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Mercoledì 30 Marzo 2005L'uomo bionicoScrive Repubblica.it a proposito del Papa: “Per migliorare la nutrizione del Papa gli è stato installato un “sondino nasogastrico” (corsivo mio). Forse gli hanno installato anche un antivirus e l’aggiornamento del sistema operativo, chissà. AllucinanteOggi ho preso un farmaco che ha praticamente 10 pagine di effetti collaterali. Degni di nota: “neuropatie sensitive e motorie (incluse parestesie) convulsioni, disturbi della vista, ronzii auricolari e disturbi vestibolari, ansia, agitazione, depressione e perdita di memoria, stato confusionale, allucinazioni e reazioni psicotiche o paranoidi”. Nel caso questa sera apparissero post psicotici e/o paranoidi, sapete di chi è la colpa. Ora devo scappare, che è da stamattina che i marziani mi pedinano. Sabato 26 Marzo 2005Slow MacMagari qualcuno era in pensiero, quindi vi aggiorno sul mio iMac G5: dopo tre mesi di uso semi-intensivo posso dire che è un bell’oggetto, il sistema operativo mi piace, non si pianta mai e ci sono in giro abbastanza applicazioni (tra cui una favolosa che sto usando per archiviare tutti i miei libri, Booxter). Però è lento, ma lento, ma così lento che quando devo fare qualcosa di più impegnativo passo sempre al pc. In più, c’è un sacco di roba che non funziona sul Mac e di cui non sono riuscito a trovare equivalenti. Diciamo che, potendo, è meglio averli tutti e due. Se proprio dovessi scegliere, sceglierei un pc senza pensarci un momento. Appro: buon ferragosto, il tenutario di questo blog torna mercoledì. Giovedì 24 Marzo 2005Nel casoIo lo scrivo qui, così nel caso basta fare una ricerchina con Google: se mai dovesse succedermi (sgrat) una cosa tipo Terri Schiavo, staccate tutto immediatamente. Se poi trovate anche qualcuno che pratica l’eutanasia, meglio ancora. Questa è una richiesta irrevocabile, nel caso qualche stronzo pensasse minimamente di riempirmi di tubi come un puntaspilli e farmi vegetare in un letto per quindici anni. Martedì 22 Marzo 2005La certezza del diritto (cinematografico)Uno si da tanto da fare e poi, ecco qui. Adesso ci parlate voi con Joi Ito. Datevi una regolataRicevo e pubblico volentieri: Gentili staff, (grassetto mio) Lunedì 21 Marzo 2005Ci risiamoLeggevo da Zambardino che Yahoo ha comprato Flickr. il Giovane Scrittore di Successo parlaBol.com ha intervistato Alessandro Piperno: […]Non posso esimermi dal parlare della tanto dibattuta questione dei suoi modelli letterari. I paragoni si sono sprecati, nomi di grandissimi scrittori sono stati accostati al suo (tra parentesi proprio oggi esce in Italia il nuovo romanzo di Philip Roth, sul quale sarei curioso di un avere un suo giudizio se fosse già in grado di esprimerlo). Le ho però sentito dire che un giorno le piacerebbe essere ricordato come Piperno e non come il Roth italiano. Cosa pensa di questi paragoni? A dire il vero mi piacerebbe che un giorno qualcuno dicesse, “ecco Roth, il Piperno americano”… Sto scherzando naturalmente. Andiamo con ordine. Ho avuto l’ultimo romanzo di Roth circa tre mesi fa, quando era da poco stato pubblicato negli Stati Uniti, e quindi ho potuto leggerlo in anteprima: Il complotto contro l’America è il meno rothiano dei libri di Roth che Roth abbia mai scritto, nel senso che ha delle caratteristiche che sono assolutamente non rothiane. La prima è una sorta di inverosimiglianza storica che fa venir meno il consueto realismo rothiano: lui non si era mai cimentato (anche se in verità c’era già stato un libro, L’orgia di Praga, in cui ipotizzava delle cose che in realtà non erano avvenute e anche in Operazione Shylock c’era un’altra ipotesi abbastanza bislacca per cui un suo sosia veniva visto in Israele camminare per le vie di Gerusalemme) con un romanzo che sembra quasi un romanzo di fantapolitica (nel Complotto Roosvelt perde le elezioni che vengono vinte da Lindbergh e gli Stati Uniti diventano alleati dei nazisti, n.d.r.). La seconda è il fatto che il libro trasuda sentimentalismo, e trasuda sentimentalismo perché Roth per la prima volta parla dei suoi parenti. Sebbene abbia sempre parlato dei suoi genitori e di suo fratello attraverso la saga di Nathan Zuckerman, in realtà non ne aveva mai parlato direttamente, li aveva sempre trasfigurati letterariamente: stavolta invece li affronta a viso aperto con nomi e cognomi e devo dire che il ritratto è stranamente indulgente; se di solito il suo è un atteggiamento crudele e intransigente, qui è invece sentimentale. Per quanto riguarda il modello: sarei un assoluto ipocrita se dicessi che non ho letto, straletto, stradigerito Philip Roth e che in qualche modo non abbia dato un impulso abbastanza evidente al mio stile.