Giugno 2005
Dom Lun Mar Mer Gio Ven Sab
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
Per ricevere le frescacce pubblicate da questo sito potete utilizzare questi link:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0

Mercoledì 30 Aprile 2003

That made my day

Non so perchè, ma lo preferisco in inglese: Italian judges have sentenced Prime Minister Silvio Berlusconi's former personal lawyer to 11 years in prison on corruption charges. Forza Italia sta lavorando ad un progetto di legge per escludere la punibilità di tutti quelli che sono stati condannati esattamente a 11 anni di galera con sentenza emessa in data 29 aprile 2003. "Una riforma di cui beneficeranno tutti gli italiani" ha dichiarato un portavoce.

Referendum

Ma si, aderiamo all'invito di Wittgenstein e facciamo outing: io avevo deciso da tempo di non votare però, se proprio fossi costretto, voterei no.

Martedì 29 Aprile 2003

Se ne sentiva il bisogno

C'è qualcuno che sta scrivendo una bozza di legge a tutela del copyright. Serve per l'Iraq. Vai a vedere che la guerra alla fine l'avrà vinta Madonna. (Ho parlato di copyright, mi devo preoccupare?)

A proposito di guerre

Nei cinque anni di guerra civile in Congo sono morte 3,5 milioni di persone. Tremilionicinquecentomila persone. Bastano per un trafiletto? Perhaps 3.5 million people have died in the five-year Congo civil war, mostly of malnutrition and starvation. The humanitarian crisis there is far and away the worst in the world; some observers say that it is the bloodiest conflict since World War II. Congolese children have the earth's highest mortality rate.

Urine control

Certo che ce la mettono proprio tutta per favorire l'uso dei vespasiani a parete. L'ultima è che, mentre si fa quella cosa lì, si può giocare ad un videogame. E il joystick, direte? Beh, ecco, insomma, avete capito, no? Via Boing Boing

Lunedì 28 Aprile 2003

Ho creato un mostro

Un paio di settimane fa, stimolato dalla querelle tra Cesare e Emmebi su chi aveva scoperto prima Brontolo, mi viene l'idea di creare un blog esclusivamente allo scopo di fare uno scherzo ai suddetti. La scommessa era vedere chi dei due blog-scout avrebbe annunciato prima la nascita dell'ultimo e meraviglioso blog (ovviamente allo scopo di spernacchiare lo scopritore per una settimanella). Procedo dunque a creare il blogghetto e, complice il finto-buonista Granieri, a cliccare un congruo numero di volte sui due ignari al fine di lasciare traccia nei referes e favorire la scoperta. A questo punto accade l'impensato: in una settimana nessuno dei due si accorge minimamente della cosa, mentre la comunità splinderiana inizia ad accorrere in massa. Arrivano i primi commenti (incentivati da un paio di esche messe li apposta) ma Cesare ed Emmebi rimangono silenti. Dopo qualche giorno, Tao fa la scoperta, seguito da vari altri blogger, ma i nostri due tacciono. Passano quindici giorni e ancora niente, a questo punto lo scherzo è fallito (però c'è qualcuno che si incazza, ragione sufficiente per farlo continuare qualche altro giorno). Nel frattempo il mostro ha macinato quasi 2.000 accessi in pochi giorni, e sono sicuro che insistendo farebbe più accessi di Brodo. Morale? Fatela voi. E sticazzi!

Domenica 27 Aprile 2003

Afro

afro2.jpg Per i blogger romani: non vi perdete la mostra di Afro a Palazzo Venezia. 130 opere, in parte mai viste a Roma, che documentano il passaggio dal figurativo all'informale di questo grandissimo dell'astrattismo italiano.

Venerdì 25 Aprile 2003

Domande

Mi chiedevo: cosa dicono i blog sulla ipersudorazione ascellare? e sui marziani? e sulle mezze stagioni? E cosa dicono sul funzionamento delle poste in Lesotho? E perchè non parlano mai del buco nell'ozono (clicca per vedere il filmato)? Eh? Eh? Ma come vi permettete? Che merda, meno male che in america ci sono comunità intere di blogger che parlano di fica. Io quelli li preferisco assai. Ora vado che mi sta spuntando un dentino e mi da fastidio il ciuccio.

