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Martedì 14 Giugno 2005ContrordineAvevo promesso di non parlarne più, e invece mi smentisco subito. Stavo leggendo gli articoli dei giornali di oggi e noto la tendenza, più volte espressa, a giustificare il massiccio astensionismo sulla base di argomentazioni del tipo: “i quesiti erano lontani dai veri problemi della gente”, oppure “sono argomenti che non interessano, non riguardano la maggior parte delle persone” o anche “sono cose complicate”. Bene. Vediamo un po’: se si parla della ricerca sulle staminali (embrionali e non), leggo sul sito della campagna che, secondo il Rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco: “E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che… l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui”. 10 milioni di individui, mica male. Però sono cose che non interessano, non riguardano la gente, vero? Parliamo un po’ di sterilità: leggo che le coppie italiane con problemi di sterilità sono una su 5. Grazie alla fecondazione assistita in Italia sono nati più di 50 mila bambini. Una buona parte di questi bambini non sarebbero mai venuti al mondo con la legge approvata l’anno scorso dal Parlamento. Ovviamente sono argomenti che non interessano giusto? Eh si, sono lontani dai veri problemi della gente. Adesso, con la legge 40, per le coppie con problemi di sterilità lo scenario sarà il seguente: divieto di eterologa, obbligo di impianto di tutti gli embrioni (con rischi di gravidanze trigemellari, pericolose per la donna e per il feto), divieto di diagnostica pre-impianto, quindi approccio del tipo roulette russa, salvo poi abortire successivamente (una passeggiata, insomma). Inoltre chi è portatore di malattie genetiche non potrà servirsi delle tecniche esistenti per avere figli sani. Anche questi problemucci, suppongo, sono lontani dai veri problemi della gente. Sono troppo complicati da spiegare. La gente va al mare, la gente ha altri problemi. Di queste storie se ne devono occupare “altri”, mica noi. Ci sono gli esperti, no? Ci sono i politici. C’è il prete. Laviamocene le mani, tanto capita agli altri. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Listed below are links to weblogs that reference Contrordine:
» Pietre tombali (sui bambini che non nasceranno) from Network Games Tracked on 23.06.05 10:40
» Stanotte è notte di S. Giovanni from Network Games Tracked on 23.06.05 22:27 Commenti su: ContrordineQuesto è girare il coltello nella piaga. Commento di Gabriele, 14.06.05 14:29
Ma sì, che c’entra il popolo: questo è un problema da cardinale.. Ruini ha già indicato come vuole che sia cambiata la legge.. perché (sai com’è) sono tanti i cardinali che oggi come oggi fanno uso della fecondazione assistita… MAH! Commento di Ilnojoso, 14.06.05 14:30
Ho grossi dubbi che Ruini e la chiesa cattolica abbiano tutta questa presa. Certo la vittoria tattica è innegabile. Un certo bigottismo che aleggia e un attivismo e protagonismo del Vaticano, con a seguito chi lo cavalca anche. Mi sembra quindi più un caso di menefreghismo, egoismo sociale e disinteresse. E non di arruolamente nelle file della fede. Non che questo migliori le cose, ma è importante per capire quello che è successo e succederà alla luce di questa sconfitta. Ah, naturalmente nella decisione di non scegliere credo che abbia contato molto il percepire il problema come tutto di principio, di fede e di coscienza, quando invece era prepotentemente concreto. E in questo molto hanno concorso gli schematismi interessati dei prelati. Ma anche probabilmente degli errori da parte del fronte del Sì. ciao Commento di Antonio, 14.06.05 14:57
parole sante. Commento di psiko, 14.06.05 14:59
