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Venerdì 30 Aprile 2004
Carta straccia
Ho sempre trovato Vittorio Feltri un individuo spregevole e disgustoso e, mano mano che passa il tempo, la mia opinione si rafforza. Il suo giornale è repellente almeno quanto lui: oggi altre liste di proscrizione, in omaggio ad una brutta corrente forcaiola che si respira anche dove non si dovrebbe. E non sono solo le liste: tra le tante pensate di questo tronfio gerarchetto non ci dimentichiamo neppure di quando pubblicò l'indirizzo di casa di D'Alema con la piantina delle stanze.
No al piano Sharon
Meno male che in Israele c'è ancora gente che ragiona. Se fossero tutti come Sharon ci sarebbe da rabbrividire.
Sarà la primavera?
Quando devi riscrivere cinque volte un post di dieci righe, vuol dire che non è aria.
Culture Digitali
Segnalo anche io Culture Digitali, il weblog ufficiale del convegno promosso dal Corso di Laurea in Culture Digitali e della Comunicazione della Facoltà di Sociologia (Università Federico II di Napoli).
In un primo momento avevo pensato che l'iniziativa fosse una prosecuzione ideale dell'incontro su "Come cambia la scrittura in rete", organizzato qualche mese fa, sempre a Napoli, da Galassia Gutemberg, ma sbagliavo. Comunque, se continua così, pare che assisteremo alla fondazione della "scuola napoletana" da parte di un manipolo di ardimentosi intellettuali della Magna Grecia.
Giovedì 29 Aprile 2004
Questioni di coppia
Tanto per insistere col diarismo autobiografico fuffarol-edonista: ho iniziato con le cose facili e, intanto, cambiato scooter. Abbandonata l'idea del t-max, che non ha senso, ho preso un Beverly 250. Tempo di decisione, circa sette minuti.
Per la moto la cosa si annuncia molto più difficile.
Dedicato ai radicali anime belle
Non c'è solo il gulag in Afghanistan, oppure Guantanamo. Mano mano vengono fuori nuove schifezze:
American soldiers at a prison outside Baghdad have been accused of forcing Iraqi prisoners into acts of sexual humiliation and other abuses in order to make them talk, according to officials and others familiar with the charges.
The charges, first announced by the military in March, were documented by photographs taken by guards inside the prison, but were not described in detail until some of the pictures were made public.
Ovviamente c'è chi è contro la pena di morte, e siamo tutti d'accordo che siamo Gandhiani, non violenti e che non bisogna toccare Caino, però quando si tratta di toccare Ahmed pare che vada tutto bene - chiedete a Capezzone, al suo amico Bin Ledeen e a tutta la truppa dei giornalisti "di sinistra". Si vedano anche le puntate precedenti.
Il saccheggio dei reperti Irakeni: è andata meglio del previsto
Su Kuro5hin la storia completa dei reperti archeologici irakeni: quanti se ne sono persi o sono stati rubati, quanti ritrovati e cosa si sta facendo, anche grazie agli italiani. Credo che sia la cosa più completa che ho mai letto sull'argomento. Ovviamente si fa prima a mettersi una benda sugli occhi e ripetere il dogma del "non è successo niente", invece non è così. Per fortuna i danni non sono irreparabili (anche se gli stati uniti stanno approvando una legge che impedisce il contrabbando dei reperti irakeni solo adesso, con un lieve ritardo).
According to the best estimates, however, more than 15,000 artifacts remain unaccounted for from the Iraqi National Museum, and at least 24,000 have been damaged. That's roughly 8 percent of the 500,000 or so artifacts which were known to be kept there. Of these missing pieces, the greatest number (17%) were taken from the museum's display cases, as expected. The pleasant surprise comes from the storage rooms at the museum, which were initially thought to be utterly desecrated. It turns out that, of the 491,000 items kept in storage, only 3 percent were taken, and 5 percent damaged. Elsewhere, at a secret site - reportedly an unused bomb shelter - a apparantly clandestine effort sponsored by the museum's staff and protectors brought together an additional eight thousand relics which were untouched by looters, and suffered only slightly for their efforts.
Punti di vista
Titolo di Repubblica: "A Falluja centinaia di morti"
Qualche riga sotto, dichiarazione di Berlusconi: "Non possiamo lasciare l'Iraq, sarebbe un bagno di sangue".
A downward curve?
Letterina al mito, l'uomo che ha sperimentato su se stesso le pillole per allungare il pisello, e ci ha fatto anche un blog:
Dear RG,
I've been reading your blog for quite sometime and I am very impressed that you actually saw some results. I had some questions for you...
Did you ever encounter any problems during your enlargement process such as pain or unusual swelling or any other problems?
In addition, does your penis have any flaws that weren't there before like a downward curve or a sideways curve etc...that weren't there before?
I am thinkin about doing the same thing, partially to see if it really works, partially because it would be nice to see some results, any advice/info you can offer would be awesome.
Curious in Buffalo
Anche noi siamo abbastanza fucked
A proposito di Kerry. Dicevo che, se fossi americano, voterei anche il mago Otelma pur di togliermi dalle balle Bush. Anche lui la pensa così.
Mi piacciono anche i titoli dei saggi in fase di stesura: How Fucked We are Right Now e How Fucked We will be With 4 More Years of George W. Bush.
The Intimate History of the Orgasm
Questo il libro, questa la recensione del Guardian.
Una cosa che non sospettavamo:
For one thing, as men and women must equally be aware, they do not actually need one another to enjoy orgasm.
(via Bookslut)
Mandrake
Succede che uno ha un vecchio computer a casa, buttato in un angolo. Succede che in un momento di pazzia dedice di riesumarlo e fargli fare da server per la rete casalinga. Succede che lo stesso pazzo ci installa una distribuzione Linux che si chiama Mandrake. Beh, in effetti ci vuole un mago per farla funzionare.
