Feed RSS
Per ricevere le frescacce pubblicate da questo sito potete utilizzare questi link:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0

Martedì 11 Novembre 2003

How do we feel about that? Is that OK?

Non so se avete notato che la nostra stampa al napalm, quella per così dire più interventista e di destra (mi perdoni Rocca), non scrive mai niente su quella eccezionale compressione dei diritti civili degli americani che si chiama Patriot Act (I e II). Non ne parla la stampa neoco(j)ona, non ne parlano i blog di destra, non ne parlano nemmeno i radicali, che se non ricordo male un tempo servivano a qualcosa e si occupavano di diritti civili - adesso l’attuale gestione one neoco(jo)n show si occupa magari dei diritti civili del tacchino di allevamento, ma su Guantanamo e Patriot Act nemmeno una sillaba (e poi lo sappiamo che a Guantanamo i prigionieri sono belli grassi e floridi).

Insomma si scrivono corbellerie di ogni tipo, si paragona Bush a Kennedy e altre cose da pelle d’oca, ma nemmeno una parola sulle leggi liberticide passate dall’amministrazione Bush negli ultimi anni. Non è un problema, anzi la cosa non esiste proprio, infatti il risalto che viene dato al discorso di Gore su questi temi è pari a zero. E allora, prima che qualcuno mi paragoni Bossi ad Altiero Spinelli, oppure Fini a Marter Luther King, lo riporto io, in versione integrale e scaricabile.

Trackback Pings

TrackBack URL for this entry:
http://brodoprimordiale.net/MT/mt-tb.cgi/1024

Commenti su: How do we feel about that? Is that OK?

Carlo, sei sempre il solito. Sparacchi e poi le pallottole (apprezza la metafora neocon) ti ricadono addosso. Il Patriot Act non è una legge liberticida di Bush. Primo perché non è liberticida. Secondo perché è passata col voto di 5 candidati democratici alla presidenza su sei (gli altri non sono parlamentari). Cioè hanno votato per la tua legge liberticida Kerry, Lieberman, Edwards. Ghepardt e Graham. L’unico che è votato contro è Kucnich, uno che è passato alla storia per aver portato alla bancarotta (cioè al fallimeto) la città di Cleveland. NOn c’entra, ma c’entra.
E’ una legge bipartisan, che ad alcuni piace e ad altri no. Ma non c’è nessuna libertà in pericolo. Su 250 milioni di americani, sono soltanto in due (2) quelli che si lamentano di aver subito violazioni dei propri diritti. Ovviamente ci sono campagne in corso su questo punto. Uno degli incarcerati come presunto terrorista si chiama Padilla e l’altro non mi ricordo, anche perché ha un nome di origine araba e io non sono forte nel ricordarmi i nomi di origine araba.
Guantanamo è un’altra questione, e ne abbiamo discusso parecchio. E’ una vergogna giuridica, eppure giustificata da una guerra e da una imprevista situazione giuridica (una guerra non contro uno stato ma contro terroristi combattenti). Per il resto, come è noto, non c’è alcuna tortura fisica.

Commento di christian rocca, 11.11.03 20:01

A proposito: e tu perché non commenti il dato dell’occupazione americana tornato little by little stabilmente positivo, dopo lo strabiliante + 7,2 percento del Pil. Non avevi detto che quell’aumento era una stronzata visto che i posti di lavoro non aumentavano? E ora che aumentano, taci?

