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Martedì 31 Maggio 2005

L'ha detto lui, eh

Ieri sera in televisione, intervistano un prete a proposito dei referendum: “se non ci fosse stato quell’embrione, io non sarei nato”.

Appunto.

Lunedì 30 Maggio 2005

Virtual reality

Nazione Indiana chiude. Anzi no. Alcuni se ne vanno, alcuni restano. Manca spazio.
Se ne parla ovunque, sui blog. C’è gente che ha passato il fine settimana a casa, per non perdersi le ultime news. E poi i commenti, fiumi di commenti. Saranno una decina di persone - sempre le stesse - ma cambiano continuamente nick e sembrano cinquecento (in più scrivono per mille). I blog letterari sono i nuovi giardinetti, ci vanno i pensionati a giocare a bocce. Commentano l’ultima fatica di Pincio. Sono pensionati postmoderni.

Nel mondo che esiste fuori del monitor, quello dove la gente per esempio lavora invece di scrivere metodicamente una cazzata ogni dieci minuti in una finestrella piccola piccola, non si ravvisano sconvolgimenti. In libreria non frega un cazzo a nessuno. Se parli di Pincio, a Roma, pensano al parco (in effetti, con questa bella giornata). Ma i pensionati postmoderni questo non lo sanno, loro non vanno al parco, si limitano a leggere capolavori virtuali e a piantonare l’http. Supponiamo di intervistare la commessa di Feltrinelli a Piazza Colonna:

Q: cosa pensa dell’uscita di Scarpa da Nazione Indiana?
A: de che?

Q: si, insomma, Scarpa, Moresco. La Benedetti. Nazione Indiana.
A: aò, chemmestai a pijà per culo? Daje che qui ciavemo da lavorà

Q: scusi, ma lei non segue i blog letterari?
A: a more’, già te l’ho detto, qui ciavemo da lavorà - mica stamo tutto er giorno a nun fa ‘n cazzo su internette. Anzi, ciò ‘na pila de Melissa P. da mette a posto, che me dai ‘na mano?

Domenica 29 Maggio 2005

Cose che succedono

Mentre la Francia bocciava la Costituzione Europea, a me si è rotto il Mac.

Mercoledì 25 Maggio 2005

Post sotto copertura

Il primo post del mio blog è del 9 luglio 2002. E’ un post totalmente irrilevante e non mi piace proprio.
Quasi quasi lo cambio.

Ci metto l’incipit di Haunted, il mio ultimo libro. Pensa che non è nemmeno uscito. No perché nel caso non l’aveste capito, cari frustrati, Palahniuk sono io. E il libro l’ho scritto nel 2002. E’ tutto documentato, o almeno lo sarà appena avrò premuto il bottone. “Rebuild archives” si chiama, ci mette cinque minuti e via.

Qui uso un nomignolo di copertura, Chuck Brodo (anche noto come SuperChuck). Acqua in bocca. Ho scritto anche tutti i post di Squonk, nel 2001. Adesso ci metto pure quelli. Anzi: Squonk sono io.

(entrano i paramedici della croce verde e lo portano via)

C'è molta strada da fare

Non mi ero ancora ripreso dalla faticosa lettura delle molte e formidabili frescacce a proposito dell’anonimato in rete, innescate da un intervento di Carla Benedetti su Nazione Indiana (qui il compendio, se siete abbastanza coraggiosi da leggervelo tutto), che rinvengo nei commenti a un post della Lipperini sull’affaire Mazzucato la seguente perla di saggezza:

tra i blogger c’è fame di gogna, ma è inevitabile, la rete è per lo più uno sfogo per frustrati.

Le due cose, che ho messo insieme del tutto arbitrariamente, mi confermano che tra gli intellettuali italiani, o presunti tali, si celano baratri di ignoranza così vertiginosi che viene un po’ paura a sporgersi.

