![]() |
|
Feed RSS
Per ricevere le frescacce pubblicate da questo sito potete utilizzare questi link:
|
Domenica 18 Aprile 2004Tanto per ricordare chi è Sharon/3Dall’articolo di Sandro Viola su Repubblica, scritto subito dopo l’assassinio di Yassin: Ma il punto che più interessa, stasera, non è la malvagità dello sceicco: è quello della valutazione politica con cui è stata decisa la sua morte, l’opportunità della decisione, il fatto di non aver esitato dinanzi alle gravi conseguenze che essa non può non comportare. In due parole, quel che Sharon aveva e ha in mente. Dove pensa di portare Israele, lui che nel gennaio 2001 s’era fatto eleggere promettendo: “Datemi cento giorni, e schiaccerò l’Intifada”. A occhio, Ariel Sharon peserà ormai ben più d’un quintale. Il passo è ancora energico, perché dopo una vita trascorsa più sui trattori della sua fattoria e sui campi di battaglia che non negli uffici ministeriali, la muscolatura dev’essergli rimasta soda. Ma con tutto quel grasso, con lo stomaco che gli si protende enorme dalla cintola, il fiato s’è fatto corto. E non è solo per questo, la condizione fisica d’un vecchio di 76 anni, che Sharon dà un’impressione d’affanno. C’è altro, infatti. Il turbine di due scandali finanziari che investe da mesi lui e i suoi figli, le indagini della magistratura, le richieste di dimissioni che vengono dai partiti della sinistra. E se tutto questo non bastasse, c’è il bilancio di tre anni di governo. Fine d’ogni dialogo con i palestinesi, attentati spaventosi, crisi economica, rovina dell’immagine d’Israele nel mondo. Sì, questo è il punto. La difficoltà di capire a che cosa miri, cosa intenda fare per tenere il suo paese al riparo d’altre sventure, Sharon. E la difficoltà di capire perché la maggioranza degli israeliani continui a dargli fiducia. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Tanto per ricordare chi è Sharon/3Sarebbe interessante, dopo aver appreso chi sia Sharon, sapere anche cosa sia Hamas..e chi fosse Rantisi. Commento di Apelle, 18.04.04 09:14
”…peserà ben più di un quintale…la muscolatura dev’essergli rimasta soda…ma con tutto quel grasso, con lo stomaco che gli si protende enorme dalla cintola, il fiato s’è fatto corto”. Non c’è niente da fare, il Grande Giornalista, la finezza delle metafore, l’acutezza della riflessione, il rigore argomentativo emergono sempre e comunque. Commento di Milton, 18.04.04 10:09
Sharon è un grandissimo opportunista e come tutti gli opportunisti di successo di grandissimo fiuto su come ottenere ciò che gli preme. Una persona che più volte nella sua carriera, tanto da comandante sul campo, che da generale o ministro, si è distinto per usare i morti per acquisire vantaggi elettorali e di potere. Non parlo di accuse generiche, parlo di episodi ben individuati che vanno dai primissimi anni come responsabile di un’unità di rappresaglia, a tutto il suo lungo servizio di indisciplinato ufficiale, al ruolo avuto da ministro in Libano, fino alla famosa passeggiata e all’inizio della strategia delle esecuzioni mirate. La celeberrima foto di Ariel con una benda in testa a coprire una ferita risale alla guerra del Kippur, quando comandante di una divisione corazzata anticipò tutto solo la controffensiva - con i conseguenti rischi per i suoi stessi soldati - per potersi avvantaggiare personalmente del successo (cosa peraltro riuscita). La vignetta del Guardian del gennaio 2003 che tanto ha fatto scalpore uscì a ridosso di un raid israeliano a Gaza city non provocato e nell’imminenza delle elezioni (quelle contro Mizna per il secondo mandato): l’azione raccolse all’epoca indignazione ovunque; oggi gli scontri sono pane quotidiano e la demolizione politica delle autorità palestinesi un fatto accettato. Commento di Antonio, 18.04.04 12:25
Cosa è Hamas lo sanno tutti, invece chi è Sharon - il premier dell’unica democrazia dell’area, come amano dire i benpensanti - evidentemente non lo sa nessuno. Vorrei sapere anche come distinguere i metodi di Hamas da quelli “democratici” del boia di Sabra e Shatila e pluritangentato sparatore di missili Sharon. Non colgo la differenza “democratica” tra un assassino palestinese e un assassino israeliano. Commento di Carlo, 18.04.04 13:12
Milton e Apelle, sarebbe interessante dico io sapere perchè commentate questo post e non quello di Ben Alofs. Forse dico io perchè gli estratti citati da Carlo di prestano a facili ironie (uhuhuh che fine analisi) e così ce la si cava in un paio di righe. Leggete invece l’articolo, ne vale la pena. E’ bello, ben argomentato, equilibrato, pone domande e non dispensa certezze. Commento di Antonio, 18.04.04 13:20
Il punto è che si colgono le due righe di colore per non dover dare risposte a questo: C’è altro, infatti. Il turbine di due scandali finanziari che investe da mesi lui e i suoi figli, le indagini della magistratura, le richieste di dimissioni che vengono dai partiti della sinistra. E se tutto questo non bastasse, c’è il bilancio di tre anni di governo. Fine d’ogni dialogo con i palestinesi, attentati spaventosi, crisi economica, rovina dell’immagine d’Israele nel mondo. Sì, questo è il punto. La difficoltà di capire a che cosa miri, cosa intenda fare per tenere il suo paese al riparo d’altre sventure, Sharon. E la difficoltà di capire perché la maggioranza degli israeliani continui a dargli fiducia. Commento di Carlo, 18.04.04 13:34