Dunque una coppia su cinque ha problemi di sterilità. Bene. Cioè, male. Ma come si spiega, dati referendari alla mano, che parecchie di queste coppie, toccate sul vivo da queste questioni, hanno ritenuto di non recarsi alle urne? E poi ciascun componente di queste coppie avrà genitori, fratelli e amici stretti al corrente del loro problema: se le metolodologie terapeutiche tuttora in uso, che hanno prodotto 30mila embrioni suprannumerari, fossero l’unica via percorribile, com’è che questo referendum non ha passato il quorum? Ne deduco che se gli astensionisti menefreghisti sono coglioni, questi - gli interessati e i familiari loro - lo sono al cubo. E ancora: tu sai benissimo che non c’è obbligo di impianto di tutti gli embrioni (testo della legge e regolamento attuativo, in merito, sono stati sviscerati fino alla noia in tutte le trasmissioni televisive nelle ultime due settimane). Sai anche molto bene, perché hai letto, hai ascoltato e ti sei informato senza ascoltare una sola campana (vero che l’hai fatto?), che ci sono pareri contrastanti sui protocolli medici fino ad ora più usati e che ci sono centri di fecondazione medicalmente assistita che asseriscono di sperimentare con analogo successo altre strade, senza ricorrere alla proliferazione di embrioni crioconservati. Sai anche che vale lo stesso dicorso per la ricerca sulle staminali. Gli stessi ricercatori che vi si dedicano ammettono, quando hanno l’onestà di non voler soltanto difendere un campo di studi che sta dando loro finanziamenti e stipendi, che questa è solo una delle strade percorribili, non certo l’unica. Ammettono che finora i soli risultati clinici apprezzabili vengono dalle staminali adulte, che le embrionali hanno uno sviluppo al momento ingovernabile, tant’è che la sperimentazione sugli animali ha per ora dato luogo a formazioni tumorali fulminanti. Non capisco dove ci porti affrontare queste questioni con la mannaia, cercando di impressionare la gente coi grandi numeri. O meglio, dove abbia portato voi che sembrate convinti lo sappiamo tutti: vi ha condotti a un flop. A parer mio, su questa sconfitta ha pesato molto il continuo insistere su scenari catastrofici, martellando la gente con un unico messaggio: siete in un vicolo cieco, la sterilità e le più terribili malattie vi assediano da ogni parte, e questa è l’unica via d’uscita. Un messaggio di fronte al quale l’inevitabile reazione psicologica è il rifiuto. Altro elemento a vostro detrimento, la sconfitta sul piano concettuale. E’ molto semplice: chi ha avversato il referendum ha sostenuto che l’embrione è vita umana in fieri. Voi a tutt’oggi non avete risposto alla domanda fondamentale. Quando ti sarà sbollita l’incazzatura spero che arriverai a concludere che ciò che ci divide è questo: lo statuto dell’embrione. Una questione che tu non affronti (perché allora dovresti dirmi che non è persona e allora io ti chiederei quando si palesa la persona e tu allora…), che per te è inessenziale, mentre per me/noi lo è. Continuare su questa falsariga, con l’esibizione retorica di lazzaretti e desertificazioni progressive, ci fa solo girare in tondo. Commento di Shangri-La, 14.06.05 15:03
Shangri-La, indipendentemente dal fatto se si consideri o no l’embrione una persona, tieni presente che in Italia esiste già una legislazione che ammette 1- sia l’uso della spirale, rende inadatto l’utero a fare attecchire l’eventuale embrione formatosi dopo il 5° giorno; 2- la “pillola del giorno dopo”, che provoca l’espulsione dell’embrione nel primissimo stadio. E comunque, sempre a proposito di pareri sullo stato degli esseri viventi, io sono convinto che Sì, gli astensionisti menefreghisti sono coglioni al cubo. Commento di Veleno, 14.06.05 16:04
