Non vi prendete a colpi di spazzola, mi raccomando
Ma c’è un libro italiano pubblicato negli ultimi due, tre anni di cui Genna non abbia detto che è un capolavoro fondamentale per la storia della letteratura? Tutti capolavori: dopo i cannibali abbiamo i capolavoristi (anche i capolavoristi-blogger).
Poi c’è uno che osa criticare il libro di Piperno (che io non ho ancora letto) e Genna scrive una roba infinita in cui per il 40% insulta il critico (a sua volta scrittore capolavorista), per il 55% parla di quanto è fico lui, Genna medesimo, e per il 5% confuta gli argomenti del critico capolavorista (ma forse adesso non più) riguardo l’esordiente scrittore, ora capolavorista anche lui.
A parte il fatto che chi scrive un pezzo sul web più lungo di una schermata andrebbe iscritto ad un corso di riabilitazione, qui si dimostra che Genna è, appunto, un miserabile.
Poi c’è Moresco, che osa scrivere un intervento fuori dalle righe su Nazione Indiana e viene subito bacchettato e ricondotto all’ordine (l’ordine dei capolavoristi, suppongo). Non mi va di mettere tutti i link alla gazzarra che ne è seguita, quindi vi rimando alla cronologia ricostruita sul blog di un altro scrittore capolavorista, anche se della corrente restauratrice.
C’è da dire che i nostri capolavoristi ogni tanto fanno un certo baccano, a parte l’iperbolico miserabile Genna che non è un capolavorista, direi piuttosto lo scemo del villaggio, e difende i nostri capolavoristi dagli attacchi dei non-capolavoristi anglo-americani. Verrebbe da chiedersi di cosa questo baccano sia produttivo, e se i capolavoristi-starnazzatori non siano invece un gruppo di neoconformisti, ossia quelli che “per pigrizia, per spirito di cordata e di gruppo, per conformismo, per paura di restare isolati, perché anche loro si sono trovati ormai il loro piccolo ruolo negli ingranaggi di questa macchina o dei suoi spazi residuali, perché, dopo averla inseguita per molto con la lingua fuori, sono arrivati finalmente ad avere la loro fetta di potere allinterno e se la tengono stretta”.

Io invece ho scritto forse una sola cosa azzeccata in vita mia (non sono certo un capolavorista) ed è la definizione che affianca il link al tuo blog: “L’arte di non mandarle a dire”.
Tutto questo indipendentemente dall’essere d’accordo meno con quanto dici, sull’argomento mi dichiaro inabile e inappetente.
Achille said this on Aprile 18th, 2005 at 10:16
e pensa che io dovrei pure intervenire nel dibattitto di lunedì a torino. cosa dici mi conviene portare un elmetto per i lanci di oggetti?
lei ci sarà?
dado said this on Aprile 18th, 2005 at 11:01
non sia ingenuo, si sa che l’editoria in realtà pubblica SOLO capolavori, il resto vien da sé.
Effe said this on Aprile 18th, 2005 at 11:35
Sarà. Però io leggevo Woobinda in questi giorni e mi veniva da fare ad Aldo Nove gli stessi attacchi di Genna.
Riguardo a Piperno, ha francamente sfrantecat’ o’ cazz (non che lui abbia fatto alcunché.. sono i suoi sostenitori che esagerano). Non credevo fosse possibile rendere un autore insopportabile così, semplicemente nominandolo in continuazione. Magari l’avrei letto, ma a furia di leggerne ovunque, mi é passata tutta la voglia di iniziarlo.
darkripper said this on Aprile 18th, 2005 at 12:51
Il fatto è che il Genna, ci svela nel suo pezzo anti-Nove [*], li vede i difetti dei libri, ma non può scriverli, perché ha fatto sua una “prospettiva antisociologica, tutta vòlta al positivo.”
Solo questa volta, per colpa del Nove gli tocca mettere via il miele, e riesumare l’antico fioretto: “Tanti ringraziamenti, dunque, ad Aldo Nove, che mi costringe a fare parecchi passi indietro e a utilizzare strumentazioni che giudico ormai restrittive rispetto all’attualità letteraria, oltre che a sottolineare il negativo”
[*] …con tanti saluti a chi magari spererebbe di poter leggere dalla penna degli addetti ai lavori delle rensioni un minimo pensate ed equilibrate: “Per anni a me è capitato, avendo io lanciato stroncature iperboliche e assurdamente spropositate sulle pagine della fu Società delle
Menti in Clarence, di essere non propriamente ben accolto, come era ovvio, da molti addetti ai lavori. Rovesciando altrettanto iperbolicamente la
logica dell’assalto in quella che definisco della “ricognizione del positivo”, le cose non sono andate meglio”
AleRoots said this on Aprile 18th, 2005 at 14:34
Ma anche se non lo scriveva, ce ne eravamo accorti da soli. Comunque non ho ancora finito sull’argomento, adesso ne arriva un altro.
Carlo said this on Aprile 18th, 2005 at 14:40
@dado: certamente no, facciamo che poi me lo raccontate.
Carlo said this on Aprile 18th, 2005 at 14:44
a me Genna m’ha già nculato na vorta, lo ammetto, ma ero giovane e ingenuo. Dopo aver letto una sua recensione, non so perchè, mi convinsi a comprare il libro dell’amichetto suo Monina, God bless America, una troiata clamorosa e imbarazzante. Da quel momento il suo apporto al dibattito, qualsiasi dibattito, è stato rapportato al valore aggiunto dato dal libro di Monina al mio comunque povero bagaglio culturale.
zoro said this on Aprile 18th, 2005 at 16:52
era tanto difficile dirlo?
persecutorio said this on Aprile 20th, 2005 at 22:35
il museo del mondo said this on Ottobre 21st, 2007 at 10:22