A Roma, quando riesci a fare una cosa particolarmente difficile, ti guardano sornioni e ti dicono: "ma chi sei, Mandrake?" (pronunciato come è scritto).
Ecco, io non sono Mandrake e non ho voglia di smanettare due giorni su un sistema operativo praticamente incomprensibile. Adesso ci metto Windows.
Mercoledì 28 Aprile 2004
Sono indeciso
Cosa prendereste tra queste tre moto?
1) Ducati Monster 800 i.e.
2) Honda Hornet 600
3) Yamaha FZ6
Misteri della faica
Credo di aver scritto, in passato, della mia faccia quando sono andato a lavorare in America e mi hanno detto che dovevo pagare le F.I.C.A. taxes. La mia prima reazione è stata: "giammai! Io non pago per la F.I.C.A., ne rimedio abbastanza gratis", poi mi hanno spiegato che si trattava dei contributi previdenziali (Federal Insurance Contributions Act) ed è finita a ridere, mentre tentavo di spiegare il rozzo gioco di parole.
La cosa mi è tornata in mente quando Gigi mi ha segnalato questo sito, dove invece si può pagare per la Figa (vita o danni?).
PS: questo post è stato scritto per par condicio rispetto al post precedente.
Martedì 27 Aprile 2004
I russi ce l'hanno piccolo
Altrimenti non si spiegherebbe tutto questo casino per un pisello mummificato.
Il mondo visto da Superman (o da Clark Kent)
In questi giorni non ho molto tempo per scrivere, non per i dieci giorni senza complicazioni che mi hanno dato ma per i venti anni lavorativi senza condizionale che ancora mi restano. In ogni caso avevo promesso di scrivere una riga su Kill Bill Vol.2, ed ogni promessa è debito: mi è piaciuto più del primo, Uma favolosa, impronta tarantiniana decisa. Bisogna vedere i due episodi insieme (facciamo una riga e mezza).
Sabato 24 Aprile 2004
Human shield
Ricevo da Maxwell e prontamente rigiro questo articolo della BBC (segue stralcio):
Israel faces human shield claim
Activists claim Mohammed was tied to the jeep by police.
Israeli human rights activists have accused border police of using a 13-year-old Palestinian as a human shield.
Rabbis for Human Rights say that Mohammed Badwan was tied by police to a jeep during a recent demonstration in the West Bank village of Bidou.
The police apparently hoped this would stop Palestinians from throwing stones during a protest against Israel's West Bank barrier.
Israel's Supreme Court banned the use of human shields in 2002.
Rabbis for Human Rights also say that the boy was beaten by Israeli police before being arrested.
Venerdì 23 Aprile 2004
L'erba cattiva...
Il tenutario di questo blog è ancora vivo, malgrado un brutto incidente in moto causato dal solito nonnetto con la 1100 che si immette in una strada principale senza dare la precedenza. A parte essersi abraso tutto il lato destro del corpo in un lungo tête-à-tête con l'asfalto (e anche i maroni, in tre ore di pronto soccorso), aver distrutto alcune migliaia di euri di abbigliamento e completamente sfracellato la moto, che ora sembra una scultura postmoderna, il sottoscritto è vivo e più cacacazzi che mai - solo un po' acciaccato e scartavetrato in vari punti.
Una cosa interessante è che, se hai avuto un incidente in moto, al pronto soccorso non sentono cavoli: ti fanno le radiografie perfino ad alcuni orifizi che qui non nomino. "Si cali i pantaloni", e uno tenta di replicare che gli fa male il braccio, " su, che vediamo l'anca". Oh, era contusa pure quella.
Giovedì 22 Aprile 2004
Una notizia che non ho letto in giro
Non ci ha fatto caso nessuno, ma Josh Marshall ha scritto sul suo blog che i quattro ostaggi italiani lavoravano in Iraq alle dipendenze di un suo amico. Ha anche pubblicato la mail ricevuta, che riporto integralmente (anche perchè non ho letto niente di simile sulla stampa italiana):
Dear Josh, I would like you to share with your readers that the four abducted Italian bodyguards worked for me. They were people I had brought in to provide close protection for my former company's contractors. Fabrizio, who was executed, was a great guy and it appears he died with honor, knowing what was about to happen. If the rumors are true that he stated "Cosi Morare Un Italiano - Here is how an Italian man dies" well it would be just like him ... all of the others Incusori, Bersagalieri, Alpini and other Italians have such honor filled sayings tattooed on their arms and chests ...
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Polls
Si legge che i sondaggi di opinione in america sono a favore di Bush, oppure mostrano un miglioramento negli ultimi giorni. Se volete farvi un'idea, c'è una pagina che riassume i risultati di tutti i sondaggi, e le relative tendenze (il link è ai risultati di aprile). Vedrete che non è proprio come la raccontano.
Mercoledì 21 Aprile 2004
Scratch your balls, not my metal
Come forse sapete, quando uno compra un iPod direttamente online dalla Apple, può scegliere di farci incidere sopra una frase a piacere. La novità è che Apple controlla le frasi e, se non le trova appropriate, le rifiuta.
Fantapolitica
Mi dovrei mordere la lingua perchè non ne vale la pena, ma lì fuori c'è uno che, dalla lettura di un pezzo abbastanza malfatto del Mundo, ha tratto la conclusione che il PSOE ha vinto in Spagna grazie ad un enorme complotto ordito dal PSOE stesso, dalla polizia spagnola, dall’intelligence e dai mezzi di comunicazione di massa. Mancano la CIA, i marziani e l'invasione degli ultracorpi, e poi ci sono tutti gli ingredienti (per il ricovero).
