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Martedì 14 Giugno 2005

Contrordine

Avevo promesso di non parlarne più, e invece mi smentisco subito. Stavo leggendo gli articoli dei giornali di oggi e noto la tendenza, più volte espressa, a giustificare il massiccio astensionismo sulla base di argomentazioni del tipo: “i quesiti erano lontani dai veri problemi della gente”, oppure “sono argomenti che non interessano, non riguardano la maggior parte delle persone” o anche “sono cose complicate”.

Bene. Vediamo un po’: se si parla della ricerca sulle staminali (embrionali e non), leggo sul sito della campagna che, secondo il Rapporto stilato dalla commissione di studio nominata nel 2000 dal ministro Umberto Veronesi e presieduta dal premio Nobel Renato Dulbecco:

“E’ possibile stimare, sebbene in via del tutto preliminare, che… l’utilizzo di cellule staminali di varia origine possa portare a sviluppare metodiche cliniche per il trattamento di un numero di pazienti che, comprendendo le patologie di origine cardiovascolare, si avvicina ai 10 milioni di individui”.

10 milioni di individui, mica male. Però sono cose che non interessano, non riguardano la gente, vero?

Parliamo un po’ di sterilità: leggo che le coppie italiane con problemi di sterilità sono una su 5. Grazie alla fecondazione assistita in Italia sono nati più di 50 mila bambini. Una buona parte di questi bambini non sarebbero mai venuti al mondo con la legge approvata l’anno scorso dal Parlamento. Ovviamente sono argomenti che non interessano giusto? Eh si, sono lontani dai veri problemi della gente.

Adesso, con la legge 40, per le coppie con problemi di sterilità lo scenario sarà il seguente: divieto di eterologa, obbligo di impianto di tutti gli embrioni (con rischi di gravidanze trigemellari, pericolose per la donna e per il feto), divieto di diagnostica pre-impianto, quindi approccio del tipo roulette russa, salvo poi abortire successivamente (una passeggiata, insomma). Inoltre chi è portatore di malattie genetiche non potrà servirsi delle tecniche esistenti per avere figli sani.

Anche questi problemucci, suppongo, sono lontani dai veri problemi della gente. Sono troppo complicati da spiegare. La gente va al mare, la gente ha altri problemi. Di queste storie se ne devono occupare “altri”, mica noi. Ci sono gli esperti, no? Ci sono i politici. C’è il prete.

Laviamocene le mani, tanto capita agli altri.

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Commenti su: Contrordine

Questo è girare il coltello nella piaga.

Commento di Gabriele, 14.06.05 14:29

Ma sì, che c’entra il popolo: questo è un problema da cardinale.. Ruini ha già indicato come vuole che sia cambiata la legge.. perché (sai com’è) sono tanti i cardinali che oggi come oggi fanno uso della fecondazione assistita… MAH!

Commento di Ilnojoso, 14.06.05 14:30

Ho grossi dubbi che Ruini e la chiesa cattolica abbiano tutta questa presa. Certo la vittoria tattica è innegabile. Un certo bigottismo che aleggia e un attivismo e protagonismo del Vaticano, con a seguito chi lo cavalca anche.
Ma mi sembra anche una chiesa che offre magre certezze e tradisce a sua volta profonda incertezza.
Tant’è che il loro contributo determinante sull’esito del referendum è stato più volto a far naufragare il dibattito che a rivendicare una posizione.

Mi sembra quindi più un caso di menefreghismo, egoismo sociale e disinteresse. E non di arruolamente nelle file della fede. Non che questo migliori le cose, ma è importante per capire quello che è successo e succederà alla luce di questa sconfitta.

Ah, naturalmente nella decisione di non scegliere credo che abbia contato molto il percepire il problema come tutto di principio, di fede e di coscienza, quando invece era prepotentemente concreto. E in questo molto hanno concorso gli schematismi interessati dei prelati. Ma anche probabilmente degli errori da parte del fronte del Sì.

ciao

Commento di Antonio, 14.06.05 14:57

parole sante.

Commento di psiko, 14.06.05 14:59

Dunque una coppia su cinque ha problemi di sterilità. Bene. Cioè, male. Ma come si spiega, dati referendari alla mano, che parecchie di queste coppie, toccate sul vivo da queste questioni, hanno ritenuto di non recarsi alle urne? E poi ciascun componente di queste coppie avrà genitori, fratelli e amici stretti al corrente del loro problema: se le metolodologie terapeutiche tuttora in uso, che hanno prodotto 30mila embrioni suprannumerari, fossero l’unica via percorribile, com’è che questo referendum non ha passato il quorum? Ne deduco che se gli astensionisti menefreghisti sono coglioni, questi - gli interessati e i familiari loro - lo sono al cubo. E ancora: tu sai benissimo che non c’è obbligo di impianto di tutti gli embrioni (testo della legge e regolamento attuativo, in merito, sono stati sviscerati fino alla noia in tutte le trasmissioni televisive nelle ultime due settimane). Sai anche molto bene, perché hai letto, hai ascoltato e ti sei informato senza ascoltare una sola campana (vero che l’hai fatto?), che ci sono pareri contrastanti sui protocolli medici fino ad ora più usati e che ci sono centri di fecondazione medicalmente assistita che asseriscono di sperimentare con analogo successo altre strade, senza ricorrere alla proliferazione di embrioni crioconservati. Sai anche che vale lo stesso dicorso per la ricerca sulle staminali. Gli stessi ricercatori che vi si dedicano ammettono, quando hanno l’onestà di non voler soltanto difendere un campo di studi che sta dando loro finanziamenti e stipendi, che questa è solo una delle strade percorribili, non certo l’unica. Ammettono che finora i soli risultati clinici apprezzabili vengono dalle staminali adulte, che le embrionali hanno uno sviluppo al momento ingovernabile, tant’è che la sperimentazione sugli animali ha per ora dato luogo a formazioni tumorali fulminanti. Non capisco dove ci porti affrontare queste questioni con la mannaia, cercando di impressionare la gente coi grandi numeri. O meglio, dove abbia portato voi che sembrate convinti lo sappiamo tutti: vi ha condotti a un flop. A parer mio, su questa sconfitta ha pesato molto il continuo insistere su scenari catastrofici, martellando la gente con un unico messaggio: siete in un vicolo cieco, la sterilità e le più terribili malattie vi assediano da ogni parte, e questa è l’unica via d’uscita. Un messaggio di fronte al quale l’inevitabile reazione psicologica è il rifiuto. Altro elemento a vostro detrimento, la sconfitta sul piano concettuale. E’ molto semplice: chi ha avversato il referendum ha sostenuto che l’embrione è vita umana in fieri. Voi a tutt’oggi non avete risposto alla domanda fondamentale. Quando ti sarà sbollita l’incazzatura spero che arriverai a concludere che ciò che ci divide è questo: lo statuto dell’embrione. Una questione che tu non affronti (perché allora dovresti dirmi che non è persona e allora io ti chiederei quando si palesa la persona e tu allora…), che per te è inessenziale, mentre per me/noi lo è. Continuare su questa falsariga, con l’esibizione retorica di lazzaretti e desertificazioni progressive, ci fa solo girare in tondo.

