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Mercoledì 16 Marzo 2005Old newsLeggevo su Lipperatura dell’ultimo libro di Roth, e del fatto che se ne parla da qualche parte in Italia in questi giorni. Ora, mentre qui siamo impegnati a discutere di Piperno e Faletti, vorrei sommessamente osservare che il libro di Roth, The plot against America, è uscito da almeno cinque mesi (e se ne parla ora in Italia perchè è appena stato tradotto da Einaudi, la casa editrice dei blogger), che quelli che hanno la iattura di parlare inglese se lo sono gia letto da tempo (Rocca probabilmente ha scritto da qualche parte che Roth è diventato neocon), che il New York Times ha pubblicato a settembre 2004 la recensione (così così) della mitica Michiko Kakutani, oltre che la recensione di Paul Berman ( quello di “Terrore e liberalismo”, un libro di cui forse hanno parlato in due in Italia) e, dulcis in fundo, un pezzo del medesimo Roth in cui viene spiegato il dietro le quinte del libro. Non voglio qui affermare che il livello medio del dibattito letterario in Italia sia provinciale, con una spruzzata di autarchico, e nemmeno che si debba imparare il tedesco per leggere Nietzsche, per carità. Però. Tra parentesi, la mia opinione personale è che, se siete appassionati di Roth, rimarrete abbastanza delusi dalla lettura del libro (o meglio, dall’opera del traduttore). Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Old newsallora io parto già avvantaggiato, essendo stato deluso da Roth anche in precedenza (o dal traduttore, s’intende) Perché gli inserti culturali dei quotidiani non lanciano una bella caccia ai traduttori spipparoli? Per dire, eh. Commento di Effe, 16.03.05 16:00
Non mi dica, dottore: niente a che fare con “Pastorale” o “Portnoy”? Sul serio? Lei mi sta dando un dolore. Commento di Squonk, 16.03.05 17:43
cioè signor brodo lei mi sta dicendo che: - l’ha letto prima in inglese e poi per saggiarne la traduzione in italiano ieri? - la stampa italiana avrebbe dovuto parlarne 5 mesi prima dell’uscita? ( a me sinceramente quando fanno la marketta ad un film che da noi uscirà dopo 4-5 mesi mi sembra superfluo) - se 5 mesi di ritardo le sembrano scandalosi cosa dire dei nove anni di ritardo di saunders “declino delle guerre civili americane?” - lei si è sentito offeso da nicoletti ma mica se la prendeva con lei… - terrore e liberalismo (stupendo) è stato publicato con un anno di ritardo e i giornali ne avevano parlato (nel limite del possibile): Corriere della Sera, 29-3-2004, Pag. 10 Avvenire, 11-5-2004, Pag. 26 il Sole 24 Ore, 30-5-2004, Domenica, Pag. 36 Corriere della Sera, 14-11-2004, Pag. 31 Questo scusami lo faccio anche per te, se no poi rocca dice che ne ha parlato solo lui. :-) - non capisco di quali cose si parli poco. Commento di dado, 16.03.05 22:11
Guarda che mi stai dando ragione: certo che ho letto roth in inglese appena uscito, e non la traduzione italiana, d’altronde è difficilmente sostenibile che sia meglio leggere la versione tradotta rispetto alla versione originale. Mi sembra ovvio, suvvia, non stiamo a sprecarci tempo. Come lo sapevo? Perchè leggo la stampa straniera. Dato il mestiere che fai, sicuramente sarai a conoscenza del fatto che in italia, a parte la gazzetta dello sport e novella2000, si legge poco o niente. Perchè? Dimmelo tu. Roth: tradotto in cinque mesi perchè è un colosso della letteratura contemporanea ma, se solo si volesse proiettare lo sguardo fuori dai nostri confini, sarebbe difficile non vedere che in America se ne è parlato in lungo e in largo per mesi. O siamo affetti da uno strano strabismo per cui ci ingozziamo in tempo reale di sceneggiati e spazzatura tv americana, scarichiamo le puntate di desperate housewives