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Lunedì 21 Marzo 2005

Cronache marziane

La prossima volta che andrò in Giappone scriverò un post così:

Sono stato tre giorni a Tokyo, su invito della Yakuza. Mi hanno portato a visitare i loro covi e abbiamo visto tutta la retrospettiva di Takeshi Kitano. Mi ha stupito notare che tutte le persone erano piccole di statura e con uno strano colorito giallognolo, tenderei a pensare che le scarse condizioni igieniche del paese siano causa di itterizia ed epatiti virali. I membri della yakuza mi hanno mostrato i loro tatuaggi, senza dubbio una forma di arte alternativa, e portato a mangiare cose squisite tipo il cervello di scimmia crudo o budella di topo in salmì. A parte la sparatoria con la polizia mentre mi riaccompagnavano in albergo, direi che Tokyo è una città molto tranquilla. I giapponesi vivono tutti in case di 5 mq, con televisori di 4 mq, ma sembrano felici. Le giapponesi sono deliziose, con le loro gambette storte e la macchina fotografica perennemente al collo. Ho anche mangiato un favoloso tiramisù, tipico dolce giapponese, e discusso lungamente col capo della yakuza riguardo il rispetto della legge: mi hanno assicurato che loro usano solo licenze d’uccidere Creative Commons. Mi hanno anche regalato una katana. Gente semplice, ma genuina: la prossima volta che torno gli porto un po’ di vaccino per l’epatite.

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Qualche giorno fa Joi Ito (di cui non avevo mai sentito parlare ma dicono sia addirittura famosissimo) ha raccontato delle sue mirabolanti avventure in un centro sociale di Roma. Ovviamente, dato che è impossibile descrivere una cultura in due parag... [Read More]

Tracked on 21.03.05 22:04

Commenti su: Cronache marziane

lei non ha due minuti per prendere in mano le redini del centro-sinistra?

lo può fare anche con la mano sinistra :-)

Commento di dado, 21.03.05 11:41

Mamma mia che brutto post Carlo :) Qual’è il tuo punto? Questo (non hai nemmeno messo un link al post di Ito) e le cose che hai scritto di là mi sembrano collocarsi tra il cafone e il provinciale spinto.

Voglio dire si parla e riparla dell’atmosfera stantia dei nostri paraggi, tanto che la stampa si occupa di scrittori di prima grandezza solo quando tradotti, mentre i blog possono essere una boccata d’aria, eccetera, eccetera. Poi quando ci si trova di fronte a una delle prime critiche articolate (Nicoletti) o si ha l’occasione di incrociare i passi con un’autorità riconosciuta nel campo dei risvolti sociali della rete, tutti si chiudono a riccio e si fanno prendere da questioni di onore.

Ito canna un dato non da poco nella sua analisi? Lo correggi, come hai fatto. Per questo sta alterando il senso della realtà o ancora peggio offendendo l’onore nazionale? Ma dai. Ma che è l’Italia dell’800 chiusa, arretrata e involuta?

Mi sembra chiaro che se ti arrivano critiche o opinioni esterne, queste possano anche essere feroci o ingenue in alcuni punti, è perfettamente nella logica delle cose, visto che chi parla non ti conosce. Ma di solito è anche in grado di offrire spunti difficilmente percepibili da dentro.

Ora che uno come Ito, che non sta più di due giorni in uno stesso posto, sia in grado di produrre un trattato sociologico sul nostro paese è un’emerita cavolata. Tralasciando che quello in questione e un post assolutamente non esaustivo e che uno potrebbe anche ascoltarsi la registrazione del dibattito o qualche suo testo, non ha mica preso clamorose cantonate.

“Internet penetration in Italy is quite low and the Berlusconi media machine controls most of what people see.”. Si può arguire che il problema centrale sia Berlusconi o meno, esistono diverse posizioni. Perchè nascondersi o deviare il discorso dal fatto che il nostro scenario dei media è penoso? E’ penoso, gravemente penoso.

“At a tactical level, my discussion about freedom of expression and our “Infrastructure of Democracy” idea of fighting bad speech with more good speech sounded a bit idealistic.” Mi sembra che questa cosa la verifichiamo quotidianamente o mi sono perso qualcosa?

