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Mercoledì 27 Aprile 2005Dove eravamo rimasti?Qualcuno avrà notato che Brodo è stato down tutto il giorno. Dopo iniziali sospetti di hackeraggio del sito, si è scoperto che era stato compromesso tutto il server (e relativi weblog di altri fortunelli). Devo dire che i ragazzi di TotalChoice Hosting ci hanno lavorato tutto il giorno e, considerati i pochi euretti che pago, hanno sistemato tutto in tempi ragionevoli. Grazie a questo sant’uomo in trasferta, la diffusione di virus vari è stata ridotta al minimo (una sola vittima nota al momento). Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto, o hanno commentato da Sergio: vorrei cogliere l’occasione di questo momento critico per la blogografia moderna per salutare la mamma, buttare al cesso il mio feedreader e imparare a fare i backup. Martedì 26 Aprile 2005la scuola romanaMi sembra di capire che anche i blogger romani, a parte passare il tempo spalmati sull’asfalto, ogni tanto combinano qualcosa. Spezzato il monopolio della schola milanese e degli intellettuali della magna grecia: Il concerto di presentazione, interpretato dalla pianista Lorena Portalupi, si terrà martedi 10 maggio 2005 alle ore 21.30 presso la Libreria Bibli in via dei Fienaroli 28 a Roma. L’ingresso è gratuito. Inoltre anche Eloisa si è data da fare: Dopo il grande successo di pubblico e critica di Roma e Palermo l’anno scorso, i venti protagonisti di PINOCCHIO NERO tornano in Italia nel mese di aprile in coincidenza con la stagione delle piogge e la sospensione dell’attività scolastica in Kenya. Un lungo periodo di vacanza scelto appositamente per rispettare le esigenze di studio di questi ragazzi che grazie ad AMREF hanno scelto di tornare a scuola: gli ex chokora (“spazzatura” come sono chiamati a Nairobi i ragazzi di strada), sono i protagonisti di questa fortunata trasposizione africana dell’opera di Collodi. A Roma il 28, 29 e 30 aprile al Gran Teatro. Al bando, al bando!Voi potete pensare quanto mi sia simpatico Storace. Più o meno quanto una dissenteria fulminante. Figuriamoci poi se si tratta di prendere qualche lezione di liberalismo (e bisogna stare zitti, che sulla legge antifumo ho letto cose - da ambo le parti - che l’Inquisizione al confronto era uno zuccherino). Lunedì 25 Aprile 2005Più reality showIo guardo pochissimo la televisione, la guardo in maniera mirata e - di solito - la sera tardi. Tanto per dire, se decido di guardare ottoemezzo lo vedo in replica alle due di notte. I reality show mi fanno indistintamente schifo, questa stagione ho visto tre puntate del grande fratello e un pezzo della fattoria. Music farm non l’ho mai visto. Però poi leggo questo: Notare la scelta di parole: “mettiamoli al bando”, dice il fascistoide senatore di AN e (sic) membro della commissione di vigilanza della Rai - praticamente un ladro in gioielleria. Ecco, ho improvvisamente cambiato idea: mi piace la tele, e specialmente i reality show. Ne voglio almeno due al giorno. Domenica 24 Aprile 2005E' tempo di tedeschiSu una cosa sono d’accordo con Shangri: questo papa pone una grande sfida ai laici. Bisognerà attrezzarsi di conseguenza. Se si vuol reggere il confronto, è ora di dare una bella pettinata a discorsi raffazzonati, atteggiamenti blasé e take it easy, pose nichilistiche e chissenefrega avanguardistici. E’ ora di provare a immaginare e a costruire davvero una terra promessa laica. Nel frattempo, oggi l’altro tedesco è andato forte. Mercoledì 20 Aprile 2005Io non mi astengoRicevo e ripubblico volentieri una mail da parte dell’Associazione Luca Coscioni a riguardo dei referendum sulla fecondazione assistita del 12 e 13 giugno. La data è volutamente infame, quindi bisognerà sperare nel brutto tempo e - più importante - nella buona volontà. Questi