da internet e poi non sappiamo che è uscito un libro di roth? D’altronde non siamo più negli anni 50, esiste internet, si può leggere il new yorker online, esistono i mezzi di comunicazione, gli appassionati di musica sono informati sulle nuove uscite dei loro gruppi preferiti praticamente in tempo reale, gli appassionati di libri devono aspettare la traduzione? E se non viene tradotto (saunders)? Tu avevi mai letto Barthelme prima che minimum fax lo facesse resuscitare da 25 anni di oblio? Eppure è uno dei più grandi scrittori di racconti di questo secolo e in Italia il 90% delle sue opere non sono mai state tradotte. Perchè c’è un certo provincialismo, degli editori e dei lettori. Perchè in italia non si parlano le lingue e ci si sente fichi a non parlarle, perchè il 70% degli italiani non ha il passaporto e quando viaggia va una settimana nel villaggio valtour al mare sulla spiaggia di vattelapesca e non esce mai. Perchè il livello culturale di questo paese è basso, basso, basso (ed estremamente provinciale). Poi io non mi sento affatto offeso da Nicoletti, di cui mi frega meno di zero, mi scoccia leggere cose stupide quando per me è assolutamente ovvio che il 90% degli spunti interessanti si leggono ormai sui blog, e non certo sulla stampa classica, che vive di pubblicità, di marketing, di caste chiuse e di marchette. Che poi parte di queste marchette si siano trasferite o meno su un pugno di blog è irrilevante. ir-ri-le-van-te. Gli accessi e le page views non contano un cazzo, il concetto stesso di blogstar è una stupidaggine tipicamente italiana e quelli che continuano bovinamente a lamentarsi delle “blogstar” sono dei fessi e ci fanno una pessima figura. Commento di Carlo, 16.03.05 23:31
Errata: Barthelme=36 anni di oblio, sono andato a controllare e Bompiani ha tradotto 2 (due) suoi libri, uno nel 1967 e uno nel 1969. Einaudi ne ha tradotto uno nel 79, tutto il resto non è mai stato tradotto. Minimum Fax ha fatto uscire Come back, Dr. Caligari da qualche anno e, adesso, il delizioso “atti innaturali, pratiche innominabili”. Speriamo continui. Commento di Carlo, 16.03.05 23:40
Anche Zuckerman Scatenato, se non erro, ha avuto un certo “ritardo”… Commento di C:\arlo, 16.03.05 23:58
carlo, capiamoci io sono d’accordo con te al 90%. in particolare sul clamoroso ritardo con cui vengono pubblicati libri in italia (se vuoi vado a cercare un commento per una newsletter che aveva la stessa identica posizione), la scarsa passione per la lettura e il basso livello culturale. non sono d’accordo però sul fatto che i media mainstream debbano parlare di una cosa che in italia non c’è ancora (chiariamoci devono dar notizia che in america è uscito roth ma è del tutto inutile fare la recensione con 5 mesi d’anticipo). non sono d’accordo che il 90% delle cose interessanti siano sui blog. certi giorni certe pagine culturali, certi editoriali, certe vignette, certe recensioni hanno un livello che in rete manca.( o non sono su blog) tu secondo me dimentichi di essere l’elite dell’elite (non c’è ironia e non fare il modesto). io leggo parlo e scrivo in inglese correntemente ma non leggo libri in inglese (se non raramente e spesso se già letti in italiano) per un sacco di motivi: mi sto rilassando, cmq amo la mia lingua, voglio passarlo alla morosa con le mie sottolineature, voglio essere sicuro di capirlo al 100%. Commento di dado, 17.03.05 01:50
dimenticavo, sono d’accordo anche su tutti gli autori/titoli citati. un plauso alla minimum fax (e anche alla marcos y marcos per altro). Commento di dado, 17.03.05 01:58
