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Certo che

fa caldo. Il prossimo post verso settembre, o allo scoccare dei 3000/4000/xmila morti in Libano prodotti dall’unico paese democratico della zona (a riprova che la democrazia non serve pressoché a un cazzo, tranne giustificare quasi ogni infamità).

In altri termini, se siete un paese democratico potete fare le stesse porcate che fanno i non democratici, o anche peggio. Solo che in questo caso non vi dirà niente nessuno. Vi fanno fare anche la bomba atomica, zitti zitti, e senza tante storie.

Castro a Cuba ci mette un sacco di tempo ad assassinare 900 innocenti, senz’altro più di due settimane, e guardate quante gliene dicono.

~ by Carlo on 3 Agosto 2006.

15 Responses to “Certo che”

  1. Timbro il cartellino

  2. E’ più forte di lei, ogni tre-quattro mesi si deve far dare dell’antiamericano, del gassificatore di ebrei, del veterocomunista. Se ci mettiamo d’accordo, le dedico un post siffatto a cadenza prestabilita - tariffe modiche, stia tranquillo.

  3. anche il Libano è un paese democratico. Abbastanza. Come molti altri che non hanno dubbi e che pensano di poter insegnare qualcosa.

  4. Eh.. infatti. Pensa te che alla fine è tutto ipocrisia… Non c’è mai niente di vero…

  5. Tirano qassam e katiusha imbottiti di chiodi su Castro?
    Devo essermelo perso.

  6. Intempestiva, a giudicare dal tuo commento sono tante le cose che ti sei persa. Per dire, cerca su Internet chi e come usa scudi umani.Cerca il sito di human rights watch, oppure il sito sull’osservatorio dei diritti umani nei territori occupati http://www.btselem.org/English/OTA/
    Potresti scoprire cose interessanti, sempre che tu voglia farlo.

  7. Maria José, io mi occupo assai di diritti umani.
    Mi interessa anche la differenza tra discutere ed insinuare che chi la pensa diversamente è in malafede o ignorante.

  8. Intempestiva, è che ho fatto un salto sul tuo blog.
    E mi sembrava di avere capito che tu ritenga che l’uso di scudi umani sia non solo esclusiva di Hezbollah, ma anche che ci siano le PROVE che Hezbollag li abbia usati nel caso di Cana. Ma forse è un’impressione sbagliata?

    Cmq, come sempre, trovo sorprendente che in Italia ci sia una corrente così Pro-Israele, pro Occidente, etc…da superare in passione ed adesione anche gli stessi israeliani. Questa cosa andrebbe studiata.

  9. Che hezbollah abbia basi militari a Beirut e in altri centri abitati è un fatto che non è messo in discussione neanche da loro. Basta andare in edicola per accertarsene ed è in questo modo di ubicare i propri mezzi militari che consiste l’uso di civili come scudi umani.
    Non ho mai scritto che è una esclusiva hezbollah.
    Non ho mai detto che Israele ha tutte le ragioni.
    Al contrario credo che anche i Libanesi debbano essere tutelati. Ma hezbollah non rappresenta il Libano. Lo occupa in una porzione di territorio, semmai.

  10. intempestiva: non sai di cosa parli. Hezbollah non ha basi militari a Beirut, dove il braccio armato dell’organizzazione non è presente, essendo di stanza a sud, ma poi non significa nulla parlare di basi militari per una milizia. I combattenti sono presenti sì nei centri abitati (del sud), ma non necessariamente in prossimità della popolazione, anzi la loro modalità operativa sembra essere quella di tenersi separati (dopotutto dovrebbero agire in segretezza).
    Hezbollah chiaramente oggi rappresenta il Libano e anche più dopo che la guerra ha compattato mezzo mondo arabo dietro le sue bandiera e non occupano un bel niente (cosa vuoi che occupino 2000 persone scarse?), sono presenti là dove risiede la popolazione a cui sono legati.
    Insomma lasciamo perdere. Cambia giornale, cambia edicola.

  11. Infatti, Antonio.
    Pare che contrariamente a certa propaganda, gli hezbollah non usino nascondersi tra i civili, perchè non sarebbe prudente per la loro sicurezza, in quanto gli esporrebbe alle soffiate e alla possibilità di rotorsioni da parte dei civili.Perchè Hezbollah ha avuto il voto di solo una parte della popolazione libanese. Cosa che rende davvero feroce la pretesa che fosse giusto colpire il Libano perchè i libanesi li avevano votati.Almeno era così, perchè adesso il consenso è sicuramente aumentato.
    Ma la colpa sarà dei libanesi, immagino, questi stupidi, che non capiscono che gli hezbollag gli usavano come scudi umani, così come i libanesi non si sono accorti di quanta cura avevano invece gli israelini di non colpire civili e obiettivi civili.

