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Mercoledì 31 Marzo 2004

Notizie fresche

Essendo stato praticamente disconnesso dalla realtà per un paio di giorni, capita che uno trovi cinque minuti liberi e decida di leggersi le ultime notizie. In questo caso, meglio evitare Google News, a meno di non essere interessati al "Poliformismo del gene VEGF ed insorgenza precoce della psoriasi". Si rischia di farsi venire la psoriasi precocemente, insomma. E comunque sull'orchite cronica non c'era niente.

Meno tasse per Totti

totti.jpg Io sono molto scettico, ma se il bugiardone riesce veramente a ridurre le aliquote IRPEF potrò finalmente dire che ha fatto una cosa fatta bene (anche sforzandosi molto, non ne viene in mente nessun'altra). Però, siccome sono maligno, prevedo che ridurranno solo l'attuale aliquota del 45%. A me farà comunque piacere, a Totti molto di più, solo che non servirà a un cazzo, anzi.

Lunedì 29 Marzo 2004

Escrescenze

Miracoli della scienza: chissà se riescono a farlo crescere anche sulla testa.

Domenica 28 Marzo 2004

Speriamo sia di buon auspicio

Marò, che tranvata...

Il problema è che è impossibile

Io sono assolutamente d'accordo sul fatto che gli italiani dovrebbero lavorare di più. Una buona maniera potrebbe essere rivedere i contratti del settore pubblico e cominciare una buona volta a incidere sulla burocrazia parassitaria statale e parastatale che, malgrado sia in sovrannumero nella ragione di 1:4, riesce lo stesso a non far funzionare alcun servizio. Non credo sia esperienza solo mia, ma in Italia ci sono milioni di persone che sono pagate per non fare un cazzo e, spiacente se la cosa non è politically correct, sono quasi tutti nel pubblico (ma votano, ah se votano - non a caso l'ultimo contratto del pubblico impiego lo ha voluto firmare Fini). Il problema è che è impossibile, vuoi per ragioni bassamente elettorali, vuoi perchè gran parte di questi "lavoratori" non sa fare niente, a parte scaldare una sedia con il culo, e quindi sarebbe impossibile reimpiegarli altrove.

Realpolitik

Ho aspettato che qualcuno lo scrivesse, invece la cosa mi sembra passata del tutto sotto silenzio. Come la mettiamo con Blair che va a stringere la mano al dittatore (pentito?) Gheddafi e, probabilmente, anche a firmare qualche bel contratto?

Sabato 27 Marzo 2004

Chomsky sulla guerra all'Iraq

Vi segnalo un post di Noam Chomsky che, oltre a mettere insieme alcune delle considerazioni fatte anche su questo blog nei giorni passati, aggiunge un punto molto interessante: cosa sarebbe accaduto in Iraq se, invece di fare una guerra illegale, si fosse posto fine al regime delle sanzioni? Secondo Chomsky, con ogni probabilità, la popolazione irakena avrebbe fatto fare a Saddam la stessa fine degli altri dittatori supportati dagli USA e dall'Inghilterra in passato, per esempio Ceausescu, Suharto, Marcos, Duvalier, Chun, Mobutu e via dicendo. Il pezzo chiude con alcune considerazioni che trovo ampiamente condivisibili: Uncontroversially, the invasion struck a serious blow at the system of international law and institutions that offers at least some hope of saving the world from destruction. And though victors do not tabulate the consequences of their crimes, there is little doubt that the numbers of Iraqis killed is in the tens of thousands. And there is a good deal more. These are the kinds of considerations relevant to the evaluation of the resort to violence, without any credible pretext, in gross violation of the most basic principles of international law, and against the will of an overwhelming majority of the world's population just about everywhere that has been investigated.

Fango in rete

In passato abbiamo molto sfottuto quel povero minus habens sgrammaticato, titolare del mitico sito di cabaret "La Respubblica" e, più recentemente, del sito di gossip cerebroleso conosciuto come "Svanity Fair". Beh, immaginate come ci sono rimasto quando al TG1 delle 13:30 hanno dedicato un intero servizio al quarantacinquenne giornalista pugliese, residente a Roma, che da tempo cerca di sfuggire alle svariate querele per diffamazione che lo attendono, spostando il sito sui server più vari e trincerandosi dietro un impenetrabile anonimato. La notizia è ripresa anche sul sito del TG1: FANGO IN RETE E' ACCUSATO DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA UN GIORNALISTA PUGLIESE RESPONSABILE DI UN SITO GOSSIP. PRENDEVA DI MIRA I VIP. Naturalmente le nostre forze dell'ordine, all'uopo intervistate, hanno utilizzato l'altissima tecnologia di cui dispongono (avranno fatto un traceroute?) per identificare il pirlacchione e fargli una bella sorpresina a casa. Il sito, tra l'altro, sarà up ancora per poco, quindi andatevi a godere le finezze sintattico-grammaticali del Nostro finchè siete in tempo. Il nostro auspicio, naturalmente, è che il Virgolista non finisca sul lastrico, ma che lo obblighino a ripetere le scuole dell'obbligo e oltre, fino perlomeno alla licenza liceale.