Credo che l’eliminazione dei capi di Hamas sia prodromica al ritiro unilaterale di Israele dalla striscia di Gaza. Torniamo al 2000. Oggi Sharon, che vuole ritirarsi da Gaza, non può permettersi che tutto questo abbia a ripetersi. Detto questo, caro Carlo, non vedo come si possa addebitare, in maniera così ingenua, a Sharon la fine dei dialoghi con le autorità Palestinesi. Sharon è stato votato, prima che dagli israeliani, proprio da quei Palestinesi che decisero di seguire la linea degli Hezbollah piuttosto che quella del dialogo. La fiducia tradita degli elettori israeliani non è quindi quella nei confronti di Sharon, i cui metodi e la cui politica tutti conoscevano, quanto nel constatare che la via del dialogo era vana. Parlare poi di dialogo quando si discute della fine di un leader di Hamas è quantomeno bizzarro. Un po’ di coerenza, suvvia. Commento di Apelle, 18.04.04 17:42
Senza entrare nel merito, perchè bisognerebbe parlare del fatto che israele deve rientrare nei confini ante guerra dei sei giorni (almeno, doveva, adesso bush ha detto che non è più necessario) e dovremmo mettere molta carne al fuoco, noto però che rimangono alcune domande, apelle: tu pensi che la politica di sharon sia utile alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese? Commento di Carlo, 18.04.04 21:11
Mi poni domande retoriche. In realtà non posso proprio rispondere alle tue domande, non avendo certezze Anzi, ad un certo punto l’elettorato Israeliano, che per un decennio aveva quasi sempre premiato i progetti politici tesi al raggiungimento di un compromesso di pace con i Palestinesi, ha cambiato rotta. Questo secondo me è il punto nodale, al quale si evita ogni volta di dare risposta, preferendo focalizzarsi su altre questioni.….certo importanti, ma che divengono di secondaria importanza. Come si può parlare di confini, di sicurezza, di accordi, quando nelle due società che dovrebbero mettersi d’accordo non esiste, non dico una reale volontà, ma neppure il sentimento più vago di fare tutto ciò? Commento di Apelle, 19.04.04 19:00
Si Apelle, possiamo essere d’accordo o in disaccordo su tutto, resta però una questione pratica (vedo che hai sorvolato su quella etica, e faccio altrettanto anche io): forse non esiste una volontà di accordo da nessuna delle due parti in causa, converrai però con me che gesti come quello di Sharon non fanno altro che esasperare ulteriormente una situazione a dir poco esplosiva. Non serve il mago di arcella per prevedere che l’assassinio di rantisi porterà altro spargimento di sangue in futuro e altri morti inutili. Inoltre le iniziative di Sharon non rimangono isolate al contesto israelo-palestinese, ma si ripercuotono con forza su tutta l’area medio-orientale, dove sono presenti forze di altri stati, compresi noi italiani. Quando anche un’iniziativa di questo tipo fosse eticamente scusabile (ti parla uno che è contrario a qualsiasi forma di omicidio di stato, compresa la pena di morte), non sarebbe forse il caso di consultarsi prima con gli alleati? Commento di Carlo, 20.04.04 15:20
Invia un commento |
Vecchi Brodi
Luglio 2004Giugno 2004 Maggio 2004 Aprile 2004 Marzo 2004 Febbraio 2004 Gennaio 2004 Dicembre 2003 Novembre 2003 Ottobre 2003 Settembre 2003 Agosto 2003 Luglio 2003 Giugno 2003 Maggio 2003 Aprile 2003 Marzo 2003 Febbraio 2003 Gennaio 2003 Dicembre 2002 Novembre 2002 Ottobre 2002 Settembre 2002 Agosto 2002 Luglio 2002 Quelli che leggo regolarmente
4 banalitaten
Biccio Blog Aggregator Blog Notes Clutcher EmmeBi falso idillio Gaspar Torriero Giallo diVino Giavasan giovani tromboni Haramlik Herzog Leonardo Macchianera Manteblog Massimo Morelli Network Games Paferrobyday Paolo Valdemarin Pfaall Princess Proserpina Shangri-la Squonk Tom Tribook Quelli che leggo irregolarmente
>skip intro >>ander costruksciòn A-chiller application Appunti di viaggio bloggadonellarede Blogocauda Blogorroico BlogOltre Briciolanellatte Claudio Sabelli Fioretti d o t - c o m a *:o) Fuori dal coro Giulio Mozzi Giusec gonio ilFoglioDiCartaIgienica Il mappamondo Il monaco errante Il sentiero giusto Il weblog di Gokachu inkiostro La Pizia Leibniz L'ermo colle Letture e riletture libri e altre opinioni L'indignato LUDIK BLOG Maneanke.net Marsilio black MerzLog Milton Nephelim Onemoreblog New Palomar Pandemia personalità confusa Pino Scaccia quarky SapoZone - Blog Se me lo dicevi prima Strelnik Blog Too Old to Weblog Verba manent (Zu) verbamanent ZetaVu Zoro Powered by
Movable Type 3.0D
|
| Brodo Primordiale non è una pubblicazione, non è
periodico, e viene aggiornato quando mi pare, se mi gira bene e se ho tempo.
I contenuti di questo pregevole sito (qualora ne troviate)
sono protetti da una
Creative Commons License.
|