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Giovedì 10 Aprile 2003

E ora chi li ferma più?

Come previsto, i neoconservatori sono molto gasati dalla rapida vittoria in Iraq e adesso vogliono alzare la posta.

“It’s time to bring down the other terror masters,” Michael Ledeen of the American Enterprise Institute wrote on Monday — two days before U.S. troops swept into the heart of Baghdad — in a piece entitled “Syria and Iran Must Get Their Turn.”

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Chi avesse letto questo post e i commenti che ne sono seguiti può tirare un respiro di sollievo: Michael Ledeen... [Read More]

Tracked on 16.04.03 10:27

Commenti su: E ora chi li ferma più?

Gentile signor Carlo,
lei ci suggerisce la lettura di un tale che si chiama Arshad Mohammed (così, a orecchio, non sembra nome tipicamente nord-americano) edito su un sito Reuters (così, a naso, non sembra intelligence made in Usa). Ci suggerisce tale lettura, perchè le sembra edificante: nella fattispecie, sarebbe provatissima prova della protervia avidità dell’Impero. Come si dice dalle mie parti, “alla faccia del cazzo, che blogger!”
Quand’è che adesso viene a dimostrarci che la Terra è obesa, portandoci la referenza di Botero?

Commento di Luigi Castaldi, 10.04.03 19:37

Ah, a proposito, mi sembra correttezza offrirle il fianco: www.capperi.net

Commento di Luigi Castaldi, 10.04.03 19:40

Gentile signor Luigi, se lei mi leggesse saprebbe che è da più di un mese che parlo dei neoconservative, postando link a tutti i loro documenti (parliamo, per esempio, di think-tank come il PNAC oppure l’American Enterprise Institute). Se lei avesse la compiacenza di leggerseli, scoprirebbe che è tutto stato scritto in quei documenti (e da qualche anno), dunque quanto dice Ledeen ne è solo una ulteriore conferma (e non è una novità, essendo scritto a chiare lettere nel suo libro. Se poi le capitasse di prendere in mano qualche numero per esempio di Limes, troverebbe articoli che parlano esattamente delle stesse cose. Se inoltre volesse scorrere l’elenco dei fondatori e estensori dei programmi del PNAC o AEI, ci troverebbe un sacco di nomi familiari.

Io trovo che non sia il caso di discutere sulla verità o meno di queste posizioni, che sono pubbliche e ampiamente conosciute, ma del loro merito. Per quanto mi riguarda io penso che siano posizioni deliranti e pericolose, che non siano nel nostro interesse di europei e che non siano nemmeno nell’interesse degli USA che, spero, provvederanno a regolare i conti con i neoconservative alle prossime presidenziali.

Commento di Carlo, 10.04.03 19:58

E comunque, dato che lei tiene molto alle fonti, le cito la fonte autentica, cioè l’articolo originale scritto da Michael Ledeen, preso dal sito dell’American Enterprise Institute.

Commento di Carlo, 10.04.03 20:05

Carlo ha ragione. Ledeen queste cose le dice e le scrive da tempo. La scorrettezza di Carlo è quella di farla passare come una novità di oggi e non dire che nell’idea di Ledeen e dei neconservatori l’azione nei confronti dell’Iran NON prevede l’uso della forza militare. E’ la teoria del domino virtuoso che porterà con adeguata e oculate operazioni di intelligence e di finanziamenti alle opposizioni che porterà al regime change in tutto il Medio Oriente. Del resto è anche la tesi di Magdi Allam, che non mi pare un neoconservative, ma l’esperto di cose arabe del principale giornale della sinistra italiana.
Se cercate su Camillo trovate un paio di interviste a Ledeen dell’anno scorso e la recensione del suo libro, quello di cui parla Carlo.

Commento di christian rocca, 11.04.03 10:56

Non mi sembra di aver commesso alcuna scorrettezza. E’ vero che il piano originale prevedeva una sorta di effetto domino senza l’uso della forza, è vero anche che settori dell’amministrazione americana, adesso, stanno pensando che tutto sommato una guerretta anche con gli altri stati canaglia non sarebbe male. E’ la posizione di Wolfowitz e di James Woolsey (ex direttore della CIA), tanto per fare un esempio. Le dichiarazioni “ufficiali” di Colin Powell, invece, tendono a smentire questo approccio(quindi probabilmente è vero che ci stanno pensando :-)).

Su questo, ho letto un articolo di cui vi cito un pezzetto:

Former Central Intelligence Agency director James Woolsey, a friend of Mr Wolfowitz and a prospective administrator in occupied Iraq, said last week that to reshape the Middle East, the US might have to spend decades waging World War IV. (He counted the Cold War as World War III).

He said America’s enemies were the Islamist Shi’ites who run Iran, the Iranian-backed Hizbollah, the Baathists in Iraq and Syria, and the Islamist Sunnis who run Al-Qaeda and affiliated terrorist groups.

But Mr Wolfowitz played the diplomat on Sunday, gliding past probing on whether the neo-conservatives’ dreams of other campaigns in Syria, Iran and North Korea would come true. Pressed, he said: ‘There’s got to be change in Syria as well.’