“What do you think about my point about media consumption? I suppose bloggers might feel differently about their influence than the main stream media, but the TV people I talked to told me that Internet was not that strong in Italy and that most people were focused on television and that free speech on the Internet did not yet have much impact on the hearts and minds of the Italian people. Is this true?”. Non è mica un pubblico ufficiale che deve misurare ogni cosa che dice, questa è l’impressione che si è fatto, in base alle cose che ha visto e alle persone con cui ha parlato. Un punto di vista interessante tra parentesi. Qual’è il problema? Doveva tenersi dietro un annuario ISTAT o risiedere da noi qualche mese prima di dire bah? Io penso che il problema sia invece l’avere opinioni (imperfette per definizione): la gente diventa immediatamente nervosa da noi di fronte a un’opinione. Tu che ne pensi di questo virgolettato a parte la fumosa incazzatura?

Il discorso della penetrazione di internet. Ah questa sì è una cantonata. Tuttavia partendo da un’informazione sbagliata, trae delle conclusioni che non trovo fuori bersaglio. Abbiamo una penetrazione decente della rete. Sappiamo tutti benessimo però che la diffusione di massa delle tecnologie nel nostro paese spesso si sposa a un uso - mi si passi il termine - non avanzato delle stesse e quindi una situazione non esaltante nell’ambito della ricerca, dell’informatizzazione nelle aziende, del successo dell’e-commerce e del terziario in genere. E dell’impatto della rete sull’informazione. Infatti questo lui dice: pare che da voi la TV sia tanto forte e i blog fanno fatica a ritagliarsi una rilevanza ‘pubblica’. Anche quì, opinioni?

Concludo. Mi pare indicativo del loop in cui ci stiamo infilando, che accettiamo sempre meno il confronto e rispondiamo sempre più per riflessi condizionati (l’onore proprio o nazionale, le ripicche infinite, il commentare il commento altrui invece di tenersi fermi sulla realtà).

Scusa la pesantezza ma mi rigiravano in testa da u n po’ e comunque sono roselline rispetto alla tua maleducazione da Ito.

ciao

Commento di Antonio, 21.03.05 13:03

Partendo dal fondo: maleducazione? io credo di essere stato anche troppo educato, di fronte ad un post come quello l’alternativa sarebbe stata un vaffanculo e stop. D’altra parte alcune volte i punti di vista devono essere espressi con educazione (non mi sembra di avere insultato nessuno) ma con fermezza, specie di fronte a posizioni insultanti, e non c’è proprio ragione di farsela sotto nel pannolino.

Secondo: ma chi cazzo è questo Ito? un‘“autorità riconosciuta” de che, direbbero a Roma? Mi risulta che sia un micro venture capitalist che ha avuto la fortuna di fare qualche soldo con internet e, ora, con i blog. Certo che se tu definisci le 4 cagate di Nicoletti “una delle prime critiche articolate” e le due cazzate di Ito come un‘“analisi” siamo veramente lontani. C’è uno strano virus, questo si provinciale, per cui qualsiasi cazzata pronunciata da emeriti sconosciuti, personaggi di secondo piano basta che siano stranieri, giornalisti di serie c, assurge automaticamente allo stato di “analisi” o “critica”.

Come ho scritto da Ito, il fatto che la televisione sia, allo stato attuale, più influente di internet nell’orientare l’opinione delle persone è assolutamente normale e scontato, una banalità assoluta. E’ così ovunque, fra l’altro. Il fatto che l’Italia sia indietro nell’uso della tecnologia è sacrosanto (ma di queste considerazioni non si parla nel post di Ito, che è poco meno che folcklore). Dove sono gli spunti nel post del “pensatore” globe-trotter a scrocco? Qual è il punto di viaggiare in lungo e in largo se non si impara mai niente?

E poi, senti, io mi sarò fatto qualche milione di miglia in giro per il mondo e ti garantisco che, per quanto questo paese stia diventando una mezza schifezza, c’è poco da essere allegri anche altrove. Questo non vuol dire che non si debba riflettere su come cambiare il nostro sistema in meglio, e ne abbiamo fortemente bisogno, ma certo che l’atteggiamento auto-flagellatorio da emigrato in US con la valigia di cartone non aiuta proprio per niente. Poi se tu ti vuoi far ridere dietro da qualche imbecille con licenza creative commons padronissimo, chi ti ferma? Anzi, metti un commento al post di Ito e scrivigli che ha ragione, siamo proprio come dice lui.

Commento di Carlo, 21.03.05 13:52

Caro Autore di codesto blog,
non è da lei essere impreciso, superficiale e financo sciatto.
Il dolce tipico giapponense è - come ben sa ognuno - la pastiera.
E son pignolo, che vuol farci?

