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Martedì 24 Maggio 2005Brutte storieSintetizzo la brutta storia del momento: Francesca Mazzucato, scrittrice erotica e blogger, avrebbe esagerato col copia&incolla talché intere parti di un suo e-book sarebbero, in realtà, scopiazzate da testi di altri blogger. Scontata la mia solidarietà ai protagonisti di questa brutta vicenda, se necessario anche in forma di contributo alle spese legali, a questo punto spero vivamente che a stabilire in via definitiva ragioni e torti sia un tribunale. Questi i link che sono riuscito a rimediare sull’argomento: Narrazioni (di Francesca Mazzucato) I due blog da cui la Mazzucato avrebbe attinto a piene mani: Se ne parla su: Tunga! N.B. Ho cancellato il paragrafo sopra perché Antonio nota, giustamente, che i due blog in questione non sono protetti da una Creative Commons (comunque io propendo per l’aria fritta). Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Brutte storieLa stupidita’ di tirare innanzi tramite copiaeincolla massiccio e sistematico da Internet dovrebbe essere ormai evidente anche agli studenti della scuola media inferiore. Commento di marco, 24.05.05 14:09
Non ho capito come ci entrano le creative commons in questa vicenda. Commento di Antonio, 24.05.05 17:02
Hai ragione, Antonio. In effetti nessuno dei due blog da cui pare si sia copiato ha la Creative Commons. Mettiamola così, con un carpiato mica da poco: sarebbe stata una bella occasione per testare le CC qualora i presunti plagiati le avessero avute. Invece temo che si parlerà solo di diritto d’autore - ma in questo caso i precedenti non mancano. Commento di Carlo, 24.05.05 17:29
Era mia intenzione cercare di spiegarti perché non penso che le CC siano inutili, ma non riesco a farlo. Argh. Commento di dementrio, 24.05.05 18:27
Da come la metti sembra che Creative Commons e diritto d’autore siano due cose diverse. Invece le CC e altre licenze copyleft (GPL ecc.) si basano sul diritto d’autore riconosciuto dalla legge. Chi adotta la licenza CC sta semplicemente scegliendo quali dei diritti dell’autore far valere e quali no. Il copyright rimane, anzi, senza il copyright non sarebbe possibile il copyleft: sono la paternità morale e la proprietà intellettuale dell’opera a permettere all’autore di autorizzare certi usi e certi altri no. Quindi per ogni uso espressamente vietato, valgono le leggi. E concordo con chi ha detto che, in tutta questa storia, il copyleft sia stato tirato in ballo a sproposito: è proprio la mancanza di copyleft a rendere torbida tutta questa vicenda, non la sua presenza. Commento di Franco, 24.05.05 18:35
@dementrio: e perché non ci riesci? @franco: appunto, dato che gli autori dei blog presuntamente saccheggiati non si avvalgono di una CC, ne consegue che per loro varranno le norme generali in tema di diritto d’autore. Commento di Carlo, 24.05.05 18:38
Perché ci sarebbero un pacco di cose da dire, sulle CC. Cos’è che non ti convince e ti fa dire che sono aria fritta? Commento di dementrio, 25.05.05 07:27
Ci sono un sacco di cose da dire, resta il fatto che calare le CC nel sistema italiano non mi sembra facile. O, perlomeno, se c’è di mezzo il fine di lucro non hai poi possibilità di esercitare un controllo - a meno di non parlare di SIAE. Mi sembra tutto molto bello ma difficilmente usabile, però se non ho capito spiegami meglio. Comunque l’argomento CC nel contesto del post è usato, e me ne scuso, a sproposito. La protezione del diritto d’autore dal plagio, o presunto tale, non ha niente a che fare con le CC. Commento di Carlo, 25.05.05 07:59
La vicenda la conosco poco, ma .. c’è poco da conoscere, sembra. Su Alderano ho concordato con alcuni suoi sentimenti in proposito. Commento di francesco, 25.05.05 12:21
va beh, anche se è ot, rispondo comunque. Sono d’accordo con te su tutto quello che hai detto (scritto), ma da qui a dire che le CC sono inutili ce ne vuole. Magari sono difficili da far valere, magari non riescono a proteggere le tue opere, ma secondo me è da considerare anche il marchio. Se vedi il logo CC, sai che puoi copiare e magari anche modificare/distribuire. Un software può riconoscere i termini di licenza semplicemente cercando un link. In breve, è più semplice favorire l’usabilità delle opere con un sistema di licenze libere centralizzato. Cose come ccmixter sarebbero molto più difficili da organizzare, senza CC; allo stesso modo in cui sourceforge non sarebbe così ricco di progetti se non esistesse il marchio Open Source. Commento di dementrio, 25.05.05 19:43
Qui le licenze CC non c’entrano. Nel senso che chiunque si veda sottrarre del materiale di cui ha la proprietà intellettuale dovrebbe avere la facoltà di rivalersi. I problemi sono due: il nick (come faccio, io giudice, a sapere che il blog lo tieni proprio tu che hai denunciato il plagio?) e il fatto che qualcuno abbia fatto uso commerciale di materiale altrui, CC o non CC. Oltretutto, le condizioni di servizio di Splinder assegnano al provider il diritto allo sfruttamento economico dei materiali pubblicati. Pensteci bene, prima di usare Splinder come piattaforma per scrivere il Grande Romanzo Italiano, insomma. Commento di Giulia, 26.05.05 08:50
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