Giovedì 24 Aprile 2003

Desertburger

Pizza Hut e Burger King hanno aperto due negozi a Bassora, per adesso nella base militare inglese. Si attende un McDonald's a Baghdad.

Mercoledì 23 Aprile 2003

Esagerazioni

Confesso: ho comprato il libro della Mazzucato, l'ho letto e non mi è piaciuto. Mi sembra però che ne sia seguito un delirio che trascende ampiamente la semplice presa in giro. Come dice sempre il mio amico Derrick De Kerckhove, a tutto c'è un limite (Castells soggiunge: quando è troppo, è troppo).

Perito Pereira

Sono abbastanza confortato dal fatto che, in questi tempi ipertecnologici, c'è ancora chi sa orientarsi in un computer (negli anni 70 è più probabile che si trattasse di un mainframe a schede perforate ma, nel dubbio, segnalo che ho bisogno di qualcuno che mi sostituisca la scheda video) e ha nostalgia degli anni 70. Io adoro gli anni 70 e, come Vecchi, penso che siano stati anni divertenti (si trombicchia anche adesso, comunque). Non ho ben presente cosa voglia dire parlare come negli anni 70, io sono rimasto alle cose buone e semplici di una volta, come il Mulino Bianco. Per esempio sono rimasto al parlare (scrivere) comprensibile o incomprensibile, a dire cazzate o meno. Apprendo ora che dire qualche cazzata, e dirla in maniera incomprensibile, fa molto anni 70. Non sapevo (ma mi adeguo, come diceva quello). E comunque, cercare di capire i fenomeni è attività del pensiero (e di fenomeni ultimamente se ne leggono tanti) e quindi ci provo ponendo alcune semplici domande a Vecchi: 1) ce l'hai la patente? Se si, chi te l'ha data? 2) ce l'hai un blog (un blog anni 70 non è valido)? 3) ce l'hai una ragione per cui io dovrei essere interessato alle farneticazioni tue e di QS sui blog? 4) ce l'hai un correttore ortografico o, in subordine, un buon vocabolario? 5) sei mai stato sottomesso al dominio oligopolistico? Se si, è doloroso? 6) ti definiresti un lavoratore cognitivo organizzato o disorganizzato? 7) hai spostato la tua attenzione verso le nuove possibilità di rilancio dell'alleanza tra lavoro cognitivo e capitale finanziario? 8) mai provato a cospargere la tastiera di borotalco? La punizione per aver risposto in maniera sbagliata anche a solo una delle domande sarà la partecipazione coatta ad una settimana di rieducazione a Villa Serena, compreso cambio del catetere ai vecchietti maoisti ivi ricoverati.

Martedì 22 Aprile 2003

Bufale?

C'è in giro un documento, non si sa quanto vero, secondo il quale non sarebbe stato Saddam a gassare i curdi ma gli iraniani. Ho l'impressione che nei prossimi mesi ne leggeremo tante, bufale e non.

Dammi il cinque, Howard

Howard Dean, un candidato (e un articolo) che ci piace. The next president will need to undo the work of this band of radicals currently controlling our foreign policy – who view the Middle East as a laboratory for their experiments in democracy-building, where no such traditions exist. Their approach will drastically change the view that the world has had of the United States.

Attenti all'asso di bastoni

Non c'è notizia che non faccia riferimento al mazzo di carte raffigurante gli iracheni most wanted, distribuito alle truppe americane. Ormai sui giornali si scrivono solo cose tipo: preso il re di fiori oppure sulle tracce del due di picche. Sperando che qualcuno non finisca col prendere l'asso di bastoni (ma quello è un altro mazzo), i falchetti più accesi se ne possono comprare uno qui.

L'angolo di Bush

Una domanda che ti assale, un dubbio che ti accora? Chiedi alla Casa Bianca (però non ti aspettare che ti rispondano).

