header image
 

Non sono fighetto

Ricevo da Filippo Facci la mail che segue. E’ arrivata alle 10:08, e questo mina seriamente la mia tesi mezzogiornista:

“Buongiorno e scusate. Sono Filippo Facci, giornalista che sul vostro blog è

stato via via definito arrogante, narcisista, fighetto, aspirante esteta ed

effettivo estetista. Cìò, paradossalmente, a margine di un mio articolo per

cui pure si condivideva quanto avevo scritto. Non sto a controbattere sui

predetti aggettivi: da una parte perchè questo confermerebbe che li

meriterei, dall’altra perchè probabilmente non servirebbe. Invito a

riflettere, semmai, su un’altra cosa: se anche fosse vero ch’io non riesca a

a “scrivere un pezzo senza spandere merda su qualcun altro, preferibilmente

un suo collega della parrocchietta dei giornalisti”, è anche vero che

normalmente, ai giornalisti, si rimprovera giusto il contrario: di fare

gruppo e di non attaccarsi mai tra di loro. Se anche io fossi un esagerato,

dunque, chissà che tutto sommato la mia arrogante e trascurabile funzione

non possa risultare, infine, più utile che inutile. L’importante, credo, è

non ossequiarsi alle regole del cretinismo bipolare: tipo che io attacchi

solo certi giornalisti e mai altri. Non è così, e forse il mio vero tratto

narcisista (ma sincero) è proprio questo. Uno dei vostri lettori ha scritto

che è facile, per me, parlar bene di Ferrara che è il mio direttore:

anzitutto è falso (Ferrara non è mai stato il mio direttore) e in secondo

luogo - come non siete tenuti a sapere - nell’ultimo anno ho attaccato

Ferrara, anche molto duramente, in una misura assai maggiore di quanto

l’abbia difeso. Non è un merito nè un demerito: è semplicemente così. Mi sia

consentita, infine, un’ultima nota personale a cui tengo molto, e forse sarà

narcisismo anche questo: io non mi alzo tanto presto la mattina, in effetti;

tuttavia ho l’assoluta certezza di essermi meritato tutto quello che ho e di

aver semmai gettato al vento, forse ancora per narcisimo ma nondimeno per

fortissima dignità personale, opportunità straordinarie. Io non ho

cominciato blaterare nel giorno in cui mi hanno regalato uno scranno: sono

sempre stato così e ne ho sempre pagato duramente il prezzo, che ci crediate

o meno. La storia della mia vita (violini, crescendo) sono stracazzi miei,

ma se la conosceste vi sciacquereste la bocca prima di darmi del giovin

signore. Che la terra vi sia leggera”

~ by Carlo on 17 Dicembre 2002.

19 Responses to “Non sono fighetto”

  1. Sono io il lettore male informato. E’ vero ho confuso “il Foglio” con “il Giornale” (Luca perdonami). Direi che gli avevo fatto un favore.

  2. Comunque, Carlo, ti è andata bene: Facci per aver dato del fighetto a Biagi si è beccato una o più querele. Tu te la cavi con un augurio velato di morte prematura, che di questi tempi si lava con un giro di birra.

  3. Non mi sembrava un augurio velato di morte prematura ma, nel dubbio, mi tocco. Il reato di diffamazione non dovrebbe esistere in un paese civile, ed è ancora più ridicolo che un giornalista ne quereli un altro. Come al solito dagli USA prendiamo solo il peggio.

