Mein Kampf
Già che ci siamo, posto una vecchia cosa di Massimo Fini (uno di cui in genere condivido poco e niente):
[...] Ma non è di questo che voglio parlare, bensì del libro della Fallaci. Anche se è difficile parlare di un libro che è una lunga invettiva contro l’Islam, in toto, e un’esaltazione, in toto, dell’America e, soprattutto, della Fallaci ipsa, unico vero, stoico, eroico baluardo della libertà occidentale contro le orde dei figli di Allah. L’invettiva, com’è noto, non è un argomento. E nemmeno l’entusiasmo. Comunque dovendo estrapolare dalla retorica e dallo stile ridondante, barocco, marinesco della Fallaci (che si crede Malaparte, ma è solo la solita Oriana, la sgangherata Oriana dell’ultimo quarto di secolo) si può dire che emergono due tesi.
Prima tesi. Gli islamici stanno invadendo l’Europa per soggiogarci e convertirci. Ora, gli islamici, come gli altri immigrati del Terzo Mondo, non vengono da noi per conquistarci. Ci vengono per necessità. A nessuno piace lasciare i propri luoghi d’origine, le proprie case, le proprie famiglie, le proprie abitudini. Ed è stata proprio la pervasività del modello occidentale a devastare l’habitat, economico e sociale, in cui vivevano questi immigrati dal Terzo Mondo, soprattutto dal Nord e dal Centro Africa, riducendoli, spesso, alla fame e costringendoli a venire nei nostri Paesi a cercarvi una vita dopo che gliela abbiamo distrutta.
A questa prima, inaudita, violenza se ne vorrebbe ora aggiungere un’altra, forse ancora più grave, che costituisce la seconda tesi della Fallaci e che Cesare De Carlo, un estimatore della scrittrice, traduce così: questi immigrati, questi cani figli di cani, questi figli di Allah “una volta sbarcati fra noi non hanno alcuna intenzione di integrarsi, di uniformarsi ai nostri costumi, alla nostra mentalità, alla nostra cultura, ma mantengono i loro oltraggiando i nostri”. Insomma se voglio vivere fra noi devono pensare e comportarsi come noi. Dopo aver tolto a questa gente habitat e cibo, vogliamo prenderle anche l’anima.
Gli islamici che vengono da noi devono, come tutti, rispettare le nostre leggi. Per il resto sono liberi, sacrosantemente liberi di restare quello che sono, di mantenere la propria mentalità, i propri costumi, le proprie usanze.
Nessuno oggi pretenderebbe, credo, che un ebreo non segua il Talmud, non pratichi la circoncisione, non sia se stesso. Chi in passato ha preteso di farlo è stato chiamato nazista. Oggi i nazisti sono altri e la cosa spaventosa è che non se ne rendono conto. Fra cinquant’anni libri come “La forza della ragione” verranno guardati con lo stesso orrore con cui oggi si guarda il “Mein Kampf” e ci si chiederà come sia stato possibile.
Massimo Fini
Venerdì, 9 Aprile 2004
tratta da “Il Gazzettino”

“Fra cinquant’anni libri come La forza della ragione verranno guardati con lo stesso orrore con cui oggi si guarda il Mein Kampf e ci si chiederà come sia stato possibile.”
Forse. O forse no. Ed e’ questo che temo.
Filosoffessa said this on Settembre 16th, 2006 at 09:43
Concordo in toto con i contenuti di questo articolo.
Per dirla in modo alquanto scurrile ma che rende bene l’idea: quando se ne andrà la vecchia pazza che abita qui da me al piano di sopra, non verrà alzato tutto questo polverone. E notare che la signora in questione non ha mai lesinato sulle invettive contro islamici, comunisti e tecnici dell’enel, eh!
Buona vita.
Davide said this on Settembre 16th, 2006 at 13:15
Fini, bisogna ammetterlo, ogni tanto ci azzecca. Come in questo caso.
