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Lunedì 31 Marzo 2003Pesce d'aprileE questa è una presa per il culo strepitosa (mi è quasi andata di traverso la pajata mentre leggevo) :-) Che dire, bravi! 10, 100, 1000 Bin LadenEgyptian President Hosni Mubarak said on Monday the U.S.-led war on Iraq would produce "one hundred new bin Ladens," driving more Muslims to anti-Western militancy. Non ci vuole proprio una volpe per capirlo, dovrebbe essere un concetto alla portata perfino di Rumsfeld. Il blog di SaddamEra ora, finalmente Saddam Hussein ha un blog: Good news and bad news: The good news is that one of my missiles got through to Kuwait City and hit a shopping mall. The bad news is that I was aiming for the Target.... Get it? Aiming for the Target!! HA, HA, HA! Aggiornamento: anche Kim Jong II ne ha uno ;-) Peter Arnett licenziatoPeter Arnett rilascia un'intervista alla televisione irachena e dice che la guerra sta prendendo una brutta piega perchè i generali americani hanno grossolanamente sottostimato la determinazione dell'esercito nemico. La NBC non gradisce e lo licenzia. Nota bene: Arnett ha detto le stesse cose che sono state riportate da tutta la stampa americana e internazionale durante il weekend. Update, al NYT hanno deciso di far scrivere una specie di necrologio di Arnett da Walter Cronkite. Fossi in Peter mi darei una toccatina. Re George e i cattivi consiglieriSecondo BuzzFlash, il "Cartello Bush" sta utilizzando la guerra per altri scopi quali, ad esempio: 1) Create a new economic market (in colonial times called a "concession") for campaign contributors, who will then drop even more money in the GOP coffers. CNN, e sai cosa (non) vediRena Golden, executive vice-president e general manager della CNN International, dice chiaramente che la CNN ha manipolato le informazioni sulla guerra in Afghanistan. Altre fonti non "embedded"Ottima segnalazione di Massimo: Da una settimana seguo gli sviluppi della guerra su un sito russo (Venik Aviation). Il sito l'ho trovato segnalato da una mail a Jerry Pournelle. Inizialmente mi sembrava una bufala e non l'ho segnalato. Troppi dettagli, troppo ben informato, troppo "filo iracheno". Poi la credibilità è aumentata mano mano che le previsioni risultavano azzeccate (soprattutto il fatto che l'avanzata sarebbe stata interrotta, e lo è stata). Oggi lo sdoganamento decisivo, il sito è citato da kuro5hin e si fa sempre più fatica a raggiungerlo (segno di traffico intenso). Ultima difesa dell'arteFacendo un piccolo strappo alla regola, pubblico un intervento di Carolina Lio perchè mi sembra interessante (andatela a trovare qui): Automagici con Movable TypeCome aggregare automagicamente i vostri post su Blog Aggregator utilizzando Movable Type: Ingredienti:
Domenica 30 Marzo 2003Domenica inHo appena intercettato un siparietto gustosissimo sulla guerra a Domenica In. A parte il casino infernale, la parte più divertente è stata vedere Rossella incazzato. Gli si è perfino scompigliata la messa in piega (chissà se va da Michael come la Botteri) e sospetto che, nel calore della discussione, abbia anche risudato la crema idratante. Inviati di guerra
Sono soddisfazioniHo appena scoperto che Brodoprimordiale è quotato alla blog-borsa. Le mie azioni valgono ben $0,04 e ho perfino un azionista. La buffonata degli ispettoriHans Blix dice in un'intervista di aver avuto l'impressione che gli americani avessero deciso comunque di fare la guerra. Non c'è stata grande collaborazione con gli ispettori dell'ONU e anche le informazioni fornite dall'intelligence americana erano "mediocri". Nel frattempo, mentre gli americani facevano finta di credere nelle ispezioni e nell'ONU, nelle segrete stanze del Pentagono si studiava la guerra. E probabilmente si studiava come farla digerire all'opinione pubblica. Magari così. Sabato 29 Marzo 2003Ancora sulla propagandaIl Guardian fa le bucce all'informazione sulla guerra. E si scopre che una buona parte delle "notizie bomba" sparate dai media sono cazzate. Avrò capito maleMi sembrava di aver capito che i marines, nel tempo libero tra la ricerca delle famose armi di distruzione di massa e i bombardamenti chirurgici dei mercati, avrebbero