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Mercoledì 5 Marzo 2003

Vere o presunte?

Su come i media veicolano false informazioni, come se fossero verità assolute:

Attraverso una costante ripetizione di frasi come "La ricerca delle armi di distruzione di massa dell'Iraq" i media veicolano nel pubblico la convinzione che di queste presunte armi vietate, su cui l'amministrazione Bush basa tutta la sua strategia per fare la guerra all'Iraq, si conosca realmente l'esistenza, rimanendo solo l'interrogativo se gli ispettori siano abbastanza abili da scoprirle.
In realtà, il fatto che l'Iraq possegga armi di distruzione di massa è ancora una questione aperta, sulla quale non c'è nessuna prova resa pubblica che possa permettere una risposta certa. I giornalisti, come fanno abitualmente in altri casi, dovrebbero prendere l'abitudine di introdurre la parola "presunte", quando fanno riferimento alle presunte armi di distruzione di massa dell'Iraq.

Si può leggere l'interessante articolo sul sito di FAIR (Fairness & Accuracy In Reporting)

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Commenti su: Vere o presunte?

Se è vero che l’Iraq possiede armi (biologiche ?) per lo sterminio di massa, pensate che NON le userà in caso di guerra ? E quali saranno i bersagli preferiti (cioè facilmente raggiungibili) ? Probabilmente la Turchia, la Grecia, l’Italia meridionale, in ogni caso il Mediterraneo. Ora capisco perché negli Stati Uniti qualcuno NON si preoccupa per le conseguenze: perché LUI non ne avrà
Per questo io NON VOGLIO la guerra.

Commento di czap, 05.03.03 15:20

Le armi di distruzione di massa ci sono sempre state in Iraq. Questo lo contesti soltanto tu (e parecchi milioni di persone). La cosa incredibile è un’altra. Ignori che neanche Saddam lo nega. Senza andare indietro, nel 1998 gli ispettori furono cacciati perché trovarono armi di distruzione di massa. Saddam lo ammise ma non volle disarmare, anzi capendo che gli americani in quel momento per vari motivi non potevano intervenire, cacciò gli ispettori guidati da Richard Butler. Ora che le Nazioni Unite gli hanno chiesto di disarmare, lui dice di aver disarmato unilateralmente in questi anni in cui non ha avuto intorno gli ispettori. La cosa ovviamente non è credibile, perché se on disarmò con gli ispettori in Iraq perché avrebbe dovuto disarmare con gli ispettori al Palazzo di Vetro. Ma facciamo finta che abbia davvero disarmato. L’Onu gli ha chiesto di dimostrarlo. Saddam non lo ha diomostrato, come ha detto Blix. Non ha fornito le prove della auto-distruzione. Tanto che a un certo punto ha ammesso che ops un centinaio di missili erano illegali. Tanto che a un certo punto ha ammesso che ops un po’ di antrace e un po’ di gas nervino c’è ancora. Tanto che a un certo punto ha ammesso che ops dai conteggi da lui stesso forniti nelle 13 mila pagine mancano alcuni quintali di antrace. Basterebbe leggersi la risoluzione 1441, dove c’è scritto tutto questo. Dove si legge che le Nazioni Unite, all’unanimità, con il voto dunque di Siria, Francia, Russia e Germania, hanno ordinato all’Iraq di dimostrare di aver adempiuto alle 16 risoluzioni precendenti, fin qui violate, sulle armi di distruzione di massa, sui programmi nucleari e sulla gittata dei missili. La cosa scorretta negli articoli non è omettere “presunte” nella frase sulla “ricerca della armi di distruzione di massa”. La cosa scorretta è scrivere “la ricerca”. Gli ispettori (ripeto: basta leggere la risoluzione approvata dai pacifisti francesi e tedeschi, invece che spararle grosse), gli ispettori non devono cercare niente. E’ Saddam che deve dimostrare di aver disarmato le armi di distruzione di massa che lui stesso ha detto di avere.
So già che è fatica inutile (la mia, e quella degli ispettori)

Commento di christian rocca, camillo, 05.03.03 20:40

Carlo, dimmi una cosa: ma Camillo non era quel blog il cui autore sperava di vendere dei banner a Bush? ;-)