  4. A quanto mi risulta “Che la terra vi sia leggera” è un buon augurio solo per il titano Atlante e per i trapassati. Ma forse non conosco abbastanza il fighettese :-)

  5. who is mr facci? un altro signor giornalista che prende la paghetta da Il foglio con i soldi delle mie tasse? accipicchia….e viene qui’ su uno dei blog cult della rete italiana ad augurare brutte cose? accipicchia…non e’ mica bello

  6. Massimo, di solito non dici cazzate. Continua a stare attento. Facci non prende la paghetta da nessuno, come non la prendi tu. Si chiamano stipendi, a meno che uno non voglia fare il paraculetto con le parole: e Facci non è stipendiato dal Foglio. Scrive per il Giornale. Io, scrivo sul Foglio, e ne vengo pagato, se vuoi un esempio più congruo. Quindi, se proprio vuoi fare il saputello qualunquista, vedi di non fare errori che ti freghino la saputellaggine: con una formula tipo “i politici rubano tutti e i giornalisti sono tutti bugiardi” puoi andare più sul sicuro. E se hai dei problemi con il finanziamento pubblico all’informazione, chiedi ai tuoi parlamentari di abolirlo. A oggi, è legge, e non l’ha firmata Cirami.

  7. bah Luca, non si tratta di saputellagine….come ti ho detto ancora io credo che ricevere uno stipendio da giornali che nessuno compra e che vivono solo per l’esistenza di fenomeni di finanziamento pubblico vergognosi (come si chiama gia’ il movimento politico che paga il tuo stipendio? ne ho dimenticato il nome) dovrebbe suggerire qualche tentativo di autoanalisi….se non accade pazienza……se Facci di cui ignoro quasi completamente le gesta scrive su un giornale invece regolarmente inserito nel normale “mercato editoriale” il discorso ovviamente non va a lui riferito …a te magari si’….;) ….ed in ogni caso la sau lettera a carlo e’ di gusto assai cattivo…

    (ti metto la faccina per “paghetta” visto che l’ironia e’ sfuggita)….

    p.s. quanto ai parlamentari da attivare….bah…questa si’ che e ‘ una cazzata

  8. Però Luca, ad essere precisi fino in fondo, per accedere al finanziamento pubblico bisogna rispondere a ben precisi requisiti (uscita regolare in edicola per n anni, eccetera).

    E fin qua sono d’accordo.

    Quando invece andiamo sugli “organi di qualcosa”, e quando questo qualcosa è a quanto appare un’entità di comodo, qualche perplessità mi viene.

    Tu, sinceramente, che ne pensi del Movimento Convenzione per la giustizia?

    Qualche dettaglio si trova qua:

    http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=3596

    ma mi piacerebbe sentire un’altra campana.

  9. In effetti, per quanto possa dare fastidio, una legge c’è. Poi si potrebbe discutere all’infinito se l’uso che viene fatto di questa legge sia corretto (fatta la legge, trovato l’inganno). D’altra parte non me la sento nemmeno di prendermela con i giornalisti che lavorano per queste testate. Se ragionassimo in questa maniera, vuoi per un motivo vuoi per un altro, nessuno dovrebbe lavorare per una qualsiasi multinazionale, o per una compagnia petrolifera, o per una banca, ecc.

    Ho molto rispetto per le persone che hanno il coraggio di fare una scelta di tipo “morale”, ma non penso sia una scelta che è giusto pretendere da nessuno.

    Devo anche ringraziare Massimo che si è incazzato per il presunto anatema di Facci. Riepilogando: io lo ho preso per il culo, lui si è risentito e ha risposto, tutto qui. A parti inverse avrei fatto lo stesso (senza auguri). Eventuali intenti malevoli mi sono sfuggiti e, comunque, non sono superstizioso. E poi noi semplici amiamo essere sfanculati in chiaro e non in codice ;-)

  10. Scusate se abbasso il tono del discorso ma cosa vuol dire “che la terra vi sia leggera”? E poi a quanti deve essere leggera? E’ o non è augurio di morte? Fighettismo sì o fighettismo no? Finalmente un dibattito interresante in questa Italietta grigia. Spero di non aver offeso la sensibilità di nessuno 8-)

  11. non sono “addentro” nella discussione, in quanto non ho letto i commenti di cui si parla comunque mi pare che il tono sia (nonostante gli “stracazzi” che quando ci vogliono ci vogliono) abbastanza pacato.

    Qanto alla “terra” credo ci si riferisca al fatto che per ottenere buoni risultati da una semina la terra deve essere “leggera”.