Ovviamente gli altri ricoverati sono tutti in giro che urlano al complotto, chissà che casino in corsia.
Kerry non piace neppure a me
Un interessante punto di vista su l'Iraq e i Democratici. Attenzione: lungo e in inglese.
Tra l'altro, credo di avere scritto in passato cosa penso di Kerry ma lo ripeto, perchè i nostri neoco(j)on si divertono a sottolineare ogni cinque secondi come Kerry non sia molto diverso da Bush, per lo meno in politica estera.
Io la penso allo stesso modo: Kerry non si differenzia molto da Bush in politica estera, forse è meno fanatico e più multilateralista, ma certo non è la svolta. D'altra parte mica li scelgo io i candidati democratici. E comunque io voterei anche il mago Otelma, se questo servisse a togliersi dalle balle Bush, Rumsfeld, Cheney, Rice, Powell e compagnia bella. Anche da noi, se qualcuno mi mettesse nero su bianco che Berlusconi poi sgomma da Palazzo Chigi, sarei disposto a fare pazzie. Chessò, anche a votare pecoraroscanio, il secondo politico più inutile d'Italia dopo Capezzone (sorry, Beppe). Insomma, ci si tura il naso.
Thanks dude
Un giorno con Quentin Tarantino. Tra l'altro giovedì vedo il film, vedrò di scrivere una riga.
Oilgate
Woodward ha fatto arrabbiare più di qualche neoco(j)one alla Casa Bianca, perfino la mentitrice matricolata Condy Rifle, che è falsa come giuda, ha avuto le palle di dire che il libro non è accurato. Powell invece deve aver passato qualche brutto momento, dato che tutti quanti lo indicavano come l'informatore segreto di Woodward.
Sorpresa: la fonte di molte cose che sono nel libro è Bush in persona. Oltretutto a Woodward devono essere girate molto le scatole perchè lui, a differenza degli occupanti pro-tempore della Casa Bianca, è una persona seria. Allora ha concesso un'intervista in esclusiva, fatto ascoltare i nastri delle interviste alle sue fonti e rivelato qualche piccolo dettaglio che doveva rimanere segreto. Il tutto si può leggere qui.
Martedì 20 Aprile 2004
Aprile 200X
Mi è venuta in mente una barzelletta, tratta da questo articolo:
Per essere precisi, "entro la fine del mese di aprile ridurremo le tasse di sei miliardi di euro" annuncia Berlusconi
Oggi è il 20 aprile, se non sbaglio. Preparatevi per i bagordi di fine mese.
E non ci siamo scordati di Guantanamo
Finalmente la Corte Suprema americana inizia a discutere il vergognoso caso di Guantanamo. Siamo alle battute iniziali, ma i giudici hanno ben inquadrato l'argomento:
"It seems rather contrary to the idea of a Constitution with three branches that the executive would be able to do whatever it wants -- whatever it wants -- without a check,'' Justice Stephen G. Breyer told Olson, the Bush administration's top courtroom lawyer.
Anche da noi c'è un ometto che pretende di fare quello che vuole, quando vuole e come cazzo gli pare, perchè è stato unto dagli italiani (la maggioranza relativa, eh) in un momento di rincoglionimento di massa.
Bel capolavoro
L'appoggio unilaterale di Bush al piano Sharon, oltre a rendere carta straccia due risoluzioni dell'ONU (la 242 e la 338), è uno schiaffo in piena faccia agli arabi moderati - quelli che si sforzano di mediare e che sono alleati vitali per qualsiasi strategia di pacificazione del medio-oriente.
Uno dei risultati immediati è che il re di Giordania ha annullato l'incontro con Bush fissato per questa settimana, mentre il presidente egiziano Mubarak, che è in una posizione delicatissima, è andato su tutte le furie dichiarando in un'intervista che gli americani sono odiati come mai è successo nella regione.
E siamo solo agli inizi: se Sharon decide di sparare qualche altra missilata può veramente succedere di tutto; se poi si comincia a destabilizzare anche l'Egitto credo che faremo meglio tutti a andarcene a vivere in Antartide.
Farsa
Non che ci sia ancora bisogno di parlare delle armi di distruzione di massa irakene, inventate e servite come scusa per fare la guerra personale di bush e dei neoco(j)ons, comunque pare che la Danimarca abbia declassificato i rapporti dei servizi segreti sull'argomento:
At least one declassified report from Denmark's national intelligence agency, dated March 15 last year, confirms the agency had limited knowledge of Iraq's chemical weapons program.
However a spokesman is maintaining it was the agency view that Saddam Hussein possessed substances for biological and chemical combat and the capacity to produce them.
In pratica i servizi segreti danesi non ne sapevano nulla (limited knowledge), però avevano l'impressione che le armi chimiche ci fossero (it was the agency view).
Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere.
Lunedì 19 Aprile 2004
Ecco dov'erano
A volte lo spam è divertente, me ne è arrivato uno adesso col seguente oggetto:
WMD in your pants
Economia di mercato
Appena letta sulla prima pagina di Google News italiano, sezione Economia:
Grande successo della sagra del carciofo a Ladispoli
Uno scoop di ViterboNews, mica cazzi.
Misjudged
Il bello di questa gente è che, dopo avere "sbagliato" sulle armi di distruzione di massa, dopo avere "confidato troppo" sulle informazioni dell'intelligence e, adesso, dopo aver ammesso di avere "sottovalutato" le condizioni di sicurezza in Iraq, vogliono ancora avere ragione. Quando si dice avere la faccia come il culo.
Todos pistoleros
Certo che se le inventano tutte per attaccare Kerry. Adesso Dick Cheney dice che Kerry è un pericolo per i possessori di armi da fuoco:
Vice President Dick Cheney portrayed President Bush and himself as champions of the Second Amendment -- and Democratic candidate John Kerry as a potential threat to gun owners -- in a speech at the National Rifle Association's 133rd annual convention Saturday.