[…] Cronache marzianeLa prossima volta che andrò in Giappone scriverò un post così: Sono stato tre giorni a Tokyo, su invito della Yakuza. Mi hanno portato a visitare i loro covi e abbiamo visto tutta la retrospettiva di Takeshi Kitano. Mi ha stupito notare che tutte le persone erano piccole di statura e con uno strano colorito giallognolo, tenderei a pensare che le scarse condizioni igieniche del paese siano causa di itterizia ed epatiti virali. I membri della yakuza mi hanno mostrato i loro tatuaggi, senza dubbio una forma di arte alternativa, e portato a mangiare cose squisite tipo il cervello di scimmia crudo o budella di topo in salmì. A parte la sparatoria con la polizia mentre mi riaccompagnavano in albergo, direi che Tokyo è una città molto tranquilla. I giapponesi vivono tutti in case di 5 mq, con televisori di 4 mq, ma sembrano felici. Le giapponesi sono deliziose, con le loro gambette storte e la macchina fotografica perennemente al collo. Ho anche mangiato un favoloso tiramisù, tipico dolce giapponese, e discusso lungamente col capo della yakuza riguardo il rispetto della legge: mi hanno assicurato che loro usano solo licenze d’uccidere Creative Commons. Mi hanno anche regalato una katana. Gente semplice, ma genuina: la prossima volta che torno gli porto un po’ di vaccino per l’epatite. La restaurazioneAntonio Moresco mette tutti e due i piedi nel piatto riguardo la polemica sui libri “popolari” o meno, oltre a proporre una riflessione sul ruolo dello scrittore, e dell’industria editoriale, in questi tempi grigi: Nel campo dell’editoria e del giornalismo culturale, siccome il personale è formato da intellettuali, si coprono le proprie pratiche andando a ramazzare teorie del passato e usandole in modo improprio e grottesco in una situazione diversa. Alcune di queste sono così generalizzate da diventare luogo comune. Si leggono continuamente sui giornali ridicole professioni di gramscismo da parte di vallette del Festival di Sanremo, filosofi in disarmo ecc. Praticano l’ottundimento di massa e traggono da questo la loro mercede e poi dicono che sono “nazional-popolari”. Proprio adesso che - guarda caso - non c’è più né la Nazione né il Popolo! Se ne stanno al caldo dentro macchine di consenso drogate, in grado di sedare e rimbecillire il “popolo” che hanno sottomano oggi e di elargire laute ricompense ai propri servi, e questo sarebbe ciò che intendeva il povero Gramsci scrivendo dalla sua prigione. Tutte le epoche di restaurazione sono così, sia quelle che si fondano su strutture ideologiche e politiche scopertamente totalitarie e violente sia quelle giocate su altre forme di coercizione e consenso. Fondamentalismi bushiticiSe ne era parlato molto l’anno scorso, ma i fondamentalisti bushiti non demordono: Several Imax theaters, including some in science museums, are refusing to show movies that mention the subject - or the Big Bang or the geology of the earth - fearing protests from people who object to films that contradict biblical descriptions of the origin of Earth and its creatures. The number of theaters rejecting such films is small, people in the industry say - perhaps a dozen or fewer, most in the South. But because only a few dozen Imax theaters routinely show science documentaries, the decisions of a few can have a big impact on a film’s bottom line - or a producer’s decision to make a documentary in the first place. People who follow trends at commercial and institutional Imax theaters say that in recent years, religious controversy has adversely affected the distribution of a number of films, including “Cosmic Voyage,” which depicts the universe in dimensions running from the scale of subatomic particles to clusters of galaxies; “Galápagos,” about the islands where Darwin theorized about evolution; and “Volcanoes of the Deep Sea,” an underwater epic about the bizarre creatures that flourish in the hot, sulfurous emanations from vents in the ocean floor. L’articolo completo è qui (via Antonio Leonforte). Venerdì 18 Marzo 2005Chi ben comincia...Se vi è piaciuto “Ogni cosa è illuminata”, libro di esordio di Jonathan Safran Foer, vi segnalo che è in uscita in America il suo secondo libro, Extremely Loud and Incredibly Close, di cui leggo recensioni entusiastiche e, addirittura, accostamenti