Commento di Giuseppe Granieri, 05.03.03 22:58

Quello che Christian sta dicendo ha un senso (per lui). Non è altro che sancire definitivamente l’inversione dell’onere della prova. Se Christian fosse imputato in un processo per omicidio troverebbe ben strano che si chiedesse a lui di dimostrare la sua innocenza. Normalmente è l’accusa che deve dimostrare la colpevolezza dell’imputato, è un elementare principio di diritto e vale anche per il diritto internazionale. A maggior ragione vale se non si decide delle sorti di una sola persona, ma delle vite di centinaia o migliaia di persone. Io ho letto varie volte le risoluzioni dell’Onu, in inglese, in italiano, ne ho perfino postata una versione commentata capoverso per capoverso. E ancora non sono convinto che si stia agendo in base al diritto, e nemmeno al buon senso. O perlomeno ho il sacrosanto dubbio. Quelli che non hanno dubbi mi fanno paura.

Commento di Carlo, 06.03.03 00:31

carlo, questo tuo ultimo commento meriterebbe l’onore di essere un post. E’ lucido, breve e terribilmente evidente. :-)

E Camillo, per par condicio (e perchè smaschera inconsapevolmente certi integralismi), meriterebbe di essere un blog vero, con i commenti e i permalink ;-)

Commento di Giuseppe Granieri, 06.03.03 01:26

Nel ‘98 gli ispettori se ne andarono dopo aver dimostrato che la portenza nucleare dell’iraq era azzerata. Erano guidati da un certo Ritter . Ancora oggi l’arma nucleare è la più controllata e di difficile ricostruzione per l’Iraq a meno che non ne compri una nuova sana sana e completa all’estero, cosa ardua.
Resta da capire come mai Bush e Blair abbiano iniziato la campagna per la guerra su una notizia falsa del New York Times che affermava che l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica aveva individuato nuove attività e nuovi siti iraqeni nucleari. L’AIEA smentì due volte, il giorno stesso e due giorni dopo, dopo le reazioni di Bush Blair e di tutta la stampa lecchina e forcaiola dell’occidente che pare andare a nozze quando si programmano i remakes di desert storm… ricordate il gongolante Fede, (una sorta di replicante vomitevole…)
Per riscontro si veda: 1) la smentita AIEA su art. NYT

2) l’intera vicenda riportata dal netw cnn

3) Rapporto AIEA su Iraq del 1998

oppure scheda su nuke program iraqeno

4) Scott Ritter su stato delle cose nucleari in iraq

Commento di ame, 06.03.03 23:44

L’Italia ripudia la guerra…
significa non il governo, questo governo (cosa impossibile), ogni governo, il popolo, ma l’Italia
un’entità astratta fatta però di tutti gli italiani dal 1º gennaio 1948 in avanti (e in futuro!)
per trovare “ripudia”, le cronache riferiscono che i costituenti impiegarono dieci giorni di prove e riprove!!
altri verbi non esprimevano il rifiuto con sufficente forza.
Dato che la Costituzione è legge fondamentale dello stato cioè contiene i principi su cui si basa lo stato, cioè non le regole del gioco ma la sostanza e il motivo profondo… come a dire non le regole del calcio ma lo spirito dello sport (mutata mutandis)
Dato che milioni di uomini donne e ragazzi hanno tirato le cuoia, sputato sangue loro, teste infrante, impiccati, fucilati, morti pe4r costruire la democrazia, la repubblica e in essa la costituzione
allora visto che c’è perché non se la smettono di violarla e far finta di ignorarla… forse che se si provassero a cambiarla nelle parole (e non di fatto come fanno oggi) troverebbero qualche decina di milioni di italiani non del tutto d’accordo?
scusate la pesantezza ma davanti alla guerra mi prude il terzo occhio e mi sbocca sangue dal cane
Non c’è morale, se non umana, che possa giustificare la guerra. Non c’è male nel mondo se non l’umana avidità e presunzione.
Il male si diffonde e si moltiplica da solo…il bene va alimentato come un fuoco…

Commento di ame, 06.03.03 23:55

Meno male che qualcun altro ha tirato fuori Ritter. Fra l’altro Ritter (un ex marine), nel suo libro, dice che le armi batteriologiche e chimiche perdono di efficacia in due-cinque anni, quindi aveva senso cercarle subito dopo il 91 ma non molto senso adesso.

Non ho mai visto confutata questa posizione. Mai. Ho solo sentito dire che Ritter ha preso soldi dagli iracheni per fare un film, mettendo in atto la specialità di un certo giornalismo, l’attacco ad hominem.

Commento di Massimo, 07.03.03 11:12

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