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Domenica 29 Febbraio 2004

Sopravviveremo

Vedo che in giro si parla molto della questione del blog tua sorella, che è stato chiuso per motivi dipendenti dall’incazzamento di qualcuno (anzi, se poteste farmi un riassuntino…). Dico solo questo: io quel blog non lo leggevo, essendoci capitato solo un paio di volte e avendo visto che la sua mission era quella di insultare pesantemente altri blogger, lamentandosi poi per la mancanza di umorismo degli interlocutori/bersagli. Ora, io credo che tutto debba e possa essere consentito, a volte anche l’insulto, basta poi non lamentarsi delle reazioni, anche estreme e non giustificabili, che si possono innescare. E mi spiace non omogeneizzarmi all’ondata di buonismo sindacale quando dico che di questa chiusura non me ne frega una ceppa. In tempi meno virtuali e più reali, uno così avrebbe seriamente rischiato di prendere un paio di ceffoni (a meno di anonimati vari, che sono lo standard degli insultatori). La chiusura di un blog fa sicuramente meno male, e non lascia il segno delle cinque dita in faccia.

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Commenti su: Sopravviveremo

Ecco, stavo pensando a quale riassuntino farti, ma a dir la verità c’è ben poco da dire. Il personaggio in questione - del quale oggi si difende da più parti la presunta libertà d’opinione - non aveva, ahilui, alcuna opinione, nessuna idea, niente di niente. Si è oscurata per qualche giorno (mi aspetto che torni in pista tra una settimana al massimo) la scrittura di uno spernacchiatore, uno di quelli che rutta a tavola per far vedere che è un tipo genuino, pane pane e vino al vino, nonché il tifo da stadio della di lui famiglia dei gobòn, cioè quel manipolo di sodali che faceva il coretto dagli ultimi banchi. Probabilmente per motivi di karma negativo, il suddetto mi si è attaccato ai maroni con una tenacia al limite della psicopatia e proprio mentre stavo per assestargli quel famoso paio di schiaffi di cui andava in cerca disperatamente, è circolata via email una preghiera: non diamogli più corda. Invito da me raccolto e tuttavia prontamente disatteso proprio da quelli che l’avevano diffuso. Come volevasi dimostrare, è cominciata l’opera di catechizzazione, con qualche buffetto sulla guancia, come fanno i parroci all’oratorio, e con la non tanto segreta speranza di riportare all’ovile la pecorella smarrita. Adesso non so cosa sia successo: fonti inattendibili parlano di commenti anonimi e di minacce. Considerato il soggetto in questione, non mi stupirei si trattasse di una messinscena bella e buona. Ma non è questo il punto. Non si fa in tempo a fare il callo a queste cose ed ecco che bisogna digerire più di un post accorato e dispiaciuto per la sua virtuale dipartita. Avrei preferito che qualcuno dicesse con un po’ di sincerità che si divertiva come ci si diverte morbosamente anche di fronte ai peggiori spettacoli della natura umana, piuttosto che pontificare su questioni come la libertà d’espressione. Nel mio cortile, trent’anni fa, era chiara una cosa: se l’abuso non è punito, non c’è più diritto. Al cretino che faceva il prepotente, si dava un bel calcio in culo ed era finita lì. Succedesse ora, mi aspetterei di veder apparire l’assistente sociale e di dover affrontare un’analisi di gruppo.

Commento di Shangri-La, 29.02.04 19:13

La mail di preghiera era mia, e derivava dal desiderio (condiviso da molti, a giudicare dalle risposte che ricevetti alla mail medesima) di non mandare in vacca i commenti a qualunque post venisse scritto chez Squonk, nonchè da una personale repulsione alla rissa, benchè da altri cercata e creata.
Siccome poi il sottoscritto non è geneticamente capace di disegnare il mondo in bianco e nero, nè di mettere cappelli da asino in testa ai reprobi per poi piazzargli calci nelle terga, è ben possibile che abbia fatto la figura del tentenna, quando non addirittura del catechista. Per quanto mi riguarda, la cosa non mi interessa, nè intendo ricevere lezioni in merito.
Detto questo: a me pare straordinario che persone di cui si hanno quotidiane prove di intelligenza, non capiscano che, dietro a quella che loro ritengono essere una solidarietà ipocrita nonchè sganciata dai fatti, sta invece un ragionamento molto semplice. Io non voglio che quella cosa succeda A ME. Egoismo allo stato puro. Io sono il primo a pensare che uno che di mestiere sceglie di fare il rompicoglioni, alla fine trova qualcun altro che reagisce, magari in maniera scomposta, sopra le righe, che sferra pedate negli zebedei del censore.
E ciò non toglie che a me, quelli che danno pedate negli zebedei, di solito stanno sui coglioni, perchè è un modo di fare che non mi piace. Ecco, se questo significa dover stare, una tantum, dalla parte del Traina di turno, beh: è un sacrificio che faccio volentieri. Chi non vuol capire, problemi suoi.