Non che sia obbligatorio aver letto Rheingold, Derrida e tutti gli altri - forse un po’ di cultura della rete si acquisisce anche praticando. Certo che se si paragona la bibliografia sterminata sulla cultura digitale (o, meglio, sulla rivoluzione digitale), analizzata soprattutto dagli stranieri in tutti gli anfratti filosofici, sociologici, letterari o di scienza delle comunicazioni alle discussioni sul nickname (ancora) o “nomignolo di copertura” come da definizione benedettiana, cadono un po’ le braccia.

Martedì 24 Maggio 2005

Brutte storie

Sintetizzo la brutta storia del momento: Francesca Mazzucato, scrittrice erotica e blogger, avrebbe esagerato col copia&incolla talché intere parti di un suo e-book sarebbero, in realtà, scopiazzate da testi di altri blogger.

Scontata la mia solidarietà ai protagonisti di questa brutta vicenda, se necessario anche in forma di contributo alle spese legali, a questo punto spero vivamente che a stabilire in via definitiva ragioni e torti sia un tribunale. , così finalmente avremo un precedente che faccia stato in materia (e vedremo se le licenze Creative Commons sono solo aria fritta o servono anche a qualcosa).

Questi i link che sono riuscito a rimediare sull’argomento:

Narrazioni (di Francesca Mazzucato)
Letteratura erotica (di Francesca Mazzucato)

I due blog da cui la Mazzucato avrebbe attinto a piene mani:

Les Miroirs
[porno]

Se ne parla su:

Tunga!
Nazione Indiana (si vedano anche i commenti qui)
Blob of the Blogs
L’indignato (anche qui)
gattostanco
Lipperatura
Alderano
Kaspar H.
Lame rotanti

N.B. Ho cancellato il paragrafo sopra perché Antonio nota, giustamente, che i due blog in questione non sono protetti da una Creative Commons (comunque io propendo per l’aria fritta).

Amarcord

Se per caso doveste decidere di farvi mettere i vecchi super 8 di 30 anni fa su dvd, pensateci molto bene. Perchè poi tornerete a casa e non passerete una bella serata. E il giorno dopo, quando ne avrete fatte alcune copie, starete ancora li a ripensarci (e il giorno dopo ancora).

Perché ti vengono in mente tutte le cose che cerchi sistematicamente di rimuovere, e l’angoscia non è una bella sensazione.

Barzellette

L’ho letta da qualche parte:

L’associazione dei titolari di farmacia (Federfarma) concorda con la proposta del Presidente dell’Antitrust di obbligare i medici a prescrivere solo il principio attivo e il dosaggio e non il nome commerciale dei farmaci. Così, secondo l’associazione, il farmacista consegnerebbe il medicinale corrispondente meno costoso (certo, come no ndr) e il cittadino risparmierebbe.

(è vera, giuro)

Avete mica una scatola di attapulgite attivata pectina algeldrato?

Venerdì 20 Maggio 2005

Edonismo dechirichiano

A me piace la cioccolata. Se condividete questa perversione non potete non assaggiare i cru di Amedei, espressione del territorio almeno quanto lo è il vino. Infatti il trinitario che viene dal Venezuela e dal Madagascar non è altro che l’antico criollo dei Maya. Fra tutti, il trinitario di Grenada è decisamente sublime. Mi sembra che esista anche una selezione dei sei migliori monoorigine: provate e strabiliate (magari beveteci e leggeteci sopra qualcosa di metafisico, per esempio un Porto Vintage di un centinaio di anni ed Ebdomero di Savinio).

Giovedì 19 Maggio 2005

Ricevo il pitufo e prontamente smisto

Ho l’impressione che lo stiamo perdendo, comunque adempio:

1. Volume totale dei file musicali sul mio notebook

Sul notebook nessuno. Però ho un centinaio di giga sul desktop, anzi ora li ho trasferiti sull’HD esterno del Mac. Non c’è un solo file di musica italiana a parte qualcosa di jazz, e comunque poco jazz e classica in generale perché quella si sente dal vivo o da un impianto serio.