Todos Zapateros

Iraq: per Ciampi serve una nuova risoluzione ONU, per Prodi anche (lungo editoriale sul Corriere di oggi, da leggere) e D'Alema lo ha detto in televisione la settimana scorsa. Ovviamente sono tutti dei pirla zapateros che non hanno capito niente, non hanno letto le risoluzioni ONU, etc.

Venerdì 26 Marzo 2004

Turning the tide

Il blog di Noam Chomsky (grazie Cesare).

Contenti voi

Capezzone alla convensciòn dei Radicali Italiani (i link sono ovviamente miei): Ho sufficiente senso dell’umorismo, e perfino dell’autoironia, per non collegare le due cose che sto per dire. Ma lasciatemi dire che considero importante il lavoro che Matteo Mecacci in primo luogo, poi io stesso come e quando posso, e soprattutto Marco, Emma, tanti altri di noi stanno incardinando negli Stati Uniti. C’è da essere grati (io lo sono) ad un amico come Michael Ledeen, e ad altri; e c’è da essere fieri di come (da radicali) stiamo provando ad unire su un progetto preciso forze, personalità, aree così diverse tra loro; c’è da essere felici per qualche segno, per qualche sorpresa non troppo attesa o scontata (che passa anche dal Washington Times).

Giovedì 25 Marzo 2004

Addirittura una pièce

Doveroso omaggio all'inconsapevole padre fondatore di questo blog.

Altro che controllo delle nascite

Il terrorismo internazionale è fuori controllo a causa di un pompino: Bill Clinton, distracted by the threat of impeachment, failed to educate the American people adequately about the nature of the danger, and what it might take to fight it.

Sul Washington Times

Qualcuno mi chiede ulteriori informazioni sul Washington Times: non posso che ribadire quello che ho scritto qui: il WT (su cui scrive quell'altro campione di Andrew Sullivan) è di proprietà della News World Communications Inc., a sua volta posseduta dalla Unification Church del reverendo Moon. Il reverendo Moon, oltre ad essere quello della storia di Milingo, è una interessante personcina di cui potete approfondire i tratti, con dovizia di particolari, a questo indirizzo o anche qui. I have conservative friends who won't read the "Moonie" Washington Times. I tell them that that's nonsense, that Sun Myung Moon doesn't control the news and editorial coverage of the Times. I tell them that several top editors and reporters are NOT members of Moon's Unification Church. The paper runs many good stories and editorials. But recent developments have now convinced me that Moon's ideology/theology is being propagated through the pages of "America's newspaper."

Tanto per la precisione/2

Leggo in un articolo del Foglio a firma Christian Rocca che il deputato pacifista inglese George Galloway avrebbe preso 585 mila dollari da Saddam, soldi rubati e provenienti dal noto programma Oil for Food. Che il programma ONU sia stato gestito in maniera scandalosa è un fatto irrefutabile, che Galloway abbia preso i soldi è invece un falso, in quanto è stato ampiamente dimostrato che i documenti su cui si basava l'accusa erano contraffatti. Galloway, tra l'altro, ha fatto causa per diffamazione al Daily Telegraph e annunciato l'intenzione di fare lo stesso nei confronti del Christian Science Monitor. A seguito di una transazione il CSM, oltre a pagare un risarcimento danni, ha pubblicato un articolo, in data 22 marzo, in cui si da abbondantemente atto della falsificazione. Cito solo il primo paragrafo: The Christian Science Monitor and British Member of Parliament George Galloway have reached a settlement, including a payment to him, over an article based on documents the Monitor obtained last April in Baghdad.

Clarke aveva votato per Bush

Ed ecco anche la deposizione di Clarke. Per quelli che hanno tentato di contestare i fatti che Clarke cita, sulla base della sua lettera di dimissioni (che è un metodo squalificante ma comprensibile nell'ambito della lotta politica, meno comprensibile nell'ambito giornalistico), riporto questo breve passo: Clarke shook off Thompson's attack on his credibility regarding the 2002 White House briefing. "I was asked to highlight the positive aspects of what the administration had done and to minimize the negative aspects of what the administration had done," he said. "I've done it for several presidents." Later he said his criticism had nothing to do with politics. "I will not accept any position in the Kerry administration should there be one," he said, adding that he voted Republican in the 2000 election.

