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Lunedì 22 Novembre 2004

L'intellettuale di sinistra minimalista

Leggo su Nazione Indiana un lungo articolo di Raul Montanari che condivido fino alle virgole. Il pretesto è Michael Moore, ma l'argomento vero è il c.d. intellettuale di sinistra minimalista: Sparare su Michael Moore e su Fahrenheit 9/11 (con entusiasmo perfino maggiore di quello che ci metterebbe Charlton Heston) è diventato l’hobby preferito di un certo tipo di intellettuale di sinistra micragnoso, minimalista, precisetto, analitico, concentrato non dirò sull’albero, non dirò sulla foglia, ma sulle nervature della foglia, al punto di non vedere più non dirò la foresta (sarebbe troppo facile), non dirò l’albero, ma nemmeno la foglia stessa. Come è stato giustamente osservato, questo intellettuale è rimasto orfano del soggetto politico della sinistra tradizionale, l’operaio. Essere di sinistra, per lui, è diventato essenzialmente votare in un certo modo (quando ci va, a votare: spesso il disgusto o le sirene del weekend glielo impediscono) nella famosa “gabina” elettorale, esibendo nel resto della sua attività quotidiana e, appunto, intellettuale un mix di noia e rassegnazione, di acida consapevolezza, il cui oggetto preferito non è quasi mai la destra, le sue facce, le sue parole d’ordine, le sue prassi politiche – la cui indegnità è data più o meno per scontata quando non sotterraneamente ammirata (vedasi il mito di Giuliano Ferrara) e frequentata in salotti, feste e occasioni televisive – bensì gli errori dei suoi compagni di orfanaggio, le virgole sbagliate, l’accento grave o acuto sulla “e” di perché. Come ho tentato di dire in passato, anche chez Squonk, pure io ritengo che l'intellettuale di sinistra dal pensiero debole, tutto proteso all'individuazione della pagliuzza di quella che dovrebbe essere la sua parte e un po' strabico riguardo le altrui travi, sia fondamentalmente dannoso o, come meglio detto da Montanari, distruttivo: Comodamente seduto sulla sua poltrona universitaria, televisiva, redazionale, radiofonica o telematica, si compiace di esercitare un pensiero tanto ingegnoso quanto essenzialmente distruttivo, smontando codici e strutture retoriche con l’aria di fare un favore ai compagni di corsa, in realtà gratificando solo sé stesso e il miraggio circolare e onanistico della propria intelligenza. Un gioco piuttosto facile: chiunque di noi ha sperimentato il godimento che dà sedersi in un angolo e stare a vedere le cazzate che fanno gli altri; perfetta rappresentazione di questa situazione è il capitolo di Tre uomini in barca di Jerome dedicato alla preparazione dei bagagli per il viaggio sul Tamigi.

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Commenti su: L'intellettuale di sinistra minimalista

per tacer del cane

Commento di Effe, 22.11.04 13:21

e secondo te non è ancora più squallido questo, ‘sto tono da segaiolo al quadrato, che fa le pulci a chi fa le pulci? e poi, col malcelato sdegno! di chi fatica! come se ‘sto montanari (o tu, o io) la mattina andasse a girare viti. come se lui realizzasse qualcosa. ma questa è una spirale infinita, cazziare chi cazzèa. non bisognerebbe nemmeno rispondere.

Commento di dahlgren, 22.11.04 15:08

[C’è della saggezza nel commento di Dahlgren]
Carlo, torniamo a ripeterci le stesse cose. Insomma, il punto è: se chi fa le pulci alla propria parte si limita a quello, allora tu e Montanari avete ragione. Se chi fa notare le travi nell’occhio altrui riesce anche ad alzare la manina e segnalare la presenza di una sgradita pagliuzza nell’occhio proprio, allora compie un’azione sensata e giusta. Perchè, in fondo, il pericolo è sempre lo stesso: dire “loro sono peggio di noi”, e farla finita così, senza migliorare se stessi.