Commento di christian rocca, 11.11.03 20:34

Allora, vediamo prima la storia dei posti di lavoro. Cerco di farla semplice, quindi mi si perdoni qualche approssimazione terminologica e metodologica, nel caso ti posso mandare uno studio più rigoroso in materia:
i posti di lavoro in america in effetti non aumentano, quello che aumenta è il numero degli stipendiati non agricoltori che, effettivamente, cresce di 126.000 unità in ottobre su settembre e circa 25.000 unità settembre su agosto (incremento, peraltro, realizzatosi tutto nei servizi e non nell’industria).
Questo è un indice settoriale. A livello globale, tenendo anche conto della dinamica demografica, i dati mostrano che ad ottobre c’è stato un incremento netto delle persone alla ricerca di un lavoro pari a circa 104.000 unità. Tanto per avere un idea dell’ordine di grandezza, la forza lavoro americana al 30 ottobre 2003 era di circa 147 milioni di persone, escludendo i militari (e qui ci sarebbe un’altra storia da raccontare su come si manipolano i numeri, ma lasciamo perdere per ora). Lasciamo perdere anche l’indice relativo alle persone che chiedono la “cassa integrazione”, in peggioramento costante, e assumiamo per un momento che la crescita dei posti di lavoro si stabilizzi su circa 126.000 unità/mese (facendo finta che quello sia il dato reale, cosa che non è).
In base a questa fantasiosa ipotesi, per recuperare i 2,7 milioni di posti di lavoro persi da marzo 2001 ci vorrebbero circa 21,4 mesi (ho paura che non facciamo in tempo per le elezioni). Tutto questo sulla base di un ragionamento viziato alla fonte, errato metodologicamente e sempre che i dati non siano rivisti al ribasso il mese prossimo, cosa che ultimamente avviene con una certa frequenza. Me lo segno e ne riparliamo ai primi di dicembre.
Tanto per avere un altro ordine di grandezza, l’amministrazione Clinton ha aggiunto circa 225.000 posti di lavoro/mese veri pari a circa 11 milioni di nuovi occupati nel periodo, ma transeat.

Ci sarebbe anche da dire che studi di stimati economisti non propriamente di sinistra, tra cui un premio Nobel, dimostrano che per avere un effetto sensibile sulla domanda aggregata si dovrebbero avere tra i 300.000 e i 400.000 nuovi posti di lavoro/mese lordi (ho detto lordi, non netti). Esistono inoltre altri studi che dimostrano come in america i posti di lavoro persi siano rimpiazzati da occupazioni temporanee o part-time, a salari settimanali vicini al minimo e spesso sotto la soglia di povertà. Esistono anche ulteriori studi che mettono in dubbio la tradizionale equazione per cui in america si licenzia in periodo di crisi e, quando riparte l’economia si riassumono tutti quelli licenziati più altri ancora. Pare non sia più così e anche l’effetto Cina ci ha messo lo zampino.
Non aggiungo altro perchè questo commento è gia troppo lungo, mi limito ad osservare che siamo tutti lieti che in america si cominci a vedere una possibile inversione di tendenza, ma anche che è facile manipolare i numeri sia in cattiva fede che in buona fede. Tu fai il giornalista, hai la possibilità di controllare i dati e farti spiegare le cose da qualche economista. Io lo farei.

Inoltre, sul fatto che l’economia americana sia in cattiva salute e male organizzata per trarre il massimo beneficio da un possibile ciclo espansivo in arrivo credo che ci siano ben pochi dubbi, perlomeno tra quelli che capiscono un minimo di economia e sono obiettivi. Le teorie economiche keynesiane con espansione del deficit di bilancio sono nei manuali di economia politica che si studiano al primo anno di università, quindi non mi dilungo – vedi tu (il testo di Stefano Zamagni è ottimo, se vuoi sapere le mie preferenze). Stessa cosa anche per la politica dei tassi tenuta dalla Fed e per il ragionamento sull’effetto veleno dei tax-cut. Nel caso sono disponibile a scrivere un altro pippone.
Poi sul Patriot Act ti rispondo dopo che mi hai gia fatto perdere mezz’ora a scrivere questa cosa, mi sono logorato i polpastrelli e anche un po’ incazzato solo perchè tu sei testone e non vuoi ammettere di aver detto una cosa superficiale.

Commento di Carlo, 12.11.03 00:03

PS: poi ti racconto una bella storia su come Bush ha iniziato a taroccare i dati percentuali sulla disoccupazione americana, non diversamente da come qui hanno iniziato a taroccare i dati istat sull’inflazione. Saresti strabiliato dall’apprendere che il tasso di disoccupazione USA viaggia probabilmente oltre il 12% contro il 6% ufficiale. Poi ti racconto anche come hanno deciso che i galeotti americani facciano parte della forza lavoro attualmente impiegata e tante altre belle storie.