referendum non sono le solite cazzate di Pannella, come qualcuno probabilmente potrà pensare. Non sono un fritto misto incomprensibile. NO. Questi referendum sono importantissimi e toccano le vite di tutti noi, perlomeno se vogliamo consentire alle coppie sterili di avere figli senza doversi sobbarcare viaggi della speranza all’estero o se vogliamo permettere alla ricerca scientifica di trovare la maniera per guarire malattie oggi inguaribili. Non fate di tutta l’erba un fascio e informatevi. Non occorre essere radicali per condividere questa battaglia: io, ad esempio, non lo sono e non mi astengo. Il 12 e 13 giugno farò a meno del week-end al mare e me ne rimarrò a Roma per votare quattro “si” grossi come una casa. Ciao, volevo segnalarti la campagna Tam Tam blog lanciata per i referendum sulla fecondazione assistita del 12 e 13 giugno. Hanno scelto una data così proprio perché puntano sul fatto che la gente vada al mare e così non si raggiunga il quorum necessario per la validità dei referendum. La loro arma migliore è il silenzio che hanno calato sui referendum e la disinformazione. Per quel che è possibile stiamo cercando tramite internet di animare il dibattito e di far circolare informazioni su questo appuntamento. Il centro operativo della campagna online è il sito www.4si.it, da dove è possibile aderire alla campagna e inviare messaggi via email ai propri conoscenti. Puoi, tramite il tuo blog, pubblicizzare questo sito, che contiene anche tutte le informazioni sui referendum (compresi i link ai comitati per il no o l’astensione), aderendo qui http://www.4si.it/feed/creailtuobox.php Un altro strumento che abbiamo creato è un monitoraggio costante della conversazione sui referendum che avviene nella blogosfera: Per maggiori informazioni sul nostro sito internet Martedì 19 Aprile 2005Questa casa non è un albergoDiretta dal Vaticano. Telecronista: “[…]come vedi la gente non torna a casa”. Avranno paura di incontrare la moglie. Umile lavoratore nella vigna di DioE dire che i tedeschi non hanno mai fatto il vino buono. Speciale conclaveFiltrano indiscrezioni dalla Cappella Sistina: pare che Ratzinger voglia ritirare i cardinali dal conclave e offrire l’appoggio esterno dalla casa di Santa Marta. Lunedì 18 Aprile 2005Mediocrazia al podereTanto per continuare sull’argomento del post precedente (ma è roba che ho sulla strozza da un secolo), vorrei aggiungere che, differentemente dalla Lipperini, ed in modo meno personalizzato, condivido molte delle cose che scrive Massimiliano Parente. Non tutto, ché il pezzo è scritto per provocare, ma molto si. E’ innegabile che esista una mediocrazia al potere editoriale, col suo contorno di giullari di corte, ed è innegabile che si sia perso il senso della realtà e della critica, tutta presa ad incensare questi polli allevati in batteria che scrivono cose brutte (brutte, a volte anche orrende), tutte uguali e che non legge nessuno. Non a caso l’unico scrittore italiano dei giorni nostri che abbia veramente scritto un capolavoro, cioè Moresco, viene regolarmente bacchettato per avere posizioni non omogenee alla dottrina capolavoristico-antagonista alla carbonara. Che poi questo sia opera di una banda dei quattro o dei quattromila, non saprei e non mi interessa. E non ho nemmeno le mani in pasta: mi occupo di finanza, non di libri. Però sono un lettore, ed osservo un fenomeno di cui è impossibile non accorgersi, perlomeno essendo dotati di cerebro funzionante, di connessione internet e di svariati euri da buttare al cesso presso una libreria a piacere. D’altra parte il solo fatto che in Italia sia dia una qualche importanza ad uno come Genna, addirittura tanta da metterlo al centro (si fa per dire) del c.d. dibattito letterario anzichè restituirlo alla vanga e all’erpice, la dice lunga sul