Collezione primavera-estate

lvmaskmini.jpg Louis Vuitton lancia una linea di mascherine anti-SARS (questa fa il paio con la finta pubblicità Puma). Via Boing Boing

Blogger lancia Dano

Blogger, che è stato recentemente acquisito da Google, sta per lanciare una nuova versione della sua interfaccia, chiamata Dano. Alcuni degli attuali utenti possono creare fin da subito nuovi blog Dano-enabled e, tra una settimana, tutti potranno convertire i loro vecchi blog al nuovo sistema. Via Lockergnome

Sabato 19 Aprile 2003

Confusione

Qui tra Onu, Nato, caschi blu e berretti verdi non ci si capisce più un cazzo. Urge un bignami sul Fassino-pensiero. E buona Pasqua.

L'ultimo Kelly

The Atlantic Monthly pubblica l'ultimo pezzo di Michael Kelly (editor di The Atlantic ucciso durante la guerra). C'è una riflessione che colpisce, sullo strapotere tecnologico delle forze armate USA e sull'uso che se ne può fare. Ci vorranno dei secoli per dare un giudizio? The U.S. armed forces enjoy a technological superiority like nothing the world has seen before; they are, in a real sense, not even fighting the same war as their opponents—or in the same century. No one argues much now about whether these forces are capable of crushing even very serious opposition, and almost no one argues that Iraq offers serious opposition. Rather, the argument concerns whether the employment of this almost unfathomable power will be largely for good, leading to the liberation of a tyrannized people and the spread of freedom, or largely for bad, leading to imperialism and colonialism, with a consequent corruption of America's own values and freedoms. This question is real enough and more: probably the next hundred years hinges on the answer.

Cl-audi-ohhhhhhhhhh

audioh.jpg Così potete finalmente avere un orgasmo ascoltando Claudio Baglioni.

Venerdì 18 Aprile 2003

Golden turds

goldenpoop.jpg In giappone va di moda il ministronzetto dorato, magari poi arriva anche qui. A saperlo prima ne regalavo qualcuno per Pasqua.

Giovedì 17 Aprile 2003

Popolo di guerrieri

The Command Post riferisce con dovizia di particolari l'intenzione italiana di mandare i carabinieri e altre forze armate in Iraq con il compito di peacekeeper. Il commento di uno dei lettori: Now we know the war is REALLY over: we're sending in the Italians (adesso sappiamo che la guerra è veramente finita: stiamo mandando gli Italiani).

Figure di merda

testamini.jpg Qualcuno ha perso la testa (o la testata). NB: questo blog accetta le prese per il culo. Vedasi qui per le istruzioni del caso

Mercoledì 16 Aprile 2003

Guerra si, ma politica

Chi avesse letto questo post e i commenti che ne sono seguiti può tirare un respiro di sollievo: Michael Ledeen chiarisce che vuol fare la guerra all'Iran e alla Siria con armi politiche e non con i missili. Meno male. But unlike Iraq, there is no need for a military campaign. Our most potent weapons are the peoples of Syria and Iran, and they are primed, loaded and ready to fire. We should now pull the political lanyards and unleash democratic revolution on the terror masters in Damascus and Tehran. UPDATE: il senatore Bob Graham, che era contro la guerra all'Iraq, ora è a favore della guerra alla Siria. Fra i democratici la confusione regna sovrana, avranno fatto un viaggetto in Italia.

Rinsavimenti?

Clinton attacca la politica estera USA: "Our paradigm now seems to be: something terrible happened to us on September 11, and that gives us the right to interpret all future events in a way that everyone else in the world must agree with us," said Clinton, who spoke at a seminar of governance organised by Conference Board. "And if they don't, they can go straight to hell." E adesso chi glielo dice a Camillo?

Martedì 15 Aprile 2003

Poèsia

Ognuno assiso in Senato può tranquillo votare/inviando i Caramba in frontiera/ed è subito Pera

Compagni che sbagliano

Pensavo che non valesse la pena sprecare altre parole, però oggi leggo questo e mi cadono le braccia. La prosa da komintern non mi ricorda gli anni ottanta, e neanche i ceti medi riflessivi, in compenso l'insistenza è veramente molesta. Saremo "compagni che sbagliano"? Siamo "ai margini e ci piace starci"? Esticazzi non ce lo vogliamo mettere?