Commento di Squonk, 22.11.04 16:31

dahlgren non ha affatto ragione, sposta nuovamente la critica su un piano formale e un pochino tautologico. Il punto non è chi gira le viti o i toni più o meno saccenti, più o meno superficiali - che poi siamo su blog mica su limes - ma se le critiche si rifanno a una visione o se sono governate da puro gusto estetico.
Insomma pensare che di per sè parlare male della propria parte sia garanzia di libertà di pensiero è un vezzo e una cavolata: pro domo tua o sua le osservazioni devono prima di tutto essere intelligenti.

Commento di Antonio, 22.11.04 18:48

Sono abbastanza d’accordo, mi alza però il sopracciglio l’idea che l’intellettuale di sinistra si sia perso perché è scomparso l’operaio, come se 1) questo c’entrasse qualcosa e 2) all‘“intellettuale” gli fregasse dell’operaio (o dell’operaismo) in prima battuta.

Commento di alessio, 22.11.04 18:49

eddai… mica montanari c’ha la visione… è solo una polemichetta sua, privata, indirizzata a chissà chi, sempre di gusto, sempre di forma, perchè, diosanto, cosa vuoi che commenti un intellettuale o sedicente tale se non la forma? e infatti vedi chi gli risponde subito… sofri, che s’è visto giustamente ritratto (http://www.wittgenstein.it/post/20041122_80119.html). adesso faranno un po’ di chiacchiere tra loro, magari. e poi, posso dire una cosa? ma ‘sto montanari è un pazzo! borges di destra? uno che ha scritto “ho aderito al partito conservatore. questa è, credo, una dimostrazione di scetticismo”. borges? di destra? borges???

Commento di dahlgren, 23.11.04 01:10

ma ‘sto montanari’ ti risulta almeno che scriva libri?

Il punto focale per quanto mi riguarda è semplice: se io vedo uno che spacca la faccia ad un altro e lo dico. E nel descrivere la cosa sbaglio il colore dei calzini del colpevole, il primo che mi fa un’obiezione tipo: “ma non sono calzini sono calze”, oppure “ma non sono verde pisello ma verde bottiglia” oppure “si ma anche il cugino della sorella della zia di tua nonna tira pugni”, allora quello ha perso di vista il punto cruciale della faccenda, semplice. (e naturalmente, consapevolmente o no, fa il gioco di chi i cartoni li tira)

Commento di dado, 23.11.04 03:12

Scrive, scrive

Commento di Carlo, 23.11.04 08:41

la polemica contro l’IMS della prima parte mi pare estetizzante tanto quanto il suo oggetto, e nel complesso circolare (infatti anche questo mio commento lo è), cioè priva di vero contenuto: credo sia un grazioso divertissement di montanari (che infatti si potrebbe tranquillamente rovesciare facendone un calco “goniesco”).

invece l’opposizione tra passione e intelligenza, tra analisi e narrazione che viene svolta nella seconda parte e tutti gli esempi a rimorchio, la questione del marketing e le definizioni di destra e sinistra, compongono una delle analisi (appunto) più farlocche che abbia letto da un sacco di tempo. non solo insensata in sé, ma così piena di strafalcioni che mi viene il dubbio l’abbia fatta apposta.

Commento di b.georg, 23.11.04 12:23

La seconda parte è un po’ debole, vero. La prima invece la trovo perfetta. Aggiungerei solo la parola “pseudo” prima di intellettuale.

Commento di Carlo, 23.11.04 13:06

la seconda va a rimorchio della prima, carlo, non sta senza. ora provo a farci un divertissement sul serio. che gonio mi perdoni ;-)

Commento di b.georg, 23.11.04 14:10

ecco fatto. un po’ di fretta, ma ero in pausa.
ciao :-)

Commento di b.georg, 23.11.04 14:43

uno scritto fichettonanista ;)

Commento di Carlo, 23.11.04 14:59

in effetti mi sono toccato con piacere ;)

Commento di b.georg, 23.11.04 15:21

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