Guantanamo aiuta Al Qaeda

Dalla testimonianza di Madeleine Albright davanti alla commissione che sta indagando sulla strage delle due torri (da leggere tutta, anche se molto lunga): I have found widespread dismay in many corners of the world at the Bush Administrations decision to detain hundreds of people in Guantanamo for more than two years without trial, access to legal assistance or any specific charges being made against them. No other aspect of our policy has done as much to squander support for the United States and to create doubts about our commitment to our own ideals. It is possible and perhaps probable that anger over these detentions has helped bin Laden succeed in recruiting more new operatives than the number of suspects now being held. I recommend that we either charge the detainees or release them as soon as possible. E vediamo cosa dice della guerra all'Iraq: According to one terrorism specialist for the Congressional Research Service, Iraq is a rallying cause for al-Qaeda its allowed them to attract new recruits. This was an organization that was under enormous pressure. Iraq has put new wind in its sails, definitely. A survey released by the Pew Global Attitudes Project (che vi avevo segnalato qui, ndr) on March showed a large majority or plurality of people in each country surveyed believe the Iraq conflict hurt the war on terror while also raising doubts about U.S. motives and credibility. E sul conflitto israelo-palestinese: The second is that supporting democracy in the Middle East is a substitute for leadership in pursuing Israeli-Palestinian peace. President Bush has argued that the way to make progress in the Middle East is to create a model democracy in Iraq. This, he says, will inspire the Palestinians to elect new leaders who will then crack down on violence and make peace on terms Israel can accept. I only wish it were that simple. A stable and democratic Iraq would provide many benefits, but it will not by itself change Arab and Palestinian views about the rights and wrongs of history or what constitutes an acceptable outcome in the Middle East. And nothing would do more to doom a democracy initiative at birth than a perception that we are trying to change the subject from the Israeli-Palestinian crisis. E su come si deve promuovere la democrazia in medio oriente: The first element in any strategy for encouraging democracy in the Middle East must be to emphasize its reliance on local input and ideas. Second, it must be multilateral. The label Made in America is not a selling point.

Martedì 23 Marzo 2004

"Israele non può comportarsi come i suoi più spregevoli nemici"

Stamattina leggevo sull'Unità un editoriale di Siegmund Ginzberg (non online) in cui si analizzavano gli effetti dell'assassinio di Yassin. Tra le varie ipotesi, Ginzberg non mancava di notare che Yassin era considerato dai palestinesi un moderato, uno che poteva arrivare a proporre compromessi col "nemico". E si interrogava sulle possibili conseguenze, nel senso che "potrebbe succedergli anche qualcuno di peggio, davvero più simile a Bin Laden, magari intenzionato a trasformare Hamas in una succursale di Al Qaeda". Beh, è successo. Rantisi è un terrorista radicale molto ma molto peggio di Yassin. Ovviamente gli Israeliani avevano gia tentato di farlo secco nel 2003, non riuscendoci. Interessante anche l'intervista a Yossi Beilin, leader del partito israeliano di sinistra Yahad (ex Meretz). Vorrei riportarne solo un passo, che coincide esattamente con quello che pensa il tenutario di questo blog: Mai come oggi i gruppi estremisti palestinesi sono forti e si sentono legittimati a colpire Israele, e mai come oggi gli israeliani si sentono insicuri. Perché la nostra sicurezza non potrà mai essere conquistata con la forza. A ciò va aggiunto che la lotta al terrorismo non può giustificare lo spregio del diritto e della legalità internazionali; nella lotta al terrorismo Israele non può mettere da parte quei principi che sono a fondamento del suo essere nazione democratica. Nella lotta al terrorismo, Israele non può comportarsi come i suoi più spregevoli nemici».

A noi ci ha rovinato il Vaticano

Ma può essere che il nostro Grande Fratello è l'unico dove non si tromba?

La Rice non aveva mai sentito nominare Al-Qaeda

Il rapporto preliminare della commissione bipartisan d'inchiesta sull'attentato delle torri gemelle mostra chiaramente il fallimento delle amministrazioni Clinton e Bush nel perseguire il terrorismo internazionale (Clinton per via di scelte rivelatesi poco praticabili, Bush per completa inazione). Si noti che l'Iraq non è mai citato a questo proposito.

Capezzon Times

Sul Washington Times, un giornale di destra militante di proprietà del reverendo Moon, leader di una setta di fanatici che si chiama Chiesa dell'Unificazione, esce, in versione un po' rachitica, il parto del linguainbocca Capezzone-Bin Ledeen. Sono più o meno le cose dette al raduno di quell'altra setta che si chiama American Enterprise Institute, depurate dalle parti più manifestamente mattoidi. Chissà se i neocojon, con tutti gli appoggi che hanno all'interno dell'amministrazione, non riusciranno a fargli pubblicare le stesse minchiate su qualche foglio meno screditato. NB: per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che Capezzone è il peggiore segretario che il partito radicale (quello di Ghandi, della giustizia giusta, della nonviolenza, dei diritti civili, tanto per capirci) abbia avuto nella storia. Michael Ledeen, invece, è una sottospecie di fascista propugnatore della violenza che, ispirandosi a Marinetti, ha avuto le mani in pasta nello scandalo Iran-Contras, nella P2 italiana, nei servizi segreti, un campione insomma (adesso fa parte dell'AEI).

Guerra civile?

Agli sciiti la nuova costituzione irakena non piace proprio. Vedi anche quello che diceva Jacopo qui.

I soldati morti non votano

Bel post preso dal blog di Gary Turner: A terrorist organisation is too nebulous an entity for a conventional superpower to fight. There are no rules, no borders, no generals, no hope of peace treaties, no surrender, no negotiations, no hard or soft targets to aim your expensive artillery at. So what better way to leverage all those billions of dollars worth of (useless) military resources than to fabricate a good old fashioned conventional territorial war in the name of fighting international terrorism. Pick a country halfway around the world as the designated battleground, (extra points if you can remove a nasty dictator at the same time), gently subjugate (for their own good) the grateful muslims you've just liberated, attempt to impose a fledgling western democratic political infrastructure and while you are waiting, earn some extra cash from rebuilding the bridges you previously blew up. Congratulations, you've just created a terrorist magnet where, like bees to a honeypot, every fanatical extremist on the globe will flock to face up to your military hardware having been drawn out of the shadows into a classic territorial guerilla conflict and, as such, a battle on your own terms which you're infinitely better able to fight with all your hardcore weaponry and, more importantly, one which doesn't take place right in your own back yard. Is this the real reason for the war in Iraq?