Cito un passo dal fondamentale saggio di Makekazzodicy, "i blog e l'arte della manutenzione del neurone":

"le corporation continuano ad inquinare i blogger brainwashed mainstream continuando a colonizzarne i gia esigui neuroni con vane e turboideologiche querelle sulla modernità riflessiva e la dicotomia comunitarista utopica tra fuffa e giornalismo. D'altronde è difficile non evidenziare come nei bassifondi sinaptici scorra una sottile vena erettile per cui l'eccitazione indotta da talune riflessioni di infimo ordine rigurgitate da vetero-comunisti informatici ansiosi di rilanciare la net-economy (con particolare riferimento al loro net-posto-di-lavoro) non possa che istigare movimenti spastico-sussultorio-gonadici all'interno dei contenitori scrotali dei percipienti, in un quadro teleologico iperlib-lab (e mi si scusi il contesto ossimorico e l'abuso del lemma). Pertanto sorge spontaneo interrogarsi sul fine ultimo di tali effrazioni semantiche, che non possono essere situate nel campo della riflessione teorica, ma ci paiono piuttosto allocabili a miserrime forme di applicazione rappresentative solo dell'io scrivente e della sua attitudine rinotillexomasturbatoria."

Farsi una cultura

Articolo lungo, ma molto completo, su chi sono i neoconservatori, sulle loro idee e la loro influenza sull'amministrazione Bush. C'è tutto quello che serve sapere per non fare brutta figura al vernissage di Mel Bochner. Se poi tentate di fregarvi un quadro, e vi fermano all'uscita, provate a fargli vedere questo.

Blogoturismo

Dalla casa (della cultura) al casale, meglio se con cantina annessa. Però niente turbominchiate, please.

Cyrano smell

Qui si digitalizzano odori. Probabilmente sono in joint venture con questi.

Gara di stronzi

Bush non piace nemmeno al figlio di Reagan, ed è tutto dire.
Via Salon, usare il Daily Free Pass

Lunedì 14 Aprile 2003

Guida alla stampa USA

Piccolo recap per quelli che non leggono abitualmente la stampa americana: The Wall Street Journal is read by the people who run the country. The New York Times is read by people who think they run the country. The Washington Post is read by people who think they should run the country. USA Today is read by people who think they ought to run the country but don't really understand the Washington Post. They do, however, like their smog statistics shown in pie charts. The Los Angeles Times is read by people who wouldn't mind running the country, if they could spare the time, and if they didn't have to leave L.A. to do it. The Boston Globe is read by people whose parents used to run the country and they did a far superior job of it, thank you very much. The New York Daily News is read by people who aren't too sure who's running the country, and don't really care as long as they can get a seat on the train. The New York Post is read by people who don't care who's running the country either, as long as they do something really scandalous, preferably while intoxicated. The San Francisco Chronicle is read by people who aren't sure there is a country, or that anyone is running it; but whoever it is, they oppose all that they stand for. There are occasional exceptions if the leaders are handicapped minority feministic atheist dwarfs, who also happen to be illegal aliens from ANY country or galaxy as long as they are democrats. The Miami Herald is read by people who are running another country, but need the baseball scores.

Refusi

Giornalista o blogger? Non ho il dono dell'ambiguità. (e non dico dove l'ho letta, comunque non qui)

Avviso

Oggi non c'è molto da dire, e quindi non lo dico. Al limite, forse, mi potrei riciclare una cosetta che mi ha mandato Massimo Morelli, dopotutto non tutti sanno cos'è un glory hole. Magari ci si può fare un convegno a Roma.

Distruzione (gastrica) di massa

Adesso è il turno degli Irakeni ad avere paura delle armi di distruzione (gastrica) di massa. Hanno saputo degli effetti devastanti che può avere l'apertura di un Kentucky Fried Chicken all'angolo della strada, sanno bene cosa succede a chi mangia troppi Big Mac e temono le esplosioni gassose da abuso di fountain drinks (burp, pardon me). E non sanno che gli americani hanno in serbo per loro l'arma finale.

