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Venerdì 28 Gennaio 2005Ai postumi l'ardua sentenzaPuoi anche essere un genio, ma se non riesci a sforzarti per fare capire il tuo pensiero al di fuori della cerchia dei quattro iniziati, non vedo come tu possa pretendere che io mi sforzi di capirlo. Facciamo così: non sforziamoci. Tu continuerai a parlare al tuo pubblico di tre persone e noi ti prenderemo un po' per il culo. Alla fine noi ci saremo fatti almeno qualche risata, tu avrai fatto un figurone davanti ai tuoi due lettori. Win-win. Certo, ci rimarrà la preoccupazione di non aver capito qualcosa di fondamentale per le nostre esistenze, però magari quell'unica persona che ha afferrato di cosa cazzo volevi parlare si deciderà a tradurti. Postumo. O anche: provate ad entrare in un bar e ordinare un cappuccino e cornetto in aramaico. Se il barista non dovesse capire, spiegategli che è colpa sua e che è necessario impari l'aramaico al più presto. Tenetevi quindi pronti alla retroazione (nel senso che succederà qualcosa di spiacevole al vostro retro). Oppure: se non riuscite a scrivere nulla di comprensibile ai più, avete mai pensato di farvi vedere da un buon neurologo? Oggi si cura tutto. In alternativa potreste imparare l'alfabeto dei muti o scrivere un diario segreto e non farlo leggere mai a nessuno, ottenendo esattamente lo stesso effetto.Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Listed below are links to weblogs that reference Ai postumi l'ardua sentenza:
» Condivido from Storie di me Tracked on 28.01.05 08:21
» meta-incomprensione. from dementrioblog Tracked on 28.01.05 21:57
» C'est plus facile from Shangri-la Tracked on 29.01.05 07:26
» supercazzola from d o t - c o m a *:o) Tracked on 31.01.05 09:10 Commenti su: Ai postumi l'ardua sentenza? O non ci arrivo (possibilissimo) o è un post che soffre della stessa malattia che viene derisa negli altri (“se non riuscite a scrivere nulla di comprensibile ai più, avete mai pensato di farvi vedere da un buon neurologo?”). Chi di voi - che non sia l’autore - ci ha capito qualcosa? Commento di Anna, 28.01.05 03:54
Io capito nulla :( Commento di boss, 28.01.05 07:51
C’è una discussione su molti blog, in questi giorni, sulla necessità dello ‘scrivere difficile’, o sull’incapacità di alcuni di ‘scrivere facile’, alla quale penso Carlo abbia dato con questo post il suo contributo. Commento di marco, 28.01.05 08:17
Si dimentica il caso in cui l’autore non ci tiene veramente a farsi capire, ché altrimenti sarebbe palese che quel che dice sono solo banalità… Commento di alessio, 28.01.05 08:50
parafrasando Pascal: “scusa se ho scritto così difficile, ma non avevo abbastanza tempo per semplificarlo”. Sono ragionevolmente convinto che - più che tentativo da parte di qualcuno di non farsi capire - ci sia proprio la mancanza di voglia (o l’incapacità) di mettersi con calma a rendere il testo comprensibile. Commento di .mau., 28.01.05 09:40
Scusate potrei sapere quali sono i blog in cui c’è questo dibattito? Grazie Commento di boss, 28.01.05 10:32
Meraviglioso. Posso baciarla, Dottor Carlo? Commento di PlacidaSignora, 28.01.05 10:44
cfafaèojin ! Commento di Effe, 28.01.05 10:54
io pure non ho capito nulla Commento di n., 28.01.05 10:59
network games Commento di vittorio, 28.01.05 11:30
“A ciò che non capisci puoi attribuire qualunque significato” Per il fatto che non lo capisci invece puoi sempre dare la colpa a qualcun altro, o al tuo scarso interesse per la cosa. Commento di severine, 28.01.05 11:47
Scusate, ho una domanda: come si pongono in questa discussione sul “se non ti fai capire sei un idiota” Commento di Achille, 28.01.05 11:56
è saltata la parola “righe” tra diverse e interamente. Sorry Commento di Achille, 28.01.05 12:02
Achille: l’esempio non calza (e comunque al giorno d’oggi non sapere l’inglese è quasi come essere analfabeta, che ti piaccia o meno). Commento di Carlo, 28.01.05 14:52
