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Martedì 23 Marzo 2004Capezzon TimesSul Washington Times, un giornale di destra militante di proprietà del reverendo Moon, leader di una setta di fanatici che si chiama Chiesa dell’Unificazione, esce, in versione un po’ rachitica, il parto del linguainbocca Capezzone-Bin Ledeen. Sono più o meno le cose dette al raduno di quell’altra setta che si chiama American Enterprise Institute, depurate dalle parti più manifestamente mattoidi. Chissà se i neocojon, con tutti gli appoggi che hanno all’interno dell’amministrazione, non riusciranno a fargli pubblicare le stesse minchiate su qualche foglio meno screditato. NB: per chi si fosse perso le puntate precedenti, ricordo che Capezzone è il peggiore segretario che il partito radicale (quello di Ghandi, della giustizia giusta, della nonviolenza, dei diritti civili, tanto per capirci) abbia avuto nella storia. Michael Ledeen, invece, è una sottospecie di fascista propugnatore della violenza che, ispirandosi a Marinetti, ha avuto le mani in pasta nello scandalo Iran-Contras, nella P2 italiana, nei servizi segreti, un campione insomma (adesso fa parte dell’AEI). Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Commenti su: Capezzon Timesti dirò una cosa sconvolgente: nel congresso radicale il segretario viene scelto democraticamente attraverso libere elezioni. da quello che scrivi comprendo che simili metodi non sono nelle tue corde, preferiresti che i segretari del partito vengano scelti da dio o dal re o proclamati per acclamazione da un girotondo ma, ahitè, la democrazia nel partito radicale esiste. se capezzone non ti piace puoi sempre Commento di giobbi, 24.03.04 09:34
Giobbi, te ne dirò una che ti sconvolgerà ancora di più : una persona può essere eletta democraticamente ed essere un perfetto idiota. Guardati intorno, nel nostro paese, anche oltreoceano, e noterai l’evidenza di questa cosa. Commento di francesco, 24.03.04 09:46
Appunto, non riesco a capire perchè il fatto che Capezzone sia stato eletto democraticamente (come qualsiasi altro segretario di partito italiano) lo renda automaticamente immune dalle critiche. Commento di Carlo, 24.03.04 12:34
Aggiungo che nei ds si può fare tutto, forse risulta un po’ più difficile farlo in Forza Italia, dove il reuccio è il vostro amico Berlusconi - proclamato per acclamazione. Sono curioso di vedere la futura strategia radicale, per ora constato che state passando dalla luna di miele con Berlusconi, ai convegni con La Russa, poi a piatire da Amato, insomma tutto l’arco costituzionale. Alla fine però non vi si piglia nessuno, una ragione ci sarà pure. Commento di Carlo, 24.03.04 12:43
non mi risulta di aver detto che capezzone non è criticabile in quanto eletto democraticamente. se lor signori sono così cortesi da indicarmi quale passo del mio commento conterrebbe una simile affermazione… Commento di giobbi, 24.03.04 14:27
Senti Giobbi: a me danno particolarmente fastidio quelli che fingono di non capire. In tutti i partiti italiani (forse con l’eccezione di Forza Italia), i segretari vengono eletti democraticamente, in genere da un congresso. Ora il fatto che siano eletti tramite rappresentanza indiretta (elezione di delegati che poi votano il segretario) o diretta (voto diretto degli iscritti) mi sembra totalmente irrilevante. Il dissenso degli iscritti, in caso di elezione indiretta, si esercita votando delegati della lista di minoranza. Sulle critiche a Capezzone mi sembra di avere argomentato a sufficienza, oltretutto mi risulta che ci sia una percentuale non piccola degli iscritti al PR che ritiene che le posizioni di Capezzone in politica estera siano del tutto incompatibili con quello che è il PR da sempre (ghandiano, non violento, per la difesa dei diritti e del diritto, ecc.). L’associazione Capezzone-Ledeen potrà poi apparire di minore importanza a te, a me appare invece importantissima e, anzi, discriminante. Immagino che se Fassino in politica estera si fosse fatto dare la linea da Gelli o da Stefano Delle Chiaie per te sarebbe stato ininfluente. Commento di Carlo, 24.03.04 16:13