Squonk said this on Settembre 16th, 2006 at 16:06
“Gli islamici che vengono da noi devono, come tutti, rispettare le nostre leggi. Per il resto sono liberi, sacrosantemente liberi di restare quello che sono, di mantenere la propria mentalità, i propri costumi, le proprie usanze.”
pur condividendo il giudizio sulla Fallaci scrittrice, alcuni islamici inglesi di seconda o
terza generazione, ben lungi dall’integrarsi,
hanno preferito farsi saltare in aria, bisognerà
pur tener conto di questa deriva assai contagiosa.
egine said this on Settembre 16th, 2006 at 18:44
Che aggiungere?Condivido pienamente ciò che scrive Massimo Fini.
Se mai si potesse gioire di una morte - e perchè non farlo?Gli americani organizzano un party, quando muore un congiunto - quella della Fallaci è la morte che più ispira gioia, dal suicidio di Hitler ad oggi.
La sua penna velenosa quanto inoffensiva, aveva reso un pessimo servizio, negli ultimi anni, alla scrittura stessa, innanzitutto - e poi alla ragione.
Ora abbiamo una fanatica in meno da adorare.
P.G. said this on Settembre 17th, 2006 at 11:19
Quello che mi fa più incazzare è che questa visione razzista si applica solo all’islam.
Ebrei, Buddisti, Shintoisti ecc… sono liberi di costruire luoghi di culto. La chiesa cattolica ha fatto del missionariato (cioè andare da quelli a cui non frega niente della religione cattolica, costruire chiese, costringerli a convertirsi per poter essere curati e sfamati, insegnargli a vivere come noi, in ultimo sfruttarli) una ragione fondamentale.
Ma per noi “illuminati” tutto è lecito, per “loro”, “gli altri” no, devono perdere l’anima e integrarsi.
Ah dimenticavo i culti pseudoCeltici e le ampolle del Po… integrate anche quelli.
Elica2099 said this on Settembre 17th, 2006 at 11:20
Fini ci prende assai spesso, altro che qualche volta. E con la Fallaci ha in comune almeno una cosa, la libertà di pensiero -quella effettiva, dico- conquistata sul campo.
Su quelli che tra cinquant’anni dovrebbero essere visti come deliri, sarebbe meglio aspettare cinquant’anni. Certo, la carica d’odio di quei libri non aiuta la “convivenza”. Ma ci sono ben altre cose che la osteggiano anche di più. La Fallaci dava fastidio ai vertici religiosi islamici, oltre che ai nostri benpensanti. E non si può negare che la civiltà islamica, in buona parte, vive una fase storica diversa dalla nostra nel suo rapporto con l’istituzione religiosa. In compenso, le nostre crociate del 2000 danno fastidio a gente che difficilmente si farebbe saltare in aria, musulmani integrati in Europa come quelli delle bombe di Londra.
La Fallaci è un bersaglio fin troppo facile, e finisce per essere il solito capro espiatorio della falsa coscienza -ruolo che si è ben cercata, certo.
In compenso, da una truppa di poppanti che smanettano in rete ci si potrebbe aspettare un po’ di rispetto per il personaggio, che tra l’altro non nasce nel settembre 2001.
Ho finito.
vlad said this on Settembre 19th, 2006 at 03:30
Condivido Vlad: rispetto per un personaggio (l’immagine, l’idea, il pensiero) che non nasce nel 2001. Muore nel 2001.
Quel che segue è un altro personaggio e non merita rispetto, chè il rispetto non è ad honorem nè alla memoria.
sapu said this on Settembre 20th, 2006 at 12:05
O forse tra trent’anni leggeremo tutti il Corano, e non ricorderemo nemmeno la Fallaci. Chi può dirlo? I nazisti non sono confinati a destra o in Germania, ma esistono anche tra i falsi progressisti che per fingere di essere buonisti sono disposti pure ad uccidere.
E, caro sapu, il vero rispetto è quello del “non condivido quello che dici, ma lotterò fino alla morte per difendere la tua libertà di pensiero”. Troppo comodo dire che la Fallaci si è rincoglionita: e se fosse rimasta SEMPRE onesta con il mondo e con sè stessa?
Legend said this on Settembre 26th, 2006 at 21:48