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Mercoledì 16 Giugno 2004

Le inversioni

C'è un certo modo di ragionare che a me pare poco sensato. Prendiamo ad esempio la guerra all'Iraq che, come noto, è stata venduta dal marketing bushita sulla base di due o tre slogan (le armi di distruzione di massa, le connessioni di Saddam con Al-Qaeda e, quindi, la responsabilità indiretta nell'attentato alle due torri, il regime-change).

Sappiamo ora che le armi di distruzione di massa che dovevano essere in possesso di Saddam, perlomeno secondo l'intelligence anglo-americana manovrata dal doppio agente Chalabi, non sono mai state trovate. A questo proposito sembrerebbe naturale ritenere che l'onere della prova debba essere in capo agli attaccanti, e non agli oppositori della guerra, ma tutti i giorni c'è chi ci spiega il contrario. Ecco la prima inversione: sembra quasi che le prove della non-esistenza di WMD in Iraq debbano essere portate da quelli che si sono opposti alla guerra fin da principio, e non da quelli che la guerra l'hanno fatta - o l'hanno approvata.

Passiamo ora alle connessioni tra Saddam e Al Qaeda: i favoreggiatori del regime bushita ora obiettano che "non possiamo essere sicuri che Saddam non avesse legami con Al Qaeda". Rileggete la frase, please, perchè è complessa. Uno avrebbe diritto di aspettarsi che chi scatena una guerra preventiva e unilaterale sia sicuro di questi legami e invece no, loro "non sono sicuri che non li avesse". Altra inversione.
Io non so cosa ne pensate voi, ma a me sembra che ci sia differenza. En passant oggi veniamo a sapere che queste presunte connessioni non c'erano. Lo dice la commissione d'inchiesta sul disastro del 9/11, ma vedrete che qualcuno chiederà a chi dissente di portare altre prove a sostegno della sua tesi.

Insomma, l'impressione è che tutto quello che è stato detto dalla coalizione anglo-americana sia un po' una bugia, e che anche i più accesi sostenitori facciano fatica a metterci una pezza. A questo proposito, circola un'altra curiosa tendenza all'inversione, quella degli osservatori lievemente snob che analizzano dall'alto verso il basso alcuni fenomeni, senza però analizzarne altrettanto criticamente le ragioni. Forse bisognerebbe invertire anche qui, e cercare di guardare le cose dal basso verso l'alto.

Si storce un po' il nasino segnalando che i tempi sono cupi - dove andremo a finire? - e tanto basta, le cose succedono senza una ragione. Questa è un'altra interessante e desolante teoria, ma ci arriviamo tra poco. Mi limito a sollevare un dubbio: non saprei se possa essere utile scalfire la superficie di argomenti che sono, purtroppo, complessi piuttosto che segnalare che quest'anno va di moda il rosso, ma certo la sintesi mi pare sempre più ardua.

Anche il documentatissimo libro di Berman, a tratti perfino condivisibile, sembra condurre una dettagliata analisi delle cause di questa guerra, delle ragioni "occidentali" e di quelle, seppur deliranti, che possono intravedersi dietro il terrorismo islamico. Peccato fallisca miseramente in questo intento quando conclude, ad esempio, che i terroristi islamici uccidono la gente per il puro gusto di farlo, e boccia qualsiasi tentativo di analisi meno superficiale - sia quella criticabile di Chomsky, sia quella di altri più attendibili pensatori. Dopotutto il mondo è irrazionale ed è inutile pensare che tutto si possa spiegare in base a motivazioni razionali (io stesso sto scrivendo questo post per il puro gusto di farlo). Le cose accadono, punto.

E però, tutto il libro non fa altro che spiegare le nostre motivazioni - che sono razionalissime. E' una vecchia storia: quelle irrazionali sono sempre degli altri.

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Commenti su: Le inversioni

Lei è sospettoso, malpensante e dietrologo.
Forse persino di sinistra, però non so.
Aggiungerei, alla mia personale lista dei Modi-di-pensare-quantomeno-bizzarri, quanti affermano che "Beh, la guerra non si doveva fare, però, ormai..."

Commento di Effe, 17.06.04 09:59

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