Commento di Carlo, 12.11.03 00:10

Sul Patriot Act:

tu dici che la legge è bipartisan. Vero, ma bisogna raccontarla tutta: la legge, proposta dall’amministrazione Bush, fu votata a larga maggioranza dal Congresso in una settimana, senza alcun tipo di dibattito e senza emendamenti, sull’onda dell’indignazione per i fatti dell’11 settembre. Infatti, appena inoltrata la proposta di legge, l’Attorney General John Ashcroft diede al Congresso una settimana di tempo per approvarla senza cambiamenti. Mentre alcuni membri del Congresso iniziavano invece a proporre emendamenti, Ashcroft dichiarò che si attendevano ulteriori attentati e che, in questo caso, si sarebbe dovuto biasimare il Congresso per non aver approvato questa fondamentale legge. Il Congresso, posto davanti al ricatto morale, approvò. Questo tanto per ristabilire un minimo di verità storica.




Tu dici che la legge non è liberticida. La legge invece prevede una significativa compressione dei diritti civili, basti pensare ai poteri in materia di sorveglianza elettronica, alla lesione della privacy, alla possibilità di ottenere tutti i dati personali e informatici senza nemmeno la richiesta di un giudice, ai poteri in materia di intercettazione delle telecomunicazioni, al trattamento particolare riservato agli immigrati. Adesso non mi metto a dare dei link, basta fare una ricerca con google e escono fuori centinaia di analisi su questa legge, che definire liberticida è probabilmente riduttivo.




Tu dici che ci sono campagne in corso su questo punto. Sembra un po’ poco, considerando che c’è un movimento di opinione che comprende decine di milioni di americani, l’EFF, il Center for Constitutional Rights, le associazioni per i diritti civili, politici, attori, scrittori, giornali, media di tutti i tipi (e tutti comunisti, ovviamente) e chi più ne ha più ne metta. Non è azzardato dire che oggi, in America, quando si parla di diritti civili e di libertà costituzionalmente garantite, si cita questa mostruosità giuridica come un vulnus non rimarginabile inferto al sistema costituzionale americano. A leggere quello che scrivi tu sembra che stiamo parlando di una frescaccia. Anzi, a leggere quello che non scrivi tu, perchè non mi sembra tu ne abbia mai parlato – son quisquilie, non meritano.




Tu dici che la legge, fin’ora, ha leso i diritti di solo due persone. Nemmeno ti rispondo su questo perchè mi sembra di offendere la tua (e la mia) intelligenza.




Vogliamo poi parlare del Patriot Act II? Facciamo domani che mi è venuto sonno. Quando vai a NY attento a parlare al telefono, mi raccomando.

Commento di Carlo, 12.11.03 01:09

1) bene, fsono riuscito a farti commentare il dato positivo sull’occupazione;
2) bene, hai rettificato e spiegato ai tuoi lettori che la legge non è di Bush ma bipartisan. Ti lamenti che ne abbiano discusso poco al Congresso? Succede, a volte. Comunque ne hanno discusso moltissimo dopo sui giornali e in televisione. La libertà in America c’è ancora. Le leggei speciali, e io sono contrario alle leggi speciali, fatte durante le altre grandi guerre americane erano molto più liberticide (sempre potenzialmente, ovviamente) di questa. Il diritto alla privacy, oggi con il Patriot Act I e II. è più tutelato che in Europa senza Patriot Act. I due casi sono due, anche se ti indigni. Sono soltanto due (ripeto: 2) i cittadini americani di religione islamica e di origine araba incarcerate con il Patriot Act. Poi, per il resto, si fa più cosa negli aeroporti e ti controllano un po’ di più. Sperando che serva, gli americani non si lamentano. I democratici sostengono che queste misure di homeland security (ministero che proposero loro) non sono sufficienti. Augh.

Commento di christian rocca, 12.11.03 10:22

Il Patriot Act, Guantanamo, la caccia all’uomo, verrano presto ricordati con vergogna e sorpresa così come il maccarthismo, un momento di follia collettiva che ha preso la mano alle libertà civili.

A onore dell’America vera, bisogna dire che il vento sta cambiando, e rapidamente.

Commento di alessio, 12.11.03 10:37

Invia un commento




Remember Me?

(you may use HTML tags for style)

Vecchi Brodi
Luglio 2004
Giugno 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003
Giugno 2003
Maggio 2003
Aprile 2003
Marzo 2003
Febbraio 2003
Gennaio 2003
Dicembre 2002
Novembre 2002
Ottobre 2002
Settembre 2002
Agosto 2002
Luglio 2002
Quelli che leggo regolarmente
Quelli che leggo irregolarmente