hei…si, dico a te…i gol, non nella tua porta…in quell’altra… Commento di giobbi, 28.01.05 14:53
Cazzarola, le tre i: inglese, internet, iPod. Commento di severine, 28.01.05 17:11
La scrittura e la parola sono strumenti di comunicazione, e comunicare vuol dire “rendere noto”, “far conoscere ad altri”, “partecipare”… c’è chi li sa usare e chi si atteggia ad usarli. Avete mai sentito con quale semplicità Zichichi riesce a rispondere a domande su temi di Fisica Nucleare, Chimica o Biologia Molecolare? Commento di marameo, 28.01.05 17:36
Zichichi no, per favore: Commento di Massimo Morelli, 28.01.05 17:56
Dove te la mando la mail che segnala il mio blog con iniziative e cazzate varie? Commento di Medo, 28.01.05 18:09
massimo, che cos’ha che non va Zichici? Ti danno fastidio i grandi scienziati, eh? Ti danno fastidio? Sei invidioso? Eh? Sei invidioso di Zichici? Commento di massimo mantellini, 28.01.05 21:28
Massimo, a te l’arte fa male. Commento di Massimo Morelli, 28.01.05 21:43
zichichi è uno scienziato come io sono un pittore. Al limite è un politico. Commento di Carlo, 28.01.05 21:49
Quindi voi due mi state dicendo che devo togliere il poster che tengo appeso sopra il letto? Commento di massimo mantellini, 28.01.05 22:02
spaventa gli embrioni, dicono. Commento di Carlo, 28.01.05 22:16
Credevo che avessi solo il poster del Met (nudo). Commento di Massimo Morelli, 28.01.05 22:20
Mi sembra perfetto che questa discussione finisca attorno al nome di Zichichi. Commento di marco, 28.01.05 23:03
Scusate, ma io applaudo severine. Commento di Pros, 29.01.05 01:03
Beh, non è esattamente win-win. Tu in più ci guadagni il bacio di PlacidaSignora. (Un buon neurologo da consigliarmi?) Commento di Shangri-La, 29.01.05 07:28
Rivendico il diritto di scrivere sul mio blog cose che nemmeno io capisco, nessuno vi chiede di leggermi :) Commento di mafe, 29.01.05 09:48
“e comunque al giorno d’oggi non sapere l’inglese è quasi come essere analfabeta, che ti piaccia o meno” … vivo in Italia da qualche anno e essendo stato assunto da una società italiana ho dovuto per forza di cose imparare la vostra lingua (perdonatemi per la mia ancora infelice sintassi). Quando ero in America dopo la laurea ho frequentato un corso di giornalismo a Chicago e tra le prime regole insegnate c’era quella che impone all’autore di accompagnare le frasi in lingua straniera con la traduzione nella lingua dei propri lettori. SEMPRE. Un paio di amici giornalisti italiani mi hanno confermato che questa regola vale anche qui. Perciò, si può parlare di “quasi analfabetismo” nel momento in cui non riusciamo a tradurre un testo scritto da un autore di lingua inglese. Ma se un blogger (o un qualunque giornalista) riporta intere frasi in inglese non accompagnate da una traduzione, l’ignorante è lui. Che vi piaccia o meno. Commento di Meno di Zero, 29.01.05 14:19
Oppure è uno che non ha tempo o voglia di tradurre ma non per questo intende rinunciare a segnalare qualcosa di interessante a chi è in grado di capirla. Commento di lia, 29.01.05 15:13
Meno di zero, non essere così negativo! Commento di Massimo Morelli, 29.01.05 15:13
Si tende a consigliare un neurologo quando il proprio ego è troppo grande (o troppo piccolo, che è lo stesso) per ammettere che non tutto si può capire capire al volo. E la lingua inglese in questo non serve a nulla. Ma proprio a nulla. ;-) Commento di MassimoSdC, 29.01.05 15:32
“Oppure è uno che non ha tempo o voglia di tradurre ma non per questo intende rinunciare a segnalare qualcosa di interessante a chi è in grado di capirla” … della serie: sono un giornalista, o un blogger - insomma uno che scrive per comunicare - e mi rivolgo SOLO a “chi è in grado di capirmi”. Gli altri mi paghino perchè non ho voglia di farlo gratis. Bé, indubbiamente un’idea stramba della comunicazione. Forse non hai compreso l’accezione del termine “ignorante”, o forse sono io che non ho ancora imparato bene la vostra lingua. Commento di Meno di Zero, 29.01.05 18:40
