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Lunedì 7 Marzo 2005

Io rimango fortemente perplesso

E’ evidente che non sapremo mai quello che è realmente successo alla macchina che portava la Sgrena all’aeroporto, tuttavia, anche volendo dare per buona la versione americana, ci sono alcune cose che non quadrano:

1) è possibile che le forze americane non fossero state avvertite? I funzionari del Sismi sono stati in contatto con Palazzo Chigi via telefono cellulare per tutto il tragitto, possibile che non fossero intercettati? L’ambasciata italiana, che conosceva in diretta i dettagli dell’operazione, non ha provveduto ad informare gli alleati del rientro? Mi sembra molto improbabile. Sono sicuro che esistono le registrazioni degli ultimi minuti al telefono, e forse sarebbero utili a fare luce sulla vicenda. Letta, che pare fosse tra gli interlocutori, potrebbe intanto raccontare quello che ha sentito.

2) le fonti americane parlano di checkpoint (posto di blocco), quelle italiane parlano invece di una pattuglia (patrol). Mi sembra più sensata la seconda ipotesi, anche perchè non vedo il motivo per cui il conducente della macchina avrebbe voluto forzare un posto di blocco, esponendosi a morte certa. Purtroppo il conducente, che è vivo e può raccontare, è un funzionario del Sismi - quindi non ne sapremo mai nulla, anche se la Sgrena ha detto esplicitamente che non c’era nessun checkpoint.

3) se gli americani hanno sparato al motore, per fermare la macchina, perchè Calipari si è preso un colpo in testa? E perchè non ci fanno vedere la foto di questa macchina (le foto che girano per internet riprendono la macchina sbagliata)? Se veramente gi americani hanno sparato 300-400 colpi la macchina dovrebbe essere tutta sforacchiata, e forse questo è il motivo per cui non ce la fanno vedere.

E’ interessante notare che, per ora, il racconto della Sgrena è il racconto di un testimone oculare, cioè di una delle tre persone che erano in quella macchina (la seconda persona è morta e della terza non sapremo mai niente).

Non si capisce, quindi, perchè il racconto della Sgrena sia da catalogare a priori come una menzogna, o forse il solo fatto di essere una giornalista del Manifesto, e contro la guerra, funziona come presunzione di bugia?

L’autista aveva per due volte comunicato in ambasciata e in Italia che noi eravamo diretti verso l’ aereoporto che io sapevo supercontrollato dalle truppe americane, mancava meno di un chilometro mi hanno detto… quando…. Io ricordo solo il fuoco. A quel punto una pioggia di fuoco e proiettili si è abbattuta su di noi zittendo per sempre le voci divertite di pochi minuti prima.

L’autista ha cominciato a gridare che eravamo italiani, “siamo italiani, siamo italiani….”, Nicola Calipari si è buttato su di me per proteggermi, e subito, ripeto subito, ho sentito l’ultimo respiro di lui che mi moriva addosso. Devo aver provato dolore fisico, non sapevo perché. Ma ho avuto una folgorazione, la mia mente è andata subito alle parole che i miei rapitori mi avevano detto. Loro dichiaravano di sentirsi fino in fondo impegnati a liberarmi, però dovevo stare attenta “perché ci sono gli americani che non vogliono che tu torni”.

Allora, quando me l’avevano detto, avevo giudicato quelle parole come superflue e ideologiche. In quel momento per me rischiavano di acquistare il sapore della più amara delle verità. Il resto non lo posso ancora raccontare.
(grassetto e sottolineato sono miei)

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Commenti su: Io rimango fortemente perplesso

… e non sei l’unico fortemente perplesso, Carlo… Proprio stamattina, e qualche secondo prima di leggere il tuo blog, ho ripetuto nei commenti la stessa cosa da me (http://www.giovy.it/blog_comment.asp?bi=432).
Ci sono troppe contraddizioni nelle affermazioni americane, e troppe cose che non quadrano.
La verità probabilmente non la sapremo mai, ma se devo decidere di credere a qualcuno, sicuramente non crederò alle parole degli americani (e NON per campanilismo, ma perchè in più di un’occasione gli americani hanno dimostrato di raccontare un sacco di cazzate, per pararsi il culo).

Commento di Giovy, 07.03.05 07:52

..intanto pare che i due o tre cellulari di Calipari siano spariti, e con loro anche il terzo uomo del sismi che si era detto ferito gravemente…RadioRai ( mica Radio Onda Rossa) dixit stamattina…

Commento di ginex, 07.03.05 08:48

Attenzione però: non è che siano richieste circostanze torbide o teorie astruse per esigere un’inchiesta: la gravità dei fatti è sufficiente. Lo dico perchè in Italia come al solito siamo abituati a mischiare a piacimento qualsiasi argomento n con la misura della nostra temperatura rettale, di modo che si finisce per accapigliarsi su questa e che ogni cosa diventa opinabile.
Se anche la dinamica si rilevasse la più lineare del mondo o emergessero enormi cappellate da parte italiane, niente cambia sull’esigenza di avere un’inchiesta vera e un attribuzione delle responsabilità.