And The New York Times reported that when a Bush aide told the President George W. Bush that the hard-boiled Mr Rumsfeld had also been shaking a fist at Syria, he smiled and said one word: ‘Good.’

D’altra parte l’articolo di Ledeen che citavo, che è del 7 aprile, parla chiaro:

“The United States will have to deal with the terror masters, here and now. Iran, at least, offers Americans the possibility of a memorable victory, because the Iranian people openly loath the regime, and will enthusiastically combat it, if only the United States supports them in their just struggle.”

Commento di Carlo, 11.04.03 11:47

La teoria del domino virtuoso a me sembra una cagata pazzesca.

Commento di Massimo Morelli, 11.04.03 12:06

Voglio solo dire che il progetto, giusto o sbagliato, era chiarissmo dal 12 settembre 2001, solo che non lo avete voluto vedere.
Io personalmente l’ho scritto, e Carlo lo sa, un centinaio di volte, non perché sono più furbo di altri ma perché sono andato a conoscere i neoconservatori, li ho intervistati e ho letto i loro libri. Non sono la Spectre, mettetevelo int esta, sono studiosi e intellettuali e peraltro non hanno, tranne Wolfowitz e Douglas Feith, nessun ruolo nell’Amministrazione Bush. Alle primarie repubblicane erano schierati per John McCain (sì, quello che piace alla sinistra american) ed erano ferocemente contro Bush. Espongono una tesi, e alla Casa Bianca è sembrata l’unica crediibile. Capisco che non leggerete mai queste cose sui giornali italiani, ma
se ora ve ne stupite, esattamente come nei paesi arabi, dimostrate che lo shock and awe ha funzionato.

Commento di christian rocca, 11.04.03 14:08

Confesso di non aver capito molto dei due interventi di Rocca. O meglio, non ho capito dove vuole andare a parare. Li trovo un guazzabuglio di concetti mischiati a casaccio (o ad arte) che fatico a districare. Tralascio il “domino virtuoso” e le “adeguate e oculate operazioni di intelligence” poichè non credo più a Babbo Natale da quando ho smesso di succhiarmi il pollice. Che poi questi “studiosi e intellettuali” non abbiano “nessun ruolo nell’amministrazione Bush” mi pare smentito dai fatti. Chiunque conosca un po’ di cose americane sa che non è necessario ricoprire un ruolo istituzionale per avere influenza sulle linee governative; basta avere gli amici giusti al posto giusto. E questi “innocui” studiosi e intellettuali ne hanno eccome, e Rocca con la sua competenza dovrebbe saperlo.

In sostanza, mi pare che il concetto residuale sia: il piano era pronto da tempo, dal 12 settembre 2001 dice lui (ma il documento “Rebuilding America Defenses” è di un anno prima, e altri di tono simile sono in giro dal ‘98, quindi finiamola di tirare in mezzo l’11 settembre anche quando non c’entra). OK, e quindi? Non ce ne eravamo accorti? Colpa vostra, dice Rocca. Se stavate più attenti…

Se tutti dovessero stare dietro ad ogni progetto paranoico e imperialista pubblicato nel mondo da pazzi e criminali di ogni risma, non avremmo neanche il tempo di fare pipì. Ma è quando questi progetti, per una serie di circostanze complesse, rischiano di essere messi in atto che cominciamo a preoccuparci. Se un’idea folle e pericolosa è sostenuta e propugnata dal governo del paese più potente del mondo, non per questo cessa di essere folle e pericolosa. E allora mi sembra ovvio che cominciamo a preoccuparci solo adesso, o no? Ho forse capito male il concetto?

E soprattutto, che accidenti c’entra lo shock and awe con tutto ciò?

Commento di Ziggy, 11.04.03 14:47

Christian ha ragione su un punto, cioè sul fatto che lui ha documentato bene la cosa. Questo è verissimo, come è vero che non si è letto nulla di tutto ciò sui giornali italiani (adesso vedo che Servegnini è diventato improvvisamente esperto di neoconservative). Ed è vero anche che queste cose si potevano sapere fin dal 1998. Questo per quanto riguarda i fatti, su cui siamo perfettamente d’accordo.

Ora però noi stiamo parlando di opinioni (com’era la storia dei fatti separati dalle opinioni? Ogni tanto Camillo tende invece a mischiarli), perchè non siamo giornalisti e non è il nostro mestiere intervistare nessuno: legittima quella di Christian di totale adesione alle tesi neoconservative (forse un po’ troppo acritica), ma legittima anche quella di chi critica tali tesi ritenendole deliranti, destabilizzanti, imperialiste e pericolose. Poi, sia ben chiaro, io non pretendo di avere ragione, anzi spero di avere torto, non sono iscritto al partito del tanto peggio tanto meglio.

Commento di Carlo, 11.04.03 15:03

Quante fregnacce. Ancora a parlare di filosofia neoconservatrice quando di filosofico non c’e un bel nulla. Potere dei media, inventarsi una base ideale dove ci sono solo lobbies ed interessi particolari. Stupiscono l’ingegnoso sforzo e la generosa abnegazione. Ma sempre fregnacce sono.

Commento di Luigi Capitani, 10.02.04 16:16

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