Commento di Shangri-La, 14.06.05 15:03

Shangri-La, indipendentemente dal fatto se si consideri o no l’embrione una persona, tieni presente che in Italia esiste già una legislazione che ammette 1- sia l’uso della spirale, rende inadatto l’utero a fare attecchire l’eventuale embrione formatosi dopo il 5° giorno; 2- la “pillola del giorno dopo”, che provoca l’espulsione dell’embrione nel primissimo stadio.
Detto questo, come si vede, non stiamo più discutendo sullo statuto dell’embrione, in quanto è assodato che secondo le leggi italiane lo stesso non è considerato “vita”.
A seguito del risultato del referendum (in particolare della scheda grigia) si viene a creare un mostro giuridico, una contraddizione con le precedenti leggi.

E comunque, sempre a proposito di pareri sullo stato degli esseri viventi, io sono convinto che Sì, gli astensionisti menefreghisti sono coglioni al cubo.

Commento di Veleno, 14.06.05 16:04

No, sono molte di più le cose che ci dividono. La prima - e fondamentale - è l’uso strumentale dell’astensione. Facciamo finta, comunque, che tu abbia votato no (perchè la tua posizione è quella di chi sostiene il no) e che quindi si possa stare qui a discorrere:

1) all’interno della comunità scientifica più accreditata si pensa che l’uso delle cellule staminali - embrionali o adulte - possa contribuire significativamente alla cura di molte malattie. E’ autoevidente che si tratta di ricerca, cioè di una possibilità che deve essere ricercata. Se si impedisce la ricerca, non sapremo mai se dalle cellule staminali embrionali potranno in futuro venire cure rivoluzionarie. Magari no, magari invece si - si saprà solo consentendo la ricerca. E comunque è un falso problema, tanto la ricerca la fanno (e la faranno) altri. Poi, nel caso, ci cureremo all’estero (a pagamento).

2) Io non so bene perchè le persone direttamente o indirettamente interessate si siano astenute. Credo per ignoranza. Credo anche che molta gente avrà delle brutte sorprese in futuro. E comunque, se non ci fosse stato chi ha barato, adesso avremmo un’idea molto più chiara di quante erano le persone a favore, quante contro e quante astenute fisiologicamente o da spiaggia.

3) I bambini che sono nati con la fecondazione assistita sono fra noi, qui e adesso. Era meglio tutelare gli embrioni soprannumerari? Io non credo.

4) sui tre embrioni vedremo come sarà applicata la legge.

5) Comunque resta il divieto della diagnostica pre-impianto. Resta anche che ai portatori di malattie genetiche è praticamente vietato di avere figli sani.

6) hai perfettamente ragione, io non penso che l’embrione sia vita umana in fieri. Ma è del tutto inessenziale: anche qualora lo fosse, se dovessi scegliere io comunque sceglierei di tutelare la vita umana attuale.

7) per la legislazione italiana, perlomeno prima dell’introduzione della legge 40, l’embrione non era vita in fieri. Quindi o si rivede questa legge o si rivede quella sull’aborto (che poi è il vero bersaglio).

Commento di Carlo, 14.06.05 16:26

L’importante è non diffondere false illusioni ad uso e consumo della politica, a danno delle persone che ralmente soffrono. Sarebbe gravissimo, e temo stia succedendo.
Dai toni “ricattatori” (mi si passi, con riserva, l’aggettivo) usati nel pre referendum, l’immagine trasmessa è quella di uno stato della tecnica che, all’indomani della vittoria del Sì, consentirebbe di curare le più gravi malattie. Sulle cellule staminali (e quelle embrionali in particolare) si è ancora allo stadio di “supposizione”: gli stessi scienziati ammettono che non è possibile stabilire se questa via porterà mai a un qualsivoglia risultato. Allo stato si hanno delle gravi difficoltà a governare gli esiti oncogeni dell’impiego delle staminali. Ulteriore ricerca (perfettamente possibile con le adulte) potrà far luce sulle reali potenzialità di questa via aprendo, eventualmente e secondo criteri precisi, alle embrionali o ad altre categorie. E’ comprensibile che chi legittimamente attribuisce dignità di vita umana all’embrione non sia proclive a renderlo oggetto di una ricerca potenzialmente infruttuosa.
Mi sorprende poi che non si ponga l’accento sugli enormi interessi economici in gioco, in un settore in cui le altrimenti bistrattate multinazionali giocano la parte del leone.
Quanto all’astensionismo, può essere dettato dai più disparati motivi (non solo matematico-opportunistici), non ultimo quello di non riconoscersi nelle ragioni del Sì (formulate, attraverso i quesiti, in maniera non impeccabile) né nella Legge 40: votare No non renderebbe giustizia a questa posizione, indicando, al contrario, che la legge non deve essere toccata.

Commento di CarLo Scaffale, 14.06.05 16:32

secondo me quello che appare evidente in modo clamoroso, al di là delle posizioni pro o contro (in cui non entro perché palesemente inattuali, benché io abbia poi votato 4 sì, del tutto consapevole di perdere e dell’inutilità del mio voto), è che a sinistra qualcuno non sa fare politica. Ma non sa proprio farla. Non parliamo dei radicali. E il discorso sul menefreghismo delle gggente è un buon sintomo di questa preoccupante, ma altrimenti evidente, incapacità.
Ripeto, non è in questione il merito o le opinioni. E’ in questione il saper fare o meno il proprio mestiere.

