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Mercoledì 9 Marzo 2005Il prezzo della "democrazia"Ho sentito il racconto della Sgrena a Ballarò, e mi sembra che non abbia detto le cose che si sono lette in giro in questi giorni - o forse ha fatto un po’ di marcia indietro. La storia degli americani che volevano ucciderla perchè in possesso di notizie segrete o importanti era un’evidente cazzata, ed è stata smentita dalla Sgrena stessa. Le foto della macchina non mi sembrano compatibili con il racconto dei 300-400 proiettili. Conclusioni: Sgrena & Co. l’hanno sparata grossa a caldo, forse è umano dopo uno shock di quel tipo, poi hanno precisato a mente fredda. I giornali ci hanno intinto il biscotto. Probabilmente è stata una fatalità o un errore di comunicazione. E comunque, quando la “coalition” avrà completato l’esportazione della “democrazia” in Iraq, probabilmente non ci saranno più irakeni: tra checkpoint, fuoco amico e bombe varie li avranno fatti secchi tutti prima. PS per i precisini: qui si esagera spesso e volentieri. La popolazione dell’Iraq è di circa 24 milioni di persone e si stima che, dall’inizio della guerra, siano morti circa 250.000 civili (cui andrebbero aggiunti i militari). Siamo quindi all’1%, c’è ancora molto da fare. Tanto per rendersi conto dell’ordine di grandezza: in Italia, durante la seconda guerra mondiale, sono morti 330.000 militari e 85.000 civili su una popolazione, all’epoca, di circa 45 milioni di abitanti. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Il prezzo della "democrazia"Alla fin fine, l’idea che mi sono fatto è che l’obiettivo reale fosse Calipari, o ancor più il “quarto uomo”, forse un iracheno, a bordo della macchina, probabilmente un mediatore o terrorista, della cui presenza si era parlato all’inizio subito dopo la sparatoria, e che poi è sparito nel nulla - probabilmente essendo stato ucciso o arrestato dagli americani. Commento di Kaspar Hauser, 09.03.05 09:40
Io credo che un po’ più di accortezza avrebbe giovato molto e sarebbe stata rispettosa della memoria di Calipari. Commento di Domiziano Galia, 09.03.05 10:59
perché non mi fa commentare i post? Commento di Jaisalmer, 09.03.05 13:17
Pare ci fossero problemi col domain di posta per “questionable content”. Cambiato domain, funziona. Il problema con le statistiche (e quella di peacelink è campata totalmente in aria, a differenza di quella di lancet) è che se non si hanno dati diretti (i body counts), bisogna chiedere in giro se qualcuno è morto. E la variazione dovuta solo perché si sceglie questo metodo di misurazione è altissima: niente impedisce - e di solito accade cosi’ - che si includano anche i morti per cause naturali, come quelli per mortalita’ infantile, molto alta in Iraq. Commento di Jaisalmer, 09.03.05 13:21
E’ tutta colpa dei giornalisti se sono stata fraintesa. Troppo cerume nelle orecchie o troppi interessi di parte. E a volte danno man forte a questi bastardi anche telecamere collaborazioniste e microfoni di regime. Ma io sono sotto shock, cristosanto! Anzi no, è tutto un video montato, sto meglio di quanto si possa vedere. Scusate, sono distrutta, sono stati momenti drammatici, venivo continuamente minacciata. Eh no, non avete capito niente, la verità è che… (ad libitum) Commento di Occhioni Sgrenati, 09.03.05 13:48
Shangri, complimenti potrebbero prenderti al bagaglino. Elementi per una ricostruzione del genere? Commento di Antonio, 09.03.05 14:11
Ho un dubbio: http://uomonero.com/press/?p=159 Commento di uomonero, 09.03.05 14:27