Arafat è il prossimo?

Da Debkafile: The decision to kill Yassin, founder of the Hamas whose declared objective was to destroy “Jewish sovereignty” in the Middle East and establish an Islamic republic in its stead, was taken by the Israeli cabinet two days after the March 14 double suicide attack that killed 10 Israelis in Ashdod port. It was decided then that no terrorist, high or low ranking, would be immune to Israeli attack. Monday night, after Yassin’s death, an Israeli senior defense source did not deny that “it may be coming closer to Yasser Arafat.”

Peccato

pissoire.jpg La Virgin voleva installare questi bagni al JFK però, dopo vibranti proteste di qualche minorato/a mentale (magari ci sarà una filiale americana del Moige), ha deciso di non metterli più. Adesso gli scrivo per vedere se me ne vendono uno.

Whistle-blower

Non so se avete fatto caso a come tutte le bugie dell'amministrazione Bush stiano piano piano venendo fuori. Non passa giorno senza che qualche fonte informata racconti alla stampa un pezzettino di verità, un'altra tessera del puzzle. E' un fenomeno cominciato in sordina, che ora ha assunto le caratteristiche di un fiume in piena. Verrebbe da chiedersi quali sono le cose su cui Bush non ha mentito, se ce ne sono. E intanto i whistle-blower aumentano, come scrive oggi Krugman. Altra caratteristica dell'amministrazione neocojona è quella di aver cercato di intimidire la stampa e, in generale, di aver creato un'atmosfera in cui nessuno voleva dichiarare apertamente il suo dissenso, perchè "o sei con noi, o sei amico dei terroristi". Questo modo di fare politica lo conosciamo bene anche noi, è il metodo della destra reazionaria attualmente al governo, ma alligna anche all'interno della sinistra italiana. Infatti può succedere che il segretario dei DS, a causa della linea responsabile tenuta dal suo partito (del tutto sovrapponibile a quella di Zapatero, idolo delle folle new global e rifondarole) in parlamento e scambiata per tatticismo politico, venga qualificato come terrorista da quelli che marciano dietro uno striscione inneggiante alla resistenza irachena. Io, che pure sono un uomo di sinistra, mai voterei per quella gente e, anzi, avrei ritenuto un errore votare per il ritiro immediato delle truppe italiane dall'Iraq. Ritengo quindi che i DS dovrebbero assumere una posizione chiara e prendere le distanze una volta per tutte da rifondazione comunista, da pecorone scanio, dal manettista dipietro e dal rinco occhetto, e da tutti quei gruppuscoli di estrema sinistra che ho visto sfilare alla manifestazione scandendo slogan demenziali e, oltretutto, autolesionisti. Con questa gente non vinceremo mai le elezioni e, anche se si vincessero, sarebbe poi impossibile governare, perchè questa gente non ha alcuna cultura di governo ed è abituata a ragionare esattamente come i neocojoni, solo da posizioni opposte (mica ce lo siamo scordato quello che ha combinato Bertinotti al governo di centro-sinistra). Se Fassino vuole essere il segretario di un grande partito socialdemocratico europeo, e quindi di un partito che si assume responsabilità di governo e non parla per slogan o con la lingua di quel fanatico islamico di Gino Strada, per cui sono tutti terroristi a prescindere, basta che non la pensino come lui, si deve prendere la responsabilità di rompere con questa gente, anche a costo di perdere voti a sinistra.

Lunedì 22 Marzo 2004

Bel capolavoro

Come era ampiamente prevedibile, i missili di Israele iniziano a destabilizzare le nazioni arabe moderate. Mubarak, che è il politico che più si è speso per un cessate il fuoco, si prende uno schiaffo in pieno viso e cancella una visita ad Israele, organizzata tra mille difficoltà. La Giordania definisce l'attentato un crimine e perfino il Kuwait, alleato degli USA, definisce Israele uno "stato terrorista". Un istruttivo riassunto sul solito Christian Science Monitor. Io comincio veramente ad essere preoccupato. Se crolla tutto sono cavoli acidi.

Head hunters

Scommetto che il recruiting per Al-Qaeda oggi è andato forte. Se continuiamo così, assumeranno tutta la manodopera disponibile sul mercato. Poi, quando cominceranno a farci saltare il culo in Europa ogni volta che Sharon fa una cazzata in medio-oriente, allora qualcuno deciderà che è ora di risolvere il problema israele-palestina. Fino a quel momento, abbiamo altre priorità (bush docet).