Commento di b.georg, 14.06.05 16:49

Leggo sul sito?….Leggo che le coppie?…ecco il problema è proprio lì.
Invece di leggere prova ad andare in mezzo alla gente/popolo/popolino o come lo si vuol chiamare e spiegare ad un disoccupato, lavoratore in nero, ambulante, pensionato minimo, precario con famiglia a carico, emigrante ad 900€ mensili con famiglia a 600 km che questi sono i suoi problemi principali, poi ne riparliamo.
Bisogna finirla di fare i radical chic e riavvicinarsi alle periferie fisiche e metaforiche che ci circondano.

Commento di ferryblog, 14.06.05 17:01

La gente/popolo/popolino da 900 euro mensili, come la definisci tu, è come Tafazzi - con questa legge glielo hanno piantato saldamente in quel posto, caro ferryblog, ma loro ancora non se ne sono accorti. Perchè tutte le cose che non si possono fare in Italia da oggi in poi si faranno all’estero, a caro prezzo. Quindi avremo i cittadini di serie A, che faranno il loro bel figlio unico con l’inseminazione e la diagnosi pre-impianto all’estero, e quelli di serie B con tre gemelli oppure un infelice a seconda dell’esito della roulette russa italiana. Era tanto difficile da capire?

Commento di Carlo, 14.06.05 17:33

Aggiungo: esattamente come la gente di serie A, quando non c’era la legge sull’aborto, andava nella clinica del famoso tizio e, pagando profumatamente, faceva quel che doveva fare, mentre la gente di serie B andava dalla mammana e moriva di emorragia interna. Oppure come quando la gente di serie A, quando non c’era il divorzio, pagava qualche centinaio di milioni e otteneva l’annullamento dalla sacra rota - e la gente di serie B si attaccava.

Commento di Carlo, 14.06.05 17:51

E allora adattiamo le leggi a quello che possono permettersi i ricchi. Per esempio trafficare in droga, comprare armi, evadere le tasse. No?

Commento di katherine, 14.06.05 18:14

Forse ti è sfuggito, o magari dormivi, ma il polo delle illibertà attualmente al governo sta facendo una cosa molto simile. Vado a memoria:

abolizione imposta di successione
rogatorie internazionali
depenalizzazione falso in bilancio
immunità parlamentare
sanatoria per i capitali illegalmente all’estero (scudo fiscale)
soldi pubblici alle scuole private
legge Cirami
falsa riduzione dell’irpef per le fasce a basso reddito
tentativo di normalizzazione della magistratura
concentrazione della proprietà dei media senza precedenti
legge sulla fecondazione assistita
legge bossi-fini
inasprimento repressione droghe leggere
(continua)

Commento di Carlo, 14.06.05 18:46

Solo per dirvi che in fondo in fondo la Chiesa un certo ruolo l’ha giocato, non minimizzatelo. Nel mio paesino - ancora per poco - di 3500 anime e troppi animali (umani) mi hanno riferito che il prete ha dedicato tutte le prediche di domenica all’astensione. Il programma delle celebrazioni religiose, distribuito lo stesso giorno dei referendum, riportava sul retro il “perché non votare”.
Nella cittadina vicina - e siamo già a 18000 abitanti - i preti si sono adoperati da settimane a fermare anziani e fedeli per convincerli. Secondo me non va sottovalutato questo posizionamento in trincea della Chiesa, soprattutto per chi, come me, è agnostico o per chi magari è pure credente-ateo.

Commento di Gigi, 14.06.05 22:00

Shangri-La,
credo che il tuo ragionamento debba necessariamente portare - altrimenti sarebbe incoerente - alla conclusione che, se l’embrione è vita, allora l’aborto è omicidio, con tutto quel che ne deriva (e anche gli anticoncezionali, invero, non li vedrei troppo di buon occhio)
Mi sembra una china pericolosa, ma magari tu hai buoni freni.

L’ho già scritto altrove. Domenica, giorno di referendum, è nata F.
F. ha occhi seri e guance tonde. Piange, si stira, fa strane smorfie, succhia il latte e dorme serena.
F è nata grazie alla fecondazione artificiale.
Se, quando le tecniche di fecondazione hanno creato i presupposti per la sua nascita, fosse stata in vigore la legge 40, con i suoi limiti sugli embrioni, F non sarebbe nata.
Non ci sarebbe, semplicemente.
Invece c’è, e mi dispiace per quelli che non verranno dopo di lei.

Commento di Effe, 15.06.05 01:22

Shangri-La, se l’embrione è vita quand’è che abrogheremo la legge sull’aborto?

No, perchè stante in questa maniera la situazione, non si capisce perchè gli embrioni di chi è in grado di produrseli da sè possono andarsi a far benedire e quelli di chi ha bisogno della provetta sono tutelati. Razzismo nei confronti delle procreazioni di origine pruriginosa?

Perchè consentire esami diagnostici come villocentesi e amniocentesi? Quale profonda sensatezza ha non consentire il controllo dell’assenza di gravi malattie direttamente nell’embrione anche per chi potrebbe farlo prima dell’annidamento nell’utero e di 5 mesi di gravidanza?

Non c’è l’obbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni? Per una donna ultra trentenne è praticamente un obbligo se si vuol avere qualche minima garanzia di successo.

Ad ogni modo senza poter consentire la crioconservazione in caso di fallimento la donna deve sottoporsi nuovamente al prelievo di ovuli che, per tua informazione, non è esattamente piacevole come quello degli spermatozoi.

Tutto questo è semplicemente surreale nell’ottica di chi ritiene aborto e aborto terapeutico (che non sono la stessa cosa) una realtà acquisita, perfettamente sensato in quella di chi ritiene l’aborto l’unica vera anomalia da eliminare al più presto.

è evidente che chi si è astenuto, consapevolmente, posto di fronte all’alternativa e ragionevolmente informato non potrà che scegliere di sottoporsi alla fecondazione nella cattolicissima spagna, con la legge di Aznar.

Salvo masochismo o entusiastica adesione al necessario “percorso della sofferenza” dei ciellini, chiaro. No?

Commento di Gabriele, 15.06.05 05:37

Era facile da capire, ma è così difficile da capire che più che pensare ai figli futuri molti pensano a come far mangiare quelli attuali o come poter arrivare alla fine del mese?