anche dovuto sfamare gli straccioni iracheni. O era il contrario? Il blog di Gary HartGary Hart, il senatore democratico che si candidò alle presidenziali del 1988 (quelle in cui Bush sr. trombò Dukakis, che a sua volta aveva trombato Hart il quale, nel frattempo, si trombava Donna Rice) potrebbe riprovarci alle prossime. Intanto ha deciso di aprire un weblog. Venerdì 28 Marzo 2003Telecom Iraq MobileAltro che guerra, qui stanno pensando alla futura rete di telefonini. E non saranno GSM, si accettano solo tecnologie americane. Giovedì 27 Marzo 2003Grand Hotel GuantanamoUno dei 18 afghani rilasciati dal carcere di Guantanamo parla: ''The conditions were even better than our homes. We were given three meals a day -- eggs in the morning and meat twice a day; facilities to wash, and if we didn't wash, they'd wash us; and there was even entertainment with video games,'' said Sirajuddin, 24, a taxi driver from Kandahar, the birthplace of the Taliban. He said he was forcibly conscripted by the militia and captured by a notorious warlord, General Abdul Rashid Dostum, who ''sold us to the US.'' Before Kabul jail authorities told the men that they would be released, Sirajuddin said: ''The conditions here are worse than terrible. If we are to be imprisoned, I want to go back to Guantanamo,'' he said, banging on a table. E non ha raccontato che una volta alla settimana gli mandavano una cubana in branda, che aveva una cella dotata di Hi-Fi, lettore DVD, computer e aria condizionata e che, la sera, gli rifacevano il letto e lasciavano un cioccolatino sul cuscino. Per non parlare della colazione in cella. Quasi quasi ci vado anche io, un paio di settimane di vacanza a Guantanamo mi ci vogliono. Gli Stati Uniti creano l'U.S.U.N.WASHINGTON, DC—Frustrated with the United Nations' "consistent, blatant regard for the will of its 188 member nations," the U.S. announced Monday the formation of its own international governing body, the U.S.U.N. "I predict the U.S.U.N. will be extremely influential in world politics in the coming decades," Powell continued. "In fact, you can count on it." Continua su The Onion. Mercoledì 26 Marzo 2003Sarebbe un bel paese, se non fosse abitato dai francesiAvviso ai viaggiatori americani che intendono recarsi in Francia (riporto un pezzetto): The People: France has a population of 54 million people, most of whom drink and smoke a great deal, drive like lunatics, are dangerously oversexed, and have noconcept of standing patiently in line. The French people are in general gloomy, temperamental, proud, arrogant, aloof, and undisciplined; and those are their good points. Most French citizens are Roman Catholic, though you would hardly guess it from their behaviour. Many people are communists, and topless sunbathing is common. Men sometimes have girls' names like Marie, and they kiss each other when they hand out medals. American travellers are advised to travel in groups and to wear baseball caps and colourful trousers for easier mutual recognition. Ask Don RumsfeldUn dubbio che ti rode, una questione che ti accora? Chiedi a Rumsfeld. L'umiltà pagaAbbiamo fatto quello che volevamo, perchè era nel nostro interesse e perchè potevamo. Bell'articolo su The New Yorker. Sex Tips from Donald RumsfeldEcco qualcosa che farà contenti i fan di Donald Rumsfeld (si, ce ne sono): Dear Secretary Rumsfeld: My boyfriend sometimes likes to put on makeup and dress in women's underpants when we make love. Should I be worried? —Amanda Stein, St. Albans, Vermont Secretary Rumsfeld: I am not an expert in this area, but I will refer this question to General Tommy Franks and have him get back to you. Lunedì 24 Marzo 2003Al Jazeera in ingleseAl Jazeera (la tv quasi-terrorista, secondo il nostro ministro pompinofobo del minculpop) adesso ha un sito in inglese (via Boing Boing). C'è grande confusioneDicevo tempo fa che, pur essendo contrario a questa guerra, non mi piace la compagnia di certi pacifisti. Adesso, vedendo ottoemezzo, scopro di essere anche in compagnia di Jean-Marie Le Pen. C'è qualcosa che non torna, e la compagnia mi piace sempre meno. Oggi fritturaSul Foglio di oggi (si, dovevo fare i carciofi fritti) la mia foglista