"John Kerry's approach to the Second Amendment has been to regulate, regulate and then regulate some more," Cheney said, citing votes against legislation that would protect gun makers from lawsuits and in favor of allowing federal authorities to randomly inspect gun dealers without notice.
Strano paese è l'America: se Kerry volesse veramente introdurre una legislazione severa per quanto riguarda il possesso di armi da fuoco personali, credo bisognerebbe dargli una medaglia. Da noi, invece, il ministro Saltelli vuole cambiare la legge sulla legittima difesa.
Forces for Good
Va bene tutto, anche la moda dei reality show, ma questo mi sembra un po' troppo:
THE BBC is upping the stakes in the reality TV ratings war by recruiting former SAS soldiers to spearhead humanitarian operations in the world’s trouble spots.
The corporation is assembling an elite team that has seen service in the special forces, the Royal Marines and the RAF to lead a series of reconstruction projects.
Some SAS veterans fear that they are being turned into prime-time fodder, but the BBC insists that the programme, to be called Forces for Good, is intended to depict them in a favourable light. Ian Wright, the former England and Arsenal footballer, has been lined up to present the show.
Il disastro Bush anche in economia
Mica pensavate che mi ero scordato? Per chi volesse approfondire, consiglio di guardare qui, qui e qui. Anche una visitina al blog di Brad DeLong non ci starebbe male.
La soluzione Sullivan
Anil Dash propone una soluzione per ottenere una risposta rapida alle e-mail inviate: dato che tutti quanti sono troppo impegnati per rispondere velocemente, basta incentivare la risposta: 1 dollaro se si risponde entro 8 ore, 50 cents se entro un giorno e così via. Se valgono sia quelle private che quelle di lavoro, è la volta che divento multimiliardario.
A parte scherzi, qui in genere si risponde alle mail (a patto che non siano mail che chiedono un link o una segnalazione, quelle vengono ignorate per principio). Chiedere anche la velocità mi sembra però troppo: abbiamo tutti altro da fare e i ritagli di tempo a volte si trovano e a volte no.
Megalomaniac?
Kill Bill Vol. 1 non era piaciuto al critico del New Yorker. La seconda parte, appena uscita in USA, gli è piaciuta un po' di più, ma il giudizio di fondo sull'ultimo Tarantino rimane negativo:
Tarantino’s ambition, however, is unmistakable: he wants to impress his obsessions on the succeeding generations. The pop encyclopedist and video-store genius has become a megalomaniac, and the exhilarating filmmaker he might have been is disappearing fast.
PS: a me la prima parte era piaciuta molto, e non vedo l'ora di andare a vedere la seconda. Qui la recensione (positiva) del New York Times.
Yesman
Il libro di Bob Woodward è, secondo il New York Times, l'occasione di Colin Powell per chiarire definitivamente la sua posizione sulla guerra all'Iraq.
Secondo me, nel libro Powell non fa una bella figura: con tutti i dubbi che aveva sulla guerra, sceglie comunque di seguire il presidente (e si rende complice di tutte le menzogne dette). Adesso è troppo tardi per uscirne puliti.
E comunque il libro ha innervosito non poco gli altri bushiti, specialmente Condy Rice.
Domenica 18 Aprile 2004
Tanto per ricordare chi è Sharon/3
Dall'articolo di Sandro Viola su Repubblica, scritto subito dopo l'assassinio di Yassin:
Ma il punto che più interessa, stasera, non è la malvagità dello sceicco: è quello della valutazione politica con cui è stata decisa la sua morte, l'opportunità della decisione, il fatto di non aver esitato dinanzi alle gravi conseguenze che essa non può non comportare. In due parole, quel che Sharon aveva e ha in mente. Dove pensa di portare Israele, lui che nel gennaio 2001 s'era fatto eleggere promettendo: "Datemi cento giorni, e schiaccerò l'Intifada".
A occhio, Ariel Sharon peserà ormai ben più d'un quintale. Il passo è ancora energico, perché dopo una vita trascorsa più sui trattori della sua fattoria e sui campi di battaglia che non negli uffici ministeriali, la muscolatura dev'essergli rimasta soda. Ma con tutto quel grasso, con lo stomaco che gli si protende enorme dalla cintola, il fiato s'è fatto corto. E non è solo per questo, la condizione fisica d'un vecchio di 76 anni, che Sharon dà un'impressione d'affanno. C'è altro, infatti. Il turbine di due scandali finanziari che investe da mesi lui e i suoi figli, le indagini della magistratura, le richieste di dimissioni che vengono dai partiti della sinistra. E se tutto questo non bastasse, c'è il bilancio di tre anni di governo. Fine d'ogni dialogo con i palestinesi, attentati spaventosi, crisi economica, rovina dell'immagine d'Israele nel mondo.
Sì, questo è il punto. La difficoltà di capire a che cosa miri, cosa intenda fare per tenere il suo paese al riparo d'altre sventure, Sharon. E la difficoltà di capire perché la maggioranza degli israeliani continui a dargli fiducia.
Tanto per ricordare chi è Sharon/2
Dalla reuters:
Scandalo tangenti in Israele,figlio Sharon deve consegnare carte
GERUSALEMME (Reuters) - La Corte suprema israeliana ha ordinato oggi al figlio del premier Ariel Sharon di consegnare alla magistratura documenti chiave per inchieste di corruzione che rischiano di costare al padre la poltrona di primo ministro.
Un'indagine riguarda il presunto finanziamento illegale di una campagna elettorale di Sharon. Un'altra inchiesta ha già portato la procura a chiedere il rinvio a giudizio di Sharon per avere intascato presunte tangenti da un uomo d'affari. Il premier ha negato tutte le accuse.
