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Lunedì 16 Giugno 2003

Sullo Scarpa-pensiero

Sul caso del giorno sono d’accordo con Massimo: il pezzo di Scarpa mi è piaciuto e non mi è sembrato un attacco ai blog, anzi. Era una cosa un po’ pasoliniana, invece ho letto in giro e mi sembra che il significato dell’articolo sia stato travisato, anche (orrore) dal Guru.
E comunque fa sempre piacere leggere un articolo sui blog scritto in italiano.

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Commenti su: Sullo Scarpa-pensiero

Be’, io quello che dice Scarpa sui blog non l’ho approfondito. Mi ha invece incuriosito il brano di critica letteraria implicita e su quello ho fatto un commento. Così come ora mi incuriosisce capire l’atmosfera pasoliniana che vedi nel pezzo di
Scarpa. Me la spieghi?



g.g.



P.S. in tempi di provocazioni, preciso che: la mia è davvero una richiesta curiosa, non è una provocazione e non ho assolutamente nulla contro gli ombelichi, che in genere non mi fanno nè caldo ne freddo.

Commento di Giuseppe Granieri, 17.06.03 14:55

Beh, perchè la rabbia, l’urlo, l’invettiva aspra sono caratteristiche peculiari di Pasolini.



E’ impossibile dire che razza di urlo / sia il mio: è vero che è terribile - tanto da sfigurarmi i lineamenti / rendendoli simili alle fauci di una bestia - ma è anche, in qualche modo gioioso, / tanto da ridurmi come un bambino / E’ un urlo fatto per invocare l’attenzione di qualcuno / o il suo aiuto; ma anche, forse, per bestemmiarlo. / E’ un urlo che vuole far sapere, / in questo luogo disabitato, che io esisto, / oppure, che non soltanto esisto, / ma che so. E’ un urlo / in cui in fondo all’ansia / si sente qualche vile accento di speranza: / oppure un urlo di certezza assolutamente assurda / dentro cui risuona, pura, la disperazione. / Ad ogni modo questo è certo: che qualunque cosa / questo mio urlo voglia significare, / esso è destinato a durare oltre ogni possibile fine / FINE.

Commento di Carlo, 17.06.03 15:11

Mica solo di Pasolini. Oggi se non fai invettive non sei nessuno :)

Commento di Giuseppe Granieri, 17.06.03 15:21

Invettive letterarie Giusè. Gli scrittori italiani invece non urlano più, sono diventati tanti piccoli baricchi.

Commento di Carlo, 17.06.03 15:24

be’.. il discorso comincia a farsi serio. Premesso che non mi piace Pasolini (e in genere la gente che, per usare parole tue, ‘urla’) credo che sulla ‘giovane’ narrativa italiana contemporanea pesino molto le scelte di pochi. Ad esempio i due braccobaldo della sezione Einaudi Romana (Stile Libero, per intenderci) o la vecchia stanca Pivano. Gente che ha avuto i meriti di alcune scelte, anni fa, ma che ora campa di rendita sguazzando in palude.

Io ho un’opinione articolata, in merito. Ma non voglio infestarti i commenti :) Magari a Viterbo ne discutiamo davanti ad un bicchiere di Porto :)

Commento di Giuseppe Granieri, 17.06.03 15:35

Va bene, io whisky però ;)

Commento di Carlo, 17.06.03 15:54

Sborone :)

Commento di Giuseppe Granieri, 17.06.03 15:56

sinceramente il testo di Scarpa mi pare come quei sogni frutto della peperonata che fa le scale nell’intestino (ma ho anche detto che non so distinguere una cazzata da una provocazione). comunque devo ammettere che è una bella sferzata. datemi il tempo di trovare le palle.…

Commento di Uiallāllā! [luca], 17.06.03 20:48

il primo pensiero è che Tiziano Scarpa deve averne girati pochi di blog…il secondo è che il “problema” di cui lui parla esiste da quando è stata inventata la penna (nel 1993 girai il mio primo film - nota che non lo chiamo cinema - con videocamera e videoregistratore -manco un mixer c’avevo - e senza nessuna pretesa dichiaravo che il cinema di lì a poco si sarebbe dovuto confrontare con una nuova visionarietà e cioè la videocamera in mano a tutti: non credo debba elencare una serie di film - da wenders a blair project vari - che poi si sono fatti fichi di tremolii, piani sequenza e zoomate immotivate e del resto non mi inventavo niente era già successo con il super8 negli anni 70)…terzo pensiero è che probabilmente chi ha un computer e del tempo da perdere forse nutre il suo io di problemi esistenziali come le doppie punte o di non succede mai niente o che noia e comunque darebbe un discreto quanto realista contributo alla rappresentazione di questa nostra epoca (figurati se mi dovevo immaginare il medioevo fatto di tutti dante alighieri…)…ulteriore e per adesso ultimo pensiero è che (cosa che ho scoperto proprio andando sempre in giro con una videocamera accorgendomi di non vedere altro se non quello che inquadravo e di vivermelo solo quando lo rivedevo su uno schermo) vivere e descrivere la vita son due attività antagoniste, dicotomiche, contrarie: si può far l’una solo smettendo di fare l’altra e viceversa…”ma l’arte è tanto grande e la vita così breve!!!” bloggers l’importante è continuare a scrivere quello che cazzo ci pare!!!

Commento di marcomix, 18.06.03 04:43

wenders e la strega di blair nella stessa carrozza… mah! E pensare che quando Wahrol riprendeva per sette ore uno che si rigirava nel letto la chiamavano “arte”…

Commento di Uiallāllā! [luca], 18.06.03 08:39

ecco uiallalla, tu sei riuscito a sintetizzare e a cogliere quello che volevo dire: i bloggers possono e devono liberamente anche solo descrivere le 7 ore in cui si rigirano nel letto senza essere costretti e tantomeno autoincensarsi a chiamarla arte…(come si può dire di aver fatto un film o scritto un libro e non per questo automaticamente aver fatto grande cinema o letteratura e addirittura non ancora arte e poesia, cosi si può dire di essere scrittori poichè si scrive sui blog…)

Commento di marcomix, 18.06.03 16:14

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