preferita, Guia Soncini, parla di Selvaggia Lucarelli. Varie ed eventualiCome Gianluca, anche io dimentico sempre di linkare Warnews. Aggiungo, tanto per rimanere in argomento, che il referendum in Cecenia sembra essere andato bene. Vedo inoltre che il nostro ministro del minculpop, che evidentemente non ce la faceva a tacere, suggerisce che la tv araba Al Jazeera sia contigua (anzi, "parallela") a Al Qaeda. SorpresaContrariamente alle mie previsioni quella bufala di "Gangs of New York" non ha preso nemmeno un Oscar. DisinformazioneMichel Chossudovsky ha scritto un paio di cose sull'argomento "disinformazione" che, senza condividerle al 100%, reputo comunque interessanti. Il primo pezzo si chiama "propaganda di guerra", e il secondo "come si costruisce un nemico". Gli iracheni "liberati" non sono tanto contentiAbbiamo visto tutti le immagini degli iracheni "liberati" che accolgono gioiosamente i "liberatori" anglo-americani, i soldati che danno da bere agli assetati e da mangiare agli affamati. Che bello, mi dicevo, guardando il vuoto informativo che va in onda in fotocopia sulla Rai, Cnn, Fox, Skynews, Euronews, BBC e tutte le altre reti. Che quadretto idilliaco. Forse però non è così, e qualche giornalista che non è embedded ce lo ricorda: Traveling unescorted into Safwan today, I got a far different picture. Rather than affection and appreciation, I saw a lot of hostility toward the coalition forces, the United States and President Bush. Some were even directed towards the media. (It was the first time I heard somebody refer to me as a "Satan.") To be sure, conversations with people on the street here begin relatively calmly. But the more they talked, the angrier they got. In part, much of their discontent stems from the unknown. In speaking with them, the newly-liberated Iraqis ask the same questions that seem to nag many outside Iraq. Why are you here in this country? Are you trying to take over? Are you going to take our country forever? Are the Israelis coming next? Are you here to steal our oil? When are you going to get out?
Altre dimissioniLa lettera di dimissioni di Mary Wright, diplomatica americana da 30 anni. Ne cito un pezzetto: There is no doubt that Saddam Hussein is a despicable dictator and has done incredible damage to the Iraqi people and others of the region. I totally support the international community’s demand that Saddam’s regime destroy weapons of mass destruction. However, I believe we should not use US military force without UNSC agreement to ensure compliance. In our press for military action now, we have created deep chasms in the international community and in important international organizations. Our policies have alienated many of our allies and created ill will in much of the world. (via Boing Boing) Il padre del soldatoUn soldato del 3rd Brigade Combat team ha un padre blogger (via The Command Post). I was reading thru MSNBC.com today trying to keep up with "latest developments" and clicked a link for a video from reporter Dana Lewis, the reporter "embedded" with his unit. I watched the video about the units frustration of sitting on the sidelines as the recipients of SCUD missile launches lobbed over the border from Iraq. After an interview with a soldier from his unit, the camera pans to those behind him in the bunker as they just got the "all clear", and there stood the punk, smoking a cigarette.... OPLAN 1003 VLa storia di come è stata concepita la guerra in Iraq, e di come doveva andare prima che tutti i piani fossero scombussolati all'ultimo momento, in un articolo di Bob Woodward per il Washington Post. PS: due buone fonti di notizie, Command Post e Agonist. Aggiornamento: vedo adesso che Repubblica.it ha l'articolo di Woodward tradotto in italiano. Domenica 23 Marzo 2003Ci leggono le mailGli strani affari di Richard Perle: This month, Italian intelligence became the latest clients of Autonomy Corporation, spending an undisclosed sum to install the company's Idol (intelligent data operating layer). This followed further $1m (£640,000) contracts last December with US intelligence agencies, including the defence intelligence agency (military intelligence), the secret