No, sono molte di più le cose che ci dividono. La prima - e fondamentale - è l’uso strumentale dell’astensione. Facciamo finta, comunque, che tu abbia votato no (perchè la tua posizione è quella di chi sostiene il no) e che quindi si possa stare qui a discorrere: 1) all’interno della comunità scientifica più accreditata si pensa che l’uso delle cellule staminali - embrionali o adulte - possa contribuire significativamente alla cura di molte malattie. E’ autoevidente che si tratta di ricerca, cioè di una possibilità che deve essere ricercata. Se si impedisce la ricerca, non sapremo mai se dalle cellule staminali embrionali potranno in futuro venire cure rivoluzionarie. Magari no, magari invece si - si saprà solo consentendo la ricerca. E comunque è un falso problema, tanto la ricerca la fanno (e la faranno) altri. Poi, nel caso, ci cureremo all’estero (a pagamento). 2) Io non so bene perchè le persone direttamente o indirettamente interessate si siano astenute. Credo per ignoranza. Credo anche che molta gente avrà delle brutte sorprese in futuro. E comunque, se non ci fosse stato chi ha barato, adesso avremmo un’idea molto più chiara di quante erano le persone a favore, quante contro e quante astenute fisiologicamente o da spiaggia. 3) I bambini che sono nati con la fecondazione assistita sono fra noi, qui e adesso. Era meglio tutelare gli embrioni soprannumerari? Io non credo. 4) sui tre embrioni vedremo come sarà applicata la legge. 5) Comunque resta il divieto della diagnostica pre-impianto. Resta anche che ai portatori di malattie genetiche è praticamente vietato di avere figli sani. 6) hai perfettamente ragione, io non penso che l’embrione sia vita umana in fieri. Ma è del tutto inessenziale: anche qualora lo fosse, se dovessi scegliere io comunque sceglierei di tutelare la vita umana attuale. 7) per la legislazione italiana, perlomeno prima dell’introduzione della legge 40, l’embrione non era vita in fieri. Quindi o si rivede questa legge o si rivede quella sull’aborto (che poi è il vero bersaglio). Commento di Carlo, 14.06.05 16:26
L’importante è non diffondere false illusioni ad uso e consumo della politica, a danno delle persone che ralmente soffrono. Sarebbe gravissimo, e temo stia succedendo. Commento di CarLo Scaffale, 14.06.05 16:32
secondo me quello che appare evidente in modo clamoroso, al di là delle posizioni pro o contro (in cui non entro perché palesemente inattuali, benché io abbia poi votato 4 sì, del tutto consapevole di perdere e dell’inutilità del mio voto), è che a sinistra qualcuno non sa fare politica. Ma non sa proprio farla. Non parliamo dei radicali. E il discorso sul menefreghismo delle gggente è un buon sintomo di questa preoccupante, ma altrimenti evidente, incapacità. Commento di b.georg, 14.06.05 16:49
Leggo sul sito?….Leggo che le coppie?…ecco il problema è proprio lì. Commento di ferryblog, 14.06.05 17:01
La gente/popolo/popolino da 900 euro mensili, come la definisci tu, è come Tafazzi - con questa legge glielo hanno piantato saldamente in quel posto, caro ferryblog, ma loro ancora non se ne sono accorti. Perchè tutte le cose che non si possono fare in Italia da oggi in poi si faranno all’estero, a caro prezzo. Quindi avremo i cittadini di serie A, che faranno il loro bel figlio unico con l’inseminazione e la diagnosi pre-impianto all’estero, e quelli di serie B con tre gemelli oppure un infelice a seconda dell’esito della roulette russa italiana. Era tanto difficile da capire? Commento di Carlo, 14.06.05 17:33
Aggiungo: esattamente come la gente di serie A, quando non c’era la legge sull’aborto, andava nella clinica del famoso tizio e, pagando profumatamente, faceva quel che doveva fare, mentre la gente di serie B andava dalla mammana e moriva di emorragia interna. Oppure come quando la gente di serie A, quando non c’era il divorzio, pagava qualche centinaio di milioni e otteneva l’annullamento dalla sacra rota - e la gente di serie B si attaccava. Commento di Carlo, 14.06.05 17:51