Tanto per ricordare chi è Sharon
Perchè Sharon è un criminale di guerra
Del dott. Ben Alofs, Media Monitors, Giugno 2001
Sono un medico olandese, e attualmente vivo nel Galles del nord. Nell'estate del 1982 lavoravo a Beirut ovest, che all'epoca era assediata dall'esercito israeliano. Il negoziatore statunitense Philip Habib aveva mediato un accordo, secondo il quale l'esercito israeliano si sarebbe astenuto dall'occupare Beirut ovest, dopo che i fedayn palestinesi se ne fossero allontanati. Il secondo punto fondamentale dell'accordo era che gli USA avrebbero garantito la sicurezza dei civili palestinesi rimasti. L'evacuazione dei guerriglieri palestinesi, supervisionata da una forza internazionale di pace, prosegui' tranquillamente e fu completata il 1 settembre. Molto prima del 26 settembre, data prevista dagli accordi, la forza internazionale di pace si ritiro' tra il 10 ed il 13 settembre. Il 3 settembre ebbe luogo la prima violazione degli accordi, ed Israele occupo' Bir Hassan, sobborgo a sud di Beirut. Prima di cio', lo stesso Sharon aveva dichiarato che voleva le forze di pace fuori da Beirut. Dopo l'assassinio di Bashir Gemayel, il carismatico e spietato leader dei Falangisti alleati di Israele, Ariel Sharon ordino' l'invasione di Beirut ovest, col pretesto di "riportare l'ordine e la legge". Contrariamente alla sua affermazione, Beirut ovest era perfettamente tranquilla, in quel momento. L'invasione di Beirut fu una grave violazione agli accordi Habib. Ma la cosa piu' importante e' che, dal momento in cui Israele occupo' Beirut, essa diveniva, in base alla Quarta Convenzione di Ginevra ed ai Protocolli 1, responsabile della sicurezza dei civili sotto il suo controllo. I giornalisti israeliani Zeev Schiff e Ehud Ya'ari rivelarono il modo in cui Sharon forzo' le milizie falangiste nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila: il 15 settembre egli si incontro' con Elie Hobeika, Fadie Frem e Zahi Bustani (leaders della milizia) e con Amin e Pierre Gemayel, leaders politici del partito falangista. I leaders israeliani, incluso Sharon, ben conoscevano l'umore dei falangisti a causa dell'assassinio del loro capo (peraltro, sull'assassinio di Gemayel non e' mai stata fatta luce. Che sia stato un altro degli omicidi politici ad opera dei servizi israeliani??). Tel el-Zatar e' un nome ben conosciuto in Libano ed in Israele. Questo campo profughi di Beirut ovest, in cui incontrai per la prima volta dei rifugiati palestinesi nel 1975, era stato cinto d'assedio per 53 giorni dai miliziani falangisti e maroniti durante l'estate del 1976. Dopo la resa dei palestinesi, la Croce Rossa Internazionale, a cui era stato aperto un "varco sicuro" per il campo, non pote' evitare il massacro di piu' di 1000 civili palestinesi. I generali israeliani, dunque, ben sapevano cosa sarebbe accaduto ai civili dei campi allorche' Ariel Sharon diede la luce verde ai falangisti di entrare a Sabra e Shatila. Essi vi penetrarono al crepuscolo del 16 settembre 1982. Mentre veniva compiuto il massacro, io lavoravo al Gaza Hospital di Sabra. La situazione era caotica e confusa. Il nostro obitorio si riempi' di cadaveri in pochissimo tempo, mentre I feriti venivano trasportati senza sosta.
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Sabato 17 Aprile 2004
L'infedele e la guerra sbagliata
Mi sembra che la trasmissione di Gad Lerner di questa sera abbia affrontato in modo molto chiaro le questioni dello scenario medio-orientale attuale e le conseguenze di una guerra sbagliata.
Molte delle cose che sono state dette rispecchiano fedelmente le cose scritte nel tempo su questo blog. Mi piace ricordare soltanto una cosa: alle flebili obiezioni neoco(j)one di questi giorni, cioè: eravate contrari alla guerra ma non siete stati capaci di indicare soluzioni alternative, si è risposto che l'unica via praticabile era stata individuata da tempo, ed era la soluzione del conflitto israelo-palestinese. Sullo specifico, perfino il viceministro degli esteri ha ammesso che la gestione americana del dopo guerra è stata disastrosa.
E mi è piaciuto che Lerner, ebreo e amico di Israele, abbia ribadito la sua condanna per gli assassini compiuti dal boia fascista Sharon, da Yassin a quello odierno di Rantisi, ovviamente senza fare sconti agli equivalenti assassini palestinesi, anzi.
Vedremo ora se gli americani, e gli inglesi, ci ripenseranno veramente. Ma il ripensamento passa necessariamente per il cambio di leadership: oggi come oggi l'unico obiettivo che si deve perseguire è quello di mandare a casa Bush e Blair, che sono i responsabili di questo disastro (ma bisogna mandare a casa pure i corresponsabili, anche se contano nulla come Berlusconi).
Venerdì 16 Aprile 2004
Tanto per chiarezza
A me questo post non è piaciuto per niente. Anzi, nel mio ideale di quello che dovrebbe essere la sinistra, io mi sentirei molto a disagio accanto a una persona che la pensa così. Mi ricorda quell'altro capolavoro di Wu Ming su quei poveracci di carabinieri ammazzati in Iraq.