  12. senza parole in questa fine estate 2006 tra le tragedie mondiali e le mini tragedie locali, l’altro gg in tele subito dopo il tg è passata la pubblicità di una suoneria tipo “le freak remix 2k6″
    scaricala sul tuo cell! telefona al 48..
    pazzesco
    neppure il tempo di metabolizzare le notizie disastrose dal mondo che già con un colpo di spugna ti proiettano sul sito “www.crabsmania.com”
    non lo trovate disgustoso!!!!

  13. In effetti uno degli errori del governo israeliano è di avere indicato quella in Libano come una operazione di polizia, il che è apparso incongruo rispetto a certe modalità di attacco, proprie di una vera e propria guerra. Il fatto è che la totale mancanza di sovranità del governo libanese sul Paese ed in paticolare del sud di esso, l’insediamento di un esercito irregolare ed illegale munito di mezzi sofisticati come rampe di missili di lunga gittata ed aerei spia, le dichiarate finalità ostili di Hezbollah avrebbero legittimato tranquillamenbte/legittimano/legittimerebbero qualunque stato confinante a scatenare una guerra campale “optimo jure” e senza infingimenti, e non contro la milizia irregolare ma contro quello stato e quel governo che tutto ciò consentissero. Delle due l’una: o il governo libanese è ciò che definiamo un governo ed il suo uno Stato -ed allora porta in pieno la responsabilità politica e giuridica di quanto Hezbollah fa e dice-oppure è un nulla che non esercita sovranità, il che legittima chi sia minacciato a ristabilire una qualsiasi sovranità sul territorio che giace oltre il “confine”.

  14. Milton, prendiamo per buono il tuo discorso.
    E mettiamo da parte che solo qualche mese fa si esultava per la rivoluzione dei credi e fuffa varia. Allora , in una logica di guerra, che si ritiene giusta, non ha senso lamentare il lancio di razzi sul territorio libanese, anche se avvengono in modo indiscriminato.Perchè così come è giusto colpire i civili e gli obiettivi civili libanesi dovrebbe essere ammesso anche il lancio di razzi sulle città israeliane.

    Tanto più che i lanci sono iniziati DOPO che Tshal ha cominciato a bombardare.

  15. Milton: il concetto di legalità su quel confine è piuttosto aleatorio o per così dire strattonato dagli eventi. Con ciò non voglio dire che sia (o meglio che fosse, prima dell’esplosione del conflitto) completamente assente. Ma in quadro in cui il rispetto reciproco è parziale, il riconoscimento delle parti di regole comuni è parziale, la capacità di un’autorità superiore di farle rispettare è parziale, la legalità la si sta costruendo ed è uno strumento a cui appellarsi per mantenere gli equilibri e scongiurare il peggio.
    Se non si ha presente questo, la legalità può diventare un concetto di comodo, da invocare arbitrariamente, in cui ognuno può additare le violazioni che gli interessano e legittimarsi a un esercizio autonomo della giustizia e a quel punto non ha più nessuna parvenza di giustizia, perché può diventare carta bianca per qualsiasi azione di ritorsione e vendetta, come appunto abbiamo visto in questi giorni.
    In altre parole chi decide in una lunga e costante teoria di scontri, sconfinamenti e scaramucce il momento e l’episodio che segnano la fine di una tregua armata e autorizzano a scatenare la furia senza più controllo?
    Se andate a questa pagina http://www.un.org/Depts/dpko/missions/unifil/
    e premete il link che rimanda a “UN News Service”, avrete una lista di tutti i comunicati rilasciati dall’UNIFIL dal ritiro dell’esercito israeliano ad oggi e potrete valutare il numero di cortesie che le parti si sono dedicate l’un l’altra in questo arco di tempo (con un picco in particolare nel 2004, mi sembra).
    Non mi pare che si possa essere giudici di se stessi ed esecutori delle sentenze: non è che Israele ha difficoltà a relazionarsi ad altri che non siano se medesimo e che questo limite è all’origine di buona parte dei suoi problemi? Ma questo è il tuo campo e quindi sarebbe interessante sentire cosa ne pensi.
    Sulle altre parti del tuo ragionamento mi sembra che reiterino la convinzione che esista un solo soggetto di cui si devono garantire le ragioni e le reazioni. Se fosse così sarebbe tutto più semplice, ma è una proiezione mentale senza fondamento.
    Anche Israele per il Libano costituisce una potenza ostile, con armamenti a disposizione e volontà di usarli a discapito di ogni altra considerazione per l’integrità dei suoi vicini. Quindi o stabiliamo che ci sono dei diritti confliggenti che devono in qualche modo essere composti (senza farci velo della complessità del compito) perché su un piano di principio egualmente degni di tutela, o stabiliamo che le ragioni del più forte pesano di più, o ancora che i nostri amici hanno ragione in quanto tali.
    Sulla dimostrazione poi dell’assioma secondo cui di fronte a uno stato debole e dai difficili equilibri, spianarne le strutture sia un modo sensato e giustificabile di farlo rinascere più forte, ti lascio volentieri la parola. Non è né etico, né ragionevole, è semplicemente una stronzata e una giustificazione della propria irresponsabilità e sconsideratezza, oltre che una logica che ha già dato amarissimi frutti nei territori occupati.