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Giovedì 30 Ottobre 2003

Questa è sconfortante

Leggo su Camillo:

La crescita economica dell’America di Bush è la più alta mai registrata dal 1984. Chissà domani Rampini (e Krugman)

Direi che Krugman sarà perfettamente in grado di spiegare perchè l’economia USA è cresciuta a questi tassi, e perchè non è merito di Bush - come invece pensa Rocca (che mi delude assai con queste due apparentemente inoffensive righe). Ci può riuscire chiunque possegga qualche basilare nozione di economia - non serve il PhD al MIT di Krugman, che ha studiato con Dornbusch - e che non sia allo stesso livello di fanatismo dei testimoni di Geova. L’economia americana sarebbe cresciuta a questi ritmi anche se ci fosse stato Bombolo al posto di Bush. Il problema è che poi la gente queste stronzate se le beve, come il contratto con gli italiani.

Dimenticavo: siccome sono un mago posso predire fin d’ora che l’economia italiana crescerà un sacco nel 2005. Naturalmente sarà merito di Berlusconi.

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Commenti su: Questa è sconfortante

Concordo perfettamente con te (e cioè che Camillo ogni tanto vuole strafare), ma non dimenticare che noi abbiamo Tremonti.

Commento di Giavasan, 31.10.03 00:50

me lo spieghi pure a me? che me la rivendo… bombolo incluso e citando la fonte… ovvio.

Commento di nicola, 31.10.03 09:55

acc.. forse Camillo crede ancora che i conti si facciano con il Ballottoliere eh, eh! ;-)

Commento di marameo, 31.10.03 11:56

Carlo, però vogliamo sapere i reali motivi di questa crescita… tzè tzè..

Commento di EmmeBi, 31.10.03 13:38

Non è una crescita, tecnicamente è un rimbalzo dopo una crisi paragonabile a quella del ‘29. In effetti non c’è nessuna ripresa: non aumentano i consumi, si continuano a perdere posti di lavoro, etc. E’ un semplice rimbalzo tecnico, a fine anno la crescita su base annuale sarà al 4% e probabilmente ci vorrà ancora almeno un anno per vedere qualche risultato reale. La politica economica di bush è stata tutta basata sui tax cut, che hanno avuto impatto minimo o nullo sui consumi, in compenso andatevi a vedere di quanto è cresciuto l’indebitamento USA e a quanto stava ai tempi di Clinton. Comunque, detto in una parola, si può parlare al massimo di congiuntura - oltretutto facilmente prevedibile, non certo di successo delle politiche economiche pseudo keynesiane di bush (quali poi?). In effetti tutto questo Krugman lo ha spiegato a sazietà.

Commento di Carlo, 31.10.03 13:46

Anzi, Krugman lo rispiega anche oggi:

http://www.nytimes.com/2003/10/31/opinion/31KRUG.html

Commento di Carlo, 31.10.03 13:52

lIo non s niente di economia, ma ho letto l’imbarazzato - imbarazzato - articolo di Krugman, uno che non aveva previsto - non aveva previsto - (non so se hai capito: non aveva previsto) questa clamorosa crescita da lui imprevista. Talmente imprevista che è la più grande dal 1984 (c’era Reagan allora, mica Krugman)
PS
Secondo te, il mega taglio di tasse non c’entra? E’ stato Bombolo ad aver deciso di governare col deficit? E come mai Krugman, che non aveva pervisto questo clamoroso boom dell’economia americana, aveva previsto che la politica fiscale di Bush avrebbe portato al disastro. Non credo ne sappia meno di Bombolo, è solo che non aveva previsto.

Commento di christian rocca, 31.10.03 13:55

I consumi, al netto del “mega-taglio”, continuano a non crescere. I mega-tagli, come tutte le droghe pesanti, danno assuefazione e, alla fine, sono mortali. Il fatto di non aver previsto un numero (poteva essere 5, 6, 7, 10%) è totalmente ininfluente, il fatto è che serve tirare fuori numeri così per fare propaganda, mentre i fondamentali dell’economia americana sono da brivido (deficit commerciale spaventoso, deficit di bilancio spaventoso, debito spaventoso, posti di lavoro che non aumentano, etc.). Per avere una crescita vera serve che la gente ricominci a spendere stabilmente, quindi servono lavori e stipendi, non espedienti temporanei e dannosi (se poi la fed alza i tassi vedremo quanto dura questa ripresa). In quanto poi alla prevedibilità della crescita basta conoscere un po’ di storia economica: ad ogni grande recessione o crisi corrisponde una successiva forte crescita - altrimenti a quest’ora saremmo tornati nelle caverne.

