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Giovedì 24 Marzo 2005Nel casoIo lo scrivo qui, così nel caso basta fare una ricerchina con Google: se mai dovesse succedermi (sgrat) una cosa tipo Terri Schiavo, staccate tutto immediatamente. Se poi trovate anche qualcuno che pratica l’eutanasia, meglio ancora. Questa è una richiesta irrevocabile, nel caso qualche stronzo pensasse minimamente di riempirmi di tubi come un puntaspilli e farmi vegetare in un letto per quindici anni. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Nel casoEhi, ma cos’è… oggi tutti a “mettere le mani avanti”, per evitare di trovarci nella stessa situazione di Terri? Commento di Giovy, 24.03.05 20:25
io qualche giorno fa ho scritto l’esatto contrario: non vi venga in mente di staccare la corrente :) Commento di Cristiano Cicconi, 24.03.05 20:50
Pensavo proprio ieri se, a dispetto delle certezze dei medici, davvero la mente di questa donna fosse tuttora lucida e cosciente, ed avesse elaborato negli ultimi quindici anni e nel più assoluto isolamento, senza impazzire, una innaturale e prodigiosa capacità di introspezione e meditazione. Una specie di Robinson Crusoe mentale, insomma. A me personalmente solo l’idea mette i brividi. L’idea stessa che un soggetto comunemente ritenuto incapace di pensare abbia invece una coscienza profonda e silente, e ci osservi dal profondo della sua immobilità, è spaventevole. Ogni tanto riemerge la panzana che perfino le piante avrebbero una coscienza, a riprova di quanto il tema sia comunque sempre vivo nell’immaginario collettivo. Insomma questa faccenda, indipendentemente dalla povera Terri, è incredibilmente carica di significati e di paure ancestrali. E poi immaginate di essere rapiti da alieni, i quali osservando che la vostra testa non emette alcuna onda gravitazionale, dibattano in vostra presenza se davvero non sia il caso di polverizzarvi per porre fine alla vostra inutile esistenza. Sarebbe stato un buono spunto per Hitchcock, immagino. E perfino sottilmente ridicolo… Commento di Antonio Leonforte, 24.03.05 22:29
lascerò anch’io una disposizione analoga, a condizione però che non mi lascino morire di sete, che diamine, non lo si fa neppure con gli animali. Quanto, poi, alla presenza o meno di attività cerebrale, basterà dare un’occhiata al mio blog per avere il polso della situazione… Commento di milton, 25.03.05 09:58
veda solo nell’eventulità di non farselo capirare in Usa se non ci saranno sempre dei pro-life (o dei bush) che per sciacquarsi la coscienza faranno la battaglia anche contro la sua volontà… cosa crede lei che il suo corpo le appartenga? è di dio o di quelli che giocano a fare dio. ciao buona pasqua Commento di dado, 25.03.05 10:00
A me invece piacerebbe poter scegliere una persona alla quale demandare questo tipo di scelte nel caso io non potessi farle direttamente. Una persona che poi avrebbe legalmente il diritto di scegliere per me, come se fossi io a farlo. Non mi andrebbe che a scegliere fosse, come analogia, che ne so….brrrr.. il cavaliere mascarato e con una delle sue leggi ad hoc per giunta! brrrrr Buona Pasqua Commento di bellobello, 25.03.05 12:34
Se c’è la certezza che ho l’encefalogramma piatto (non mi manca moltissimo…) fate come cacchio volete tanto son già bello che andato. Se invece c’è attività cerebrale ma sono ridotto una merda e non ho possibilità staccate tutto che magari, come dice Antonio Leonforte, me ne sto anche rendendo conto! Commento di Poldo, 25.03.05 12:41
Due cose: 2) si fa un gran parlare del fatto se la povera terry sia cosciente o meno. Commento di Yoriah, 25.03.05 18:54
A chi avesse dubbi sul senso dello stato vegetativo (dubbi che comprendo bene) vorrei ricordare che si entra in quello stato quando la corteccia cerebrale ha ricevuto danni irreparabili in seguito a mancanza di ossigenazione. Bastano pochi minuti, purtroppo. E anche sulle conseguenze, ahimè ci sono pochi dubbi. Se si perde la possibilità di essere coscienti non si perde quella di avere la c.d. propriocezione: cioè si patisce, ci si accorge di essere “in vita” con tutte le conseguenze del caso, ma non si sa perché, da dove e come giunge il malessere, non si comunica, non si capisce nulla di quello che ci accade intorno. Ok, carlo, però … intanto tocchiamoci. :-)) Commento di francesco, 25.03.05 20:56
Se mi perdonate il tono da maestrina vorrei precisare che il caso di terry schiavo non ha nulla ha che fare con l’eutanasia. Si ha eutanasia quando si asseconda la libera ed esplicita volontà del malato di porre fine alla sua vita qualora si verifichino precise e determinate condizioni. Quello della Schiavo è un caso di accanimento terapeuto a fronte di una tortuosa vicenda giudiziaria circa lo stato di salute della Schiavo stessa e la potestà sulla malata. Commento di lykaios, 26.03.05 00:24
Farò di meglio, verrò a trovarla e le leggerò ad alta voce Gli Schwartz e tutta la bibliografia di Faletti (che nel frattempo speriamo si sia ampliata molto). Commento di severine, 29.03.05 12:22
La stessa cosa vale per me. Commento di Stefano, 31.03.05 15:03
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