service (which protects the president) and reportedly also the NSA (satellite intelligence) and FBI Si veda anche paferrobyday, che però non ha i permalink. Aggiornamento: paferrobyday ha i permalink, ben nascosti: ecco qui. The war machineNel caso vi servisse un portatile molto resistente. Presidente, un po' di lacca?La BBC ha mandato in onda immagini di Bush che si faceva fare la messa in piega qualche minuto prima di annunciare alla nazione l'inizio della guerra. Gli americani si sono (giustamente) incazzati. Ingegneria socialeGli Stati Uniti pensano che un periodo di occupazione dell'Iraq sia necessario per gettare le basi di una società "post-Saddam". Sfortunatamente, la storia dimostra che gli esperimenti di "ingegneria sociale" di questo tipo in genere non riescono. Almeno secondo un articolo del New York Times. Fra l'altro, sempre secondo il NYT, gli Usa saranno molto occupati a ricostruire l'Iraq, controllare la Corea del Nord e fronteggiare la disastrosa situazione economica interna: c'è il rischio concreto che si dimentichino in fretta della questione palestinese. E per finire in bellezza col NYT, questo lo dedichiamo a Camillo. Weblog di guerraCredo che questa sia la lista più completa di weblog che coprono la guerra in Iraq (via Scripting News). Sabato 22 Marzo 2003Il punto di vista araboRiporto integralmente (e senza autorizzazione) un interessante articolo preso da institute for war & peace reporting: Region Reacts to War Images of Iraqis welcoming US troops are matched by concern among neighbours, even in Israel, over the long-term impact of the war. By Julie Flint in London (ICR No. 06, 21-Mar-03) In Safwan, the first town captured by British and American forces on their march into southern Iraq, jubilant Shia Mulsims sang and danced, kissed their "liberators" and offered them food and water. They tore down posters of President Saddam Hussein and, jumping on them, cried: "Saddam, your days are numbered!" Iraqi Shias contacted by telephone in Baghdad as they waited for a third night of bombardment said they too were "very happy" at the news of the capture of Safwan. They hoped it would soon be the turn of Baghdad. Outside Baghdad, and outside the range of television cameras, it was impossible to gauge Iraqi reaction to the Anglo-American advance: while it was possible to contact the capital, there was no communication with other major Iraqi towns - either from Baghdad or from outside the country. In the Arab world, the Anglo-American war to change the regime in Iraq was more generally portrayed as the third great calamity of the century, comparable in its likely consequences with the collapse of the Ottoman Empire and the 1948 Arab-Israeli war. "Today, as then, we can point to three aspects of the process of change that is especially troubling from an Arab perspective," Lebanon's Daily Star newspaper said in a front-page editorial. "The major driving force for change comes from outside this region, the Arab people seem to have very little if any impact on the course of events that will define their future, and few if any people in this region have any idea of what is to come." Some, however, believe they do. They predict that US forces will have no trouble winning the war but will forfeit the peace, just as Israel did after its invasion of Lebanon. Indeed, the television footage of Iraqi Shias welcoming the Anglo-American force liberating them from Saddam was eerily reminiscent of the scenes of Lebanese Shias welcoming the Israelis who drove the Palestine Liberation Organisation out of Lebanon in 1982. Sheikh Naim Qassem, deputy secretary general of Lebanon's Hezbollah party, spoke for many in the Arab world when he told a seminar in Beirut the Iraq war was driven by Washington's regional ambitions to re-write the political map of the Middle East and, in so doing, to control its oil. "Iraq represents an essential key to unlock the potential Washington is pursuing," Qassem said. "The United States will easily win the war in Iraq because of its superior military arsenal. But it will lose the war, politically, socially and economically because of its unilateral action that is spurring resistance