2. L’ultimo CD che ho comprato

Dovrebbe essere Language. Sex. Violence. Other? degli Stereophonics.

3. Canzone che sta suonando ora:

Nessuna.

4. Cinque canzoni che ascolto spesso (ultimamente) o che significano molto per me

Beh, queste sono cinque della seconda categoria:

- Eric Clapton: Wonderful Tonight
- U2: Twilight
- Pink Floyd: Comfortably Numb
- John Coltrane: Blue Train
- AC/DC: You Shook Me All Night Long
- Led Zeppelin: Babe I’m Gonna Leave You
- Led Zeppelin: Dazed and Confused
- Deep Purple: Child in time
- Astor Piazzolla: Libertango
- The Beatles: You Won’t See Me
- Genesis: Dance on a Volcano
- The Who: Love, Reign O’er Me

e ce ne sarebbero ancora tre o quattro, però mi sono stufato.

Cinque persone a cui passo il testimone

Facciamo così, e niente maledizioni please:

Rageino
Sviluppino
Cesarino
Leaderino
Zittialcinemino

(ebbene si, sono schifosamente maschilista).

Arretrati

Sono tempi un po’ complicati, quindi post ad intermittenza e consueto accumulo di mail. Prima o poi rispondo. Tanto per dire, oggi ho portato a sviluppare 36 rullini di Velvia scattati durante un lungo viaggio in Sudafrica del dicembre 2000. Se tutto va bene verso il 2010 le metto su Flickr.

Sabato 14 Maggio 2005

In-utilities

Tutto ‘sto casino con Tiger ma io non ho ancora trovato un widget che serva a qualche cosa. Tra mappe della metro di Londra, ricerche degli indirizzi danesi, citazioni dalla Bibbia, c’è qualcosa che sia anche utile? Vale per quasi tutte le cose Apple: facendo andare via il fumo è sempre abbastanza difficile trovare l’arrosto.

Giovedì 12 Maggio 2005

Vacanze di Pasqua

Quando ci stancheremo di farci prendere per il culo in maniera così grossolana?

Martedì 10 Maggio 2005

Non si fatica affatto (post sovraveritativo)

Mentre leggevo che la montagna ha partorito il topolino, e quindi niente dibbbattito, mi è venuta l’idea di scrivere un vero post di servizio - una roba di cui come minimo mi ringrazierete. Ho deciso di riportare, per comodità e nel caso qualcuno se la fosse persa, la lista degli ultimi cinque capolavori della letteratura italiana recensiti negli ultimi cinque mesi da Giuseppe Genna. Non vi dico chi è Genna perchè, se siete lettori di questo blog, lo sapete. Ma andiamo ad iniziare.

In ordine cronologico inverso abbiamo:

1) Igino Domanin: Gli ultimi giorni di Lucio Battisti (in uscita). Questo è “uno dei libri più folgoranti di questi anni”. Riferimenti letterari: Bret Easton Ellis, Don DeLillo, Emilio Salgari, Victor Hugo, Melville;

2) Leonardo Colombati: Perceber. Qui abbiamo “uno degli esordi letterari più potenti di questi anni rigogliosi, germinativi e rivoluzionari per la narrativa italiana” o anche “Capolavoro Misterioso”. Riferimenti letterari: Pynchon, Melville;

3) Alessandro Piperno: Con le migliori intenzioni. Si nota una certa sobrietà, dopotutto è solo uno “straordinario romanzo”. Riferimenti letterari: nessuno. In compenso Antonio D’Orrico è “geniale” e Aldo Nove più o meno un poveraccio;

4) Beppe Sebaste: H.P. - L’ultimo autista di Lady Diana. Anche questo è uno “straordinario libro” ma anche un “lavoro eccezionale” e “uno dei libri più importanti degli ultimi anni”. Riferimenti letterari: Seneca e Capote. In aggiunta pregasi notare che “non esiste un testo americano - penso a Foster Wallace, al Palahniuk della guida di Portland, a Eggers - che raggiunga una simile intensità veritativa e sovraveritativa”. Mica cazzi, insomma;

5) Wu Ming 1: New Thing. In questo caso non è possibile isolare una definizione del libro, sono una decina di cartelle irte di “massima potenza”, “perfezione”, “grandezza”, “sapienza”, ecc. Riferimenti letterari: boh, tutti.