They have a dream

I neofalchetti devono proprio essere dei sognatori. Hanno sognato di innestare la democrazia in Iraq mediante una guerra, ed ora sognano che un paese che non ha mai avuto tradizioni in questo senso possa dotarsi di una forma di governo democratica attraverso libere elezioni. Cosa pensano gli irakeni non è dato sapere, ma non importa. Sono magie. Hanno sognato che i governi uscenti dalle elezioni saranno amici dell'occidente e degli americani, e magari anche di Israele. Hanno sognato che i tre gruppi etnici che vivono in Iraq, perennemente in lotta fra loro, decidano di convivere pacificamente sotto il futuro governo democratico, cosa che non è mai successa nella storia di quel paese. Hanno sognato che la futura democrazia, infusa in virtù di non si sa quale sortilegio, potrà essere esportata in Siria, Iran o in Arabia Saudita. Con le buone o con le cattive, verrebbe da dire ("you're next", ha detto l'integerrimo Perle all'indirizzo della Siria). Hanno sognato che tutto questo accadrà automagicamente, perchè loro vogliono mandare a casa le truppe in poco tempo (così dice pinocchio Bush), e senza l'aiuto dell'ONU. Hanno sognato di far pagare i costi di tutto questo (e della ricostruzione) ad altri paesi, però tenendo i profitti per le imprese americane. Hanno sognato di usare la capacità produttiva Irakena per fare la guerra all'Opec, e far scendere il prezzo del barile a 15 dollari. Hanno sognato che la libertà di un popolo implichi anche libertà di saccheggio, tanto checcefrega a noi - facciamo contenti i pezzenti per una volta. Hanno sognato di trattare l'Europa come un cesto di ciliege: peschi quelle buone e scarti le cattive. E zitti pure, che tanto non contate un cazzo. Loro hanno sognato un sacco di cose, peccato che saremo noi a svegliarci tutti sudati.

Mi raccomando la presa al cesso

Se Wi-Fi è troppo esotico per i vostri gusti, usate la rete elettrica. Attenti però a non rimanere fulminati, se gia non lo siete per conto vostro.

Domenica 13 Aprile 2003

Tutti in posa per la foto

Qualcuno pensa che l'abbattimento della statua di Saddam fosse una messa in scena preparata a tavolino per la stampa e le televisioni.

Sabato 12 Aprile 2003

Per un futuro rigoroso

Stamattina mi sono alzato, sono andato per postare una cosa e ho sentito un'esigenza di maggior rigore. Ed è pure finita la guerra. Meno male che c'è Dura II (tm).

Shock and Awe

La Sony ci vuole fare un gioco per la Playstation. Non esistono più le guerre di una volta.

Venerdì 11 Aprile 2003

Ritenta, sarai più fortunato

Sono piccole soddisfazioni: l'Unione Europea boccia la legge sul falso in bilancio. Chi indovina il nome della persona che ha voluto questa legge, e le sue motivazioni, vince l'Hammer of Justice.

Teleregime

Haaretz attacca con violenza Fox TV (leggetevi il pezzo perchè merita). Nel mio piccolo sono perfettamente d'accordo: Fox TV è l'equivalente americano di Iraqi TV, televisioni di regime (non a caso il proprietario di Fox è anche un amichetto e membro dei famosi think-tank neoconservative).

Update: qui ce n'è anche per la CNN

Conquest and neglect

Cosa succederà in Iraq nei prossimi mesi, e come saranno gestiti il dopo-Saddam e la ricostruzione? Krugman, memore di quello che sta succedendo in Afghanistan, si pone qualche interrogativo. Io credo che le cose andranno diversamente: l'Afghanistan non ha il petrolio, l'Iraq si (e tanto). Vedrete che ci staranno molto più attenti.

Giovedì 10 Aprile 2003

E ora chi li ferma più?

Come previsto, i neoconservatori sono molto gasati dalla rapida vittoria in Iraq e adesso vogliono alzare la posta. "It's time to bring down the other terror masters," Michael Ledeen of the American Enterprise Institute wrote on Monday -- two days before U.S. troops swept into the heart of Baghdad -- in a piece entitled "Syria and Iran Must Get Their Turn."