Quel ragazzo è solo un poveraccio, vittima materiale di un gruppo di bestie e vittima, soprattutto, di quelli che hanno per anni concorso all'imbestialimento di quella gente e che, poi, hanno scatenato tutto quello che stiamo vivendo in questi giorni. E cerchiamo di essere poco ipocriti: i soldi servono a tutti e il fatto che io li guadagni facendomi il culo, ma dietro una scrivania, e che un altro li debba guadagnare rischiando la pelle in Iraq, forse non è solo questione di capacità personali ma anche di opportunità, che ad alcuni sono concesse e ad altri sono negate. Nessuno dovrebbe essere così disperato da dover mettere a repentaglio la propria vita semplicemente per poter condurre una vita dignitosa, sposarsi, avere magari una casa e dei figli. E' il nostro modello sociale che fa acqua da tutte le parti, non altro.
It would be funny if not for the lives lost
Il generale dei marines Anthony Zinni, in un'intervista, si stupisce dello stupore di Rumsfeld riguardo l'impressionante bilancio di americani morti nell'operazione in Iraq. Ma come, dice Zinni, sono anni che glielo diciamo!
For years Zinni said he cautioned U.S. officials that an Iraq without Saddam Hussein would likely be more dangerous to U.S. interests than one with him because of the ethnic and religious clashes that would be unleashed.
"I think that some heads should roll over Iraq," Zinni said. "I think the president got some bad advice."
Ovviamente, come è tipico dell'amministrazione Bush, chi dissente è un traditore:
"I've been called a traitor and a turncoat for mentioning these things," said Zinni, 60. The problems in Iraq are being caused, he said, by poor planning and shortsightedness, such as disbanding the Iraqi army and being unable to provide security.
Però, dopo aver fatto le cazzate, indovinate chi deve togliere le castagne dal fuoco a Bush? Le stesse istituzioni che sono state prima ridicolizzate:
Zinni said the United States must now rely on the U.N. to pull its "chestnuts out of the fire in Iraq."
"We're betting on the U.N., who we blew off and ridiculed during the run-up to the war," Zinni said. "Now we're back with hat in hand. It would be funny if not for the lives lost."
E poi, un consiglio finale:
He told an overflow crowd that the United States tries to grapple with individual issues in Middle East instead of seeing them as elements of a broader question.
"We need to step back and get a grand strategy," he said.
Peccato che la grande strategia di Bush per il medio-oriente l'abbiamo vista ieri.
Ognuno ha i suoi limiti
Sono spiacente, ma proprio non ci arrivo. Mi chiedo:
a) se uno iscritto alla massoneria sia, per questo motivo, persona degna di essere mandata a quel paese;
b) se uno iscritto alla massoneria abbia, per questo motivo, minori diritti di uno che non è iscritto;
c) se uno iscritto alla massoneria sia passibile, per questo motivo, della condanna alla gogna mediatica con tanto di dati personali annessi;
d) se uno iscritto alla massoneria sia, per questo motivo, un cittadino italiano di serie B e possa essere impunemente danneggiato e/o dileggiato da chiunque ne abbia l'estro e le possibilità;
e) se uno iscritto alla massoneria possa, per questo motivo, essere processato e condannato da qualche tribuno del popolo;
f) se questo non assuma un senso ancora più surreale quando uno degli autonominati giudici ed esecutori di sentenze popolari sia, a sua volta, vittima di una gravissima ingiustizia, cosa che lo dovrebbe portare ad essere, se non altro, ancora più garantista delle masse e a ponderare bene i danni che possono essere prodotti sulla vita della gente da dichiarazioni incaute e/o insufficientemente ponderate;
g) se qualche appartenente alla giuria popolare avrebbe le palle di fornire vitto e alloggio a un massone che, ipotizziamo, è stato licenziato perchè il suo datore di lavoro ha letto quelle belle liste su internet.
Sono spiacente, ho letto con molto rispetto, ma anche con molta incazzatura, le argomentazioni che sono state portate a favore della pubblicazione delle famose liste, e non ho trovato nulla che mi abbia convinto dell'opportunità dell'operazione, che continuo a ritenere al livello del peggior pettegolezzo da cortile: inutile, sbagliata, illecita e dannosa.
Poi sono qui, convincetemi che adesso che so che il mio portiere è un pericoloso criminale massone, viviamo in un mondo migliore.
Here to stay
Questo articolo del CSM sui blog piacerà sicuramente al guru.
C'è o non c'è?
Dalla BBC:
Blair seeks UN resolution on Iraq
British Prime Minister Tony Blair has said he is seeking a new United Nations resolution to ensure the handover of power in Iraq on 30 June.
After meeting UN Secretary General Kofi Annan in New York, Mr Blair said there was now a common purpose in the international community over Iraq.
Ma come, l'ONU non c'era gia? E se c'era, come ripetono in coro tutti i blogghisti con l'elmetto, che bisogno ha Blair di andare a cercare il supporto dell'ONU?
La verità è che Blair ha, ancora una volta, cercato di mettere una pezza alle cazzate che dice, e fa, Bush. Spiazzando anche i neoco(j)on nostrani, abituati alla pubblicazione acritica di tutte le veline che escono dall'amministrazione USA. Prima la parola d'ordine era che una nuova risoluzione ONU non serviva, adesso vedrete che ci spiegheranno che serve.
Giovedì 15 Aprile 2004
Ormai ne sono certo: Bush è un idiota totale
Ho sempre pensato che il primo passo verso la pacificazione del medio-oriente e la conseguente sconfitta del terrorismo fosse, obbligatoriamente, la soluzione della questione palestinese. Mi sembra una cosa perfino troppo ovvia per essere ribadita. Ovviamente Bush non la pensa nello stesso modo, infatti oggi leggo questo (scusate se ne riporto un lunghissimo stralcio, ma mi serve. Grassetto mio):
President George W. Bush agreed yesterday to recognize Israel's claim to disputed West Bank settlements in exchange for what he called Israeli Prime Minister Ariel Sharon's "historic and courageous" concession to pull out of the Gaza Strip.
