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Giovedì 20 Maggio 2004

Quello che si doveva dire

Si doveva dire che la dottrina della guerra preventiva era profondamente sbagliata e illegale, si doveva dire che la guerra è stata fatta in base a menzogne e falsificazioni, che tutti gli obiettivi che ci si erano posti sono miseramente falliti. Si doveva dire che gli americani, unilateralmente, ci hanno consegnato uno scenario catastrofico. Si doveva dire che, per tutto questo, i responsabili dovranno pagare, come si paga nelle democrazie - alle elezioni. Si doveva anche dire che noi in Iraq non dovevamo andarci, e ci dovevamo dissociare da subito dalle posizioni degli americani al governo (che non sono più maggioranza e non la sono mai stata, avendo Bush vinto le elezioni in base a una mezza truffa) e dei cattivi maestri ideologi della violenza neoco(j)ona.

Poi però si doveva dire che in questo momento, in questa situazione disastrosa causata da pazzi irresponsabili e mentitori, non c'è altra alternativa che rimanere in Irak e cercare di riparare, per quanto possibile, agli sbagli compiuti da altri. Questa sarebbe stata una posizione responsabile e coerente, e anche vincente in campagna elettorale - specialmente quando la coalizione dei mentitori fa marcia indietro.

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Commenti su: Quello che si doveva dire

La sai l'ultima?

Commento di J.C. Maxwell, 21.05.04 00:27

Invece no, secondo me.

Portare via i nostri 3000 soldati non cambierebbe le cose da un punto di vista pratico, gli americani, dall'alto dei loro 130 mila effettivi, potrebbero facilmente coprire la nostra mancanza pratica, meno l'ennesima, importante defezione politica alla strategia di George W.

Restare lì significa solo, dopo aver avallato la guerra e il resto, avallare il governo fantoccio che si preparano ad insediare e continuare a difendere i "nostri" interessi economici e petroliferi.

Commento di Gabriele, 21.05.04 03:37

Ampiamente OT: qualcuno ha notato l'intervista ad Huntington su Repubblica di inizio settimana? Rocca direbbe che il foglio lo aveva già scritto 3 anni fà, a me che non sono di casa a Nuova York sentire un padre putativo della contro-jihad disconoscere pure lui le cazzate neocon un cininin di stupore lo dà. In estrema sintesi: sono conservatore non bamba; lo scontro di civiltà era un scenario minaccioso di cui tenere conto, non un auspicio. Non che non mi sfugga una certa dose di opportunismo (parac.) in queste parole, ma comunque...
Intanto il terribile vecchietto è passato a preconizzare nuove sciagure (l'invasione dei latinos) chè quell'altra gli era venuta un po' in tedio.

Commento di Antonio, 21.05.04 07:32

Sul tema del giorno, non ho seguito il dibattito parlamentare, ma quando ho visto il grande maneggione esibirsi con Kofi Annan nel suo repertorio di espressioni gravi e gigioneggiamenti ho pensato che se riuscirà a ottenere o far credere di ottenere o prendersi il merito di ottenere - che nella sua logica sono tutte cose equivalenti - una microsvolta ci sarà da farsi una grossa risata. Proprio pensando agli alambiccamenti e alle timidezze dell'opposizione.

Commento di Antonio, 21.05.04 07:48

Esattamente questo, Antonio. In più adesso sembra che il governo italiano sia sempre stato contro la guerra e a favore dell'ONU - un magistrale ribaltamento di posizione, e noi gli abbiamo praticamente offerto la sponda. Insomma, gli abbiamo fatto fare un figurone. Ieri sera vedevo il povero Boselli da Vespa che non sapeva che pesci pigliare, chissà quanti voti abbiamo perso in una botta sola.

Commento di Carlo, 21.05.04 08:00

Secondo i sondaggi, compreso l'ultimo dopo l'uccisione di Vanzan, di mannheimer (e dando per buono che non se li inventi anche se dei dubbi, non nello specifico, mi rimangono) la maggioranza degli italiani sarebbero favorevoli al ritiro. Se il discorso è solo su base elettorale, e considerando i voti che si possono spostare e non quelli degli zoccoli duri, non credo che perderemo tanti voti ma anzi che ne raccoglieremo. Detto in maniera brutale questa guerra fa paura perché ha esposto l'italia come obbiettivo primo del terrorismo internazionale e credo che questo conti di più dei molti sofismi sull'onu.

Commento di juha, 21.05.04 09:54

Avrei votato anch'io come dici tu, consapevole di dire uan balla enorme, però. Non si cambiano le direttive di questa amministrazione e quando questa cambierà (ancora non sappiamo se), dovremo vedere quale sarà la forza effettiva di chi rimpiazzerà bush. Ne frattempo passeranno altri sei mesi...
Come si suol dire, è una situazione da cul de sac. Elettoralmente conteranno solo i fatti da qui al 12 giugno. Ogni giorno che passa senza esiti, rischia di essere un'agomia per berlusconi.

Commento di oiraid, 21.05.04 13:19

"La guerra? Si riduce come si fa per le tasse, con una promessa. L'Onu? E' come un gadget da usare in campagna elettorale. L'Iraq? Da trattare come una squadra di calcio, se non va in porto l'ingaggio di un premier c'è già pronta una riserva. Le torture e la sorte degli ostaggi italiani? Cancellate dal palinsesto o ridotte a tema secondario, non degno della «prima serata». Queste sono le soluzioni di Silvio Berlusconi al vicolo cieco in cui ha cacciato l'Italia, esibite ieri in Parlamento come si espongono le pentole in un mercatino rionale. Del resto quella dell'imbonitore che spaccia per buona la merce avariata è l'unica dote intangibile del presidente del consiglio. Con la differenza che la platea è il mondo e la posta in gioco la sua sorte. Tornato da Washington senza certezza alcuna se non quella di dover «completare il lavoro» della guerra permanente - che essendo tale non si completa mai - Berlusconi si è affidato alle proprie capacità teatrali per trasmettere sicurezza a un paese impaurito e in buona parte ormai ostile. Bella la recita, incerto l'effetto. Perché l'evidenza dei fatti smentisce ogni sua parola, perché la portata del dramma che va in scena dalla Palestina all'Iraq travolgerà le sue bugie. Magari il gioco può funzionare per un po' e per pochi: forse per tenere assieme la maggioranza fino alle elezioni del 13 giugno, forse sull'elettorato sbandato di centro-destra, le vere preoccupazioni del presidente del consiglio, cui la guerra interessa molto meno, solo come collante per l'alleanza con Bush. Se è ridotta a questo, la politica è finita." (dal Manifesto di oggi) Io spero che la gente usi il cervello.

Commento di marameo, 21.05.04 15:07

Scrivo solo questo: ancora ricordo di non aver mai digerito questa guerra e che il peccato originale sta nell'averla iniziata, ONU si, ONU no. Che la sin.italiana poi non riesca a distinguersi ma si accontenti di galleggiare, spesso con risultati penosi, pultroppo non è una novità.

Commento di dracena, 21.05.04 22:17

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