all around the world." The second US-led war in Iraq in 12 years drew unusual points of agreement between Arabs and Israelis. "Why Iraq? Why now? Why by war?" the daily Yediot Ahronot asked editorially. "After all, most of the world sees Saddam Hussein as someone who is not worth the effort, a washed-up dictator of limited powers who is no longer a threat to the welfare of the world, or its stability." The paper recalled Prime Minister Ariel Sharon's confident assertion that there was only a 1 per cent chance Israel would be come under attack. Yediot Ahronot said the massive cost and scope of the war would be justified only if Saddam Hussein's army collapsed "like a pack of cards", if the people of Baghdad welcomed the Anglo-American forces with "joy" and if weapons of mass destruction were quickly found. Otherwise, the paper said, "the credibility of the Bush administration will be mortally wounded, America will withdraw into a mood of soul searching, and the picture of American soldiers killing Arab soldiers to no good purpose will be everlastingly and shamefully etched in the national and religious consciousness of the Middle East." Julie Flint, a long-time correspondent from the Middle East and a former IWPR trustee, is coordinating editor of the Iraqi Crisis Report. Era deciso da un annoForse qualcuno ha visto in tv la conferenza stampa del generale Franks. A un certo punto, rispondendo ad un giornalista che chiedeva se, finora, c'erano stati imprevisti, il generale ha risposto: quando si passa un anno a pianificare un'operazione, è difficile che ci siano imprevisti (o qualcosa del genere, appena trovo il resoconto integrale lo posto). Quindi gli USA stavano pianificando questa guerra da un anno, questo la dice lunga sul ruolo dell'ONU, della comunità internazionale e balle varie. Quanta propagandaSoldati iracheni sparano ai propri ufficiali e poi si arrendono. I bombardamenti vanno avanti, ma i missili sono talmente intelligenti che, a volte, finiscono in Iran. Armi di distruzione di massa e missili vietati ancora niente ma, dice Franks, si troveranno di sicuro. Lo credo anche io, se proprio non ci sono ne faranno venire un po' dagli USA o da Israele. Aspettiamoci un bel servizio della CNN. Aggiornamento domenicale: ho sbagliato solo sul nome dell'emittente. Oggi Fox tv ha dato notizia della scoperta di un impianto per la produzione di armi chimiche. Dopo poche ore, la MSNBC ha rivelato che la notizia era falsa. Venerdì 21 Marzo 2003Pronti ad usare la bomba atomica?Spero che sia una cazzata, ma qui si dice che gli americani potrebbero utilizzare la bomba atomica nel conflitto in corso: The Russian news service RIA Novosti reported today General Leonid Ivashov, vice-president of the Academy of Geopolitical Problems, said on Tuesday that the US may be forced into using nuclear arms in Iraq and that the Bush administration had already deployed nuclear weapons to Kuwait. The news service reported his alleging that he had knowledge that in preparation for the US led invasion the US had deployed low-powered nuclear weapons, up to 5 kilotons each, to Kuwait. “Americans have recently stepped up studies of the use of low-powered nuclear ammunition, the fact that proves that they may well resort to nuclear arms in Iraq,” he said. Ivashov, a former official in the Russian Defense Ministry, warned that the Bush administration had painted itself into an international corner by committing itself to a swift decisive victory. To lose the war with Iraq would mean the end of the Bush administration. The US will therefore do everything to win. Moreover, the US army is allowed to use all available means to protect national interests," he said. Ivashov is a military leader from the Soviet era. He served as the Chief of General Affairs for the Soviet Ministry of Defense from 1988 until the fall of the Soviet Union when he joined the Commonwealth of Independent States (CIS) as Secretary of CIS Defense Ministry Council and head of the Main Directorate for International Military Cooperation of the Russian Ministry of Defense. Censori al lavoroI censori di Israele diffidano alcuni siti dal pubblicare notizie "sensitive" riguardo la guerra. Viva la libertà di stampa. Una guerra vomitevoleAlcuni dimostranti anti guerra di San Francisco si sono messi a vomitare sui marciapiedi e nella piazza antistante il Federal Building, per testimoniare che la guerra fa venire il vomito. Giovedì 20 Marzo 2003La sfiga ci vede benissimoThe first fatality of the U.S.