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Martedì 3 Febbraio 2004La mia america - 1st episodeQuesto caso della tetta di Janet Jackson, buono al massimo per farcisi sopra una risata, mi ha fatto tornare in mente una delle prime cose che notai anni fa, fresco di trasferimento in America. Come sapete, da quelle parti non si usa molto l’antenna perchè c’è la tv via cavo, cable tv appunto. Megalomane come al solito, io avevo fatto l’abbonamento intergalattico, cioè quello con dodicimila canali di tutti i tipi (per esempio quattrocento canali di bricolage - e per bricolage intendo trasmissioni su come costruire un’automobile nel garage di casa partendo da zero, e cose del genere - seimilaottocentoquarantadue canali di film, canali russi, estoni, lituani, svedesi, sci-fi, telenovele, bulgaria oggi, notizie, corse di cavalli, cani, vermi e batraci, documentari sulla vita sessuale delle spore, e molto altro). Dovendomi concentrare su qualcosa, mi concentrai sui film. La cosa non era strana: essendo andato a vivere in una città di sette milioni di abitanti senza conoscerne nemmeno uno, potete capire che, all’inizio, le mie serate non erano particolarmente dense di avvenimenti. Visti seicentoventisette film nel primo mese, ero ormai in condizione di fare delle statistiche: la stragrande maggioranza dei film che passavano in televisione (a qualsiasi ora) era fatta di sbudellamenti, squartamenti, traffici di droga e/o armi letali, lotte fra gang rivali, sparatorie, sangue, intestini, cervelli spappolati e altre piacevolezze di questo tipo. Non parliamo poi del linguaggio, turpiloquio portato ai suoi massimi livelli - e non cito lo show di Howard Stern, la cui gag più famosa era quella in cui si agitava sulla sedia, si metteva in posizione e mollava una serie polifonica di peti per la gioia del pubblico osannante. Tutto questo era la norma, e nessuna associazione di massaie aveva mai avuto niente da ridire. E però si vedevano pochissime smutandate, i pornazzi erano censurati e, insomma, sesso in tv quasi zero. Tra l’altro, questa impostazione era clamorosamente contraddetta dalle abitudini serali delle single autoctone che, mediamente, te la davano 15 secondi dopo la prima miller light. Capirete che per noi italiani, abituati atavicamente a secoli di vacche magre e di sfibranti corteggiamenti plurimensili, la cosa era meglio di Disneyland e, nel caso specifico, continua fonte di scommesse con il mio famoso portiere Lou che, essendo testimone del via-vai, teneva i conteggi quali-quantitativi e proclamava mensilmente il record del palazzo. Ma non volevo parlare di questo, volevo solo dire che il fatto che una mamma possa dire, parlando della fatidica tetta, “The whole country is completely floored that someone would have the audacity to put this on prime-time TV in front of our children” è una cosa che può succedere solo in America. Trackback PingsTrackBack URL for this entry: Listed below are links to weblogs that reference La mia america - 1st episode:
» Linksoup from Massimo Morelli's Weblog Tracked on 05.02.04 23:01 Commenti su: La mia america - 1st episode1) Chicago ha sette milioni di abitanti? 2) Con tanti canali ai quali ti eri abbonato, neanche uno di pornazzi? Ma smettila, non ci crede nessuno. 3) Vogliamo le testimonianze di Lou. Commento di Squonk, 03.02.04 17:58
1) Chicago area metropolitana (inclusi suburbs), si. Solo la città sarà sui 3 milioni. 2) i pornazzi sono tutti censurati. In illinois poi sono severissimi. 3) Ti posso dare il telefono. Non lo fare incazzare che è un armadio a muro. Commento di Carlo, 03.02.04 18:28
Ma come, eri in usa e sprecavi il tempo a trombare? è per questo che la tua formazione politica è così carente. Dovevi studiare strauss. ;) Commento di Massimo Morelli, 03.02.04 21:50
Grande! Sto post è la mia vita in Germania i primi due anni! Tranne che qui la patonza te la sbattono in tv alle 7 di pomeriggio… Commento di Fabrizio, 03.02.04 22:06
Tanto per dire come sono in Illinois: la prima volta che mi hanno portato a bere qualcosa in un Gentlemen’s Club sono rimasto stupito dal fatto che tutte le ragazze avevano una specie di scotch sui capezzoli. Una delle sventurate, a domanda rispose: it’s the law. Commento di Carlo, 03.02.04 22:42
Guarda che tu parli troppo con i neoconi: sei contraddittorio. :)))) Commento di Massimo Morelli, 03.02.04 23:28
No, guantoni e mezzo litro di caffè di starbucks incandescente. anche -35 con il wind chill, che freddo che faceva. Commento di Carlo, 04.02.04 09:03
Ha ragione Momo: insomma, tra le città di oltre un milione di abitanti che ho visto in vita mia, Scicago si prende la medaglia d’argento. Il freddo me lo immagino, a ottobre si ghiacciava, ma il Loop, il Riverside Park (credo si chiami così, quello dall’acquario al molo dove arriva il fiume) e quel caffè vicino all’università che ti serve liquido scuro e caldo insieme a libri di filosofia, beh, son cose. Maledetto. Commento di Squonk, 04.02.04 13:43
Hai ragione, Chicago è una delle città più belle degli Stati Uniti e, a dispetto del clima, una delle più vive. Se hai guardato la skyline almeno una volta dall’acquario o dal museo oceanografico, non puoi non rimanere colpito. Commento di Carlo, 05.02.04 10:35
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