tra “non capire” e “non pensarla come te” c’è una certa differenza e vedo che il vecchio vizio dei sinistri di dire a chiunque dissente “non capisci” non è ancora passato. Commento di giobbi, 24.03.04 16:52
naturalmente invece, caro carlo, il fatto che capezzone abbia anche incontrato anche Moises Naìm, direttore di Foreign Policy, che abbia partecipato ad una conferenza anche alla freedom house, che abbia aviuto contatti anche con il gruppo di George Soros, quello che prima (quando finanzio’ alcuni progetti radicali) Repubblica chiamava ‘lo speculatore Soros’ e adesso invece e’ diventato ‘il finanziatore della campagna anti-Bush Soros’, tuto questo naturalmente, caro carlo, e’ per te invece certamente di minore importanza. anzi, del tutto trascurabile. capezzone ha scritto un libro, e molte delle cose in quel libro sono le stesse che hanno animato iniziative radicali come la conferenza di sana’a. l’AEI, tra gli altri, l’ha invitato in un paio di occasioni. e lui c’e’ andato. e invece di beccarsi del fascista berlusconiano affamatore dei lavoratori come si piglia da anni a sinistra qualunque radicale provi a dire la sua in tema di economia e politica estera, gli hanno fatto un po’ di complimenti. che sai, a volte anche a quei cagacazzi fascistelli dei radicali un po’ di complimenti per quel che dicono, scrivono e pensano non e’ che dispiacciano… Commento di paddick, 24.03.04 17:06
clap clap clap Commento di giobbi, 24.03.04 17:38
clap clap clap Commento di giobbi, 24.03.04 17:38
Mi ricordo che, quando c’erano i comunisti veri, i radicali erano ‘ghandiani’. Ora sono diventati i terroristi della democrazia. Però hanno contatti con Soros (notoriamente un punto di riferimento politico altissimo), partecipano a conferenze (bè, le conferenze, sai..) ed incontrano Moses Naim (ed allora..). Mi sto a casa, altro che congresso. Commento di francesco, 24.03.04 18:03
L’elezione diretta del segretario è il modo più semplice che il senile Pannella ha trovato per far eleggere chi preferisce lui, come è sempre capitato. Comunque se l’elezione diretta è naturaliter superiore all’elezione indiretta si capisce la cultura politica dei radicali. Commento di alessio, 24.03.04 18:05
Appunto. Poi francamente, dopo questo ragionamento degno dell’Unto, non credo che tu possa dare lezioni di cultura democratica a nessuno; tra l’altro non ho ancora visto la condanna ufficiale del partito radicale riguardo l’assassinio di Yassin in aperta violazione alle norme di diritto internazionale. Tra l’altro dite sempre che l’ONU non funziona ma omettete sempre di dire che è anche colpa degli USA che mettono sistematicamente il veto a qualsiasi risoluzione o documento del consiglio di sicurezza che riguardi Israele. E poi pensate a Dupuis che si è dimesso da un secolo e non è ancora stato rimpiazzato, anzi si tende all’insabbiamento. E poi lo sanno anche i sassi che i massimi dirigenti del partito radicale li sceglie Pannella, voto diretto o meno. Vogliamo parlare di Rutelli, di Giovanni Negri, o di quelli che sono stati fatti fuori dall’oggi al domani perchè dissentivano (tipo Rippa, Crivellini, ecc.). Te lo dice un iscritto del partito radicale di venti anni fa, che si è fatto un sacco di tavoli a largo argentina a raccogliere le firme per i referendum. Commento di Carlo, 24.03.04 20:12