livello di mediocrità cui siamo giunti. Un livello per cui si critica l’ultimo Foster Wallace, dico per dire, che è noioso e si fa fatica a leggerlo, e poi ci si sdilinquisce per wu ming, che è de sinistra e mette i testi in rete e cià er forum er sito fico internazionale. Detto da uno che da sempre se la ghigna quando gli parlano degli intellettuali di destra (quali? quanti? dove?), fa dispiacere pensare che si voglia far passare questa roba come la cultura della sinistra (capolavorista-antagonista). Non vi prendete a colpi di spazzola, mi raccomandoMa c’è un libro italiano pubblicato negli ultimi due, tre anni di cui Genna non abbia detto che è un capolavoro fondamentale per la storia della letteratura? Tutti capolavori: dopo i cannibali abbiamo i capolavoristi (anche i capolavoristi-blogger). Poi c’è uno che osa criticare il libro di Piperno (che io non ho ancora letto) e Genna scrive una roba infinita in cui per il 40% insulta il critico (a sua volta scrittore capolavorista), per il 55% parla di quanto è fico lui, Genna medesimo, e per il 5% confuta gli argomenti del critico capolavorista (ma forse adesso non più) riguardo l’esordiente scrittore, ora capolavorista anche lui. A parte il fatto che chi scrive un pezzo sul web più lungo di una schermata andrebbe iscritto ad un corso di riabilitazione, qui si dimostra che Genna è, appunto, un miserabile. Poi c’è Moresco, che osa scrivere un intervento fuori dalle righe su Nazione Indiana e viene subito bacchettato e ricondotto all’ordine (l’ordine dei capolavoristi, suppongo). Non mi va di mettere tutti i link alla gazzarra che ne è seguita, quindi vi rimando alla cronologia ricostruita sul blog di un altro scrittore capolavorista, anche se della corrente restauratrice. C’è da dire che i nostri capolavoristi ogni tanto fanno un certo baccano, a parte l’iperbolico miserabile Genna che non è un capolavorista, direi piuttosto lo scemo del villaggio, e difende i nostri capolavoristi dagli attacchi dei non-capolavoristi anglo-americani. Verrebbe da chiedersi di cosa questo baccano sia produttivo, e se i capolavoristi-starnazzatori non siano invece un gruppo di neoconformisti, ossia quelli che “per pigrizia, per spirito di cordata e di gruppo, per conformismo, per paura di restare isolati, perché anche loro si sono trovati ormai il loro piccolo ruolo negli ingranaggi di questa macchina o dei suoi spazi residuali, perché, dopo averla inseguita per molto con la lingua fuori, sono arrivati finalmente ad avere la loro fetta di potere all’interno e se la tengono stretta”. Domenica 17 Aprile 2005ImpracticleIo compro un bel po’ di arte contemporanea, nei limiti di quello che mi posso permettere. Adesso sto comprando le cose di questo signore (ma vorrei un Basquiat, qualcuno che me lo regala?). Venerdì 15 Aprile 2005PapinsestoDunque: il Gran Premio di Imola è il 24 aprile, il conclave mi sembra inizi il 18, occhio e croce dovremmo stare tranquilli. Giovedì 14 Aprile 2005Grandi interpetrazioniIo vorrei che qualcuno mi spiegasse perchè ci sono sempre più persone che non sanno pronunciare il verbo interpretare. Dicono interpetrare, loro. Oggi l’ho sentito una decina di volte, fosse un’epidemia? HauntedParzialmente in tema col post precedente: sta per uscire negli USA l’ultimo libro di Palahniuk, Haunted. In this over-the-top gore fest from Palahniuk, a group of aspiring writers move into a locked, windowless theater to write their masterpieces under the guidance of a (seemingly) old man. The story of their hellacious retreat-kidnapping is interspersed with poems about the various writers and stories by them. Convinced that they will one day sell the story of their dystopian nightmare for millions, the writers seek out suffering to make their lives saleable: they starve themselves, lop off body