Commento di ferryblog, 15.06.05 09:10

ferry, perché vedi le due cose in alternativa?

Commento di Effe, 15.06.05 09:32

Effe,
l’aborto è un omicidio, come altro lo definiresti? Lo si consente scegliendo il minore dei mali, ma è importante non dimenticare quello che si sta facendo.

E’ chiaro che la tua sugli anticoncezionali è una battuta, ma vedo che in giro c’è gente che ci crede davvero: mi sembra che però la differenza ontologica fra un ovulo, o uno spermatozoo, e un embrione sia evidente, e giocarci e far finta di non vederla mi sembra tanto disonestà intellettuale.

Commento di AleRoots, 15.06.05 09:41

Io ho votato, come faccio sempre. Voto per rispetto di quegli anziani che domenica mattina erano al seggio con me, quelli che dicevano “io me lo ricordo com’era quando non si poteva”, voto per rispetto di tutti quelli che ancora oggi non possono farlo. Per questo la prossima volta che vedrò qualcuno di questi politici che si stanno congratulando con l’alto senso di responsabilità civile di chi si è astenuto, cercare di vendermi ancora la favoletta dell’esportazione di democrazia o inalberarsi per quegli “stati canaglia” che non hanno ancora lo strumento del voto, o commuoversi per le “libere” elezioni in Iraq, ecco, io chiedo che per decreto legge mi sia concesso di sputargli in un occhio. Detto questo, eravate liberi di astenervi e l’avete fatto, avete vinto, stravinto anzi. Ho come l’impressione che nei prossimi giorni il vostro non-voto sarà parecchio strumentalizzato, ma l’avete scelto, quindi affari vostri. Personalmente io sono piuttosto orgogliosa di quel timbro sulla tessera elettorale, sapevo di perdere ma ho giocato.

Commento di Patrizia, 15.06.05 11:06

A me piacerebbe solo sapere QUANTI, poi, tra chi non ha votato, sarebbe davvero pronto a fare obiezione di coscienza se nel futuro si riuscisse a tradurre in cura le ricerca sulla staminali embrionali.
Carlo parla di 10 milioni, per esempio.

Questi dieci milioni non avevano il DOVERE di andare a votare?

Commento di Maria.jose, 15.06.05 11:22

Dieci milioni di possibili beneficiari delle cure che potrebbero seguire alla ricerca sulle cellule staminali… mi sembra un numero dalla significatività limitata.
Non si tratta di fermare la ricerca, tutt’altro: la ricerca va indirizzata individuando le linee lungo cui convogliare lo sviluppo: anziché procedere lungo la via delle staminali embrionali, si procede lungo altre vie, altrettanto promettenti.

Commento di AleRoots, 15.06.05 11:28

AleRoots, chi ritiene l’aborto un omicidio (attenzione, le parole hanno un preciso significato), e quindi suppongo sia contrario non solo al ricorrervi personalmente, ma anche al fatto che una legge lo permetta, e non ha votato, o ha votato no al referendum, si trova in una posizione coerente.
Chi invece ammette, per sé o per gli altri, la possibilità dell’aborto, e non è andato a votare perché le’mbione è vita, mi pare sia in palese contraddizione.

Commento di Effe, 15.06.05 11:31

Tutte queste considerazioni sono in parte condivisibili. Il problema è stato, a mio parere, che non era possibile pretendere che cinquanta milioni di italiani diventassero dei genetisti e/o degli esperti di bioetica. Il referendum è uno strumento davvero democratico e utile ma deve essere utilizzato su questioni diverse. Ad esempio su problematiche locali, territoriali, che riguardano da vicino le persone. Oppure a livello nazionale su grandi temi di facile comprensione. proporre ancora una volta lo strumento del referendum su questioni così complesse non fa altro che svuotare la portata del referendum stesso e, per fare informazione, si rischia di spettacolarizzare o rendere privo di senso il nocciolo della questione.

Commento di kossino, 15.06.05 11:36

Per mera comodità e perché sono stufa di ripetermi: sottoscrivo in toto il commento di Patrizia.
L’astensione è un diritto, d’accordo. E i diritti di chi vota, di quelli vogliamo finalmente parlare? Il diritto all’inazione viene riconosciuto e difeso a spada tratta: perché quello all’azione deve essere sotteso al primo? Eliminiamo il quorum, dopodiché ognuno si faccia un po’ i diritti suoi.

Commento di Fainberg, 15.06.05 11:41

Effe,
condivido quello che dici: posso esporre solo la mia posizione, che è l’unica su cui posso garantire.

Ritengo l’aborto un omicidio, e una legge che rende legale un omicidio mi sembra un abominio, essendo un atto che esula dalle libertà del singolo ma va a influire (togliendola) sulla vita di un altro (per questo non sono per nulla concorde con la diffusa accomunazione dei referendum su aborto e divorzio: nessun problema a rendere lecito il divorzio, ci mancherebbe, ognuno è padrone della propria vita, tutt’altro discorso è come dicevo il caso dell’aborto).

Detto questo, e ribadendo che ne sono fermamente convinto, lo stesso però ascolto le ragioni di chi giustifica l’aborto, e non vivo con la testa sotto la sabbia: un “divieto di aborto” tout court rischierebbe di portare alla vita più danni che benefici (e, da quel posso leggere e conoscere, in passato lo ha fatto). Per cui mi trovo ad ammettere che un compromesso, doloroso, e che porta con sè dubbi laceranti e irrisolvibili, è forse necessario.

(preciso, perché temo sia necessario, che tutte queste considerazione esulano dalle personali convinzioni (a)religiose, e chi etichetta chi ha dissentito dall’aprioristico “si si si si” come marionetta guidata dalla Chiesa non rende onore alla propria intelligenza)

Commento di AleRoots, 15.06.05 11:45

Il parallelo e il sillogismo con l’aborto non reggono. L’interruzione di gravidanza è una dolorosa soluzione (non in discussione) che l’ordinamento ammette per ovviare ad una situazione accidentale o imprevedibile (malattie del feto), comunque non voluta. E’ una drastica soluzione per porre rimedio a situazioni potenzialmente pericolose. Le norme che regolano (non vietano) la fecondazione artificiale si prefiggono l’obiettivo di regolamentare una pratica volontaria, del tutto estranea alla sfera dell’ “imprevisto/imprevedibile”. Il fatto che l’ordinamento consenta una misura seppur dolorosa, non implica che debba procedere per rigide categorie, ignorando le differenze fra fattispecie dai presupposti eterogenei.