Tutto il mondo è paese

Il Senatore Robert C. Byrd scrive tutto un pippone sull'America, i suoi valori fondanti, la libertà, la democrazia e la guerra solo per comunicare che ha rimediato i soldi per costruire un'autostrada.

Provole

Il blog di Vittorio è sempre una piacevole lettura. Oggi mi sono fatto un sacco di risate leggendo questo.

Game over?

La guerra sbagliata è (forse) finita, e speriamo anche la carneficina. Sono contento per gli irakeni, ma continuo a ritenere che questo risultato, seppur giusto, sia stato raggiunto in maniera sbagliata.

Tra le vittime di questa guerra c'è anche il multilateralismo, ci sono le istituzioni internazionali e sovranazionali, c'è probabilmente il diritto. C'è il medio-oriente destabilizzato e l'Europa a pezzi, ci sono tutte le balle che ci hanno raccontato per assecondare il disegno neoconservatore di egemonia nell'area. Valeva la pena? Io credo di no, e penso anche che questo non sia un punto d'arrivo, ma piuttosto un punto di partenza. Si è messo in moto un meccanismo complesso, speriamo che non trituri noi insieme a quelli che lo hanno ideato.

Mercoledì 9 Aprile 2003

Blog Age e la Corazzata Potemkin

Notava anche Wittgenstein che in giro per i blog non si fa altro che parlare di Blog Age, sottotitolo "La riappropriazione della comunicazione (sic)".

Non volendo fare come Nanni Moretti in Ecce Bombo, dico subito che io non ci vado, principalmente perchè le modalità di organizzazione dell'evento (un venerdì alle 20.30), rendono particolarmente arduo partecipare ai non milanesi non disoccupati. Fosse stato organizzato in maniera diversa ci sarei certamente andato, se non altro perchè sono anche io molto curioso di vedere in faccia e di scambiare quattro chiacchiere con i miei blogger preferiti.

Devo anche dire che apprezzo le lunghe discussioni che si sono tenute in questi giorni sulla natura dei blog, e sul giornalismo e sui massimi sistemi della comunicazione mediatica italiana, mondiale e, perchè no, marziana, pur non fregandomene generalmente una cippa ed essendo un adepto della fuffa (in questi giorni nella variante fuffa di guerra).

Ci sono poi una serie di altre ragioni minori che mi impediscono di andarmene presto dal lavoro, prendere il volo delle 18 per Milano, prenotarmi un albergo o andare a rompere le scatole a qualche amico/a per poi ripartire sabato mattina. Prima di tutto quelli di Quinto Stato mi stanno notoriamente antipatici e trovo il loro Blog inutilmente pretenzioso, scritto male e con la puzzetta sotto al naso (con l'eccezione del figlio di Stefano Porro che non è poi malaccio). Secondariamente, alla sponsorizzazione del Manifesto avrei preferito quella della Sam Adams, inoltre ho paura di addormentarmi ascoltando le relazioni introduttive e temo molto anche le conclusioni, specialmente se sono scritte in klingon frammisto a vetero-marx-lenin-bulgaro-sindacalese con una spruzzata di aramaico antico, come anche il programma della serata, che per digerirlo mi ci sono volute due alka-seltzer.

Vorrei però affidare il testo del mio intervento a Massimo Mantellini che, sono sicuro, se ne farà portatore. E' breve, non preoccupatevi, e fa più o meno così: "per me, la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca".

Beautiful mind

Tratto da un'intervista della ABC a Barbara Bush (risponde alla domanda se lei e il marito - Bush padre - guardano la televisione):

"He sits and listens and I read books because I know perfectly well that - don't take offense - that 90 percent of what I hear on television is supposition, when we're talking about the news. And he's not, not as understanding of my pettiness about that. But why should we hear about body bags and deaths and how many, what day it's going to happen, and how many this or what do you suppose? Oh, I mean, it's, not relevant. So why should I waste my beautiful mind on something like that? And watch him suffer."

Via BuzzFlash

Comunque vada sarà un successo

Una parola che mi sembra definitiva sulla questione delle armi di distruzione di massa (e i vari scenari che si profilano).

Commenti

Non penso di avere avuto mai un commento più lungo di questo (lo sto leggendo a puntate).