shangri: in genere quello che tu scrivi si capisce. Niente battute ma siamo in disaccordo totale e completo: si parla in codice solo a chi possiede a sua volta la chiave per decifrare il codice stesso, quando si parla ai più si ha il dovere di farsi capire. Sei tu che devi fare lo sforzo di farti capire, non gli altri. Altrimenti se parli a due persone fagli una telefonata, ma non scrivere un libro. menodizero: tu sostieni una cosa curiosa. mi limiterò a dirti questo: i blogger non sono giornalisti anche e soprattutto perchè non lo fanno per soldi e perchè hanno poco tempo da dedicare al blog. D’ora in poi, ogni volta che voglio postare qualcosa in inglese la mando a te e tu me la traduci gratis, ok? Io non ho il tempo di farlo. (Per gli eventuali lettori studenti: non prestate attenzione agli autarchici fuori tempo massimo. L’inglese bisogna saperlo e basta, altrimenti siete fuori da tutto e specialmente dal lavoro, almeno dai lavori di un certo livello. Se non sapete l’inglese vi tarpate le ali da soli, meglio se imparate anche un’altra lingua. Che ci/vi piaccia o no, ma è così e non date retta a chi vi dice il contrario). Commento di Carlo, 29.01.05 23:31
grande post, Carlo. incomprensibile il giusto a chi non segue te e i blog a sufficienza. per le lingue: oggi senza l’inglese sei un analfabeta totale. punto. ma il solo inglese non basta. è pieno di Paesi, dall’olanda a quelli scandinavi ai nuovi Paesi entrati nell’UE dove gli under 30 parlano senza problemi tre o più lingue. almeno il francese o lo spagnolo, oltre all’inglese! Commento di Massimo Moruzzi, 30.01.05 11:50
Non ho il numero di bgeorg, Carlo, né di quell’altro là, come si chiama? Quanto ai libri, li scrive tutti Igino. E quando m’illudo che sia arrivato il mio turno, va sempre a finire che la casa editrice mi comunica di aver appena finito la carta. Non rimane che il blog. Commento di Shangri-La, 30.01.05 20:04
Shangri: “sei tu” era in senso impersonale (sei tu scrittore che devi sforzarti perchè gli altri capiscano), non voleva dire sei tu di persona personalmente. Poi volevo anche dirti che, in generale, mi sembra tu prenda questa discussione troppo di petto: non mi sembra che qui si sia mai parlato di te, o di come scrivi il tuo blog (se se ne è parlato, al limite se ne è parlato bene) - lo stesso Domanin non è mai stato citato apertamente e non a caso, visto che era solo uno spunto per ragionare su chi scrive “difficile”. Poi lo so benissimo che lui ha scritto un libro di filosofia, e che era rivolto ai filosofi, ecc. Il punto è che uno come lui probabilmente si esprime in quella maniera anche quando va a comprare il pane. Altro punto è che gli stralci che ho letto in giro potevano senza dubbio essere scritti in un linguaggio più comprensibile, senza alcuna perdita di contenuto. Bisogna fare un po’ più di fatica, però è possibile (e se vuoi te lo dimostro). Il mio assunto è che questo sia possibile quasi sempre e che, anzi, sia obbligatorio farlo quando ci si rivolge ad un pubblico non specialista. Ovviamente le comunicazioni in codice fra adepti della materia restano fuori da questo ragionamento, però un libro potenzialmente può andare a finire nella libreria di tutti, anche non filosofi. Commento di Carlo, 31.01.05 12:47
Massimo, anch’io considero questo un gran bel post. Non solo, ma ritengo che l’autore scrive meglio di tanti che sono pagati per farlo e i suoi post li trovo davvero godibili. Per quanto concerne la traduzione dei testi non mi riferivo ad intere pagine linkate (ci mancherebbe!) ma unicamente agli stralci che spesso vengono riportati nei post. Commento di Meno di Zero, 31.01.05 13:21
Ehi ragazzi, vi sembra carino distruggermi un “mito”? Sono tre notti che non dormo… Commento di marameo, 31.01.05 16:53
E pensare che io credevo fossero i posteri, e non i postumi… Commento di -, 04.02.05 20:05
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