E allora adattiamo le leggi a quello che possono permettersi i ricchi. Per esempio trafficare in droga, comprare armi, evadere le tasse. No? Commento di katherine, 14.06.05 18:14
Forse ti è sfuggito, o magari dormivi, ma il polo delle illibertà attualmente al governo sta facendo una cosa molto simile. Vado a memoria: abolizione imposta di successione Commento di Carlo, 14.06.05 18:46
Solo per dirvi che in fondo in fondo la Chiesa un certo ruolo l’ha giocato, non minimizzatelo. Nel mio paesino - ancora per poco - di 3500 anime e troppi animali (umani) mi hanno riferito che il prete ha dedicato tutte le prediche di domenica all’astensione. Il programma delle celebrazioni religiose, distribuito lo stesso giorno dei referendum, riportava sul retro il “perché non votare”. Commento di Gigi, 14.06.05 22:00
Shangri-La, L’ho già scritto altrove. Domenica, giorno di referendum, è nata F. Commento di Effe, 15.06.05 01:22
Shangri-La, se l’embrione è vita quand’è che abrogheremo la legge sull’aborto? No, perchè stante in questa maniera la situazione, non si capisce perchè gli embrioni di chi è in grado di produrseli da sè possono andarsi a far benedire e quelli di chi ha bisogno della provetta sono tutelati. Razzismo nei confronti delle procreazioni di origine pruriginosa? Perchè consentire esami diagnostici come villocentesi e amniocentesi? Quale profonda sensatezza ha non consentire il controllo dell’assenza di gravi malattie direttamente nell’embrione anche per chi potrebbe farlo prima dell’annidamento nell’utero e di 5 mesi di gravidanza? Non c’è l’obbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni? Per una donna ultra trentenne è praticamente un obbligo se si vuol avere qualche minima garanzia di successo. Ad ogni modo senza poter consentire la crioconservazione in caso di fallimento la donna deve sottoporsi nuovamente al prelievo di ovuli che, per tua informazione, non è esattamente piacevole come quello degli spermatozoi. Tutto questo è semplicemente surreale nell’ottica di chi ritiene aborto e aborto terapeutico (che non sono la stessa cosa) una realtà acquisita, perfettamente sensato in quella di chi ritiene l’aborto l’unica vera anomalia da eliminare al più presto. è evidente che chi si è astenuto, consapevolmente, posto di fronte all’alternativa e ragionevolmente informato non potrà che scegliere di sottoporsi alla fecondazione nella cattolicissima spagna, con la legge di Aznar. Salvo masochismo o entusiastica adesione al necessario “percorso della sofferenza” dei ciellini, chiaro. No? Commento di Gabriele, 15.06.05 05:37
Era facile da capire, ma è così difficile da capire che più che pensare ai figli futuri molti pensano a come far mangiare quelli attuali o come poter arrivare alla fine del mese? Commento di ferryblog, 15.06.05 09:10
ferry, perché vedi le due cose in alternativa? Commento di Effe, 15.06.05 09:32
Effe, E’ chiaro che la tua sugli anticoncezionali è una battuta, ma vedo che in giro c’è gente che ci crede davvero: mi sembra che però la differenza ontologica fra un ovulo, o uno spermatozoo, e un embrione sia evidente, e giocarci e far finta di non vederla mi sembra tanto disonestà intellettuale. Commento di AleRoots, 15.06.05 09:41