-led war in Iraq was apparently a Jordanian taxi driver who stopped to make a telephone call in an Iraqi building Thursday and was killed in a U.S. missile strike. (via Associated Press RSS feed) Belligero ergo sumMi chiedevo: quando sarà finita la guerra, e i morti saranno sepolti, tutti gli invasati che vedo in giro come faranno col loro missiletto? Forse torneranno al viagra, oppure alle pippe (ma vuoi mettere una sana carneficina, quella si che stimola). Ma almeno avranno fatto il militare? E si ribelleranno mai al capufficio? Feed di guerra e non soloDato che i feed RSS vanno di moda, eccone uno dell'Associated Press dedicato alle notizie sulla guerra in corso. Sempre sui feed, date un'occhiata a BlogNews, il web-aggregator di GNUeconomy. Rettifica: BlogNews non è di Gianluca Neri ma del fratello. Il discorso di BushSul NYT il testo integrale del discorso di Bush alla nazione. Aggiornamento: ecco anche quello di Saddam. L'Iraq risponde con due missiliPare che l'Iraq abbia lanciato due missili a medio raggio contro le forze americane presenti sul fronte Kuwaitiano. La guerra vista dal mondoLe notizie della stampa internazionale sulla guerra. (via Salon, bisogna usare il free pass). Altre cose interessanti: la prima internet-war e la copertura offerta dai giornalisti indipendenti via internet. Mercoledì 19 Marzo 2003Per fatto personaleCome avrete notato, non ho mai citato la posizione del Papa a sostegno delle tesi di chi è contro la guerra in Iraq. Non lo faccio perchè trovo un po' ipocrita parlare di quello che dice il Papa solo quando fa comodo. Lo dico in primis per me stesso: sono sempre stato divorzista e abortista convinto, sono per la contraccezione ed il controllo delle nascite, estremamente a favore del sesso prima del matrimonio (anche durante e dopo) e ho perfino desiderato la donna d'altri, vado in chiesa solo per matrimoni e funerali e quando entro si sente sempre un vago odore di zolfo: non mi sembrerebbe carino attaccarmi a quello che dice il Papa, per una volta che ha ragione. PS: avrete notato anche che questo blog, originariamente concepito dal tenutario come contenitore di minchiate varie, negli ultimi giorni parla quasi solo della guerra in arrivo. Il suddetto tenutario, in questo periodo, non è nello spirito giusto per scrivere nulla di particolarmente divertente o leggero, pensate che voleva temporaneamente chiudere il blog, però poi ha deciso di no. Le minchiate torneranno quando ce le potremo permettere. Una guerra americanaBuon articolo sull'edizione inglese di Haaretz, ne traduco un passo: Entro il fine settimana, gli Stati Uniti (insieme con 40.000 truppe inglesi) lanceranno una guerra per abbattere il regime di Saddam. Sarà una guerra americana, e sembra che una vittoria militare americana costituirà solo la prima parte della campagna. Questa volta la guerra contro l'Iraq sarà condotta senza una coalizione internazionale (mentre si demolisce il ruolo dell'ONU), senza un fronte nord in Turchia e senza il supporto delle nazioni Arabe; ma con un alleato Inglese il cui atteggiamento è minacciato dall'opinione pubblica interna, con l'opinione pubblica mondiale contraria, con la pubblica opinione americana che è perlomeno divisa sull'opzione militare e con la buona possibilità di generare due guerre civili interne, parallele alla guerra con l'Iraq - tra fazioni irachene che si contenderanno il controllo del paese e tra la Turchia e i Curdi. Tra l'altro pare che gli americani lanceranno l'attacco subito dopo la scadenza dell'ultimatum, vale a dire dopo le due di questa notte. The Car's Too StrongMark Knopfler è andato a sbattere contro una Fiat Punto. Si è rotto un po' di ossa, ma non è grave. La Punto pare sia intatta. La dottrina BushHo letto un bel riassuntino della "dottrina Bush". Un po' pessimistico, e mancante di qualche punto, ma non lontano da quello che penso