La strana coppia

Bin Ledeen, l'amico di Capezzone, era amico pure di Pazienza e del Generale Santovito. Leggete un po' qui: "Secondo voci attendibili", proseguiva il rapporto firmato dal comandante generale della Guardia di Finanza, "negli Stati Uniti il Pazienza avrebbe allacciato rapporti con numerosi personaggi dell'ambiente sociale italoamericano e di quello polifico repubblicano, all'epoca all'opposizione. A New York costituiva l'associazione Grande Italia, assumendone la presidenza e affidandone la segreteria generale all'ex editore romano Giovanni Quattrucci. Attraverso detta associazione, avrebbe organizzato campagne elettorali a favore del Partito repubblicano e, in particolare, del senatore Alphonse D'Amato. Avrebbe stabilito rapporti di collaborazione anche col generale Alexander Haig, all'epoca in cui questi, dopo aver lasciato l'incarico che ricopriva in seno alla NATO, si trovava al vertice di una multinazionale denominata United Technologies. Il Pazienza sarebbe inoltre divenuto consulente per l'Italia di Bob Koopperman, oggi nello staff di Ronald Reagan e in quel tempo direttore del Centro internazionale di studi strategici della Georgetown University. Sempre negli Stati Uniti, infine, il Pazienza avrebbe lavorato in combine col giornalista e professore universitario Michael Ledeen, un esperto del fascismo italiano e oggi membro dello staff di Haig, assolvendo l'incarico di consulente per i problemi della destabilizzazione e dell'antiterrorismo internazionali". Facendo una ricerchina con Google vengono fuori un sacco di cosette interessanti. Provare per credere.

Non c'era bisogno

Jimmy Carter si toglie qualche sassolino dalle scarpe: la guerra di Bush e Blair si è basata sulle bugie: He said: "There was no reason for us to become involved in Iraq recently. That was a war based on lies and misinterpretations from London and from Washington, claiming falsely that Saddam Hussein was responsible for [the] 9/11 attacks, claiming falsely that Iraq had weapons of mass destruction. And I think that President Bush and Prime Minister Blair probably knew that many of the allegations were based on uncertain intelligence ... a decision was made to go to war [then people said] 'Let's find a reason to do so'." Ecco l'intervista completa.

La road-map fa progressi (all'indietro)

Primi risultati della missilata di Israele: Hamas: Sharon has opened the gates of hell "We will send death to every house, every city, every street in Israel," shouted Hamas militants through loudspeakers. Tens of thousands march in funeral procession for Yassin "There can be no life for the Americans and Zionists in the region'' Mi sembra un ottimo risultato, queste sono le cose che aiutano il processo di pace e danno una mano ai paesi islamici moderati, come per esempio l'Egitto. Aspettiamoci tanti dimostranti festosi che porgono fiori.

La cosa giusta al momento giusto

Ovviamente il fatto che Israele faccia fuori i suoi nemici a missilate non potrà che portare ad una distensione nell'area medio-orientale. Le reazioni, per ora, sono di condanna: sicuramente le frange islamiche estremiste ora deporranno le armi e invece del tritolo andranno a offrire margherite nelle piazze. Non si fa in tempo a fare un passo avanti che Israele ce ne fa fare subito un paio indietro. Geniacci.

Polo delle libertà

Forse sono stato l'unico a vedere la trasmissione, comunque sabato da Fazio c'erano il ministro Urbani e Roberto Vecchioni che chiacchieravano amabilmente della nuova legge anti-pirateria cinematografica. Fazio continuava a chiedere al ministro il motivo per cui la legge si occupava solo dei film e non della musica. Risposta del ministro: per ora è solo un esperimento, se funzionerà lo estenderemo anche ai CD. Vecchioni non vedeva l'ora (anche perchè un CD di Vecchioni a 20 Euro credo lo comprino solo i familiari stretti). Comunque tutti e tre erano molto contenti.

Come non dire nulla usando tante parole

Condoleezza Rice, probabilmente a seguito delle dichiarazioni dirompenti di Clarke, racconta sul Washington Post quale fu la strategia dell'amministrazione Bush immediatamente dopo l'attentato delle torri gemelle. Peccato che l'articolo non spieghi nulla sulle reali ragioni della guerra all'Iraq. Leggiamo la fine: In the immediate aftermath of the attacks, the president, like all Americans, wanted to know who was responsible. It would have been irresponsible not to ask a question about all possible links, including to Iraq -- a nation that had supported terrorism and had tried to kill a former president. Once advised that there was no evidence that Iraq was responsible for Sept. 11, the president told his National Security Council on Sept. 17 that Iraq was not on the agenda and that the initial U.S. response to Sept. 11 would be to target al Qaeda and the Taliban in Afghanistan. Because of President Bush's vision and leadership, our nation is safer. We have won battles in the war on terror, but the war is far from over. However long it takes, this great nation will prevail. Ho l'impressione che manchi un pezzo...

Paragone ardito (questo aggettivo dovrebbe piacere ad eventuali lettori neoco(j)on)

Stasera, allo stadio Olimpico di Roma è accaduto, in piccolo, quello che è accaduto in grande con la guerra all'Iraq. Migliaia di persone si sono fatte infinocchiare da una notizia falsa. Solo che nel caso dell'Iraq le smentite arrivano con un anno di ritardo, e chi ha diffuso la notizia falsa lo ha fatto apposta.