Io ho votato, come faccio sempre. Voto per rispetto di quegli anziani che domenica mattina erano al seggio con me, quelli che dicevano “io me lo ricordo com’era quando non si poteva”, voto per rispetto di tutti quelli che ancora oggi non possono farlo. Per questo la prossima volta che vedrò qualcuno di questi politici che si stanno congratulando con l’alto senso di responsabilità civile di chi si è astenuto, cercare di vendermi ancora la favoletta dell’esportazione di democrazia o inalberarsi per quegli “stati canaglia” che non hanno ancora lo strumento del voto, o commuoversi per le “libere” elezioni in Iraq, ecco, io chiedo che per decreto legge mi sia concesso di sputargli in un occhio. Detto questo, eravate liberi di astenervi e l’avete fatto, avete vinto, stravinto anzi. Ho come l’impressione che nei prossimi giorni il vostro non-voto sarà parecchio strumentalizzato, ma l’avete scelto, quindi affari vostri. Personalmente io sono piuttosto orgogliosa di quel timbro sulla tessera elettorale, sapevo di perdere ma ho giocato. Commento di Patrizia, 15.06.05 11:06
A me piacerebbe solo sapere QUANTI, poi, tra chi non ha votato, sarebbe davvero pronto a fare obiezione di coscienza se nel futuro si riuscisse a tradurre in cura le ricerca sulla staminali embrionali. Questi dieci milioni non avevano il DOVERE di andare a votare? Commento di Maria.jose, 15.06.05 11:22
Dieci milioni di possibili beneficiari delle cure che potrebbero seguire alla ricerca sulle cellule staminali… mi sembra un numero dalla significatività limitata. Commento di AleRoots, 15.06.05 11:28
AleRoots, chi ritiene l’aborto un omicidio (attenzione, le parole hanno un preciso significato), e quindi suppongo sia contrario non solo al ricorrervi personalmente, ma anche al fatto che una legge lo permetta, e non ha votato, o ha votato no al referendum, si trova in una posizione coerente. Commento di Effe, 15.06.05 11:31
Tutte queste considerazioni sono in parte condivisibili. Il problema è stato, a mio parere, che non era possibile pretendere che cinquanta milioni di italiani diventassero dei genetisti e/o degli esperti di bioetica. Il referendum è uno strumento davvero democratico e utile ma deve essere utilizzato su questioni diverse. Ad esempio su problematiche locali, territoriali, che riguardano da vicino le persone. Oppure a livello nazionale su grandi temi di facile comprensione. proporre ancora una volta lo strumento del referendum su questioni così complesse non fa altro che svuotare la portata del referendum stesso e, per fare informazione, si rischia di spettacolarizzare o rendere privo di senso il nocciolo della questione. Commento di kossino, 15.06.05 11:36
Per mera comodità e perché sono stufa di ripetermi: sottoscrivo in toto il commento di Patrizia. Commento di Fainberg, 15.06.05 11:41
Effe, Ritengo l’aborto un omicidio, e una legge che rende legale un omicidio mi sembra un abominio, essendo un atto che esula dalle libertà del singolo ma va a influire (togliendola) sulla vita di un altro (per questo non sono per nulla concorde con la diffusa accomunazione dei referendum su aborto e divorzio: nessun problema a rendere lecito il divorzio, ci mancherebbe, ognuno è padrone della propria vita, tutt’altro discorso è come dicevo il caso dell’aborto). Detto questo, e ribadendo che ne sono fermamente convinto, lo stesso però ascolto le ragioni di chi giustifica l’aborto, e non vivo con la testa sotto la sabbia: un “divieto di aborto” tout court rischierebbe di portare alla vita più danni che benefici (e, da quel posso leggere e conoscere, in passato lo ha fatto). Per cui mi trovo ad ammettere che un compromesso, doloroso, e che porta con sè dubbi laceranti e irrisolvibili, è forse necessario. (preciso, perché temo sia necessario, che tutte queste considerazione esulano dalle personali convinzioni (a)religiose, e chi etichetta chi ha dissentito dall’aprioristico “si si si si” come marionetta guidata dalla Chiesa non rende onore alla propria intelligenza) Commento di AleRoots, 15.06.05 11:45