Carlo, forse sai che non la pensiamo nello stesso modo sulla faccenda. Da quanto già è assodato, sembra proprio che la Sgrena non sia testimone attendibile e, mi dispiace dirlo, neanche una persona seria. La questione delle pallottole già è sotto i nostri occhi: non è un particolare da poco, anche perchè è uno dei pochi di cui abbiamo riscontro oggettivo. Io non le credo più: che dire sulla sua risposta in merito alla velocità dell’auto? “Non andavamo particolamente forte in considerazione delle circostanze”, seguito da un lapsus significativo come “volevamo raggiungere l’aeroporto il più presto possibile”, significa 40 kmh? OK, facciamo finta di sì. E che dire della negazione di avere visto sequestratori a viso scoperto quando si è letto il contrario nelle sue interviste? Anche lì ricamavano i giornalisti? E le oscillazioni sulla famigerata teoria dell’agguato, con piersolari e diliberto lasciati ora con le mutande in mano? Commento di Milton, 09.03.05 15:42
Io non so se la pensiamo allo stesso modo o meno, le mie impressioni derivano molto da quello che ho sentito ieri sera, piuttosto che dai giornali (dei cui resoconti non mi fido). Detto questo, mi sembra che Sgrena e compagno, nell’enfasi del momento, le abbiano sparate un po’ grosse. Adesso, passato qualche giorno, probabilmente rilasciano dichiarazioni più meditate. Io, comunque, non credo che la ricostruzione di Sgrena sia particolarmente corretta - c’è anche da dire che alcuni particolari sono difficili da ricostruire (non saprei dire se una appena rilasciata dai sequestratori, e seduta dietro, sia in grado di distinguere con certezza la velocità di un’auto oppure percepire se andava a 40 Kmh oppure 60 Kmh, e via di seguito, specialmente se nel frattempo era distratta, parlava al telefono, parlava con Calipari, etc). Credo che una ricostruzione molto più affidabile possa provenire esclusivamente dall’autista della macchina. Commento di Carlo, 09.03.05 15:58
chissà se a Giuliana Sgrena, Simona Pari e Simona Torretta qualcuno ha detto che rilasciare dichiarazioni false o reticenti al pubblico ministero, a maggior ragione per favorire qualcuno, è un reato, e che per molto meno della panzana della Sgrena sulle 400 pallottole o del silenzio delle Simone sul ruolo dei servizi segreti io andrei a finire in galera per favoreggiamento e false dichiarazioni al pm… Commento di Milton, 09.03.05 16:05
ah, scusa la logorrea, dimenticavo che costituire prove false a carico di qualcuno è anche calunnia, che commessa per mezzo di un altro reato è aggravata Commento di MIlton, 09.03.05 16:09
Si, ma tu stai assumendo che quello che la Sgrena ha detto al PM sia la fotocopia di quello che è uscito sui giornali. Io francamente ne dubito, come dubito che abbia messo a verbale il fatto delle 400 pallottole. Commento di Carlo, 09.03.05 16:10
In situazioni del genere i riscontri dei testimoni oculari sono sempre da prendere con le molle. La Sgrena era parte in causa. Con un mese di prigionia sulle spalle. Se dovessi interrogare la Sgrena e lo dovessi fare con energia, diciamo, aspetterei e la interrogherei ripetute volte… Gli interrogatorii di terzo grado non sono stati inventati solo per famor di tortura….o per estorcere dichiarazioni di comodo. Mi sono spiegato? Commento di francesco, 09.03.05 18:04
sulla liberazione degli ostaggi sfondi una porta aperta. Io sarò anche un cuore tenero, so che i soldi pagati vanno a finanziare i terroristi, etc. E però, se avessi dovuto decidere io avrei sempre pagato per liberare la gente, da Moro in poi. Avrei trattato con le br, scarcerato qualcuno, pagato dei soldi, tutto quello che si poteva fare lo avrei fatto. Capisco che razionalmente è sbagliato, ma è difficile prendere decisioni di questo tipo in maniera così fredda. Commento di Carlo, 09.03.05 18:33
Ok. Ti dirò di più. Commento di francesco, 09.03.05 19:20