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Passo il meme
Non posso esimermi dal passare anche io il meme:
Un'idea divertente trovata sul blog di Caterina.net. Ve la propongo anch'io, leggermente modificata a mio piacere:
- Prendi il libro più vicino.
- Aprilo alla pagina 23.
- Trova la prima frase degna del benché minimo interesse.
- Posta il testo della frase nel tuo blog insieme a queste istruzioni.
[La vita istruzioni per l'uso]
Dal libro che ho vicino alla tastiera:
"Vorrei a volte riposarmi, essere in pace, scegliere un angolino, un amore, e incastrarmici - compiere una scelta definitiva."
Anaïs Nin - Incesto
Cronaca amatoriale
Come annunciato, sono reduce dall'ascolto della sinfonia n. 9 di Mahler, diretta da Abbado ed eseguita dalla Gustav Mahler Jugendorchester. Se posso esprimere un'opinione da semplice amatore, definirei il concerto travolgente. Travolgente sia per l'entusiasmo e la potenza espressiva di questa orchestra di giovani talenti, mi sembra configurata con gli archi on steroids e doppia arpa, sia per la direzione di Abbado, per cui mi viene in mente un unico aggettivo: selvaggia.
Saranno rimasti scontenti gli estimatori di Mahler in stile viennese, quelli che preferiscono il controllo totale e maniacale alla Karajan, ma Abbado ha lasciato l'orchestra suonare e ha fatto fluire la musica in una maniera che, secondo me, ben si adatta allo spirito della sinfonia. Il primo movimento poi, che è il mio preferito, è stato eseguito in maniera paradisiaca. Insomma, un concerto entusiasmante dall'inizio alla fine, con un trionfo di archi raramente sentito e la chiusura assolutamente ariosa, fino ad un silenzio che mi è sembrato durare un eternità prima degli applausi.
Alla fine un'ovazione, pubblico tutto in piedi, quindici minuti di applausi e petali di rosa a profusione che vengono giù dal loggione.
La bellezza del concerto è stata guastata solo dall'atmosfera da evento mondano, con tutta la sfilata del generone romano e, soprattutto della politica presenzialista. Se Osama avesse piazzato una bombetta all'Auditorium, avrebbe fatto secca una buona parte della così detta classe dirigente italiana (e non solo romana: tanto per dirne una, ho visto che c'erano Fedele Confalonieri e altri esimi industriali milanesi). Gli appassionati di gossip avranno materiale da rivendersi per giorni e giorni, io vi racconto solo una scenetta: prima dell'inizio del concerto vedo D'Alema, a poca distanza dal mio posto, che confabula con Visco e Spaventa. A quel punto entra in sala Vespa che percorre almeno 10 metri sotto gli occhi di D'Alema e lo incrocia, fino quasi a sfiorarlo. Beh, sebbene stessi osservando la scena attentamente, non sono riuscito a cogliere nemmeno un accenno di saluto, chessò un cenno, uno spasmo del trigemino. Niente. Ho l'impressione che fra i due i rapporti non siano proprio buoni. In compenso Vespa si è precipitato subito ad omaggiare Fabio Capello, l'allenatore della Roma.
Unico momento di pathos del preconcerto è stato l'ingresso felpato di Carlazeglio alias il Presidente della Repubblica, donna Franca e seguito di questuanti vari, tra cui abbiamo riconosciuto l'onnipresente Letta e qualche canuto politico prima repubblica, seguito da doveroso applauso in funzione anti-leghista. Noi lo avevamo sospettato, vista l'insolita abbondanza di corazzieri in alta uniforme, sparsi dovunque per l'auditorium. Nota sconfortante il parterre, composto quasi esclusivamente da cariatidi ultrasettantenni, con un piede nella tomba e l'altro pervicacemente artigliato alla poltrona. Qualche sciampista strapponeggiante, ma in percentuale infima.
Tra l'altro, per una sorta di contrappasso, mi sono trovato a sedere esattamente dietro un Oscar Giannino vestito in maniera assolutamente peggiore del solito, direi oltre l'immaginabile (il lettore provi ad immaginare un gessato a rigoni viola accompagnato da camicia bianca fantasia etnico-lisergica e altri accessori surreali). Giannino, evidentemente per vendicarsi del mio post, mi ha sistematicamente oscurato la visione degli archi di destra, con spostamenti perfettamente calibrati della sua capoccetta rasata e stranamente bitorzoluta.
Degno di nota il commento di uno spettatore dietro di me: finito il secondo movimento ha detto alla compagna: "bello, ma questo pezzo è di un altro autore?". Alla risposta negativa della tizia inorridita, ha risposto: "beh, mi sembrava diverso". Dopo un breve conciliabolo con chi mi accompagnava, abbiamo concordato che l'ignoranza non poteva che essere tipica di un esponente di alto rilievo di Forza Italia, potenzialmente brianzolo.
Mercoledì 14 Aprile 2004
Tool per l'apprendista psico-sociologo (lombrosiano): il buffet
Se vuoi veramente conoscere una persona, devi vederla alle prese con un buffet almeno una volta nella vita.
Eh si, è incredibile constatare la trasformazione che avviene in un altrimenti irreprensibile professionista, in un fino ad allora serissimo dirigente di una multinazionale o in un tronfio professore universitario allorquando essi vengano posti di fronte al fatidico buffet, preferibilmente durante l'intervallo-pranzo del workshop o convegno di turno.