Il parallelo e il sillogismo con l’aborto non reggono. L’interruzione di gravidanza è una dolorosa soluzione (non in discussione) che l’ordinamento ammette per ovviare ad una situazione accidentale o imprevedibile (malattie del feto), comunque non voluta. E’ una drastica soluzione per porre rimedio a situazioni potenzialmente pericolose. Le norme che regolano (non vietano) la fecondazione artificiale si prefiggono l’obiettivo di regolamentare una pratica volontaria, del tutto estranea alla sfera dell’ “imprevisto/imprevedibile”. Il fatto che l’ordinamento consenta una misura seppur dolorosa, non implica che debba procedere per rigide categorie, ignorando le differenze fra fattispecie dai presupposti eterogenei. Qualora si dovessero scoprire delle cure, sarà naturale una nuova riflessione sul tema: ciò non pregiudica la prudenza di chi, nel quadro di una via incerta come quella delle staminali (ancor più delle embrionali), non vuole sacrificare ciò che ritiene uno stadio della vita al pari di tutti gli altri per seguire un percorso potenzialmente cieco. (Sul punto ho commentato sopra). La disinformazione sulle staminali adulte (perfettamente impiegabili) ed il disinteresse per le cure al loro impiego legate, la dicono lunga sul reale coinvolgimento di molti sui temi della salute (che stanno a cuore a tutti), spesso alzati a pretesto per bagnarsi della luce della ribalta. Rimuovere il quorum sarebbe una sperequazione, oltre che un colpo ai meccanismi attraverso i quali si svolge la funzione legislativa: la legge si regge su un iter legislativo lungo e complesso, nel quale intervengono legislatore e figure garanti del rispetto della Costituzione. Mi sembra legittimo e fisiologico, che la legge parta da una posizione di “vantaggio”, incombendo l’onere di dimostrare una [forte] volontà diversa dell’elettorato: volontà che, va da se, se non si raggiunge il quorum, è evidentemente lungi dal sussistere. A meno di voler realmente far prevalere il peso di una minoranza su quello dell’iter legislativo sul quale la nostra democrazia si regge. Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 12:01
CarLo: Poi, a proposito di sperequazione, come non citare l’esempio USA, dove vota chi chiede di POTERLO fare, perché VUOLE farlo. Il Presidente in carica oggi è lì perché una piccola parte della popolazione americana ha scelto di votare, e una parte ancora minore di votare proprio Bush. Prevale dunque il peso di una minoranza non solo sulle sorti di un singolo paese, ma su quelle del resto del mondo, visto il ruolo degli Stati Uniti sul destino della Terra tutta. Alla faccia della sperequazione… Commento di Fainberg, 15.06.05 12:23
Temo, Carlo de Lo Scaffale, che il parallelo regga e reggerà eccome, per il Ruini-pensiero. Commento di Effe, 15.06.05 12:50
Pur constatando una bassa affluenza anche in occasione di elezioni, non penserei mai ad abolire il sistema elettorale. La via da perseguire è quella della sensibilizzazione, del coinvolgimento e dello sviluppo della coscienza sociale: tutti obiettivi che non si raggiungono con gli oltranzismi che ci sono tristemente familiari (non è un caso che l’astensionismo cresca in misura proporzionale al gratuito inasprimento dei toni ad ogni occasione di confronto). L’idea di chiedere l’iscrizione alle liste è aberrante, secondo il mio modo di intendere la democrazia, essendo il diritto (/dovere, nel caso delle elezioni) di voto una prerogativa che sorge automaticamente in capo ad ogni individuo. Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 13:09
Effe, qualora risultati già acquisiti dalla nostra democrazia dovessere essere messi in discussione (ma spero/credo di no), non dubito della prontezza di riflessi dell’elettorato italiano, meno sopito di quanto si pensi, se chiamato a pronunciarsi su questioni propriamente delineate. P.S.: mi ha fatto piacere leggere della piccola F. Ciao, Carlo. Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 13:42