Cinque capolavori in cinque mesi, insomma. E altri in arrivo. Magari qualcuno m’è sfuggito.

Per esempio, mi aspetto da un momento all’altro una recensione sobria ed equilibrata di Atomico dandy, ma sospetto che sia quanto meno un capolavoro. E pensare che tutta la letteratura mondiale del Novecento ne ha partoriti forse meno di dieci. In cento anni.

Qui cinque mesi. Siamo forti noi. O magari hanno messo qualcosa nell’acqua, chissà - anche se in Italia ormai si beve solo minerale.

Eppure una spiegazione ci deve essere, escono capolavori a raffica: “non si fatica affatto a reperire titoli fondamentali che, in questi ultimi quindici anni hanno mutato il volto alla letteratura italiana, portandola all’avanguardia mondiale nel nostro presente”.

Non si fatica. Avanguardia mondiale. Alabarda spaziale.

Si, devono aver messo qualcosa nell’acqua. Qualcosa di forte.

(disclaimer: New Thing non mi è piaciuto affatto, Piperno è stato riposto in libreria ad invecchiare, ho letto un centinaio di pagine di Perceber con gusto, Domanin non lo leggerò mai in lingua originale (aspetto la traduzione in italiano), Sebaste non lo so, Atomico dandy è abbastanza in alto nella catasta dei non letti)

Lunedì 9 Maggio 2005

You Say Salami, I Say Salumi

Io ricordo molto bene un chicken Vesuvio, ma giuro che non avevo mai sentito il turkey Tetrazzini.

Segue dibattito

A poche ore dal fatidico dibbbattito (complimenti per il capolavoro, ma no il tuo è più capolavoro del mio, ecc.) ho comprato Perceber e ho perfino cominciato a leggerlo, saltando a pie’ pari la pila dei volumi soprannumerari.

Il risvolto di copertina, che accenna a Pynchon, mi disturba un po’ - anzi mi dispiace per il buon Colombati che, come ogni autore di opera prima, non ha bisogno di rendersi la vita più complicata di quello che è. Dato che sono tempi in cui anche un autore di stornelli rischia di vedersi paragonato a Manzoni, la cosa potrebbe essere controproducente. Vedremo.

Per animare il dibbbattito, invece, qui si spera in Massimiliano Parente o, almeno, in una carrozzina che cade dalle scale.

Venerdì 6 Maggio 2005

Do it yourself

Sono giornate complicate da queste parti. Per chi invece ha un po’ di tempo libero, ricordo che maggio è il Mese Internazionale della Masturbazione.

Lunedì 2 Maggio 2005

Io sono paziente

Ripetete con me: io sono paziente, io sono paziente, io sono paziente…
L’alternativa è esordire su Neuronal, una mailing list che parla di libri, mandando subito qualcuno affanculo.

Ma io sono paziente. E quindi lo scrivo qui: Barney, vaffanculo.

E' un suicidio

Non so se avete presente quante calorie ci sono in un gelato Häagen-Dazs. Sulla scatola non c’è scritto, ma sul sito si.

Adesso capisco tante cose. Meno male che sulla spiaggia, in Libia, saremo in pochi.