Martedì 8 Aprile 2003

Fracicot

Krugman difende John Kerry dagli attacchi stupidi dei neofalchetti. E dice una cosa importante:

For years to come, then, this country may be, in some sense, at war. And all that time, if Mr. Racicot and his party are allowed to set the ground rules, nobody will be allowed to criticize the president or call for his electoral defeat. You know what? If that happens, we will have lost the war, whatever happens on the battlefield.

Osama clock

Quanti giorni sono passati dal momento in cui Bush ha detto che avrebbe preso Bin Laden vivo o morto? Ad oggi, sono 568.

Flag-o-Rama

Gadget indispensabili per veri filoamericani. Io ho preso lo spazzolino da denti, però vorrei regalare l'Hammer of Justice a Camillo.

One off

Qualcuno pensa che Bush non sarà rieletto. Per la politica estera? No, per la politica interna.

It's a long time until election day, but if Bush doesn't convince both the public and Congress that his domestic plans will set the country back on the right course, he could well become the second President Bush to serve just a single term.

Giornalismo anglosassone

Ecco i premi Pulitzer del 2003, il Los Angeles Times e il Washington Post fanno man bassa e il sito ufficiale è down.

Lunedì 7 Aprile 2003

Oh, Saddamy!

Oh, Saddamy. Senza parole (Flash).

Via The Presurfer.

Ma quante ne pensano

Facciamoci una risata: al Pentagono stanno riempiendo tutte le caselle per il nuovo "governo" dell'Iraq. Hanno perfino stabilito di creare un Ministero della Verità e di metterci uno che, tra le altre cosette, viene dalla CIA (non è una barzelletta, è vera).

Regime change bis

In Europa si sperava che gli Stati Uniti non insistessero nell'insediare il loro "governo provvisorio" in Iraq, almeno fino a quando non si fosse raggiunto un consenso sul ruolo dell'ONU. A quanto pare, però, gli USA se ne fregano altamente e questo rischia di far tremare la seggiola sotto il sedere di Blair. Chissà di cosa parleranno Bush e Blair durante il loro incontro, dopotutto Condoleeza ha gia fischiato la fine della ricreazione, almeno se ci fosse stato Berlusconi poteva suonare il piano e raccontare qualche barzelletta, tanto per passare il tempo.

Nel frattempo, zitto zitto, il governo inglese ha ammesso pubblicamente che, dopo tutto, l'Iraq potrebbe non avere armi di distruzione di massa:

"We will obviously have a a very interesting debate if there are no biological, chemical, radiological or nuclear weapons or the facilities to produce them found anywhere in Iraq once Iraq is free," British Home Secretary David Blunkeet said on Saturday.

London said the threat of using weapons of mass destruction was the main reason why it and the United States had decided to attack Iraq. But as the allies' hopes to find concrete proof began to wane, Britain readjusted its policy to free the people of Iraq from the dictatorial regime.

Regime change

Kerry, il candidato di cui parla Wittgenstein, non si fa pregare quando si tratta di picchiare sodo Bush e la sua amministrazione:

''What we need now is not just a regime change in Saddam Hussein and Iraq, but we need a regime change in the United States,'' Kerry said in a speech at the Peterborough Town Library.

Distraiamoci con la guerra

A proposito dei diritti civili e della privacy negli Stati Uniti: corrono tempi duri.

Domenica 6 Aprile 2003

Iperrealisti

011mini.jpgOggi sono andato a vedere una mostra sugli Iperrealisti, con alcune cose degne di nota. Uno degli artisti che più mi ha colpito è Chuck Close: mi è subito venuto in mente Adam Connelly (di cui qualcuno aveva parlato tempo fa, forse Manteblog), anche se completamente diverso nei temi. Per avere un'idea del lavoro di Connelly cliccare sull'immagine (attenzione, roba per adulti).
Un altro che mi è piaciuto è Robert Gniewek.

Venerdì 4 Aprile 2003

Il vero effetto domino

Molti di quelli favorevoli alla guerra hanno parlato a lungo di effetto-domino, cioè di quella teoria secondo la quale, iniettando artificialmente la democrazia in Iraq, tutti gli stati vicini non potranno fare altro che adeguarsi e, più o meno pacificamente, deporre i rispettivi regimi.