(giusto per non cedere all’equivoco: F è figlia di cari amici). Carlo, argomenti in modo ragionevole, ma se leggi oggi i giornali, sono già pieni di dichiarazioni (vedi ad esempio Ronconi, se ricordo il nome, UdC) sulla falsariga di E adesso tocca alla 197. Commento di Effe, 15.06.05 14:46
Carlo Primordiale: Commento di Effe, 15.06.05 14:51
Rispondo a chi mi interpella sulla questione dell’aborto. Mesi fa, quando ho affrontato la questione in un post, ho detto chiaramente che per me l’aborto è la soppressione di un essere umano. Un omicidio, in sostanza, che la società Commento di Shangri-La, 15.06.05 14:56
Shangri-La, tutto ruota intorno al concetto di vita. Commento di Effe, 15.06.05 15:11
Mi chiedo quale sia il limen oltre il quale la “vita” trascolora in “persona” e chi sia in grado di tracciarne il solco. La contraddizione, qualora la si rinvenga, è talvolta tessuto linfatico della democrazia stessa, dove la mediazione fra interessi confliggenti può portare alla coesistenza (circostanziata) di antinomie. Commento di Carlo, 15.06.05 15:38
Mi scuso col patron del blog, ero io. Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 15:40
devo ancora ua precisazione. Commento di Effe, 15.06.05 15:57
Leggendo questi commenti, su molti dei quali mi trovo in completo e totale disaccordo, mi salta all’occhio una cosa, cioè che a Carlo / Scaffale “spiace” per i potenziali/mancati nuovi nati (e anche, suppongo, per i potenziali genitori che, suppongo ancora, sono da considerare meno meritevoli degli embrioni). Cioè, qui si sta parlando di cose che hanno un impatto deflagrante e potenzialmente distruttivo su vite reali di persone reali che soffrono realmente, non di grumi di cellule. Volevo inoltre ribadire che nessuno mi ha ancora risposto nel merito della diagnosi pre-impianto e del divieto di utilizzare le tecniche che sono oggi disponibili per evitare che persone affette da malattie genetiche diano alla luce figli ugualmente malati. Io, tanto per dire, ho un caro amico che è in questa condizione (e che andrà all’estero). Aggiungo che la spirale è un contraccettivo pensato specificamente per impedire l’insediarsi dell’ovulo fecondato. Non parliamo poi della pillola del giorno dopo. Devo desumere che sono vietati? Effe: i “teocon” sono tristemente noti da tempo (ovviamente, con un po’ di ritardo, noi importiamo). Sorvolo su “omicidio” che altrimenti mi si aggrava la gastrite. Commento di Carlo, 15.06.05 18:30
Non ne posso più di rifare la discussione sull’embrione. Che i poveretti che hanno perso le certezze assolute si tuffino nel relativismo vaticano. Contenti loro contenti tutti. Però lo facessero a spese loro. Commento di francesco, 15.06.05 19:41
Ho usato il termine “Spiace” esattamente come Effe ha detto “Dispiace”, credimi, volendo rappresentare un reale stato d’animo. Mi scuso se la forza evocativa del termine avrebbe potuto essere maggiore. Evidentemente le posizioni ponderate e non monocromatiche/dicotomiche finiscono per essere fraintese o stigmatizzate. Sorprende me che, nell’enorme mole di commenti a questo tuo post (e mi scuso se i miei sono stati oltremodo numerosi), l’attenzione del padrone di casa sia caduta su considerazioni di ordine “semantico”, di fronte a questioni che avrebbero meritato un altro livello di discussione. Ciao, Carlo. Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 23:48