Piccole differenze

Il discorso di Kerry in occasione dell'anniversario della guerra all'Iraq (via The Command Post): Today marks the one year anniversary of the invasion of Iraq. It is an important day to recognize the courage and enormous skill of the United States military. Our men and women in uniform are the best and the brightest the nation has to offer, and their efforts to defend Democracy should be honored each and every day. We also must remember those that have given their lives in the fight for freedom. “Before the war started, I repeatedly called on the President to build a genuine coalition to reduce the military and financial burden on the United States, to go to war only as a last resort, and to have a plan to win the peace. I voted to give him the authority to go to war only when he promised me and other members in Congress that he would do these things. He broke those promises. “He misled the American people in his own State of the Union Address about Saddam’s nuclear program and WMD’s, and refused - and continues to refuse - to level with the American people about the cost of the war. Simply put, this President didn’t tell the truth about the war for the beginning. And our country is paying the price. “It’s time for George Bush to start being consistent on Iraq. It’s time for him to finally find the right policy for Iraq. It’s time to take the target’s off the backs of U.S. soldiers, reduce the burden on America’s taxpayers, and finish the job in Iraq"

TypeKey

Ecco la risoluzione allo spam e ai commenti anonimi dei vigliacchetti: TypeKey. Appena esce lo installo.

Bene

Amministrative francesi: secondo le proiezioni, il centro-destra sta prendendo un bel bagno (anche qui, per quelli che parlano il francese).

Bush è strabico

Con tutte le cautele del caso, perchè anche questa notizia odora molto di bufala: pare che Al-Qaeda abbia acquistato bombe atomiche delle dimensioni di una valigetta. Ripeto, sembra fortemente una bufala, ma se fosse vero bisognerebbe chiedere a Bush perchè ha fatto la guerra a Saddam (che non aveva WMD) e non ad Al-Qaeda (che invece le ha). Si veda anche questo articolo del NY Times. Segue stralcio (grassetto mio): Big obstacles remain, however, not least Iraq. The bombings last week in Baghdad and Basra, killing dozens around the anniversary of the American invasion, have reinforced the broad European conviction that, far from combating terrorism, the war has created a new source of it. Justified by a threat that now appears empty - Iraqi weapons of mass destruction - the Iraq war has, in the European view, spawned different threats that are real. Dominique de Villepin, the French foreign minister, described the Israeli-Palestinian conflict and Iraq last week as the two chief sources of global instability. A ulteriore conferma di quanto Bush e il suo bulletto Rumsfeld siano strabici, si leggano le rivelazioni di Clarke.

Priorità

Ma la Ferrari a Totti gliela devo proprio pagare io? Nemmeno mi piace il calcio. E se ci accordassimo su una Yaris?

Domenica 21 Marzo 2004

Bin Ledeen a braccetto con Ghandi

Vedo, su un forum del Partito Radicale, che anche Capezzone propala la balla camillista di cui si parlava qui. Non a caso è il peggior segretario che il partito radicale abbia avuto nella storia. Mi è invece molto piaciuto che Angiolo Bandinelli definisca quel fanatico di Michael Ledeen (si, proprio quello che D'Alema ha ridicolizzato a Porta a Porta qualche giorno fa) come Bin Ledeen. Mai definizione è stata migliore, d'altra parte gli opposti fanatismi si toccano. PS: se conoscete minimamente la storia del partito radicale, e poi vi andate a leggere chi è Bin Ledeen, probabilmente rimarrete interdetti. Lo rimarreste ancora di più se vi capitasse di leggere la cronaca del linguainbocca Ledeen-Capezzone.

Bush-lite

Anche a me Kerry non piace, ma concordo con Chomsky: He said: "Kerry is sometimes described as 'Bush-lite', which is not inaccurate. But despite the limited differences both domestically and internationally, there are differences. In a system of immense power, small differences can translate into large outcomes." PS: la manifestazione non mi è piaciuta, purtroppo anche a sinistra ci sono molti imbecilli. Chi ne fa le spese sono quelli che tentano di fare politica.