Io continuo a non capire: cosa trattiene un redattore di una rivista letteraria (mettiamo che sia “pulp”, tra parentesi non mi risulta che “pulp” sia una parola italiana) dal comprare il libro di roth appena uscito, leggerselo in lingua originale e farne una recensione o scriverci un articolo, magari dando anche conto di quello che è uscito sulla stampa americana? Qual è il problema, che poi i lettori non se lo possono comprare in italiano? Però desperate housewives se lo scaricano e se lo vedono in inglese, mi sembra. Ma le riviste letterarie non esistono anche per orientare le scelte, per far tradurre autori sconosciuti agli editori, per collegare tematiche letterarie ad avvenimenti di attualità? Tanto per dire, Roth parla del suo libro sul NYT e, nel farlo, parla anche di Bush (a settembre 2004): And now Aristophanes, who surely must be God, has given us George W. Bush, a man unfit to run a hardware store let alone a nation like this one, and who has merely reaffirmed for me the maxim that informed the writing of all these books and that makes our lives as Americans as precarious as anyone else’s: all the assurances are provisional, even here in a 200-year-old democracy. Commento di Carlo, 17.03.05 02:15
deve aver cambiato versione nel frattempo… Lei ha negato ogni riferimento a Bush, ma è difficile non pensarci quando si parla del «giovane presidente con la tuta da pilota. Un interrogativo posto indirettamente dalla sua storia è la necessità di un intervento bellico americano in un momento in cui il mondo si sente aggredito dalla barbarie. Commento di dado, 17.03.05 02:43
Solo per ribadire, Carlo: Pulp, a prescindere dall’origine della parola, è una fra le migliori riviste letterarie italiane. Il servizio di copertina dedicato a Roth è estremamente ben fatto: e rivolgendosi ai lettori che si ritrovano ora il Roth tradotto, rende loro un ottimo servizio. Mi sembrerebbe vagamente snobistico che un mezzo di comunicazione rivolto ad un pubblico che in maggioranza compra libri tradotti, pensasse soltanto a coloro che parlano e leggono correttamente inglese. Poi, se non vado errata (ma mi documento e te lo dico), la stessa rivista si era precedentemente occupata di questo libro, ma senza dedicargli uno spazio così ampio. Certo, tutti auspicheremmo che i tempi di traduzione e pubblicazione fossero più rapidi: ma non è il migliore dei mondi possibili, questo. Commento di La Lipperini, 17.03.05 13:46
Ah, avrei citato il servizio di Pulp anche se Roth fosse stato pubblicato da Adelphi, che non è la casa editrice dei blogger. Commento di La Lipperini, 17.03.05 13:48
Solo per dire che: “Che poi parte di queste marchette si siano trasferite o meno su un pugno di blog è irrilevante. ir-ri-le-van-te. Gli accessi e le page views non contano un cazzo, il concetto stesso di blogstar è una stupidaggine tipicamente italiana e quelli che continuano bovinamente a lamentarsi delle “blogstar” sono dei fessi e ci fanno una pessima figura.” è la frase della settimana. Commento di Massimo Morelli, 17.03.05 15:14
Lipperini: “Mi sembrerebbe vagamente snobistico che un mezzo di comunicazione rivolto ad un pubblico che in maggioranza compra libri tradotti, pensasse soltanto a coloro che parlano e leggono correttamente inglese”. Io non ho detto che bisogna pensare solo a chi parla inglese, ho detto che mi sembra un po’ provinciale parlare di un libro di Roth solo quando viene tradotto, ignorando del tutto il dibattito culturale che si è aperto in america all’uscita del libro (e in quel particolare momento storico). Non mi sembra snobistico parlarne nel momento giusto, mi sembra al limite un servizio ai lettori. PS per quelli di “pulp”: in america è appena uscita la raccolta dei racconti di Lovecraft, anche quelli non tradotti in Italia. Commento di Carlo, 17.03.05 15:48
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