Commento di Carlo, 31.10.03 14:12

E anche il buco nell’ozono si richiuderà grazie a Lui.

Commento di Briciolanellatte, 31.10.03 15:03

E’ tutto chiaro.A ogni recessione o crisi corrisponde una successiva forte crescita, lo sanno tutti. Ma Krugman in questo caso non lo sapeva. Quando dopo questa crescita ci sarà, come da storia economica, una crisi o una grande recessione, Krugmanprimordiale saprà a chi dare la colpa.

Commento di christian rocca, 31.10.03 15:22

Io di economia non capisco nulla (sono come Bush), ma se devo giudicare per gli argomenti, direi che Carlo mi ha convinto più di Rocca (anche perchè Rocca argomenta per slogan).

Attendo la crescita italiana del 2005 per vendere tutto e comprare un bar in polinesia . :)

Commento di g.g., 31.10.03 17:04

Secondo quest’ultimo fine argomentatore i numeri sarebbero slogan. Mettiamola così: se l’economia americana avesse segnato un +0,2 anziché il +7,2 per cento di ieri, il fine argomentatore che di economia capisce quanto Bush cosa avrebbe scritto? Che i numeri sono slogan oppure che il risultato di Bush è disastroso?

Commento di christian rocca, 31.10.03 17:10

I numeri, senza un perchè, non dicono nulla, o dicono tutto. Io preferisco le analisi ai dati, per due ragioni:

1. Tutti i matematici sanno che esiste sempre un posto in 2+2 non fa 4;

2. I numeri (come la realtà) ti dicono solo ciò che ci vuoi vedere. Sugli stessi numeri, in fondo, ragionano sia Carlo sia Rocca. Eppure i risultati sono diversi.



BTW, mi piacerebbe una pacata argomentazione di Rocca, anche per capire meglio il suo punto di vista. Se fosse possibile condensare un argomento simile in 3 righe, saremmo tutti economisti. Invece siamo (per lo piu’) persono che hanno piacere a capire. Tutto qui. :)

Commento di g.g., 31.10.03 17:42

Io certo non avrei scritto che il risultato di bush è disastroso, perchè bush non c’entra quasi per niente con quei numeri (al limite c’entra più la FED). Le politiche economiche si misurano nel medio-lungo periodo e non con gli slogan basati su uno spike (positivo o negativo che sia in un trimestre). Nel medio-lungo i fondamentali dell’economia americana sono negativi, e di regola la ripresa del mercato del lavoro avviene con uno shift rispetto all’incremento di produttività delle aziende. Inoltre l’alto stock di debito (formatosi per merito dei tagli alle imposte dirette) comporta la necessità di mantenere il dollaro forte, con le ovvie ripercussioni in termini di minori esportazioni (in un mercato globale gia minato dal dumping dei paesi orientali - vedi Cina). I risultati delle presunte politiche di Bush li vedremo bene in un orizzonte temporale di qualche anno, certo non in un trimestre o due. E ti ricordo che gli indici dei mercati finanziari USA sono ancora sotto di un buon 20% rispetto al 2000 (e anche il fatto che non ci sia stato il rally borsistico sperato la dice lunga, gli investitori non si fanno coglionare così facilmente).

Commento di Carlo, 31.10.03 17:52

Aggiungo che mentre è facile prevedere una grossa crescita dopo una forte crisi, e più difficile azzeccare il quando. Inoltre ci sono fior di studi che dimostrano quanto le politiche economiche congiunturali (tipo tax cut) incidano poco sui cicli macroeconomici di lungo periodo.