Per quanto concerne la diagnosi pre-impianto, sono convintissimo che si tratti di un punto da rivedere AL PIU’ PRESTO, rappresentando la relativa disposizione una contraddizione sistematica di non poco conto, oltre a risultare in una pratica illogica nei confronti della donna e del nascituro. Come avrai notato, tuttavia, la formulazione dei quesiti (secondo me non impeccabile) accorpava questioni eterogenee sotto lo stesso punto, rendendo impossibile un voto disgiunto. Proprio in questo senso, l’astensione evita di consentire, attraverso un Sì, pratiche che vanno ben oltre la sacrosanta diagnosi pre-impianto o, attraverso un No, che la legge divenga pressochè inamovibile. Commento di CarLo Scaffale, 16.06.05 00:03
A me non sembra una questione di ordine semantico; “mi addolora (placet?) che le possibilità di divenire genitori possano diminuire in nome di una regolamentazione che, comunque, ritengo necessaria”. Il succo è tutto in questa frase. Io l’avrei scritta invece così: mi ripugna che le possibilità di divenire genitori possano diminuire in nome di una regolamentazione che ritengo crudele, oscurantista, inopportuna, barbara e tecnicamente sbagliata. In più, non vedo alcun motivo per tutelare un mucchietto di cellule se questo deve andare a detrimento della vita attuale di persone attuali. Preferisco tutelare una coppia di genitori sterili, o un malato di fibrosi cistica. Pensavo che fosse una cosa ovvia, ma evidentemente non è così. Commento di Carlo, 16.06.05 08:45
Poi, scusami, ma l’idea che con l’astensione “si inoltra un messaggio al legislatore, evidenziando la non totale condivisione della legge” è una pia illusione tua personale. Basta leggere i giornali per vedere come il “legislatore” e il vaticano (ma forse i due soggetti coincidono) stanno sfruttando la cosa per motivi di bassa cucina politica. Commento di Carlo, 16.06.05 08:56
Scusa, ma la frase che hai suggerito riflette una tua visione: prendo atto del fatto che avresti scritto altrimenti, ma quei toni non mi appartengono, essendo abituato ad evitare di leggere i fatti in bianco e nero. La “pia illusione” non è frutto della mia verve creativa, ma del diritto costituzionale. Non vedo in che misura i fatti riportati nei giornali dovrebbero intaccare la ragion d’essere di alcuni istituti. Il fatto che l’astensione spesso (questa non è la prima volta, qualcuno che ora si scandalizza l’ha già fatto, se ben ricordo, e le pagine web sono ancora lì) venga praticata su basi statistiche, è un discorso a sé stante. Semplicemente, qualora non si condividano le ragioni del referendum [così come formulate], ma non si condivida la legge oggetto dello stesso, si opta per l’astensione. I calcoli esterni a questa logica sono estranei, appunto, al discorso che sto facendo. Che poi puntualmente vi sia chi(non lo fa certo il Vaticano, che comunque ha tutto il diritto di esprimere una sua non vincolante opinione) vorrebbe cavalcare il risultato elettorale per parlare di ritorni al passato con improbabili e anacronistiche abrogazioni alle quali, sono convinto, l’elettorato reagirebbe con prontezza, è fuor di dubbio. Credo di aver esposto con ragionevole chiarezza la mia (penso ponderata) posizione. Commento di CarLo Scaffale, 16.06.05 11:34
Ciao. Molto bello il post. Posso invitarti a leggere il mio argomentare sul tema? Guido Commento di Guido Allegrezza, 18.06.05 20:22
N°1 MENTRE NON SI FANNO TROPPE STIME SULLA RICERCA DELLE STAMINALI ADULTE PERCHé LE GRANDI MULTINAZIONALI NON INVESTONO SU QUESTO TIPO DI RICERCA. N°2 N°3 N°4 N°5 N°6 SE QUESTI NON LI VENGONO RICONOSCIUTI LA PAGHERETE CARA VOI CHE SIETE I RESPONSABILI STANNE CERTO UN GIORNO O L’ALTRO LA PAGHERANNO CARA. LA TERRA E LA NATURA CHI NEGHERà CHE NON è NOSTRA PROPRIETà MA CI è STATA AFIDATA? Commento di mandri, 27.06.05 02:13
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| Brodo Primordiale non è una pubblicazione, non è
periodico, e viene aggiornato quando mi pare, se mi gira bene e se ho tempo.
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