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Domenica 26 Ottobre 2003

Mi consideri abbastanza sadico?

Prendiamo un po’ di spaghetti-western, qualche b-movie giapponese, Bruce Lee, Kurosawa, Star Trek, i manga, le Charlie’s Angels, Starsky and Hutch e Dio sa cosa altro, frulliamo gli ingredienti con un sano pizzico di musica pop, di cultura trash e splatter, giriamo il tutto come se fosse un videoclip usando sostanzialmente tre colori (oppure il bianco e nero), aggiungiamo la mano del maestro, i piani-sequenza, gli stacchi tra una scena e l’altra e avremo Kill Bill, il nuovo film di Tarantino che ho visto ieri sera.

Ora, io sono un ammiratore di Tarantino da sempre - forse anche un adoratore - e mi riesce difficile essere obiettivo, però questo film mi è sembrato un’opera straordinaria e surreale, un capolavoro di avanguardia. Si, di avanguardia pura, se per essa si intende il rifiuto totale del gusto corrente, dei codici espressivi dominanti, del gusto abituale e anestesizzato di oggi.

“Uccidiamo il chiaro di Luna!” è il titolo di un manifesto futurista, e come si farà ad assistere ancora a quello che ci passa la televisione o il cinema medio italiano dopo aver visto questo film? Nulla sarà come prima, e Tarantino gode in maniera particolare a rompere il canale della comunicazione con il pubblico “comune” mediante un prodotto che, se da un lato è (o appare) incomprensibile, dall’altro è addirittura pedagogico ed educativo nella sua tensione verso quello che non c’è - ma ci sarà in futuro. Dunque un film d’avanguardia, surreale e futurista nello stesso tempo.

D’altra parte qual è il sottile filo rosso che unisce un duello a colpi di Katana in un innevato giardino zen giapponese, drammatizzato dalle note di un flamenco, e la visione del mondo che si ha da un occhio appena strappato a un samurai?
E come si sente Almodovar se in una versione pulp di Parla con lei la protagonista si sveglia dal coma e mangia la lingua del suo violentatore, come un Lecter qualsiasi? Ogni scena di Kill Bill è un piccolo capolavoro, compiuto in sé, e non si sente il bisogno di una storia più robusta anche se, per carità, non è un film perfetto: i dialoghi sono un po’ sottotono e l’ironia di fondo è più nascosta del solito, però che film ragazzi.

L’unica cosa imperdonabile è la decisione della Miramax di dividerlo in due parti (la seconda esce a febbraio). Dovremo comprare il DVD per rivedercelo in pace tre o quattro volte, e in lingua originale.

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Commenti su: Mi consideri abbastanza sadico?

Sulla divisione in due parti: però tre ore così dense forse sarebbero state un poco pesanti da digerire; resta che loro lo fanno per i soldi, certo. Sul film: una vera meraviglia! Ah, il Sofri su Wittgenstein ha da ridire per la storia del “flamenco” (temo abbia ragione :) Buona domenica.

Commento di Chiara, 26.10.03 12:15

Luca ha ragione: la canzone dei Santa Esmeralda non è propriamente un esempio di flamenco (anche se in parte ne ha la struttura), è una canzone disco degli anni 70 (le colonne sonore di Tarantino sono sempre zeppe di R&B o disco dei 70s).

Commento di Carlo, 26.10.03 12:33

Da quando è uscito il film sto nutrendomi di giudizi entusiasti e non ho paura di venire deluso. Ma dire di Tarantino che il film è bello ma i dialoghi sono un po’ sottotono è come dire di una crostata alla marmellata che è buona ma la marmellata fa un po’ schifo… Hai aperto una brutta crepa nella mia attesa.

Commento di Macro Lazzo, 26.10.03 20:47

completamente d’accordo sul film. non è una crepa, fidati, o meglio, tarantino dimostra di saper dirigere molto bene anche l’azione, è un film molto ‘fisico’, di sguardi e corpi prima che di parole. La divisione in due parti lo frega un po’ secondo me nel secondo tempo di questa parte prima, si capisce che il film non sta finendo, che non tira le fila del racconto insomma, e quindi ci si rimane un po’ così.

Commento di k, 26.10.03 23:03

Bizzarro, mi sa che vedrò la prima parte in originale, la seconda in italiano… Comunque quella della divisione in due pellicole mi sembra una intelligente mossa di retroguardia della Miramax, da un lato un film di tre ore scontenta molto i gestori dei cinema ed è nocivo per gli incassi (ricordiamoci che Tarantino in realtà è di culto ma non al botteghino), dall’altro regista e fan erano sul piede di guerra nel caso il film avesse dovuto essere tagliato. Aspettiamo il cofanetto con 3 DVD…

Commento di alessio, 27.10.03 13:08

Ma Bill è il nome in codice di Igor Marini? Non so, parlando di Trantino…

Commento di Effe, 27.10.03 15:15

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