Venerdì 19 Marzo 2004

Ci sono commenti e commenti

Mi dispiaceva lasciar giacere questo intervento di Jacopo nei, seppur ottimi, commenti di Pfaall. Quindi non chiedo il permesso a nessuno e lo riporto qui per intero, sperando di non fare cosa sgradita: La posizione di Zapatero è stata consapevolmente fraintesa e distorta da chi non vuole ammettere che la guerra in Iraq è stata sbagliata e fallimentare. Infatti, cedere come chiede Zapatero il comando delle operazioni all'ONU significherebbe ammettere, implicitamente o esplicitamente, proprio questo. In ogni caso, io sono d'accordo che un ritiro delle forze occidentali dall'Iraq oggi sarebbe disastroso (farebbe esplodere la guerra civile nel paese), ma la questione ritiro sì ritiro no non riesce comunque ad appassionarmi più di tanto, perché non è che l'alternativa al ritiro mi sembri molto migliore. Ovvero, dopo il tragico errore della guerra, oggi per l'Iraq purtroppo vedo solo due alternative: l'opzione Somalia (le truppe d'occupazione si ritirano e l'Iraq precipita nel caos) e l'opzione Afghanistan (le truppe rimangono indefinitamente a logorarsi fronteggiando una guerriglia e un terrorismo endemici, nell'ostilità crescente della popolazione). Certo, un passaggio dei poteri a una forza terza e neutrale come l'Onu potrebbe aprire uno spiraglio di speranza, ma resto pessimista. Infatti quel barlume di libertà (parlare di democrazia prima che ci siano state libere elezioni mi pare quantomeno prematuro) di cui nonostante tutto godono oggi gli iracheni dipende unicamente dalla presenza degli eserciti stranieri. Gli sciiti, che sono il sessanta per cento della popolazione, per ora assecondano malvolentieri gli americani, ma aspettano solo che se ne vadano per assumere pienamente il potere, regolare i conti con le altre etnie, in primis i sunniti, e instaurare la sharia nel paese (e allora addio libertà e sogni di democrazia). E non sopravvaluterei nemmeno l'importanza della pur positiva costituzione provvisoria. Per capire perché basta leggere quello che ne scrive l'esperto di Medio Oriente Daniel Pipes, che è vicino ai neocon e uno dei consiglieri di Bush (per cui non è sospettabile di prevenzione antiamericana), il quale ritiene che "la costituzione ad interim rappresenti un segnale di vittoria da parte dell'Islam militante" (l'articolo è a questo indirizzo). Insomma, come ho già detto la guerra preventiva a Saddam è stata un tragico errore, e non sempre agli errori c'è una soluzione che ci eviti di pagarne le drammatiche conseguenze. Ovviamente spero ardentemente di sbagliarmi, ma allo stato questo è ciò che penso.

Sondaggio

Ma nessuno ha visto Porta a Porta ieri sera? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del confronto tra D'Alema e Michael Ledeen (il nuovo idolo del nonviolento Capezzone&Co). Io la mia idea me la sono fatta. Anzi, me la ero fatta da tempo.

Accountability is the essence of democracy

Da leggere oggi sul New York Times: l'editoriale sulla guerra all'Iraq un anno dopo (One Year After) e il parere sullo stesso argomento del solito lucidissimo Krugman: A year ago, President Bush, who had a global mandate to pursue the terrorists responsible for 9/11, went after someone else instead. Most Americans, I suspect, still don't realize how badly this apparent exploitation of the world's good will — and the subsequent failure to find weapons of mass destruction — damaged our credibility. They imagine that only the dastardly French, and now maybe the cowardly Spaniards, doubt our word. But yesterday, according to Agence France-Presse, the president of Poland — which has roughly 2,500 soldiers in Iraq — had this to say: "That they deceived us about the weapons of mass destruction, that's true. We were taken for a ride." This is the context for last weekend's election upset in Spain, where the Aznar government had taken the country into Iraq against the wishes of 90 percent of the public. Spanish voters weren't intimidated by the terrorist bombings — they turned on a ruling party they didn't trust. When the government rushed to blame the wrong people for the attack, tried to suppress growing evidence to the contrary and used its control over state television and radio both to push its false accusation and to play down antigovernment protests, it reminded people of the broader lies about the war.

We want sincerity

Blix ha le palle, e non molla: In a speech sponsored by the Chicago Council on Foreign Relations, Blix listed the negatives he believes have resulted from the war: polarized societies in the Middle East, a rift in NATO, damage to the U.N. Security Council, and no easing in the threat of terrorism. [...] Apart from removing Saddam from power, Blix said he saw no benefit from the invasion and was skeptical of U.S. claims that Libya's subsequent decision to disarm was based on a fear that it could be next.

Numeri su cui riflettere

Il Pew Research Center, uno dei più accreditati centri di ricerca indipendenti sulla politica e i media, pubblica i risultati di una ricerca sull'atteggiamento verso gli USA delle nazioni europee e musulmane, ad un anno dalla fine della guerra in Iraq. A Year After Iraq War Mistrust of America in Europe Ever Higher, Muslim Anger Persists Traduco al volo il primo paragrafo: "Un anno dopo la guerra in Iraq, lo scontento verso l'America e le sue politiche è aumentato anziché diminuire. In Francia e Germania il giudizio sugli USA è negativo almeno quanto lo era alla fine della guerra, e le opinioni degli inglesi sono ancora più critiche. In Europa e nelle nazioni musulmane è diffusa la percezione di unilateralismo dell'America, e la guerra ha compromesso la credibilità degli USA all'estero.Abbondano i dubbi sulle reali motivazioni della guerra al terrorismo guidata dagli americani e una crescente percentuale di europei vorrebbe una politica estera e una gestione della sicurezza interna indipendente dagli USA." Ma non si parla solo di questo, c'è una marea di dati su cui riflettere.

Tanto per precisione

Leggo che Kerry ha rifiutato in modo netto l'appoggio del controverso leader malese Mahatir: Kerry "rejects any association" with Mahathir, "an avowed anti-Semite whose views are totally deplorable," said Kerry foreign policy adviser Rand Beers in a statement. “This election will be decided by the American people, and the American people alone. It is simply not appropriate for any foreign leader to endorse a candidate in America’s presidential election. John Kerry does not seek, and will not accept, any such endorsements,” Beers said. Kerry ha anche ricevuto l'appoggio di Zapatero: per quanto mi sia riletto l'articolo cinque volte, non riesco a trovare nessuna dichiarazione di Kerry in cui si prendano le distanze dal leader spagnolo. Se proprio ce le volete trovare, dovete fare uno sforzo di fantasia e leggere altri blog.