a Salinger. A scanso di equivoci, vi metto il link ad una recensione meno hyped ma più approfondita. PS: non c’entra niente, ma pare che Amazon abbia introdotto un sistema di spedizione all you can eat, cioè si pagano 79 dollari l’anno per coprire le spese di spedizione di tutti gli articoli comprati su Amazon, senza limiti. Se vale anche per l’Italia, stappo subito una bottiglia. Mercoledì 16 Marzo 2005Old newsLeggevo su Lipperatura dell’ultimo libro di Roth, e del fatto che se ne parla da qualche parte in Italia in questi giorni. Ora, mentre qui siamo impegnati a discutere di Piperno e Faletti, vorrei sommessamente osservare che il libro di Roth, The plot against America, è uscito da almeno cinque mesi (e se ne parla ora in Italia perchè è appena stato tradotto da Einaudi, la casa editrice dei blogger), che quelli che hanno la iattura di parlare inglese se lo sono gia letto da tempo (Rocca probabilmente ha scritto da qualche parte che Roth è diventato neocon), che il New York Times ha pubblicato a settembre 2004 la recensione (così così) della mitica Michiko Kakutani, oltre che la recensione di Paul Berman ( quello di “Terrore e liberalismo”, un libro di cui forse hanno parlato in due in Italia) e, dulcis in fundo, un pezzo del medesimo Roth in cui viene spiegato il dietro le quinte del libro. Non voglio qui affermare che il livello medio del dibattito letterario in Italia sia provinciale, con una spruzzata di autarchico, e nemmeno che si debba imparare il tedesco per leggere Nietzsche, per carità. Però. Tra parentesi, la mia opinione personale è che, se siete appassionati di Roth, rimarrete abbastanza delusi dalla lettura del libro (o meglio, dall’opera del traduttore). Martedì 15 Marzo 2005CromìeZitto zitto, è uscito il n. 2 di sacripante! Come dargli torto?
Mi sembra che questo libro sia quanto mai in tema. One of the most salient features of our culture is that there is so much bullshit: Bullshit is unavoidable whenever circumstances require someone to talk without knowing what he is talking about. Thus the production of bullshit is stimulated whenever a person’s obligations or opportunities to speak about some topic are more excessive than his knowledge of the facts that are relevant to that topic. This discrepancy is common in public life, where people are frequently impelled - whether by their own propensities or by the demands of others - to speak extensively about matters of which they are to some degree ignorant. Grand Hotel AfghanoTwo Afghan prisoners who died in American custody in Afghanistan in December 2002 were chained to the ceiling, kicked and beaten by American soldiers in sustained assaults that caused their deaths, according to Army criminal investigative reports that have not yet been made public. One soldier, Pfc. Willie V. Brand, was charged with manslaughter in a closed hearing last month in Texas in connection with one of the deaths, another Army document shows. Private Brand, who acknowledged striking a detainee named Dilawar 37 times, was accused of having maimed and killed him over a five-day period by “destroying his leg muscle tissue with repeated unlawful knee strikes.” The attacks on Mr. Dilawar were so severe that “even if he had survived, both legs would have had to be amputated,” the Army report said, citing a medical examiner. Il resto dell’articolo qui e il rapporto di Human Rights Watch qui. Stralcio per i fan(atici) di Grand Hotel Guantanamo: More than three years after the first detainees were brought to Guantánamo, the U.S. government continues to detain nearly 550 people indefinitely without charge or trial or without applying the Geneva Conventions. There is growing evidence that detainees at Guantánamo have suffered torture and cruel, inhuman or degrading treatment. Accounts by U.S. Federal Bureau of Investigation (FBI) agents who witnessed detainee abuse – including chained detainees forced to sit in their own excrement – have recently emerged, adding to the statements of former detainees describing the use of painful stress positions, prolonged solitary confinement, use of military dogs to threaten detainees, threats of torture and death, and prolonged exposure to extremes of heat, cold and noise. Videotapes of riot squads subduing suspects reportedly show the guards punching some detainees, tying one to a gurney for questioning and forcing a dozen to strip from the waist down. The International Committee of the Red Cross reportedly told the U.S. government in a