parts, cannibalize, and so on. Il grande libraioEcco il reality show che mancava: Book Millionaire. Il casting è in corso, otto aspiranti scrittori si dovranno sfidare per il premio finale, cioè la pubblicazione del libro. Non oso pensare cosa succederà quando lo faranno in Italia. Sabato 9 Aprile 2005No traffic, no partyOggi un tassista del Cairo mi ha detto: “no traffic, no democratic (sic)”. Quindi anche a Roma siamo ai massimi della democrazia. Venerdì 8 Aprile 2005Comunicazione di servizioPer qualche strano motivo, il plugin antispam fa casino e rifiuta i commenti. Dovrei aver risolto, ma se vi capita ancora fatemelo sapere in mail. Roma città chiusaMi dicono che il paesaggio urbano della città è spettrale, girano solo i motorini. Uffici chiusi, negozi chiusi, elicotteri ovunque. Sembra il set di Zombie. Ma da lunedì, data un’imbiancata al sepolcro, saranno tutti pronti a riprendere le solite attività non proprio apostoliche, tipo spiattellare i pedoni sulle strisce pedonali, speronare i motorini, trombare la moglie di qualcuno, fregare i consumatori, fare un po’ di concorrenza sleale, intascare qualche tangentazza, fare finta di lavorare, ammazzare qualche marocchino, spacciare droga. Business as usual, insomma, ma con la foto del cadavere nel cellulare. D’altra parte anche Andreotti & Co. sono andati a battersi il petto in chiesa ogni domenica per tutta la loro vita, e non si sono mai vergognati. Siamo, in fondo, un vero paese di democristiani. Giovedì 7 Aprile 2005Masters of the UniverseIan McEwan su Saul Bellow: […] CuriositàDomani, per disposizione del Campidoglio, gli uffici pubblici rimarranno chiusi. Chissà se qualcuno noterà la differenza. Mercoledì 6 Aprile 2005Pubblicità progressoNon l’ho mai detto, ma ora è venuto il momento: la foto che compare nell’Assroll in basso a destra è sua. Pare che nel preciso momento in cui è stato preso lo scatto stesse completando il suo primo libro, che io peraltro sponsorizzo vivamente senza averlo letto e senza avere la più pallida idea dell’argomento (adottando, dunque, una perfetta tecnica editoriale). Domenica 3 Aprile 2005Se vedemoMeno male che parto per Milano e poi per l’Egitto, ritornando a tumulazione avvenuta. Mi sembra un timing perfetto: arrivano due milioni di pellegrini a bordo di dieci milioni di torpedoni e io me ne vado prima dell’ingorgo termonucleare globale. Torno il martedì post-esequie e, sperabilmente, i due milioni se ne saranno tornati a casetta loro oppure saranno ancora intrappolati sul lungotevere. Con tutti i giorni di ferie che si prenderanno i pellegrini (con grande scorno della professoressa Fiorella Kostoris Padoa Schioppa), si prevedono contraccolpi sull’andamento dell’economia mondiale. Gli economisti stanno rivedendo i tassi di crescita al ribasso, la Kostoris è stata vista nell’atto di predicare agli statali contro l’assenteismo e il fancazzismo, convertendone nessuno. Alle Poste spa, in segno di cordoglio e partecipazione, il bar interno listerà i cappuccini a lutto. Gli unici contenti sono i proprietari del chiosco “da Augusto” a Piazza San Pietro, che prevedono di vendere una quantità di porchetta in grado di sfamare più o meno tutta la Somalia e un pezzo di Etiopia. Purtroppo anche al Cairo si sono allargati, pare che Vespa voglia fare 96 ore di seguito di “porta a porta” in franchising arabo, utilizzando una controfigura locale senza nei. Nel frattempo, scarrellando per i 999 canali della mega Emittente Unica vatican-raiset-skyfida, ho visto che su Happy Channel fanno “Non sono più guaglione” in bianco e nero (però virato porpora). Mi sa che esco a farmi una birretta con un pugno di arditi agnostici. Cronaca minutaStamattina sono andato a votare per Marrazzo molto presto, non c’era fila e una delle scrutatrici era una gran gnocca. Servizio