Infatti il ragionamento che già si vede fare in giro si articola su uno o più dei seguenti punti: è stata una fatalità, siamo in guerra, non c’è più nulla da dire o fare (R: speriamo che sia una fatalità, ma cosa è successo?); non essendoci bisogno di una ricostruzione dei fatti, non ha neppure richiedere che i responsabili siano giudicati (R: eh??); Pier Scolari si lancia nelle solite deliranti teorie complottosinistroidi, non gioco più, mazzabubù, scelgo anch’io la versione che mi piace di più (R: ah ecco, la temperatura rettale appunto).

Sui tuoi punti:
1) Simona Torretta evidentemente sollevata dall’obbligo al silenzio di fronte a questi fatti, ha dichiarato che loro addirittura sono partite di notte con un volo non autorizzato! Come emerge da più parti c’è un’evidente antagonismo o non fiducia tra i nostri e il comando USA. Quindi in linea teorica è pure possibile che la si è cercata di fare sotto il naso agli alleati. Da accertare.

2) Vero e non vero che non sapremo mai nulla. Il corriere ieri pubblicava non so quanto di fantasia le dichiarazioni del conducente. Evidentemente un avvenimento del genere apre uno squarcio su cose che normalmente rimangono completamente coperte. Sarà comunque difficile ma stiamo a vedere.

3) Non so giudicare. Mi viene solo da dire che ragionandoci il ventaglio delle ipotesi possibili è molto ampio

4) Ho già detto che è scorretto attaccarsi alle opinioni di Pier Scolari (e di Giuliana stessa) per confondere le carte. Non è una figura vincolata a obblighi istituzionali, è stata coinvolta in prima persona, sa molto più di noi e ha tutto il diritto di farsi le opinioni che crede. I prossimi giorni diranno se si trattava dell’indignazione del momento o se c’è qualcosa di più. Un’inchiesta non dovrebbe escludere a priori nessuna pista, sgradita che possa essere all’uno o all’altro.

ciao

Commento di Antonio, 07.03.05 10:26

Caro Brodo primordiale, perche’ secondo te gli americani o Gianni Letta dovrebbero raccontarci la verita’?

Commento di gabriele di giuseppe, 07.03.05 16:30

c’è indubbiamente qualcosa di oscuro. ma altrettanto oscuro sarebbe il motivo per cui, decidendo che lei fosse il vero bersaglio, sia ancora viva.

Commento di burmashave, 07.03.05 18:18

http://pub10.bravenet.com/forum/795583276

è questo il forum che cercate:quello della Difesa..sicuramente ne sapranno più di noi..basta chiedere…ne vale la pena…
Se volete la verità state pur tranquilli: non la sapremo mai !!!

Commento di matteo, 07.03.05 18:47

e poi successe che la sgrena confesso’ di non aver alcun segreto da raccontare…

e aggiunse che in fondo ai terroristi gli voleva bene… e noi abbiamo pure pagato il riscatto… dio bono…

Commento di ispirati, 08.03.05 06:31

Se riuscissimo a sapere, magari per una di quelle casualties che a volte anche in casi come questi emergono inaspettatamente, </>chi ha dato l’ordine di sparare all’intrerno della catena di comando usa in Iraq capiremmo molto delle regole d’ingaggio e anche deir aporti reali tra noi e gli alleati. E’ da escludere che si sia trattato di reclute in preda a una crisi di nervi. In una vicenda dai risvolti politici così delicati ne sapremmo </>già qualcosa e comunque se non se ne sa nulla entro 72 ore non è credibile che il governo americano difenda tre o quattro ragazzini pur di compromettere i rapporti con noi.
Io credo che tra le regole del’ingaggio americano ci sia quella del no alla trattativa con gli irakeni e non per ragioni di fermezza o che altro, ma per ragioni di intelligence, creazione di rapporti, penetrazione nel territorio, insomma il “dopoguerra”. Non credo che ci sia la norma dell’ammazzamento per chi sgarra, questo no di sicuro, però una sorta messa in guardia sì. Allora si capirebbe l’unico proiettile che avrebbe preso la testa di Calipari invece che la gragnuola di colpi che avrebbe dovuto ammazzarli tutti e tre.

Commento di francesco, 08.03.05 11:01

giusto per dire, che` forse mi confondo io: le foto che ci ha fatto vedere il tg1, con tanto di predica sulla loro profeSSionalità ecc. ecc., sono tutte della fiancata sinistra, quando e’ appurato che gli spari provenissero da destra.. ecco, si fossero risparmiati almeno la predica, il mio fegato avrebbe ringraziato..

Commento di francesco, 10.03.05 14:28

Ha detto bene Antonio.

Per chi si lamenta di aver pagato di persona il riscatto “coi nostri soldi”, dov’è che Berlusconi ha fatto la colletta? E’ passato solo dalle vostre parti, a chiedere i soldi? O li ha detratti dai fondi INPS? Dalla Rai? Dallo stipendio di Bonolis? O da quello di Mentana? O magari ha rinunciato al quinto lifting? Mah, certo, capisco che la cosa possa dar scandalo, in un Paese dove il governo, sia nelle attività pubbliche che in quelle private, è sempre così attento alla gestione dei fondi. Eh, signora mia. Coi nostri soldi, hanno pagato il riscatto di quella ingrata. E che mondo, e cosa vuole.

Commento di monica, 11.03.05 02:46

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