    Cosa si intenda per “terra leggera” esattamente non saprei dirlo, ma sicuramente non era un augurio velato di morte! (poi domandatelo a lui!)

  12. per tagliare la testa al toro della citazione di Mr Facci che vedo scatena strane interpretazioni mi permetto una citazione. I latini dicevano: “siti tibi terra laevis et molliter ossa quiescat”

    che tradotto fa piu’ o meno “Che la terra sia leggera e le tue spoglie riposino dolcemente”

  13. la legge c’è, e ha senso. Poi può essere fatta male, e miglioriamola (lo fanno i parlamentari, di norma). Comunque non è niente di diverso dalle sovvenzioni ai teatri, o all’editoria, in punta di legittimazione: per rispondere all’obiezione sulle cose “che vivvono soltanto per l’esistenza di qualche finanziamento pubblico”.

    Ma siccome qui prevale il sostanzialismo sul formalismo, allora mi permetto di scendere sullo stesso terreno: il Foglio è un buon giornale, e io sono contento - astenersi battute, please - che possa essere pubblicato con i miei pochi poveri soldi.

  14. Vedo che pur accapigliandovi nei miei commenti, non mi si fila nessuno :-) Vabbè, vi dico lo stesso come la penso: che un giornale sia “buono” lo devono decidere i lettori. Se la gente non lo compra, il giornale chiude. Lo Stato pensasse ad occuparsi delle cose di cui si deve occupare, non dei giornali.

    Detto questo, e ribadito che per incartare la frittura è insuperabile, confesso che il Foglio lo leggo pure io.

  15. E comunque stiamo andando fuori tema, il topic del giorno è l’esegesi del Facci-pensiero: un’elegante chiosa o un più comune mortaccitua? Urge un’interpretazione autentica.

  16. Luca hai ragione (poi la pianto giuro) la legge c’e’ (che abbia senso e’ una espressione forte che ti lascio tutta)… c’e’ ed e’ gia’ stata migliorata, piu’ e piu’ volte negli ultimi anni a partire dal 96 quando il parlamento ha reso possibile che due deputati qualsiasi (anche un misero eurodeputato va bene) potessero inventarsi un movimento inesistente e intestargli un giornale ed in virtu’ di cio’ ricevere fondi pubblici (il foglio come sai ha preso 6 miliardi e 300 milioni solo nel 2001) ,la legge c’e’ ed e’ stata “migliorata” nel 98 quando un emendamento leghista (sai la padania non e’ che brulichi di lettori, anche peggio de Il foglio) ha fatto in modo che a marzo di ogni anno si incassi gia’ meta’ dei contributi, poi con un colpo moralizzatore di marca ulivista il numero di parlamentari minimo per organizzare il papocchio e’ salito a 10 nel 2001, ma chi gia’ godeva dei benefici mica li ha persi…..ora che tutto cio’ sia una vergogna (altro che una cosa sensata ) e’ una affermazione mi pare difficilmente scalfibile, come mi pare lampante anche che la qualita’ del prodotto editoriale che si produce con questo discorso del finanziamento c’entra nulla

  17. Ma perchè uno deve sforzarsi di argomentare su questo e su quello quando poi tutti gli altri si lanciano a discettare attorno una spettacolare cagata che ho scritto non so neanch’io perchè, questa roba della terra che vi sia leggera? E allora che vi sia pesante e non se ne parli più.

  18. Dopo l’affettuoso post dedicatogli, credo che il signor Facci abbia tutto il diritto di venire in “uno dei blog cult (leggi più fighi) della rete italiana” e replicare quello che vuole. Il malaugurio finale è letterariamente vecchio come il cucco, ma si vede che funziona ancora.

  19. beh! in effetti ora che la rileggo la mia “interprentazione” è alquanto campata in aria. Quanto al resto, il fatto che un giornalista non ci piaccia (per quello che scrive) non significa che bisogna qualificarlo gratuitamente per quello che fa nella sua vita privata o come è arrivato ad essere quello che è, o a che ora si sveglia la mattino…