Vedrete allora la trasformazione di un uomo in una specie di selvaggio, un licantropo affamato di rustici che, facendosi scudo col suo corpo e affibiando gomitate al plesso solare dei contendenti, si getterà sulla tavola imbandita, pronto a fare razzie di pizzette, tramezzini, pasta scotta e qualsiasi altra cosa edibile. Vedrete la belva umana riemergere dalla mischia con almeno due piatti ripieni di schifezze, rassomiglianti alla piramide di Cheope, con alla base due mozzarelle in carrozza e al vertice una palla di profiterol grondante cioccolata liquida sullo strato sottostante, composto da tartine alle uova di lompo (spacciate per caviale beluga). E se aspettate un po' vedrete la stessa creatura, ormai definitivamente trasformata in lupo mannaro, ingozzarsi il tutto con le mani, pulendosi poi la bocca con la tovaglia, e saprete precisamente chi è che russa durante il vostro intervento.
PS: era una sacco di tempo che volevo scrivere un post come questo, ma mi è tornato in mente solo oggi, mentre vergavo un sintetico commento su Herzog (che oggi festeggia il primo genetliaco).
Martedì 13 Aprile 2004
Anche tu Berlusconi
Bisogna fare qualcosa per l'economia, per esempio far ripartire i consumi. Io, nel mio piccolo, oggi ho speso ben 9.999.999.999 di lire turche.
Arma letame
Sempre in tema di cazzate, questa cosa dei kamikaze armati di sacche di sangue infetto dall'AIDS mi sembra abbastanza sconclusionata. Allora tanto vale far mangiare ad un palestinese una bella zuppa di legumi e carciofi all'antrace e poi mollarlo in un cinema per un paio d'ore in fase post-digestiva. Anche delle sacche piene di cacca dovrebbero andare: l'epatite dei superstiti è praticamente sicura. Minchiate totali, oltretutto c'è ben altro di cui preoccuparsi.
Che ne dite?
Stavo pensando di traslocare i topic "politica estera" e "politica interna" in una specie di sotto-blog di brodo (con un indirizzo a parte), tanto perchè qui si possa continuare a parlare di cazzate senza mischiare troppo le cose. Ma anche no.
Venerdì 9 Aprile 2004
La pax americana
A quanto pare i neoco(j)on non sono più così in auge negli Stati Uniti, se anche i principali think-thank e gli studiosi di destra iniziano a intravedere il fallimento delle strategie e ideologie neofondamentaliste perseguite dall'amministrazione attualmente al potere.
Non diversamente da quello che si pensa da queste parti, si cominciano ad intravedere le conseguenze delle balle inventate dai bushiti per sostenere i veri obiettivi geopolitici che si volevano soddisfare invadendo l'Iraq, e che non sono stati mai esplicitamente comunicati al popolo americano o agli europei. Il prezzo da pagare è una forte diminuzione della credibilità della Casa Bianca; l'autorità morale conquistata negli anni è stata dilapidata nel giro di qualche anno e la coesione della comunità internazionale, arma fondamentale per vincere la guerra fredda, è stata sbriciolata dai fondamentalisti che sono stati capaci solo di dividere, e mai di unire, lasciando alla fine gli USA molto più soli di prima.
Molto di questo nasce da una lettura ideologica e superficiale della storia, densa di forzature e paragoni impropri. Un esempio per tutti potrebbe essere l'uso che si è fatto, all'alba degli attentati in Spagna, del paragone storico con Monaco e la politica di appeasement perseguita da Chamberlain. In quel caso fu la politica imperiale della Gran Bretagna che, scoperta sui troppi fronti dell'impero coloniale, non poteva permettersi di farsi altri nemici pena problemi gravissimi di sicurezza. La cosa dovrebbe fare riflettere i fondamentalisti che, nella foga di aprire nuovi fronti, non si rendono conto di quanto questa politica sia rischiosa per gli stessi stati uniti (e, in pari misura, per i loro attuali alleati). La polarizzazione estrema che viene perseguita, in un mondo che non è unipolare, e la strategia unilateralista non può che scatenare una forma di reazione violenta di chi osteggia il ruolo americano di polizia mondiale. Il paradosso è che, come scrive efficacemente su Limes Ivan Eland, "il risentimento per il neoimperialismo degli Usa potrebbe dunque provocare un catastrofico terrorismo proprio contro gli Stati Uniti, riducendo così drammaticamente la sicurezza del paese". Sono convinto che, mettendosi in quest'ottica, anche la strategia dell'appeasement si colora di nuovi significati.
Altro punto caratteristico dei fondamentalisti alla Kaplan è quello per cui la smisurata egemonia economica e militare americana sia ragione necessaria e sufficiente per estendere il controllo americano a tutto il mondo. Il famoso nuovo ordine mondiale di Wilson, insomma, rivisto in forma ancora più minacciosa. Il problema però, come efficacemente notato dai realisti, è che il ruolo di potenza egemone funziona solo nel breve periodo, perchè gli altri stati hanno un interesse immediato ad accodarsi al più forte, avvantaggiandosi della potenza americana e risparmiando, per esempio, sulle spese per la difesa. Questo funziona bene fin quando gli altri stati non iniziano a percepire una minaccia da parte della potenza egemone, minaccia che scatena una reazione di rifiuto e, quindi, il ribilanciamento dei valori in gioco.
Se ci pensate, siamo all'inizio di questa fase: in europa è palese il risentimento della popolazione avverso l'azione americana, percepita come egemonica e contra legem; inoltre sono sul piatto della bilancia una serie di questioni che ci dividono oggettivamente dagli americani e sono, al minimo, di natura economica e commerciale, ma anche ambientale (vedi Kyoto). Per non parlare del Tribunale penale internazionale, tanto temuto (e a ragione) da Bush. E nessuno ha tenuto ancora in alcun conto le ripercussioni di questa politica (sempre in vista del riequilibrio) in paesi come la Russia e la Cina.
Giovedì 8 Aprile 2004
Non è andata benissimo
L'opinione di Clarke sulla testimonianza della Rice (bo |