le dimissioni di dupuis sono state talmente insabbiate che lui stesso ha avuto ore di trasmissione in radio per spiegare le sue ragioni e che sul sito dei radicali si è aperto un dibattito sul tema su cui chi voleva poteva dire la sua. Commento di giobbi, 24.03.04 23:18
le dimissioni di dupuis sono state talmente insabbiate che lui stesso ha avuto ore di trasmissione in radio per spiegare le sue ragioni e che sul sito dei radicali si è aperto un dibattito sul tema su cui chi voleva poteva dire la sua. Commento di giobbi, 24.03.04 23:19
Giobbi: anche io non sono sorpreso del fatto che uno che pensa le cose che pensi tu sia radicale. La dice lunga su cosa è diventato quel partito. Commento di Carlo, 25.03.04 13:13
Dimenticavo questo. Commento di Carlo, 25.03.04 13:19
Carlo, sono anch’io un iscritto a Radicali Italiani e come tale ero presente al congresso che ha rieletto Capezzone segretario lo scorso novembre. Sono, a differenza dell’ottimo Giobbi, anche fra quelli che hanno votato Capezzone. Come tale ti posso dire che vivere il congresso scorso è stata una grande lezione di democrazia anche perchè, e sopratutto perchè, siamo l’unico partito in Italia ad avere una base che vota direttamente i suoi organi e che può convergere al costo di tessera, viaggio ed albergo (invero non molto costoso) al centro dell’Italia per farlo. Siamo tutti candidabili e possiamo anche farci le liste che vogliamo (ed infatti, a fronte delle 3 liste presenti alla fine, vi erano iscritti che raccoglievano firme per presentare anche altre due liste, poi senza successo). Quel che ho visto lo scorso congresso non è minimamente immaginabile da chi non ha mai frequentato il partito radicale, ma neanche da chi vi è stato ant’anni fa perchè ora tutto è cambiato ed è stata restaurata la legalità statutaria. Forse hai ragione a dire che, in fin dei conti, ha ragione sempre Pannella ma è anche vero che se Della Vedova avesse vinto avrebbe vinto. In altri partiti (Ds) la base voleva un segretario e gliene hanno dato un altro, in altre coalizioni (Ulivo) la base aveva eletto un Presidente del Consiglio e fatto fuori quello voleva le elezioni ed invece gliene hanno dato un altro (nell’un caso e nell’altro D’Alema). Credo che tu abbia ragione a lamentare la mancanza di democrazia di Forza Italia, ma la mancanza di democrazia esiste anche in partiti quali Ds e simili (grandi e piccoli) da anni ridotti a semplici agenzie di collocamento e, a sinistra, succursali del sindacato che li tiene in vita economicamente. Lì, i congressi (che non sono neanche annuali e cadenzati come fra i radicali di oggi) ci sono solo quando la dirigenza li vuole fare celebrare, proprio come messe. Il risultato è preordinato dall’andamento dei congressi locali che di solito è pilotato (anche con metodi mafiosi e paramafiosi in alcuni casi) e e dà risultati sconcertanti in termini di nervosismo e confusione fra la base (per tutti i partiti, da Rifondazione ad AN). Ho amici che sono iscritti o sono stati iscritti a PRC, DS, AN, FI e Verdi e mi hanno tutti descritto con moltissima amarezza le vicende pseudo-democratiche di quei partiti e partitini e si sono molto sorpresi di sentire da me che nel PR ed in RI, pur fra mille contraddizioni, per statuto vigono diverse abitudini. Quando hanno sentito che basta pagarsi la tessera per venire a congresso e votare non ci volevano credere. Molti di loro, quelli che non sono usciti, mi hanno confessato che stanno ancora lì dove si trovano perchè gli conviene, tutto qui. Spesso guadagnano uno stipendio facendo poco o nulla, altre volte hanno un ritorno di altro tipo, in termini di agevolazioni ed aiuti per le loro attività professionali o imprenditoriali e questo è tutto. Albert Commento di Albert, 02.06.04 14:52
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