Scusa, poi finisco. Quello che sostengo io è che non si volesse ammazzare nessuno. Ma allora mi si deve dire chi ha dato l’ordine di sparare e perché invece non è stato dato l’ordine di lasciar passare quella macchina attesa in Commento di francesco, 09.03.05 19:25
‘Azz, non ho niente da mettermi, Antonio, per il Bagaglino. Dovrò urgentemente procurarmi un paio di calze in lycra-titanio e un push-up. In ogni caso, non parlerei pomposamente di “fonti” (questo è un termine che sta bene in bocca, chessò, a un vero giornalista come Cremonesi). Leggo i giornali come probabilmente fai tu, guardo la Tv e mi capita di ascoltare la radio. Mi pare sia sufficiente una memoria appena decente per notare vistose incongruenze nelle dichiarazioni di prima mano e/o riportate da altri colleghi giornalisti da parte dei signori Sgrena-Scolari. Mettiamo il caso che noi si sia tutti ingiusti coi sunnominati, cui sono state erroneamente attribuite affermazioni esagerate e contraddittorie. Facciamo quindi un generoso sconto sulla boutade giornalistica (ahi, ahi, ahi ragazzacci!) del “la volevano morta perché in possesso in informazioni importanti” (in seguito smentita: “Pier è stato frainteso”), sui grappoli di pallottole raccolti a piene mani sul sedile, sugli spergiuri del genere “ho sentito Nicola fare due telefonate, una in italiano e l’altra in inglese” (smentita ieri: “Nessuna telefonata in inglese, ha parlato solo in italiano”). Liquidato in toto il giornalismo italiano, che ha riportato queste parole, mi rimane la certezza d’aver sentito la Sgrena, ascoltata alla radio, asserire prima d’aver passato giorni da incubo, costantemente minacciata di morte e di esser stata malissimo e correggere poco dopo il tiro dicendo che il famoso video era stato drammatizzato ad arte e che lei stata molto meglio di quanto sembrasse. Anzi, la signora ha pure suggerito ai parenti della Aubenas di osservare con attenzione l’espressione della giornalista francese, per capire in quale stato d’animo lei sia veramente. Oh, che saggio consiglio. E dire che a me la povera Florence sembra ridotta a uno straccio. Ancora: so bene che il video diffuso a inizio prigionia ha impressionato tutti e che ovviamente le parole dette in quel momento andavano prese con beneficio di inventario. Ma io, che ho trovato quel video assai imbarazzante, ho avuto la bastardaggine di pensare: ma com’è che questa è andata a raccontare ai rapitori i fatti suoi, con chi convive, che mestiere fa il suo compagno e qual è la sua posizione politica nei confronti della guerra? Questo retroscena, chiaramente deducibile dal tono e dai contenuti del messaggio, mi ha fatto pensare che ci trovavamo di fronte a una sprovveduta. E allora, per quanta pietà potessi provare, mi sono un po’ irritata al pensiero che un giornale spedisca al fronte una tale colombella, priva delle caratteristiche umane e professionali utili a fronteggiare una situazione di pericolo. Riferì addirittura una collega, all’indomani del rapimento, che lei e la Sgrena ridevano e scherzavano, in quel di Baghdad, sull’ipotesi di un loro rapimento. Messi insieme un po’ impietosamente tutti questi elementi, mi spingo a considerare la Sgrena (e anche, tragicamente, l’entourage del Manifesto che le ruota intorno) un’ondivaga signora di mezza età che, a partire da un irrisolto conflitto adolescenziale, confonde il desiderio di trovare un centro di gravità permanente nella propria esistenza con l’esercizio (auspicabilmente adulto) della professione del giornalismo. Polemizzo su questa faccenda collaterale a quella, molto più importante, di stabilire la verità sulla sparatoria solo perché a mio parere la Sgrena è un simbolo di un certo modo d’essere facilone e dilettantesco che sta allungando degli assist incredibili al governo Berlusconi, premiato da questa vicenda neo-statista. Alla peggio, Berlusca appare in questo momento all’elettorato come un paparino che tira fuori dai guai un po’ di bambinetti spericolati. Ed è lo stesso rapporto mediatico che ha con 3/4 dell’intellighenzia di sinistra che fa lavorare, stipendia e a cui pubblica i libri. Commento di Shangri-La, 10.03.05 13:45