I lettori, la tacchia, i giornali e il fritto di paranza

In Italia si legge poco, e lo sappiamo. In compenso per ogni lettore ci sono almeno una decina di capolavoristi riconosciuti, più un centinaio di blogger capolavoristi wannabe o Proust in erba, con il romanzo definitivo pronto per la pubblicazione ma momentaneamente utilizzato come puntello del tavolo che balla. Mentre capolavoristi affermati e wannabe sono intenti a discutere tra loro di cose incomprensibili di cui, diciamocelo, non frega un cazzo a nessuno, l’Unesco si sta muovendo per scovare quei radi lettori esistenti e tutelarli quale patrimonio dell’umanità.

Per i giornali le cose non vanno meglio: le tirature, in Italia contenute per tradizione, sono in declino come in tutto il mondo. C’è ancora qualcuno che insiste a investire soldi nella stampa, ma non è certo per ragioni di business. Se si gestisse un’impresa editoriale come si gestisce un normale business, i giornalisti guadagnerebbero la metà, lavorerebbero il doppio, sarebbero più seri del triplo, e una serie di quotidiani nostrani avrebbe da lungo tempo fatto downsizing verso il caro, vecchio ciclostile. I giornali si tengono in piedi per mere questioni di potere, non perchè si vendano. Se uno vuole fare i soldi, oggi come oggi è meglio aprire una pizzicheria. Se uno vuole guadagnare discretamente bene, lavorando poco, è bene che faccia il giornalista. I capolavoristi a quanto pare non fanno una lira ma, e bisogna ammirarli, preferiscono continuare a produrre centinaia di pagine che nessuno leggerà pur di non accettare quel famoso posto in banca.

Comunque gli americani, pratici come sono, vanno al sodo della faccenda:

Newspaper circulation is important but readership is the key issue,” says Don Stinson, senior vice president of marketing for Gannett’s newspaper division. “At the end of the day what we want to deliver to advertisers is prospects who are ready, willing and able to buy what they have to sell. Whether the person pays for the newspaper or got it from somebody else isn’t particularly relevant. It’s whether they read it.

Insomma, cari prospect, i giornali saranno sempre più un mezzo per vendervi delle cose (non le notizie, che quelle ce le leggiamo altrove). Dicevo in tempi non sospetti che certi giornali vanno bene esclusivamente per incartare la frittura di pesce. Vedrete che tra breve al venerdì, in mezzo a un quintale e mezzo di allegati, inserti e sarcazzo vari, alcuni giornali cominceranno ad allegare delle confezioni di fritto di paranza congelato. E così il cerchio si sarà chiuso.

Cercasi parquettista

I cinesi ci stanno allagando di merci, ma se cominciassero ad allagarci anche di libri? Intanto leggiamoci un paio di recensioni di John Updike sul New Yorker, e poi vedremo se è il caso di aver paura.

Dico per scherzare, che qui siamo pieni di capolavoristi autoctoni però non si riesce mai a trovare uno che ti rimetta a posto il parquet.

Domenica 1 Maggio 2005

Il rapporto Sgrena in versione integrale

Gianluca ha pubblicato le conclusioni della commissione d’inchiesta americana sul caso Sgrena, nella versione integrale e senza omissis.

A dire il vero, da una rapida lettura, non mi sembra che gli omissis nascondessero notizie rilevanti per l’opinione pubblica o per l’accertamento dei fatti. Più che altro celavano informazioni rilevanti per la sicurezza delle persone coinvolte e delle operazioni in Iraq - per esempio, c’è il nome dell’agente italiano dei servizi segreti che guidava la macchina.

Sono molto dubbioso sull’utilità di queste informazioni per il pubblico. Diverso sarebbe se fossero state censurate notizie utili per comprendere meglio gli avvenimenti, ma mettere i nomi e cognomi delle persone coinvolte mi sembra inutile (e probabilmente dannoso).

Update: ovviamente adesso Repubblica ha messo in homepage lo “scoop” senza citare la fonte, come da migliore tradizione giornalistica.

Ariupdate: adesso, sempre secondo Repubblica, se ne sono accorti “alcuni lettori”. Tra poco diranno che se ne sono accorti alcuni lettori, probabilmente di colore.

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