Commento di Squonk, 29.02.04 22:27

il luogo ha le caratteristiche di informale istituzionalità per chiosare come segue… PREMESSO che alle commemorazioni come ai funerali il più trombone è quello che recita l’orazione al solo scopo di esibirsi un pò CONSIDERATO che nelle mobilitazioni e nelle campagne d’opinione colui che lancia la petizione (dovisìziosamente sottoscritta dalla solita compagnia di giro intellettuale) è un inguaribile idealista o un cretino in malafede o quel che peggio un inutule terzista AGGIUNTO che il soggetto di tanto rumore era un boxeur che allungava a vuoto le mani e si esponeva ai fianchi (e di schiaffi virtuali ne ha presi) VALUTATO che pure detto soggetto è pure uno che il nome e cognome per vanesia esibizione di titolo o temeraria improntitudine lo ha apertamente speso CONFESSO che il soggetto medesimo era divertente anche nel suo inane sforzo di “ridendo castigat mores” (e come sempre nel gioco il ruolo del gatto sfuma in quello del topo). E - quindi che EmmeBi il Titolista mi perdoni - alla fin del girotondo “siamo tutti giù per Voltaire”

Commento di gonio, 01.03.04 10:14

Ma in questo acceso dibattito, dove finalmente vengon fuori finti buonismi e veri onanismi, la questione fondamentale, tra etica, libertà e panegirico, è: si dirà “ceppa” oppure “cippa”? Che poi non ci si trovi, un giorno, a dover rimpiangere d’aver lasciato la questione irrisolta.

Commento di Effe, 01.03.04 12:57

Ho capito il ragionamento, Squonk. Il punto è che radicalmente non lo condivido. Di più. Ti farò una confessione analoga a quella di Gonio: mi sono persa tutta la faccenda delle minacce e me ne spiaccio, perché mi sarei divertita. Aggiungo pure che sì, per un fatto diciamo così genetico, il cappello d’asino e i calci nelle terga li assesterei volentieri a personaggi di tal risma. Mi pare che tutto ciò rientri in quella sana dialettica, che - come dicevi tu stesso tempo - impone di parlare con la stessa lingua dell’interlocutore. Quel che tu dici (“potrebbe succedere anche a me”) non sta in piedi. A ciascuno accade quel che la sua natura attira. Nonostante apparenti somiglianze, tu non puoi essere raggiunto né da quel che tocca a me, né da quel che tocca ad altri. Questa non vuol essere la premessa per disinteressarsi del mondo, ma per capire in che modo il mondo stesso risponde proprio a te. Per ciò qui a mio modo di vedere non si poneva alcuna questione di principio per la quale valesse la pena di mobilitarsi in tali numerose attestazioni di solidarietà. Mi viene in mente ora Neri, che si becca minacce e querele a volontà. Beh, ha raccolto meno solidarietà lui che Traina. Perché vien naturale pensare: se Neri scrive certe cose, se ne assume le responsabilità, anche se spiace che riceva minacce telefoniche. Ovvio. Si presume che Neri sia un adulto, o che lo sia io quando mi espongo nello scrivere certe cose e vado incontro a determinate reazioni, ma non si presume che Traina sia un adulto. Su questo, pienamente d’accordo. tant’è vero che è uscito di scena lamentando - proprio lui - le miserie umane.