Che fresconi, questi blogger

Il MIT ha pubblicato i risultati di una sua ricerca riguardo l'impatto che le problematiche della privacy e della responsabilità hanno sui blog e sui blogger. Ecco i findings principali: - the great majority of bloggers identify themselves on their sites: 55% of respondents provide their real names on their blogs; another 20% provide some variant of the real name (first name only, first name and initial of surname, a pseudonym friends would know, etc.) - 76% of bloggers do not limit access (i.e. readership) to their entries in any way - 36% of respondents have gotten in trouble because of things they have written on their blogs - 34% of respondents know other bloggers who have gotten in trouble with family and friends - 12% of respondents know other bloggers who have gotten in legal or professional problems because of things they wrote on their blogs - when blogging about people they know personally: 66% of respondents almost never asked permission to do so; whereas, only 9% said they never blogged about people they knew personally. Continua a leggere

Iraq on the Record

C'è un documento che analizza in maniera dettagliata le dichiarazioni fatte da cinque esponenti di spicco dell'amministrazione Bush riguardo la guerra all'Iraq. Le persone in questione sono George W. Bush, il Vice Presidente Richard Cheney, il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, il Segretario di Stato Colin Powell e l'advisor per la sicurezza nazionale Condoleezza Rice. Il rapporto si basa su un database che identifica 237 dichiarazioni deliberatamente fuorvianti riguardo la "minaccia" irakena, rese dai cinque personaggi in 125 apparizioni pubbliche. Si possono anche effettuare ricerche. Il tutto si trova qui. Buone ricerche.

Massimo rispetto

Che dire: non molte persone avrebbero il coraggio di fare una cosa del genere. Beppe è una persona pulita e un professionista serio, e sono sicuro che non resterà certo con le mani in mano.

Paralogismi

Rilancio da One More Blog la segnalazione di un interessante pezzo di Giacomo Papi su Diario. Solito stralcio: C'è una dose di disonestà intellettuale inaccettabile nelle critiche rivolte da commentatori più o meno autorevoli di tutto il mondo all'annuncio di Zapatero. Perché l'annuncio non è: ritiriamo le truppe dall'Iraq. Ma: vogliamo che le nostre truppe in Iraq siano sotto il comando dell'Onu. Cioè: la guerra in Iraq, così come è stata decisa da Bush e dai suoi alleati, in modo unilaterale e motivandola con un mare di manzogne, rischia di aumentare il problema invece che diminuirlo.

Giovedì 18 Marzo 2004

Come disse Pilato?

Silvio Berlusconi se ne lava le mani: Silvio Berlusconi ribadisce di essere favorevole alla grazia per Adriano Sofri. Ma il premier ritiene anche giusto il voto espresso ieri - in libertà di coscienza - dalla Casa delle Libertà. "In Italia - dice il capo del governo - non esiste un regime, un dittatore che può imporre ai deputati della Cdl o del partito una decisione. Per questo abbiamo lasciato la libertà di voto, e non si poteva fare diversamente". Ovviamente quando si tratta di sistemare le proprie cosucce si fa sentire forte e chiaro, altro che libertà di voto.

Kentucky Fried Chicken

Ci lamentiamo tanto dell'attacco portato da Berlusconi alla magistratura, ma ci siamo persi il meglio. In America un deputato repubblicano del Kentucky ha proposto una legge volta a consentire al Congresso di modificare le sentenze della Corte Suprema. Come se da noi un deputato di destra proponesse una legge per consentire al Parlamento di modificare le sentenze della Cassazione o della Corte Costituzionale. Geniale.

Salmoni

Qualcuno deve aver detto a quelli del Riformista che sono contro corrente. In effetti loro fanno di più: la corrente la risalgono. Gentili utenti stiamo modificando il sito per renderlo più accattivante e interessante in vista del fatto che a breve anche il giornale on line sarà a pagamento. Immagino il clamoroso successo dell'iniziativa.

Io le abolirei proprio

Ragazzi, credo che questo post abbia tutte le caratteristiche per essere eletto "post dell'anno" nel prossimo concorso a premi sponsorizzato da Macchianera (ricchi premi e neocojòn per tutti). Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione...e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser, ma una proposta del genere non l'avevo ancora mai vista. E' tempo di morire (dal ridere?): Se questo fosse un paese serio, le forze politiche italiane si preoccuperebbero di non lasciare l'Italia nella medesima situazione in cui era la Spagna lo scorso 11 marzo. Il prossimo 13 giugno si vota per le elezioni europee, che qui saranno un vero referendum pro o contro Berlusconi. Per evitare che chi ha ucciso 200 persone con l'obiettivo di eliminare un alleato di Bush possa essere certo di ottenere un analogo risultato qui da noi, sarebbe necessario che tutti sottoscrivessero una dichiarazione d'intenti che prevedesse di considerare le europee non influenti circa le sorti del già traballante governo in carica. Maggioranza e opposizione si dimostrerebbero responsabili di fronte ad una situazione molto pericolosa.

E' un po' New Age ma funziona

Ho trovato una cosa che può risolvere alla radice il problema del Griso