerà cominciare a fare i soldi coi blog)
Achille said this on Aprile 3rd, 2007 at 12:14
Impossibile, tre anni fa sarebbe stato solo il ritorno del ritorno.
Comunque la responsabilità civile su quello che scrivo è del signor Brodo, io in quanto donna sono incapace di intendere.
Sara said this on Aprile 3rd, 2007 at 12:41
io, in quanto blogger, sono incapace di volere. Il blog è situato in un paradiso fiscale. Il dns è anonimo. Chieda al fondo vittime della strada.
Al limite possiamo accordarci per un pignoramento della macchina di Mante, che ha un valore storico.
brodo said this on Aprile 3rd, 2007 at 12:46
Non sapevo che la storia prendesse questa piega hard-trash. Mi viene la curiosità di sintonizzarmi su Italia1 domenica prossima.
Runa said this on Aprile 4th, 2007 at 18:26