Qualora si dovessero scoprire delle cure, sarà naturale una nuova riflessione sul tema: ciò non pregiudica la prudenza di chi, nel quadro di una via incerta come quella delle staminali (ancor più delle embrionali), non vuole sacrificare ciò che ritiene uno stadio della vita al pari di tutti gli altri per seguire un percorso potenzialmente cieco. (Sul punto ho commentato sopra). La disinformazione sulle staminali adulte (perfettamente impiegabili) ed il disinteresse per le cure al loro impiego legate, la dicono lunga sul reale coinvolgimento di molti sui temi della salute (che stanno a cuore a tutti), spesso alzati a pretesto per bagnarsi della luce della ribalta.

Rimuovere il quorum sarebbe una sperequazione, oltre che un colpo ai meccanismi attraverso i quali si svolge la funzione legislativa: la legge si regge su un iter legislativo lungo e complesso, nel quale intervengono legislatore e figure garanti del rispetto della Costituzione. Mi sembra legittimo e fisiologico, che la legge parta da una posizione di “vantaggio”, incombendo l’onere di dimostrare una [forte] volontà diversa dell’elettorato: volontà che, va da se, se non si raggiunge il quorum, è evidentemente lungi dal sussistere. A meno di voler realmente far prevalere il peso di una minoranza su quello dell’iter legislativo sul quale la nostra democrazia si regge.

Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 12:01

CarLo:
Per come la vedo io, è una sperequazione anche indire referendum che la gente non va a votare regolarmente, perché l’astensione sta diventando ormai un’abitudine consolidata. Se volessimo dare il giusto peso a questo risultato (mi riferisco alle impressionanti percentuali di astensionismo) allora per coerenza i referendum dovrebbero essere eliminati del tutto, non ti pare, perché la gente non li vuole, e se è vero che in democrazia vince la maggioranza… Se, invece, vogliamo continuare a tenerli in piedi significa che alla utilità, alla necessità dei meccanismi attraverso i quali si svolge la funzione legislativa ancora crediamo, giusto? allora vediamo di dare loro un senso.

Poi, a proposito di sperequazione, come non citare l’esempio USA, dove vota chi chiede di POTERLO fare, perché VUOLE farlo. Il Presidente in carica oggi è lì perché una piccola parte della popolazione americana ha scelto di votare, e una parte ancora minore di votare proprio Bush. Prevale dunque il peso di una minoranza non solo sulle sorti di un singolo paese, ma su quelle del resto del mondo, visto il ruolo degli Stati Uniti sul destino della Terra tutta. Alla faccia della sperequazione…

Commento di Fainberg, 15.06.05 12:23

Temo, Carlo de Lo Scaffale, che il parallelo regga e reggerà eccome, per il Ruini-pensiero.

Commento di Effe, 15.06.05 12:50

Pur constatando una bassa affluenza anche in occasione di elezioni, non penserei mai ad abolire il sistema elettorale. La via da perseguire è quella della sensibilizzazione, del coinvolgimento e dello sviluppo della coscienza sociale: tutti obiettivi che non si raggiungono con gli oltranzismi che ci sono tristemente familiari (non è un caso che l’astensionismo cresca in misura proporzionale al gratuito inasprimento dei toni ad ogni occasione di confronto).
Più che eliminare il referendum, ci sarebbe da riflettere sul numero di firme necessarie ad indirne uno, sull’abuso che ormai si fa dell’istituto, invocato ancor prima che la legge venga promulgata. L’errore è l’idea di poter ricorrere allo strumento referendario sempre e comunque. Gli atensionisti sono una formazione composita, non classificabile con uniformità, che comprende non pochi elettori informati e consapevoli della loro scelta (nel mio blog ho dedicato un post a questo): certo è che una parte di elettori rifiuta una partecipazione anche per i toni delle diverse fazioni, che spesso lasciano trasparire poca inclinazione a riflettere, per l’eterna campagna elettorale che sfianca anche le coscienze sociali più attive, la suddivisione del mondo in due poli contrapposti per definizione. Ciò, naturalmente, non sminuisce il biasimo per coloro che cronicamente si disinteressano di quanto accade loro accanto (ma è una delle tante manifestazioni della superficialità umana). La sperequazione cui mi riferisco è quella di ignorare un iter legislativo come se non fosse mai avvenuto e svuotandolo del suo intrinseco valore, eliminando il quorum.

L’idea di chiedere l’iscrizione alle liste è aberrante, secondo il mio modo di intendere la democrazia, essendo il diritto (/dovere, nel caso delle elezioni) di voto una prerogativa che sorge automaticamente in capo ad ogni individuo.
Non mi sembra però il caso di accostare un sistema elettorale (straniero, per giunta) a quello referendario nostrano. Quanto agli USA, nonostante le grandi divisioni, anche politiche, il concetto di rappresentanza ed alternanza democratica (che passa anche per mature reazioni ai risultati) sembra essere più radicato che altrove. L’esterofilia non è comunque la strada principe da intraprendere quando si trattano temi strettamente connessi al tessuto sociale.

Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 13:09

Effe, qualora risultati già acquisiti dalla nostra democrazia dovessere essere messi in discussione (ma spero/credo di no), non dubito della prontezza di riflessi dell’elettorato italiano, meno sopito di quanto si pensi, se chiamato a pronunciarsi su questioni propriamente delineate.
Io sarò quello in cima alla fila di primo mattino, con scheda e documento in mano.

P.S.: mi ha fatto piacere leggere della piccola F.
Appendo un ideale fiocco rosa in cima alla blogosfera. :)

Spiace anche a me per i potenziali/mancati nuovi nati, sappiamo quale sia la situazione demografica nel nostro Paese. E sarò immancabilmente lieto per tutti i neonati/neogenitori aiutati dalle tecniche di fecondazione assistita, ancor più sapendo che nessuna vita, seppur ad uno stadio iniziale, è stata sacrificata per quel pur meraviglioso e miracoloso fine.

Ciao, Carlo.

Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 13:42

(giusto per non cedere all’equivoco: F è figlia di cari amici).