pubblicoA me non sembra normale che sei reti nazionali siano completamente dedicate alla morte del papa. Capisco tutto, ma proprio tutto tutto: l’evento, l’importanza del momento, la figura storica del papa defunto, tutto. Però. Io, intanto, mi sto guardando il Gran Premio di Formula 1 su RTL (in tedesco), dato che la RAI è protesa a cogliere ogni singola scoreggia vaticana e cancella i programmi senza preavviso. In questo momento mancano 23 giri, Alonso è primo, Schumacher si è ritirato e Barrichello è sesto. Venerdì 1 Aprile 2005Di papi e altroMi ricordo molto bene della morte di Paolo VI perchè quel giorno ero andato al cinema a vedere La febbre del sabato sera avendo compiuto da poco i fatidici 14 anni. Ne dimostravo di meno, però, tanto è vero che la maschera del cinema mi aveva chiesto un documento (che non avevo con me) obbligandomi a tornare a casa a prenderlo. Mi aveva colpito la scena in cui John Travolta trombava con una, in macchina, senza conoscerne preventivamente il nome. Mi sarei accorto, un po’ di anni dopo, che queste cose in effetti accadono molto più spesso di quanto si possa pensare. L’associazione della scena sessual-cinematografico-anonima VM14 (e relativo soprassalto ormonale) con la morte del papa, appresa mi sembra all’uscita dal cinema, mi aveva fatto venire in mente in maniera fugace l’idea del peccato, e del papa che dall’alto tutto vedeva e sapeva e, probabilmente, disapprovava. La cosa non mi era nemmeno dispiaciuta più di tanto. Poi non ci ho pensato più (anzi, non mi formalizzo se qualcuno dall’alto ogni tanto sbircia). Albino Luciani, invece, non me lo ricordo per niente - a parte il fatto che si diceva lo avessero avvelenato. Wojtyla, probabilmente, è l’unico papa di cui ho una certa consapevolezza, anche se non saprei dire di che tipo. I capolavori del Guggenheim alle Scuderie del QuirinaleRilancio da qui: andateci perchè ne vale veramente la pena. Ecco cosa dice il sito: “Capolavori del Guggenheim: Il grande collezionismo da Renoir a Warhol La mostra, organizzata da The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, in collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo e MondoMostre, è curata da Lisa Dennison, Vice Direttore e Curatore Capo del Guggenheim Museum e si avvale del supporto della Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e di FASTWEB, RAS e SISAL. Picasso, Renoir, Miró, Kandinsky, Monet, Pollock, Cezanne, Mondrian, Léger, Rothko, Ernst, Klee: questi sono solo alcuni dei nomi dei 50 artisti i cui capolavori sono esposti alle Scuderie del Quirinale dal 3 marzo al 5 giugno 2005. Opere famose come Palazzo Ducale di Claude Monet, Paesaggio con neve di Vincent Van Gogh, L’Italiana di Henri Matisse, Violino e tavolozza di Georges Braque, I fumatori di Fernand Léger, oltre a quadri di Picasso, Seurat, Rousseau, Chagall, Delaunay, Pollock, Tanguy accompagnano il visitatore attraverso un vero e proprio viaggio per capolavori nella storia dell’arte del secolo scorso. Un viaggio emozionante da ricordare, grazie anche al catalogo, edito dalla Guggenheim Foundation e curato da Enzo Siciliano. Dai musei Guggenheim di New York, Bilbao e Venezia arrivano nella capitale, per la prima volta nella stessa sede, parte dei quadri che Solomon e Peggy Guggenheim, zio e nipote, cercarono, amarono e acquistarono nel corso di una vita e che la Solomon R. Guggenheim Foundation ha ulteriormente completato con successive acquisizioni”. Mi sembra un po' depressoSi parlava del nuovo libro di Jonathan Safran Foer: oggi Meghan O’Rourke (editor di Slate) ne discute con Ruth Franklin (editor di New Republic) su Slate. Tra l’altro, paresidicesembra che Foer abbia un blog e che il New Yorker gli rifiuti sistematicamente i racconti. |
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