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Lunedì 24 Maggio 2004Ancora sul PNAC e su ChalabiPiccolo riassuntino sul caso Chalabi in soli tre punti: 1) Il principio di tutto è il PNAC (Project for the New American Century), un think-tank creato a Washington nel 1997, che vanta tra i suoi membri o padri ideologici persone come Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Richard Perle, Paul Wolfowitz. Nel 2000 (prima della tragedia delle torri gemelle) il Pnac predispone un documento, "Rebuilding America's Defenses: Strategy, Forces and Resources for a New Century", che contiene i punti fondamentali della politica estera americana, necessari per perseguire l'obiettivo di fare degli USA l'impero globale, così come vagheggiato dagli aderenti al PNAC stesso. In quest'ottica, la guerra all'Iraq assume grande importanza perchè vista come mezzo per destabilizzare il quadro medio-orientale e imporre una presenza militare americana permanente. Tutto questo crea le premesse per poi occuparsi anche degli altri paesi arabi. Il PNAC, inoltre, finanzia a colpi di milioni di dollari l'INC (Iraqi National Congress) e il suo leader, Ahmed Chalabi. Questo tizio, mai stato in Iraq dopo il 1956 e condannato a 22 anni di galera da un tribunale giordano per aver fatto fallire la Petra Bank, da lui fondata, si dovrebbe occupare del Ministero delle Finanze nel nuovo governo che gli americani vogliono impiantare in Iraq (in effetti, dai precedenti penali, sembra essere un vero esperto di finanze). Tra l'altro, il gruppo di Chalabi, che si occupa appunto del Ministero delle Finanze irakeno, è accusato di essersi fregato 22 milioni di dollari in occasione del cambio di valuta dell'anno scorso. 2) Subito dopo l'attentato delle torri gemelle, Bush vara un piano, il "National Security Strategy of the United States of America", che è la copia di quanto scritto dal PNAC. A questo punto si procede a costruire il caso Iraq, vendendo ai media la bufala delle armi di distruzione di massa. Non mi soffermo qui sulla vera e propria campagna di marketing (pubblicità ingannevole, si direbbe da noi) orchestrata dai media di proprietà di Murdoch, tipo Fox News o il Weekly Standard dove scrive William Kristol, cofondatore del PNAC. 3) Adesso, dopo che da anni Chalabi è sospettato di essere una spia iraniana, spuntano fuori prove "rock solid" e a qualcuno viene il sospetto che gli americani, dopo la figura di cacca fatta sulle armi di distruzione di massa, vogliano mollare il nostro leader liberale. D'altra parte a Chalabi questa situazione fa in un certo senso comodo, in quanto gli permette di accreditarsi presso gli Irakeni e di non sembrare un fantoccio di Bush. Parallelamente la cosa conviene anche agli Iraniani, a cui non pare vero di avere un loro "dipendente" nel futuro governo irakeno. E quindi, alla fine, pare che Chalabi abbia fatto il doppio gioco con rara maestria. Infatti è riuscito a far scendere gli americani in guerra contro l'Irak e a farsi mettere in charge delle finanze Irakene, e ora sta ponendo le basi per rimanere nel governo, col supporto della popolazione. Il tutto con la benedizione degli iraniani, che si devono essere fatti un sacco di risate sotto quelle barbone. Ci sarebbe poi molto da dire sul ruolo della stampa, non solo americana, dell'AEI e di Michael Ledeen. Andando infatti a scavare nel "giro" dei neoco(j)on - anche di quelli italiani - si trovano un sacco di cose interessanti. Ma di questo in una prossima puntata. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Ancora sul PNAC e su ChalabiPer il giorno 25 maggio 2004 Si rischia il carcere per un mp3, vedete un pò voi... Commento di ale, 24.05.04 16:13
Credo sia penoso vedere gente che ancora si arrabatta a parlare di Iraq, dopo le elezioni, le torri e la cattura i Saddam. W l'America, che grazie dio è immune dal comunismo e dai suoi figlioli finto pacifisti. Senza di lei, saremmo tutti con un asciugamano in testa e con una falce in mano, ad arare icampi per inviare pane nei gulag. Commento di adriano, 07.02.05 00:27
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