Carlo, argomenti in modo ragionevole, ma se leggi oggi i giornali, sono già pieni di dichiarazioni (vedi ad esempio Ronconi, se ricordo il nome, UdC) sulla falsariga di E adesso tocca alla 197.

Commento di Effe, 15.06.05 14:46

Carlo Primordiale:
è già stato coniato - supoongo di sì - il termine “teocon”?.
No, perché è probabile che se ne debba parlare, nei prossimi mesi.

Commento di Effe, 15.06.05 14:51

Rispondo a chi mi interpella sulla questione dell’aborto. Mesi fa, quando ho affrontato la questione in un post, ho detto chiaramente che per me l’aborto è la soppressione di un essere umano. Un omicidio, in sostanza, che la società
civile ritiene plausibile come ultima ratio sotto determinati rispetti, che definiamo terapeutici in senso lato.
Omicidio è un termine che disturba? Ditemi voi quale parola sarebbe più appropriata. A me pare che siamo di fronte a un tabù. Scriveva Giorgio Colli, in Dopo Nietzsche: “Adesso che tutti i tabù sono superati, ridicolizzati, non rimane che eliminare l’ipocrisia. Ma l’ipocrisia è l’ultimo baluardo”. Del resto di tabù, in tutta questa discussione, ve n’è più d’uno. Infatti, se ai promotori del referendum stanno a cuore le tecniche che consentono, a qualunque costo, la soluzione di tutti i casi possibili di sterilità, compresi quelli che necessitano il ricorso all’eterologa, perché, vi chiedo, di uteri in affitto (o, in prospettiva, di uteri artificiali) nessuno osa parlare?
Ma torniamo al punto. Un omicidio, dicevo. Non l’unica forma di assassinio che viene ammessa, peraltro. Nessuno infatti processa il soldato che, partecipando a un conflitto, uccide il nemico. Immagino che parlare di omicidio vi sembri una forzatura. Ora non voglio abbandonarmi al sensazionalismo, però fate un’ecografia al terzo, quarto mese e ditemi cosa vedete sullo schermo. Chi mi ha citato l’amniocentesi lo sa che il feto si accorge che un ago lo minaccia, si spaventa e si sposta, esprimendo il suo naturale istinto di sopravvivenza? Badate bene che io non dico: rimettiamo ai voti la 194.
Dico semplicemente che l’aborto non toglie la vita a un coso. Cercate in rete notizie sui più recenti studi sulla vita e sulla psicologia
prenatale e poi ditemi.
Per i nove mesi della gravidanza e per molti dei mesi a venire, dopo il parto, embrione (poi feto e neonato) e madre rappresentano un’inscindibile unità simbiotica. Fintanto che dura questa relazione che passa attraverso la condivisione della carne succede qualcosa di straordinario: nessuno dei due è un “singolo individuo”, ma entrambi sono una dualità. Perciò, tornando alla 194, la parte di questa dualità che è investita della possibilità di decidere della vita e della morte dell’altro, lo fa avendo presente il legame viscerale che lo unisce all’altro. Qualunque siano le sue condizioni o quelle del nascituro, la decisione verrà presa sotto questa luce. Ci sono madri che accettano figli malati. Non lo fanno perché ambiscono alla santità. Lo fanno perché si sentono una vita dentro e non riescono a lasciarla andare via. Altre invece hanno le loro buone ragioni per dire no. Un embrione messo su vetrino ha invece di fronte solo una possibile madre. Ha di fronte una tutrice, spettatrice di una vita che sta fuori dal suo grembo e che perciò non opera ancora in lei quei radicali cambiamenti psicofisici che trasformano una donna in una madre.
Ecco perché è di tutt’altro respiro la decisione presa su un embrione che, frutto di una tecnica e quindi in gran parte di un’astrazione, non solo pone pressoché irrisolvibili questioni circa il proprio statuto, la propria individualità, il proprio essere vita/essere umano/persona/grumo cellulare, ma mette la futura madre di fronte a una decisione di tutt’altra coloritura affettivo-relazionale. Ecco perché, paventando una deriva eugenetica, la legge 40 ha posto un limite che molti considerano in contraddizione con la legge 194. L’incoerenza c’è se si guarda solo alla
superficie. Le motivazioni di fondo invece non sono trascurabili, a mio avviso.

Commento di Shangri-La, 15.06.05 14:56

Shangri-La, tutto ruota intorno al concetto di vita.
Chiunque ha figli (non solo loro, ma soprattutto loro, creo) sa in modo non astratto quale trauma sarebbe, o è, affrontare un aborto, e cioé privarsi di quel legame già fisico, oltre che emotivo, che tu dici.
Proprio per questo, intendo, se si arriva a concepire l’aborto come possibile, sostenere poi che l’embrione è vita (ma anche i licheni lo sono, e quondi la frase, così, non vuol dire nulla; avrebbe significato se si dicesse che l’embrione è PERSONA, ma sono pochi, mi pare, quelli che arrivano ad affermarlo), sostenere, dicevo, che l’embrione è vita, e come tale inviolabile, e quindi nessun embrione deve essere scelto per il non impianto, ebbene sì, questa mi pare una contraddizione null’affatto superficiale, e che anzi, riguarda uno degli aspetti più profondi di cui ci si possa interessare.

Commento di Effe, 15.06.05 15:11

Mi chiedo quale sia il limen oltre il quale la “vita” trascolora in “persona” e chi sia in grado di tracciarne il solco.
La stessa comunità scientifica non si pronuncia coralmente sul punto.
Nei commenti precedenti, naturalmente, per vita, intendevo quella umana.
Non senza cogliere la voluta iperbole, ricordo comunque che l’embrione, a differenza del lichene, o dei gameti stessi, condivide il corredo cromosomico dell’essere umano ed in tempi insospettabilmente brevi assume, in nuce, caratteristiche proprie dell’organismo umano.

La contraddizione, qualora la si rinvenga, è talvolta tessuto linfatico della democrazia stessa, dove la mediazione fra interessi confliggenti può portare alla coesistenza (circostanziata) di antinomie.

Commento di Carlo, 15.06.05 15:38

Mi scuso col patron del blog, ero io.

Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 15:40

devo ancora ua precisazione.
Nel dire “attenzione, le parole hanno un preciso significato”, intendevo significare che l’omicidio è un delitto, ovvero un reato, e come tale va perseguito, e di solito chi lo commette viene inteso come assassino.
Fate un po’ voi.