io. Altri commenti interessanti letti in questi giorni: Scott Rosemberg e naturalmente Paul Krugman. Comunicazione di servizioAnche questo blog, come altri, si è guadagnato un assiduo commentatore. Il nostro anonimo Franco o Gianni (che posta sempre dallo stesso IP di Xerox durante il giorno e di Telefonica la sera) è uno acuto, ci mette sempre in difficoltà con i suoi arguti argomenti, insomma porta un contributo fondamentale. Ripercorriamo per un attimo i contributi del nostro commentatore preferito negli ultimi giorni: Sei patetico. (questo era Gianni); Non sai proprio più che pesci pigliare, vero? (questo è Franco); Secondo me dovresti prendertele con più calma. Rischi di fare tu la figura che imputi agli altri. E poi mi dispiace ma nel caso specifico hai torto marcio. (Franco) Capirete che non posso tollerare che Franco o Gianni, con i suoi commenti intelligenti, metta in ombra le cose che scrivo io. Mi fa concorrenza, magari poi mi cala l'audience. Quindi da questo momento Franco o Gianni sparisce dal mio blog, e anche i suoi IP. Qualsiasi altro suo "contributo" futuro sarà cancellato. Questo non è un forum, con buona pace di Luca Sofri, ma un posto dove il 99% dei commenti sono comunque contributi utili ed intelligenti, anche se in disaccordo. Vorrei che rimanesse così, i cretini continuino a fare le scritte sui muri, ma non quelli di casa mia. PS: da oggi i commenti anonimi non sono più accettati dal sistema. UPDATE: si è scoperto che il commentatore dalla personalità multipla è in realtà il tenutario del fetido blog "1972"Seconde case (per falchi)Anche il mercato immobiliare si adegua al clima di guerra: cosa c'è di meglio al giorno d'oggi che comprare un ex sito missilistico? Certo che sottoterra deve essere un po' umido, ma vuoi mettere la soddisfazione quando inviti gli amici a cena? Se poi uno riesce a rimediare qualche missile vero, magari dai paesi dell'ex Russia, sai che botti a Capodanno. MediomanLeggo solo adesso l'intervista fatta da The Atlantic a Richard Brookhiser, un giornalista che ha passato qualche mese parlando con i collaboratori di Bush e i suoi conoscenti, analizzando le sue decisioni e i suoi trascorsi politici. Il tutto per scrivere un libro, "The Mind of George W. Bush", che uscirà ad aprile. Il ritratto di W non è confortante, malgrado il pezzo si sforzi di non essere troppo critico ne esce un Bush mediocre, ex beone e di ristrette vedute. Un buon organizzatore, ma con molti limiti. La conclusione banale è che il vero banco di prova sarà la gestione della guerra all'Iraq, se dovesse andar male Bush cadrà in disgrazia e sarà fatto fuori politicamente. Nel frattempo ci sarà stata un sacco di gente fatta fuori fisicamente, ma non è carino dirlo. Martedì 18 Marzo 2003Non è tempo di canzoniYoussou N'Dour cancella per protesta il suo tour in America. Falchi spennatiMi sono letto un paio di volte l'articolo citato da Camillo: Clinton continua a non sembrarmi un falco. In compenso la decisione di fare la guerra all'Iraq continua a sembrarmi una cazzata (adesso una cazzata illegale). Sull'illegalità di questa guerra, vedere anche la rassegna stampa postata da Merzlog. Editoriali fantasiosiSecondo Grist Magazine, l'amministrazione Bush non è credibile in Europa perchè se ne frega del clima e del protocollo di Kyoto. C'è confusioneIeri Frattini ribadiva l'importanza dell'ONU, oggi invece giudica la guerra unilaterale "legittima". Il ministro Giovanardi, invece, dice che il governo è con l'ONU. Berlusconi ha detto: "Un'azione militare al di fuori dell'Onu sarebbe un fatto nefasto, e credo che nessuno si prenderà una responsabilità così grave". Poi però ha apprezzato il vertice delle Azzorre, in cui qualcuno si è preso la grave responsabilità. C'è confusione. Rassegna stampa personaleUna rassegna stampa minore, cose che ho visto stamattina dopo aver letto la "grande stampa": The Nation, BuzzFlash, SmirkingChimp, Truthout, Counterpunch, Republicons, YellowTimes, Scalzi, Suckful. Lunedì 17 Marzo 2003Qualcosa non quadraHo letto prima questo (della serie "viva l'ONU"): Frattini ha ribadito il ruolo primario dell'Onu, "la via maestra", e ricordato come l'Italia sia "pronta a cooperare alla r |