confidential report that some abuses of detainees were “tantamount to torture.” (Grazie Massimo) Lunedì 14 Marzo 2005Per par condicioAnche questo pippone di Ian Buruma è una mezza minchiata. Stai a vedere che passa l’idea per cui i blogger sono fichi e sono mejo dei giornalisti perchè fanno dimettere la gente o spettegolezzano meglio dei pompini (altrui). Ossignur, povera amazzonia. PS: ho letto ora questo post di Giorgio e mi sembra di averlo persino capito quasi tutto, quindi si conferma che non tutto il male viene per nuocere. Sabato 12 Marzo 2005Chatwin sul busInteressante iniziativa organizzata dalle Aziende Pubbliche di Trasporti e dalla Fiera del Libro di Torino: i partecipanti al concorso letterario «Parole in corsa-viaggiare e scrivere, scrivere è viaggiare» potrebbero spiare i vostri movimenti sul tram. Molto originale. Soprattutto è roba mai vista né sentita, mica il solito minestrone noioso riscaldato che si legge in giro da anni, sempre la stessa roba. Sono sicuro che la persona che ha scritto questo pezzo si sentiva molto originale mentre lo scriveva. Come sono originale, avrà pensato, adesso gliele canto io a questi elitari che vanno in tram. E’ qui, in alto a destra. Venerdì 11 Marzo 2005Con le migliori intenzioniCaro Piperno, Giovedì 10 Marzo 2005Adesso non ho vogliaHo riposto il libro di Piperno in libreria. Magari me lo leggo tra quattro, cinque anni e ci faccio un post. A proposito di spamFinalmente un po’ di spam italiano nei commenti, che mi ero stancato delle solite pillolette azzurre. Stavolta è il turno di tale Elena Finocchietti, candidata alle primarie della regione toscana. Quando questi politici, o i loro supporter, capiranno che lo spam non è una buona maniera per fare campagna elettorale, sarà sempre troppo tardi. Agli eventuali lettori toscani raccomando caldamente di NON votare Elena Finocchietti e di NON votare tutti i politici che spammano o mandano mail non sollecitate. Firulì firulàLink freschi freschi: una buona intervista a Eggers su Salon (usare il free pass) e un pezzo di Foster Wallace sull’Atlantic Monthly (notare che le famose note di DFW sono hyperlink nel pezzo online): David Foster Wallace reports from deep inside the mercenary world of political talk radio. Purtroppo il pezzo è leggibile solo a pagamento e non sono riuscito a trovare un trucchetto lecito per renderlo leggibile a chi non ha un abbonamento. Certo, potrei copiarlo e incollarlo qui, ma non mi sembra carino - e l’abbonamento annuale costa due lire. Fate uno sforzo, dai, non mi dite che siete andati a leggerlo qui. PS: io non ve l’ho detto, ma qui dicono che il webmaster dei Wilco è un pirla. Pare che si possano scaricare tutti e cinque i pezzi dell’EP che viene dato in bonus a chi compra A Ghost is born. Pare. Mercoledì 9 Marzo 2005Lost in translationLa dura vita di un traduttore ebreo-americano a Davos. Il prezzo della "democrazia"Ho sentito il racconto della Sgrena a Ballarò, e mi sembra che non abbia detto le cose che si sono lette in giro in questi giorni - o forse ha fatto un po’ di marcia indietro. La storia degli americani che volevano ucciderla perchè in possesso di notizie segrete o importanti era un’evidente cazzata, ed è stata smentita dalla Sgrena stessa. Le foto della macchina non mi sembrano compatibili con il racconto dei 300-400 proiettili. Conclusioni: Sgrena & Co. l’hanno sparata grossa a caldo, forse è umano dopo uno shock di quel tipo, poi hanno precisato a mente fredda. I giornali ci hanno intinto il biscotto. Probabilmente è stata una fatalità o un errore di comunicazione. E comunque, quando la “coalition” avrà completato l’esportazione della “democrazia” in Iraq, probabilmente non ci saranno più irakeni: tra checkpoint, fuoco amico e bombe varie li avranno fatti secchi tutti prima. PS per i precisini: qui si esagera spesso e volentieri. La popolazione dell’Iraq è di circa 24 milioni di persone e si stima che, dall’inizio della guerra, siano morti circa 250.000 civili (cui andrebbero aggiunti i militari). Siamo quindi all’1%, c’è ancora molto da fare. Tanto per rendersi conto dell’ordine di grandezza: in Italia, durante la seconda guerra mondiale, sono morti 330.000 militari e 85.000 civili su una popolazione, all’epoca, di circa 45 milioni di abitanti. Buona fortunaQualcuno ha trovato la risposta agli interrogativi espressi in questo post. Lunedì 7 Marzo 2005Io rimango fortemente perplessoE’ evidente che non sapremo mai quello che è realmente successo alla macchina che portava la Sgrena