Commento di Shangri-La, 01.03.04 14:38

Credo che per i più non si trattasse di solidarizzare o meno con nessuno. Piuttosto, si trattava di prendere spunto da una o più “miserie” per trarne alcune riflessioni, confuse o lucide che fossero. Così è stato, e così è ancora, credo. Punto e accapo.

Commento di MassimoSdC, 01.03.04 14:55

SL, grazie. Io sono abbastanza convinto che ognuno raccoglie ciò che semina, ma con un “margine di errore”; se così non fosse, sarei sinceramente preoccupato per me e (soprattutto) per te, che ci siamo trovati alle costole il Traina medesimo. Non dirmi che ce lo siamo andati a cercare.
La vita di tutti i giorni, sia quella che ci viene raccontata da Cucuzza, sia quella che vediamo con i nostri occhi, è piena di scarti tra azioni e reazioni. E’ un aspetto che, a bocce ferme, non trascurerei. Potrebbe succedere anche a me sì, purtroppo, perchè gli sciroccati non mancano.
Lo ripeto per l’ultima volta, perchè di questa faccenda ho scritto fin troppo, e in alcuni casi a sproposito (anche da te): nessuna commozione, bensì solidarietà mossa da egoismo.
Poi, che il Grande Dissacratore si sia congedato lacrimando sulle miserie umane e tirando in ballo la libertà d’espressione è cosa che, come ho scritto in pubblico ma anche in privato al GD stesso, si commenta da sola. In negativo, certo.

Commento di Squonk, 01.03.04 15:36

Non senti la forza della dark side? Orsù, aderisci anche tu al movimento cattivista e non se ne parli più.

Commento di Carlo, 01.03.04 15:40

Ultimo appunto, solo per precisare il mio pensiero. Non volevo tanto dire che ciascuno raccoglie quel che semina, anche se ci sta anche questo, nell’economia del discorso. Piuttosto volevo dire che quel che mi accade (a me, a te, a chiunque), non accade a caso e mi appartiene in un modo che tocca a me leggere e interpretare. Traina compreso. (E non è una tesi giustificazionista, bada bene).

Commento di Shangri-La, 01.03.04 16:15

Carlo, temo che vi toccherà tenermi così. Terzista buonista, un incrocio tra Paolo Mieli e Walter Veltroni. Ossignur.
SL: sì, credo di aver capito.

Commento di Squonk, 01.03.04 16:44

Alè Hop, seguo il mio istinto ed entro nel lato oscuro, di quelli che ne sono rimasti non solo assolutamente intoccati ma anche niente affatto infastiditi (il lato oscuro, Carlo?). Mi può dispiacere per come è andata la cosa, di uno che, dice, ci ha messo la faccia, mai vista in realtà. Mi spiace perchè, pur non avendolo mai incrociato realmente, lo stavo per sfidare a “singolar tenzone” (improvvisazione teatrale, il palco a suo piacimento) per vedere il bluff fino in fondo.
Mi spiace nulla per gli accoliti, quelli che, dopo prostrazione, digiuno, cilicio, potevano ambire a sedere al suo fianco, permettendosi di insultare a destra e a manca, protetti da improbabile pseudo-anonimato. Niente fiori ma opere di bene (a favore dei terzisti in sala, please ;-) ).

Commento di Xabaras, 02.03.04 16:49

Mi pare che ci sia una doppia ambiguità: da una parte la confusione tra l’insulto e lo sberleffo, magari sottile ma esistente. Non sono mai stato un sostenitore del Traina, ho ritrovato anche un post nel quale mi burlavo di alcune sue cazzate (sarebbe utile, per i terzisti, farne uno su tutti, così un domani…) ma, lo dico chiaramente, trovo irritante che si passi in secondo piano il fatto che, mi pare, gli si sia attacato al blog una piattola che offendeva bellamente e sul personale. Se dire che una cosa del genere non è da augurare a nessuno è essere buonista allora son buonista, se questo è essere solidali con qualcuno allora son anche solidale. Se poi volete continuare a voler bellamente confondere lo scrivente con lo scritto, il testo con la persona (che ha chiuso, non si esprime più, ora ed oggi) e vi va bene ugualmente, scusate ma mi fate un po’ paura. Prferisco rimanere ingenuo e buonista e cazzo pare a voi ma pensarla così.

Commento di spiritum, 02.03.04 23:24

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