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Mercoledì 23 Febbraio 2005Tutto bene a BaghdadO almeno, così ci sentiamo ripetere in continuazione. Dopotutto ci sono state le elezioni democratiche e poi si continua a morire, a decine o centinaia, ma meno di quando c'era Saddam. Possiamo essere soddisfatti, insomma. Adesso pare che i terroristi abbiano una nuova strategia: distruggere le infrastrutture della città, le linee elettriche e idriche, le centrali, gli oleodotti. Scrive John Robb in un post su Global Guerrillas: This is a classic global guerrilla urban takedown. Swarms of attackers hit systempunkts to cause infrastructure meltdowns aimed at social disruption. This global guerrilla neo-blitzkrieg will not be something the overstretched Iraqi government and US forces will be able to counter. Good luck guys, you are going to need it. Più sotto, nei commenti, si ricorda che ormai la maggior parte dei fondi stanziati dal Congresso per ricostruire l'Iraq se ne vanno per la sicurezza, e si cita un articolo del Los Angeles Times: When Congress initially approved $18.4 billion in November 2003 to help rebuild Iraq, the majority of the money was intended to improve electrical and water systems, which had suffered from years of neglect during United Nations-imposed sanctions. But the reconstruction program has struggled to take off in the face of violent attacks, intimidation of workers and allegations of fraud. In the face of spiraling violence, reconstruction officials have shifted funds during the last few months to improve security. Now, the largest chunk of money, about $5 billion, pays for weapons, uniforms and other equipment to help Iraqi forces quell the insurgency. C'è perfino qualcuno che si chiede se il caos in medio-oriente sia un incubo per l'amministrazione americana o se sia uno scenario deliberatamente pianificato e voluto da Bush. Qui un articolo di Josh Marshall sull'argomento (notare che l'articolo è del 2003). Come diceva un vecchio volpone, a pensar male si fa peccato però in genere ci si prende.Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Tutto bene a BaghdadTale è il disastro e tale il battage della propaganda che nessuno si chiede più come si presenta la situazione sotto altri profili che normalmente metteremmo ai primi posti. C’è forse qualcuno che si chiede in che stato sia l’economia? E meno male che grazie ai babbi neoliberisti di GW eravamo finiti in una fase economicista all’esasperazione. ciao Commento di Antonio, 23.02.05 09:14
è davvero triste e deprimente!!! The Future of Iraq and U.S. Occupation (Noam Chomsky) Let’s just imagine what the policies might be of an independent Iraq, independent, sovereign Iraq, let’s say more or less democratic, what are the policies likely to be? Commento di panini, 23.02.05 14:04
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