Commento di Effe, 15.06.05 15:57

Leggendo questi commenti, su molti dei quali mi trovo in completo e totale disaccordo, mi salta all’occhio una cosa, cioè che a Carlo / Scaffale “spiace” per i potenziali/mancati nuovi nati (e anche, suppongo, per i potenziali genitori che, suppongo ancora, sono da considerare meno meritevoli degli embrioni). Cioè, qui si sta parlando di cose che hanno un impatto deflagrante e potenzialmente distruttivo su vite reali di persone reali che soffrono realmente, non di grumi di cellule.

Volevo inoltre ribadire che nessuno mi ha ancora risposto nel merito della diagnosi pre-impianto e del divieto di utilizzare le tecniche che sono oggi disponibili per evitare che persone affette da malattie genetiche diano alla luce figli ugualmente malati. Io, tanto per dire, ho un caro amico che è in questa condizione (e che andrà all’estero).

Aggiungo che la spirale è un contraccettivo pensato specificamente per impedire l’insediarsi dell’ovulo fecondato. Non parliamo poi della pillola del giorno dopo. Devo desumere che sono vietati?

Effe: i “teocon” sono tristemente noti da tempo (ovviamente, con un po’ di ritardo, noi importiamo).

Sorvolo su “omicidio” che altrimenti mi si aggrava la gastrite.

Commento di Carlo, 15.06.05 18:30

Non ne posso più di rifare la discussione sull’embrione. Che i poveretti che hanno perso le certezze assolute si tuffino nel relativismo vaticano. Contenti loro contenti tutti. Però lo facessero a spese loro.
Il mio 8 per mille quest’anno va alle comunità ebraiche che non hanno messo bocca sull’embrione persona o gatto morto, ma hanno detto semplicemnte di andare a votare.
Ad ogni modo se ancora stiamo qui a discutere di
sto referendum significa che le cose tanto assodate non sono. E non lo sono, infatti.

Commento di francesco, 15.06.05 19:41

Ho usato il termine “Spiace” esattamente come Effe ha detto “Dispiace”, credimi, volendo rappresentare un reale stato d’animo. Mi scuso se la forza evocativa del termine avrebbe potuto essere maggiore. Evidentemente le posizioni ponderate e non monocromatiche/dicotomiche finiscono per essere fraintese o stigmatizzate.
Non tutte le decisioni, neanche quelle che si continuano a ritenere giuste, possono essere prese a cuor leggero e senza tener conto dei possibili effetti.
Ripeto: mi addolora (placet?) che le possibilità di divenire genitori possano diminuire in nome di una regolamentazione che, comunque, ritengo necessaria. Cionondimeno, continuo a pensare che l’embrione sia una variabile debole in questa complicata equazione e che come tale non possa essere ignorata.

Sorprende me che, nell’enorme mole di commenti a questo tuo post (e mi scuso se i miei sono stati oltremodo numerosi), l’attenzione del padrone di casa sia caduta su considerazioni di ordine “semantico”, di fronte a questioni che avrebbero meritato un altro livello di discussione.
Non me ne volere, ma nonostante il rispetto e l’attenzione che da un po’ rivolgo a queste pagine, trovo questo tuo commento poco in linea con lo spessore che questa discussione, altrimenti pacata ed interessante come poche altre in questo momento, aveva raggiunto.

Ciao, Carlo.

Commento di CarLo Scaffale, 15.06.05 23:48

Per quanto concerne la diagnosi pre-impianto, sono convintissimo che si tratti di un punto da rivedere AL PIU’ PRESTO, rappresentando la relativa disposizione una contraddizione sistematica di non poco conto, oltre a risultare in una pratica illogica nei confronti della donna e del nascituro. Come avrai notato, tuttavia, la formulazione dei quesiti (secondo me non impeccabile) accorpava questioni eterogenee sotto lo stesso punto, rendendo impossibile un voto disgiunto. Proprio in questo senso, l’astensione evita di consentire, attraverso un Sì, pratiche che vanno ben oltre la sacrosanta diagnosi pre-impianto o, attraverso un No, che la legge divenga pressochè inamovibile.
In questo caso, si inoltra un messaggio al legislatore, evidenziando la non totale condivisione della legge (altrimenti difesa attraverso il No) e la necessità di riportare la legge in parlamento al più presto (e confido che ciò venga fatto se non da questa, dalla prossima maggioranza). Credo che le nostre visioni sul punto siano sovrapponibili, essendo la mia lettura della legge 40 piuttosto articolata, critica e proprio per questo difficilmente inquadrabile in 4 quesiti, specialmente laddove questioni suscettibili di diverse considerazioni vengano accorpate.

Commento di CarLo Scaffale, 16.06.05 00:03

A me non sembra una questione di ordine semantico; “mi addolora (placet?) che le possibilità di divenire genitori possano diminuire in nome di una regolamentazione che, comunque, ritengo necessaria”. Il succo è tutto in questa frase. Io l’avrei scritta invece così: mi ripugna che le possibilità di divenire genitori possano diminuire in nome di una regolamentazione che ritengo crudele, oscurantista, inopportuna, barbara e tecnicamente sbagliata. In più, non vedo alcun motivo per tutelare un mucchietto di cellule se questo deve andare a detrimento della vita attuale di persone attuali. Preferisco tutelare una coppia di genitori sterili, o un malato di fibrosi cistica. Pensavo che fosse una cosa ovvia, ma evidentemente non è così.

Commento di Carlo, 16.06.05 08:45

Poi, scusami, ma l’idea che con l’astensione “si inoltra un messaggio al legislatore, evidenziando la non totale condivisione della legge” è una pia illusione tua personale. Basta leggere i giornali per vedere come il “legislatore” e il vaticano (ma forse i due soggetti coincidono) stanno sfruttando la cosa per motivi di bassa cucina politica.

