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Martedì 28 Ottobre 2003

Bum!

Il 41enne David Foster Wallace è probabilmente il più importante romanziere della sua generazione.

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Commenti su: Bum!

Interesting…

Commento di chs, 28.10.03 05:56

Hai affrontato anche Infinite Jest? A me manca solo quello, e mi fa voglia e paura insieme…

Commento di mafe, 28.10.03 09:50

infinite jest e` un capolavoro assoluto, e si legge molto piu’ in fretta di quanto le 1400 pagine lascerebbero supporre. e poi quali sarebbero gli altri grossi nomi della sua generazione? palahniuk? vollmann? robbins?

Commento di delio, 28.10.03 10:14

E’ come la prima volta che leggi Guerra e pace, quando lo finisci ti senti un eroe, se nel frattempo non ti si è frullato il cervello. Ci sono note talmente lunghe che sono divise in capitoli, è una specie di enciclopedia per letterati. E’ denso e mi è piaciuto, in qualche strana maniera. Qualcuno pensa che sia IL libro, io preferisco Pynchon.

Commento di Carlo, 28.10.03 10:22

beh, pynchon ha qualche annetto di troppo per poter essere considerato della stessa generazione di wallace. e la storia delle note e` stata un po’ pompata: alla fine tutti noi intercaliamo la lettura di un libro con qualcos’altro, il giornale, qualche ricerca su google, un altro libro di racconti. wallace si e` solo sentito in dovere di trovare tutto questo all’interno del suo libro.

Commento di delio, 28.10.03 12:57

In effetti Pynchon non è della generazione dei quarantenni, e nemmeno DeLillo. Mi piace Wallace, anche se preferisco uno stile più asciutto (anche Eugenides ha questo problema). Che mi dici di Jonathan Lethem o di Vollmann o dell’ovvio palahniuk?
Comunque i giovani scrittori americani sono un po’ sopravvalutati, io li scambierei tutti in blocco contro un melville.

Commento di Carlo, 28.10.03 17:44

Bene, io al posto di Wallace candiderei William Gibson: è lui l’uomo che ha rinnovato davvero il modo di scrivere dell’ultimo quarto di secolo, l’erede ideale di Pynchon. Sottovalutato sia in patria (già, ma quale? diviso com’è tra Canada e USA) che all’estero dalla critica élitaria che guarda al mondo della letteratura. Motivo della mia scelta: ha indicato una nuova strada a un’intera schiera di scrittori, tra i quali non è difficile individuare illustri nomi che non hanno nulla a che spartire con le etichette che invece da sempre hanno intrappolato la sua figura nel ghetto della fantascienza. Saluti

Commento di X, 28.10.03 22:21

Link interessante riguardo Infinite Jest, specie la sezione ‘What happened to Hal?’, con la teoria ‘Internal Self Synthesis of DMZ’: http://www.geocities.com/Athens/Acropolis/8175/notes2.htm

Commento di Giavasan, 28.10.03 23:28

A me Wallace piace molto: “Una cosa divertente che non farò mai più” mi ha fatto venire voglia di rifare la sua stessa esperienza (una crociera, per la cronaca _). Infinite Jest invece mi ha decisamente intimidito, più per il dover saltellare tra le note che per le dimensioni del volume in sé. Da qui a considerarlo lo scrittore più rappresentativo… non saprei. Ma è di certo uno dei più rappresentativi. Candiderei più Don DeLillo, dovendo scegliere. Ciao F.

Commento di eliaspallanzani, 29.10.03 14:47

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