giuste osservazioni, persino troppo elegantemente benevole Commento di Milton, 10.03.05 20:04
Benevoli, certo. Adesso ai sequestrati gli facciamo il contropelo così la piantano di andarsi a cercare pubblicità gratuita tramite la divertentissima esperienza del sequestro con minaccia di decapitazione. E’ sempre bello vedere storie di questo tipo trattate come partite di calcio, da tutti allenatori, adesso diventiamo tutti esperti di operazioni dei servizi segreti. Tra un po’ il sismi si metterà a fare sondaggi di opinione prima di procedere in missioni ad alto rischio. “Che ne dite, popolo italiano, passiamo prima all’ambasciata? usiamo una macchina blindata o un’anonima auto da noleggio? andiamo in tre o in quattro? due macchine o una? lo diciamo agli americani o proviamo a vivere il brivido del checkpoint improvvisato? paghiamo il riscatto o mettiamo nei casini il governo? mandateci un sms con le vostre proposte”… Voi che fate il controinterrogatorio a Giuliana Sgrena e/o al suo partner, spiegatemi una cosa: visto che qua ci sono di mezzo almeno due servizi segreti di due paesi diversi, e con strategie molto divergenti sulle trattative per i rapimenti, secondo voi, c’è uno solo dei protagonisti della vicenda, da Letta a Polo all’altro agente del Sismi, che è libero di dire tutto quello che ha visto e sentito? Evidentemente chi ha qualche difficoltà a recepire il concetto che una persona sotto sequestro non sta parlando liberamente, avrà qualche difficoltà anche a recepire il concetto delle enormi restrizioni di segretezza e cautela richieste dai servizi. Qualsiasi sia l’origine della sparatoria, chiunque abbia commesso gli errori peggiori, sia gli americani che gli italiani per forza di cose stanno coprendo qualcosa, non fosse altro le rispettive fonti dell’intelligence sul campo. Ma per carità, continuate a prendervela con le inconsistenze dei commenti a caldo dell’ostaggio. Quelli sì che sono il vero problema di tutta ‘sta faccenda. Commento di monica, 11.03.05 02:32
Non è così: andate a rileggere le primissime dichiarazioni dell’ostaggio (ex) all’indomani del rilascio e quelle trasmesse in diretta da Ballarò. La versione è assolutamente la stessa, anzi al contrario di quanto dice anche Carlo, c’è da stupirsi che di fronte alle immagini dell’automobile e al progressivo ‘illuminarsi’ delle circostanze, la Sgrena non abbia fatto ritrattazioni a posteriori di comodo, tanto in quelle circostanze un po’ di confusione te la perdona chiunque (purchè eviti di lamentarti). Commento di Antonio, 11.03.05 20:58
Vedo adesso che la Sgrena niente affatto pacificata rincara la dose e quindi immagino un’altra serie di polemiche che seguirà. Comunque mi pare che questa affermazione riportata da Repubblica descriva bene la realtà delle cose: “E’ importante che, grazie alle nostre affermazioni, mie e dell’agente del Sismi che guidava la macchina quella sera fino all’ aeroporto - dice all’Ansa la giornalista del Manifesto -, si sia imposta la necessità di fare chiarezza. Altrimenti, sarebbe stato tutto archiviato nel giro di due giorni come un ‘tragico’ incidente”. ciao Commento di Antonio, 11.03.05 21:43
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