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Lunedì 13 Giugno 2005

Poi non ne parlo più

Non so bene se i dati siano definitivi o meno, comunque non c’è un capoluogo in Italia che abbia raggiunto il quorum (a proposito, complimenti agli abitanti di Vibo Valentia).

E’ un po’ meschino ma viene la tentazione di dire: cari signori astensionisti, io il problema non ce l’ho e se mai lo dovessi avere so come risolverlo. Spero altrettanto anche voi. Auguri e figli sani.

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Commenti su: Poi non ne parlo più

Ne ho parlato dalle mie parti, ne riparlo pure qui. Per i pochi che sono andati a votare….

Ma non vi siete sentiti un tantino osservati mentre andavate al seggio con il vostro bel certificato elettorale in mano? Dal momento che chi andava a votare, votava “Si”, il requisito del forum, giusto per tanti motivi, non è un tantino incostituzionale quando il confronto referendario viene posto come è stato posto quest’ultimo mese? Che ne è della segretezza del voto? Poi tanti non hanno votato perché non hanno il minimo senso civico e per tanti altri motivi…. Però pure la prospettiva di incrociare il prete o l’amico bigotto della parocchia mentre si va a votare secondo me è stato motivo di astensionismo.

Commento di Daniele, 13.06.05 18:30

Daniele, hai ragione. Probabilmente nei piccoli centri ha giocato anche questo aspetto. Nelle grandi città è un po’ più difficile che questo accada. Per dire, io non ho la più pallida idea di come sia fatto il prete della mia parrocchia - non saprei dirti esattamente nemmeno qual è la mia parrocchia - e, comunque, non me ne fregherebbe uno stracazzo. Non vado in chiesa da almeno vent’anni, fatta eccezione per matrimoni, funerali e frattaglie varie, e se il parroco mi dovesse incontrare probabilmente si metterebbe paura lui - non io. Una volta hanno fatto un tentativo di benedizione pasquale a prima mattina e non gli ho nemmeno aperto, quindi figurati. Però il problema c’è.

Commento di Carlo, 13.06.05 18:43

No, non sono d’accordo. Il problema non è circoscritto solo alla parrocchia del paesino da 1000 abitanti. Ti faccio un esempio illustre di un iscirtto al mio seggio: Casini, il Presidente della Camera.

Magari in cuor suo pensava fosse giusto votare “Sì”. Magari è una persona con buon senso. Magari è anche un opportunista, molto più di un Gianfranco Fini della situazione. Se non ci fosse stato il requisito del quorum ci sarebbe andato a votare: forse avrebbe dichiarato un bel “no” per far contenti gli amici porporati ed in cabina avrebbe messo una croce sul “Sì”. Con questo meccanismo invece se ne deve stare a casa: guai se le telecamere lo beccano al seggio… Non trovi?

Commento di Daniele, 13.06.05 19:05

Ti ripeto, Daniele: hai ragione. Ipotizzavo che nei piccoli centri il problema della “riconoscibilità” fosse più grave che nelle grandi città, tutto qui.
Casini non mi sembra un esempio pertinente, dopotutto è la terza carica del nostro stato e il fatto che si sia astenuto mi sembra scandaloso.
D’altronde fa parte della doppia morale democristiana: vai a vedere quanti di quelli che fecero campagna contro il divorzio hanno poi effettivamente divorziato (o si sono comprati l’annullamento alla Sacra Rota - che ai tempi costava un sacco di soldi e non era alla portata dei peones comuni). Anche Casini mi sembra sia divorziato o sacrarotato, sbaglio? Stai tranquillo che tutti questi che ci hanno sfracassato le palle con i diritti dell’embrione (e che se ne sbattono allegramente dei diritti delle persone nate) qualora avessero un problema di sterilità sarebbero i primi ad andarsi a fare l’inseminazione artificiale in Francia (zitti zitti, s’intende).

Commento di Carlo, 13.06.05 19:18

ripensandoci, mi dispiace di non aver messo le mie 4 croci sui 4 sì direttamente sul banco degli scrutatori invece che in cabina elettorale - dicendo anche “tanto se sono qui sapete cosa voto”, così, tanto per fare casino.

Commento di Massimo Moruzzi, 13.06.05 21:31

Sarebbe corretto dividere gli astensionisti per classi (curiosamente la non pochi di quelli coi quali ho avuto modo di confrontarmi erano orientati per il sì e non hanno votato per vari motivi…).
Mi piace pensare, poi, che ci siano persone che hanno votato in maniera composita, dividendosi tra Sì e No nei 4 quesiti: non condivido assolutamente il commento secondo il quale chi ha votato ha votato “Sì” (perchè? e perché 4 sì?), una simile visione odora, con tutto rispetto, di oltranzismo e acriticità.
Ad ogni modo, non sfugga che: alcuni si sono astenuti, come da migliore mos majorum, per puro menefreghismo; altri non hanno votato, non riconoscendosi nella legge (tutta o in parte) né in ciò che sarebbe risultato, non solo in termini di vuoti legislativi, dall’abrogazione parziale: questo dovrebbe essere il senso originario dell’astensione (che, nel caso della consultazione referendaria, è istituzionalmente contemplata): indicare al legislatore che è necessario tornare sulla legge (in questo caso LO E’ e spero che sia fatto, nelle sedi e dalle persone più idonee). In questa necessità della terza via, gioca una ruolo non marginale anche la qualità (quanto a formulazione, da parte dei promotori) dei quesiti.
Altri, ancora, hanno snaturato il senso originario dell’astensionismo trasformandolo in una sorta di boicottaggio dai connotati più matematici che politici.
Rinuncio a sottolineare, per l’ennesima volta, la superficialità della riduzione a dicotomia (di comodo) fra Laicismo e Cattolicesimo, che non rende giustizia all’importanza e allo spessore dell’argomento.
La mia preoccupazione è che, passato il referendum (che per molti aveva le sembianze dell’elezione), ci si disinteressi al tema, perfino da parte di chi ha sostenuto il Sì, pensando più ai riflettori del momento che al problema di base: proprio ora è necessario uno sforzo (e nel pensare “congiunto” arrossisco per la mia stessa ingenuità) per informare e ragionare sulle - necessarie - modifiche alla legge 40.
Ciò che ha vinto è la disinformazione (intesa come vizio e come mancanza), tanto nei due fronti, dove sembrava essere vagamente endemico un certo “voto ideologico” (4 Sì / No acriticamente espressi), sia fra (alcuni) astenuti.

Ciao, Carlo.

Commento di Carlo, 13.06.05 22:21

Mi scuso se, inavveritamente, nel post sopra, ho usato un nick (sebbene sia il mio nome), uguale a quello del padrone di casa.

Commento di CarLo Scaffale, 13.06.05 22:56

Pensiamo positivo.

Se nascono, come nascono, meno bambini italiani con la fecondazione assistita fra qualche anno il quorum da raggiungere sarà molto più basso.

Tutto ciò non è meraviglioso?

Commento di Gabriele, 14.06.05 04:51

Io pretendo che nel programma degli schieramenti alle prossime elezioni ci sia, tra tante minchiate, anche la modifica della Costituzione sulla necessità di dover raggiungere il quorum. Altro che develouscion….

Commento di bellobello, 14.06.05 09:59

siamo un popolo di italioti

Commento di p.s.v., 14.06.05 11:43

Popolo bove: che delusione!

Commento di AmicaB, 14.06.05 12:55

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