Commento di Carlo, 16.06.05 08:56

Scusa, ma la frase che hai suggerito riflette una tua visione: prendo atto del fatto che avresti scritto altrimenti, ma quei toni non mi appartengono, essendo abituato ad evitare di leggere i fatti in bianco e nero.
Semplicemente rifletto e considero tutte le parti interessate, senza ritenere l’embrione quell‘“mucchietto di cellule” di cui hai parlato (voglio credere volutamente forzando i toni. Mi chiedo chi sia in grado di stabilire in che esatto momento quell’agglomerato divenga degno di tutela), né ignorando le istanze di coloro i quali vedono diminuire (non sparire) le possibilità di avere dei figli (potrei esserci anche io, per quel che ne so). Continuo a dire che si tratta di una dolorosa scelta.
Poi possiamo continuare ad usare toni esasperati e gridare alla barbarie, piuttosto che parlare di come una legge certamente imperfetta DEVE essere migliorata nelle sedi istituzionali.

La “pia illusione” non è frutto della mia verve creativa, ma del diritto costituzionale. Non vedo in che misura i fatti riportati nei giornali dovrebbero intaccare la ragion d’essere di alcuni istituti. Il fatto che l’astensione spesso (questa non è la prima volta, qualcuno che ora si scandalizza l’ha già fatto, se ben ricordo, e le pagine web sono ancora lì) venga praticata su basi statistiche, è un discorso a sé stante. Semplicemente, qualora non si condividano le ragioni del referendum [così come formulate], ma non si condivida la legge oggetto dello stesso, si opta per l’astensione. I calcoli esterni a questa logica sono estranei, appunto, al discorso che sto facendo.

Che poi puntualmente vi sia chi(non lo fa certo il Vaticano, che comunque ha tutto il diritto di esprimere una sua non vincolante opinione) vorrebbe cavalcare il risultato elettorale per parlare di ritorni al passato con improbabili e anacronistiche abrogazioni alle quali, sono convinto, l’elettorato reagirebbe con prontezza, è fuor di dubbio.

Credo di aver esposto con ragionevole chiarezza la mia (penso ponderata) posizione.
Saluti.

Commento di CarLo Scaffale, 16.06.05 11:34

Ciao. Molto bello il post. Posso invitarti a leggere il mio argomentare sul tema? Guido

Commento di Guido Allegrezza, 18.06.05 20:22

N°1
LA STIMA DI QUESTO PROFESSORE NOBEL E’ UNA STIMA DETTATA DALLA CONVENIENZA ECONOMICA DELLA GRANDISSIMA QUANTITA’ DI DENARO CHE STA FINANZIANDO LA RICERCA DELLE STAMINALI DA PARTE DI IMPRESE PRIVATE.
DUNQUE SULLA BASE DI QUESTE RISORSE SI FANNO QUESTE STIME (SARANNO FATTE CON IL METODO STATISTICO DELLA STIMA?)

MENTRE NON SI FANNO TROPPE STIME SULLA RICERCA DELLE STAMINALI ADULTE PERCHé LE GRANDI MULTINAZIONALI NON INVESTONO SU QUESTO TIPO DI RICERCA.

N°2
PER LE COPPIE STERILI VALE MOLTO DI PIU’ PRENDERE INSIEME TUTTI I TIPI DI VITAMINE E MINERALI IN MODO DA ASSICURARSI IL FABBISOGNO. IO NON SONO MEDICO MA SCOMMETTO QUELLO CHE VUOI CHE PRENDO A CASO UNA COPPIA DI QUELLE CHE SI RIVOLGE ALLA FECONDAZIONE ASSISTITA PERCHé DICONO CHE SONO STERILI, MA SE LI DO I MIEI RIMEDI VEDRAI QUELLO CHE TI PARE CHE LI FACCIO RENDO DI NUOVO FECONDI.
pRENDI IL TE VERDE TUTTI I GIORNI.
aSSICURA IL FABBISOGNO GIORNALIERO DI VITAMINE E MINERALI.
DISINTOSSICATI IL FEGATO.
PRENDI CREATINA E ALTRI BUONI AMINOACIDI.MANGIA SANO DAVVERO. CIOè NON MULINO BIANCO E MERENDINE VARIE.
VEDRAI COME SCOPI CHE LA STERILITà SE NE VA… ALTRO CHE.

N°3
CON TUTTA LA RICERCA E IL PROGRESSO A CUI SIAMO ARRIVATI. VOGLIAMO DAVVERO FAR CREDERE CHE NON CI SIANO ALTRE VIE DI RICERCA PER QUESTE MALATTIE?

N°4
UCCIDERE UN FETO E UN CONCEPITO VOLUTAMENTE E’ UN CRIMINE, E’ UN REATO UN GIORNO LO RICONOSCERAI ANCHE TU CHE HAI FATTO IL BLOG E PERSINO I RADICALI. NON HO DUBBI IN PROPOSITO.

N°5
I DUBBI DOVRESTI COMINCIARE AD AVERLI TU E I TUOI SEGUACI A CUI NON INTERESSA LA VITA CHE DEVE NASCERE SECONDO LA NATURA.
PERCHE SECONDO LA NATURA DA UN UNGHIA NON NASCE UN BAMBINO.
MA DA UN CONCEPITO SI.
SECONDO IL PROGRESSO IL DNA DEL CONCEPITO E’ LO STESSO DNA DELLA PERSONA CHE NASCERA’ E SARà ADULTA. IL TUO DNA COME IL MIO E’ LO STESSO IDENTICO DNA DEL MOMENTO DEL NOSTRO CONCEPIMENTO.
ERGO IL CONCEPITO E’ UN ESSERE UMANO.
UN ESSERE UMANO HA DIRITTI UMANI.
ERGO L’OVULO FECONDATO (IL CONCEPITO) GODE DEI DIRITTI UMANI.

N°6 SE QUESTI NON LI VENGONO RICONOSCIUTI LA PAGHERETE CARA VOI CHE SIETE I RESPONSABILI STANNE CERTO UN GIORNO O L’ALTRO LA PAGHERANNO CARA.
PERCHè?
PERCHè NON è PROPRIETà NOSTRA NE’ DELLA DONNA IN SE, NE DELLA MADRE.

LA TERRA E LA NATURA CHI NEGHERà CHE NON è NOSTRA PROPRIETà MA CI è STATA AFIDATA?
E GIà ORA LA NATURA SI RIVOLTA CONTRO DI NOI, L’AMBIENTE E’ IN CRISI , E’ IN RIVOLTA, LA TERRA SOFFRE E UN GIORNO O L’ALTRO LA PAGHEREMO STANNE SICURO.

Commento di mandri, 27.06.05 02:13

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