all’aeroporto, tuttavia, anche volendo dare per buona la versione americana, ci sono alcune cose che non quadrano: 1) è possibile che le forze americane non fossero state avvertite? I funzionari del Sismi sono stati in contatto con Palazzo Chigi via telefono cellulare per tutto il tragitto, possibile che non fossero intercettati? L’ambasciata italiana, che conosceva in diretta i dettagli dell’operazione, non ha provveduto ad informare gli alleati del rientro? Mi sembra molto improbabile. Sono sicuro che esistono le registrazioni degli ultimi minuti al telefono, e forse sarebbero utili a fare luce sulla vicenda. Letta, che pare fosse tra gli interlocutori, potrebbe intanto raccontare quello che ha sentito. 2) le fonti americane parlano di checkpoint (posto di blocco), quelle italiane parlano invece di una pattuglia (patrol). Mi sembra più sensata la seconda ipotesi, anche perchè non vedo il motivo per cui il conducente della macchina avrebbe voluto forzare un posto di blocco, esponendosi a morte certa. Purtroppo il conducente, che è vivo e può raccontare, è un funzionario del Sismi - quindi non ne sapremo mai nulla, anche se la Sgrena ha detto esplicitamente che non c’era nessun checkpoint. 3) se gli americani hanno sparato al motore, per fermare la macchina, perchè Calipari si è preso un colpo in testa? E perchè non ci fanno vedere la foto di questa macchina (le foto che girano per internet riprendono la macchina sbagliata)? Se veramente gi americani hanno sparato 300-400 colpi la macchina dovrebbe essere tutta sforacchiata, e forse questo è il motivo per cui non ce la fanno vedere. E’ interessante notare che, per ora, il racconto della Sgrena è il racconto di un testimone oculare, cioè di una delle tre persone che erano in quella macchina (la seconda persona è morta e della terza non sapremo mai niente). Non si capisce, quindi, perchè il racconto della Sgrena sia da catalogare a priori come una menzogna, o forse il solo fatto di essere una giornalista del Manifesto, e contro la guerra, funziona come presunzione di bugia? L’autista aveva per due volte comunicato in ambasciata e in Italia che noi eravamo diretti verso l’ aereoporto che io sapevo supercontrollato dalle truppe americane, mancava meno di un chilometro mi hanno detto… quando…. Io ricordo solo il fuoco. A quel punto una pioggia di fuoco e proiettili si è abbattuta su di noi zittendo per sempre le voci divertite di pochi minuti prima. L’autista ha cominciato a gridare che eravamo italiani, “siamo italiani, siamo italiani….”, Nicola Calipari si è buttato su di me per proteggermi, e subito, ripeto subito, ho sentito l’ultimo respiro di lui che mi moriva addosso. Devo aver provato dolore fisico, non sapevo perché. Ma ho avuto una folgorazione, la mia mente è andata subito alle parole che i miei rapitori mi avevano detto. Loro dichiaravano di sentirsi fino in fondo impegnati a liberarmi, però dovevo stare attenta “perché ci sono gli americani che non vogliono che tu torni”. Allora, quando me l’avevano detto, avevo giudicato quelle parole come superflue e ideologiche. In quel momento per me rischiavano di acquistare il sapore della più amara delle verità. Il resto non lo posso ancora raccontare. Venerdì 4 Marzo 2005evvivaDunque la Sgrena è libera. Purtroppo, per un lieve erroruccio degli americani, ecchesaràmai, è morto un funzionario del sismi (un altro è ferito). Quisquilie. Il capo dello stato si congratula per la liberazione, il papa è soddisfatto, tutti i tg esultano e, come al solito, i cipputi qualsiasi se la prendono nel culo. E zitti. Update: rispetto al circo mediatico dei trionfalismi fuori luogo, fa eccezione (l’orrido) Ferrara, il quale è l’unico che ha dato spazio alla cosa. Update2: Qui l’articolo di Aldo Grasso sul corriere di oggi (sabato). Per regimi stiticiQuando sento parlare di fermenti sociali mi viene sempre in mente Actimel: te lo bevi per due settimane e poi vai di corpo molto meglio. Mercoledì 2 Marzo 2005Che giornateNon basta l’adsl che non funziona e il febbrone, adesso c’è anche qualcuno che vuole Oriana Fallaci senatore a vita. E non è nemmeno il primo aprile. Dal lato positivo: triplog ha scritto un libro sul fenomeno blog che, immagino, diventerà un must read per chi si interessa di queste cose, i Ghostwriters On Demand sono pronti a scrivervi discorsi, interventi e quello che volete, e ho avuto modo di constatare che la mia collaboratrice domestica si mette dei perizomi da paura. |
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