Commento di Effe, 21.03.05 14:45

Anche io ho trovato il commento di Ito sull’italia un po’ banalotto e superficiale, tuttavia non ha detto nulla di completamente sbagliato. e’ corretto non lasciarsi fascinare dal primo pirla ad occhi a mandorla che passa e prendere le sue parole come sacre, ma e’ altrettanto importante non sentirsi piccati nell’orgoglio nazionale solo perche’ a criticare e’ uno straniero. Finche’ siamo noi a dire che Berlusconi e’ una piaga, o che siamo un paese a due velocita’,o che buttiamo i contributi statali per il digitale terrestre tutto bene, ma se lo dice uno straniero …
Per quanto riguarda la penetrazione di internet in italia: il digital divide in italia e’ fortissimo e rappresenta la solita divisione nord e sud, ma anche fortissime differenze di genere e condizione socio economica. Le statistiche di questo genere cmq rappresentano spaccati inreali visto che provengono da survey (molte volte) fatte alla cazzo di cane, senza una corretta metodologia per raccogliere i dati e soprattutto con una pessima presentazione dei risultati delle ricerche, che portano ad enfatizzare dati “giornalisticamente” vendibili piu’ che la realta’ dei fatti. tanto per dire: se si paragona il numero di utenti internet con il numero di pc in italia, si nota che le cifre sull’utilizzo di internet sono un po’ gonfiate o presuppongono un uso molto blando della rete (1 connessione a settimana, se non meno) cosa che non permette di dire che internet sia un medium molto utilizzato in italia.
(p.s. la preview dei commenti e’ inutilizzabile visto che lo spazio tra le righe e’ nullo)

Commento di AndreAmsterdaM, 21.03.05 14:51

Scusa Andrea, posto che sono d’accordo con te (anche sui dati, d’altronde è difficile vedere statistiche accurate in merito. Credo che se guardassimo alla penetrazione di Internet al nord le percentuali sarebbero ben più alte - ma dietro il digital divide nord/sud ci sono ragioni storiche e di politica industriale che sarebbe simplicistico liquidare in due righe, a meno di non essere Ito), mi potresti indicare dove nel post di Ito si parla di contributi al digitale terrestre, dell’italia a due velocità, etc? Mi sembra che se togli il folcklore da quelle poche righe non rimane niente. La critica deve essere sempre bene accetta, venga da italiani o dagli stranieri (e guarda le cose che l’Economist scrive sull’Italia - dolorose ma molto spesso vere), la presa in giro italiano baffo nero-mandolino se permetti no.

Commento di Carlo, 21.03.05 15:00

Per chi non si raccapezza il post originale del giappo-tuttologo è quà:
http://joi.ito.com/archives/2005/03/14/the_italian_squat_scene.html

Altri commenti su 4banalitaten e leibniz

Sul digitale terrestre, tra i commenti:
“The sense I got was that they would rather spend money rolling out digital terrestrial broadcast than trying to get more people on the Internet. I realize this is quite political and I was talking to people who had an interest in seeing terrestrial rolled out.”

Secondo me lo stereotipo anti-italiano non c’entra un emerito, mia opinione comunque :)

ciao

Commento di Antonio, 21.03.05 15:24

Non barare, Antonio: io parlavo del suo post. I commenti successivi sono usciti fuori perchè qualcuno gli ha chiesto di cosa diavolo stava parlando.

Commento di Carlo, 21.03.05 15:45

Carlo,
giappo-ito non fa alcun riferimeto preciso a digital divide o digital tv, ma in generale sulla penetrazione di internet in italia. Sono esempi che ho tirato fuori io. Hai ragione: il post di ito e’ banale e superficiale ( ho esordito cosi’ nel vecchio commento) e probabilmente data la sua superficialita’ potrebbe andar bene per qualsiasi nazione (specialmente la parte su internet). Sicuramente avrebbe dovuto “scavare” di piu’ e fare ” i compiti a casa” prima di giudicare, tuttavia per un post su un blog …
my .02 worth

Commento di AndreAmsterdaM, 21.03.05 15:57

Infatti, Andrea. Poi la tua ultima frase la dice lunga (purtroppo): se anche un blogger molto ascoltato come pare che sia questo tizio le spara all’ingrosso, mi sembra inutile che stiamo a parlare dei blog che cambieranno il mondo (bùm).

Mi raccomando, attenzione alla “rule of the law”, che Ito ci aspetta al varco ;)

PS: una volta o l’altra si dovrà pur parlare di queste licenze Creative Commons che, a mio parere, nel nostro ordinamento non servono a una cippa.

Commento di Carlo, 21.03.05 16:14

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