Al grido di "esportare la democrazia" un sacco di gente, anche intelligente, si è fatta convincere che la democrazia si possa esportare con una guerra, perdipiù, a detta di molti e qualificati esperti di diritto internazionale, probabilmente illegale.

Proviamo per un momento a sorvolare sul rapporto costi-benefici della guerra per il sistema e per l'economia globale (in termini economici e di opportunità, dato che, tanto per fare un esempio, il costo per ricostruire un sistema di relazioni diplomatiche gravemente compromesso non è misurabile in termini monetari, nemmeno sulla base dei dati di interscambio commerciale), che è a dir poco tragico e non quello di cui qualche zelante falchetto ama riempirsi la bocca, dopo aver fatto la sua brava ricerchina su Google (piccola digressione: non basta leggere, bisogna anche capire - non a caso parlo spesso di cretini, cioè di persone che non sono in grado di capire il significato di quanto leggono).

Sorvoliamo anche sul fatto che fin da principio si è scelto di non dire la verità al mondo, ma di usare pretesti facilmente smascherabili (come quello delle armi chimiche o della pericolosità di Saddam).

Sorvoliamo infine sul fatto che, approfittando della distrazione indotta dalla guerra e, prima, dalla tragedia del 9/11, i neoconservatori hanno assestato un paio di colpi micidiali al sistema liberal americano, e specialmente ai valori in tema di garantismo, privacy e diritti civili, che sono ormai compressi in un modo che non si vedeva dai tempi di Mc Carthy, per arrivare finalmente a questo benedetto effetto domino.

L'effetto è assolutamente reale, ma non nei termini in cui ce lo hanno venduto. L'unico effetto domino che probabilmente si verificherà, e se ne vedono i germogli nelle dichiarazioni di Rumsfeld, sarà relativo alla guerra e non certo alla democrazia. In termini più chiari, tutto questo vuol dire che se le cose vanno secondo i piani fatti ormai da qualche anno, gli USA si troveranno a combattere una guerra regionale, e non limitata all'Iraq.

Si tratta quindi di sostituire lo slogan "esportare la democrazia" con un altro, molto più realistico: "esportare la guerra". E, attenzione, non lo dico io ma lo cominciano a dire gli stessi neoconservatori. A titolo di esempio riporto un lungo articolo che vale la pena di leggere e di cui ho tradotto (al volo) la prima parte in italiano:

Per mesi si è detto agli americani che gli USA stanno facendo la guerra all'Iraq al fine di disarmare Saddam Hussein, rimuoverlo dal potere, eliminare le presunte riserve di armi di distruzione di massa e prevenire il fatto che Baghdad possa insidiare i suoi vicini o fornire aiuto a gruppi di terroristi.
In realtà i falchi dell'amministrazione Bush, specialmente i neoconservatori che hanno fornito l'impulso per la guerra, vedono il conflitto con l'Iraq come un mezzo per raggiungere ben altri scopi. La guerrà è un segnale, pianificato per creare gigantesche onde d'urto attraverso tutta la regione e in giro per il mondo, aprendo la strada a una nuova era imperiale americana. Inoltre, la guerra con l'Iraq probabilmente porterà gli USA ad assumere posizioni conflittuali con molti paesi del medio oriente.
[...] "Io penso che noi saremo obbligati a combattere una guerra regionale, che lo vogliamo o no", dice Michael Ledeen, un ex componente della national security e una figura chiave tra gli strateghi neoconservatori [...]

Ricettina anti disinformazione

Qui si parla di disinformazione, e di come riconoscerla facilmente. Le conclusioni sono semplici: la verità è specifica mentre le bugie sono sempre vaghe.

To conclude: Remember the following first rule of disinformation analysis: truth is specific, lie is vague. Always look for palpable details in reporting and if the picture is not in focus, there must be reasons for it.

Giovedì 3 Aprile 2003

Ancora su Peter Arnett

Dopo aver plurilicenziato Peter Arnett, adesso c'è qualcuno che lo vuole anche processare per tradimento. Siamo in pieno maccartismo.