Commento di Carlo, 31.10.03 17:58

Ripeto: non ne so niente. Leggo i dati, capisco quello che dice carlo e leggo repubblica, rampini, non esattamente uno del pentagono che oggi scrive che “L´aspetto più virtuoso dei dati di luglio-settembre è il sorpasso degli investimenti sui consumi: gli acquisti di beni di produzione da parte delle imprese sono aumentati dell´11% mentre i consumi delle famiglie crescevano «solo» del 6,6%” I consumi, quindi, sono cresciuti del 6,6 per cento, e Rampini - più in là - attribuisce la crescita ai tagli di tasse. Ma aggiunge che grazie ai tagli di tasse le imprse americane hanno aumentato la spesa per la modernizzazione tecnologica. E’ questo, spiega rampini� non io, è un dato importante che si pagherà (in senso positivo) soprattutto nel lungo termine.

Commento di christian rocca, 31.10.03 17:59

E’ esattamente il contrario Christian: Rampini (che comunque non è il mio punto di riferimento nella vita) dice correttamente che gli sgravi fiscali e l’effetto mutui hanno gia dato il loro massimo effetto (la droga di breve periodo). Infatti i consumi, al netto dell’effetto “droga”, sono praticamente invariati. Per mantenere alto il livello dei consumi in futuro, dato che non si può continuare con la droga per altri anni, serve una ripresa del mercato del lavoro, cioè la gente deve avere un salario, per poterlo poi spendere. E questo ancora non si vede.

Commento di Carlo, 31.10.03 18:05

Dico la mia, e mi procurerò di argomentarla ben bene: Rock, Carlo c’ha ragione marcia.

Commento di Fabrizio, 31.10.03 18:35

Tra l’altro il fatto di “avere ragione” mi interessa pochissimo, quello che volevo sottolineare è solo che è facilissimo utilizzare dei numerelli per fare propaganda politica, specialmente quando si sintetizza in un articolo o in qualche riga un argomento che avrebbe bisogno di essere spiegato bene. E’ la stessa storia del presunto “buco” nei conti pubblici italiani, con cui i nostri attuali governanti ci hanno rotto i maroni per un anno - adesso però non se ne parla più da nessuna parte.

Commento di Carlo, 31.10.03 18:43

Ok, avete ragione. L’economia che cresce del 7,2 per cento e’ un risultato negativo, un’oscura manovra dei neocon per papparsi il petrolio del Golfo.
Ciao

Commento di christian rocca, 31.10.03 18:47

Ca’, e c’hai ragione pure sui numeri pro domo sua. Però non ci far abbuiare il Rock, che poi gli passa l’ispirazione non scrive più come solo lui sa.

Commento di Fabrizio, 31.10.03 19:04

Poi giuro che non ci torno più sopra: il pil americano che cresce del 7,2% in questo trimestre non è un risultato negativo, è positivo ma è un dato in parte atteso come naturale risultato di un ciclo in ripresa e in parte drogato da politiche economiche ad hoc. Dire che è merito di Bush è una mezza verità, se non una bugia completa.
Questo bel numerello, infatti, si poggia per ora sul nulla, infatti non c’è nessuna garanzia che la ripresa possa consolidarsi a meno di una significativa crescita dei posti di lavoro. Il verificarsi di questa ultima condizione è nel breve molto dubbio, specialmente in presenza di un dollaro forte, di un pesante debito pubblico (generato proprio dall’amministrazione Bush), e di vari altri indicatori macroeconomici fondamentali che sono negativi. Un aiuto potrà venire dalla FED (e non da Bush) se riuscirà a non alzare i tassi ancora per un po’ di tempo.

Commento di Carlo, 31.10.03 19:09

Ecco: direi che a Rocca manca solo un bel “non gioco piu’” e siamo a posto.

Commento di Anglepoise, 31.10.03 20:03

Mi è capitato di avere clienti che ammettono di non capire niente di tecnologia. Però cercano di insegnarmela.

Non mi sembrano tanto intelligenti. No no.

Commento di Massimo Morelli, 31.10.03 22:49

Massimo: Gran commento, sul serio

Commento di Fabrizio, 02.11.03 02:33

Comunque Rocca tutti i torti non ce l’aveva, anche se il dato sulla disoccupazione non era stato pubblicato (http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/economia/wallstreet/wallstreet/wallstreet.html). Rimane la questione del lungo termine e del rischio-debito.

Commento di Fabrizio, 07.11.03 18:00

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