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Domenica 17 Novembre 2002

Un fil di fumo

Vedo che si parla molto di fumo nella blog comunità. Io credo che non ci sia categoria più intollerante dei non fumatori (o, peggio, degli ex fumatori). Tutta gente che sviene se ti accendi una sigaretta, ma continua a sbevazzare superalcolici e a mangiare pasti di 10.000 chilorie al giorno. Gente che al massimo copre a piedi il tragitto tra letto e divano, che vede Domenica In o il Mauriziocostanzosciò, che compra il giornale per guardare le figure e vota pure Berlusca. Se fossi Socci ci farei una trasmissione. E poi vogliamo parlare di salute? Anzi, diciamolo chiaro: chi vota Berlusconi uccide te e tutti quelli della tua palazzina, altro che Marlboro.


Se fossi un non fumatore, invece di rompere i coglioni a noi poveri indiani, mi impegnerei in una campagna di sensibilizzazione al corretto uso del sapone e dei deodoranti personali. Altro che puzza di fumo, ben altre puzze ci vengono inflitte giornalmente quando siamo al lavoro, nei mezzi pubblici, al cinema e perfino per strada. E se facesse venire il cancro al naso? Avete visto cosa è successo a Michael Jackson? Detto questo vi copio un pezzo di Pintor apparso sul Manifesto di ieri. Meditate.


E'vero che il fumo e le donne fanno male, me lo dicevano anche da bambino e mio padre mi proibiva le sigarette perché ne fumava già abbastanza da solo. Il fumo fa sempre male benché molti ottantenni sarebbero morti da un pezzo se la pipa non gli tenesse compagnia e Churchill senza sigaro avrebbe perso la guerra. Personalmente mi fa malissimo, in quanto scrivo fumando senza tregua e scrivere è una pessima abitudine che nuoce anche ai lettori passivi. Infine è una delle mille cause note del cancro e delle diecimila ignote come le conseguenti terapie. Ciò premesso, è il fumo il più assoluto dei mali e il più turpe dei vizi? E' il pericolo pubblico numero uno, incarnato da quattordici milioni di kamikaze del tabacco che accendono centouno miliardi di sigarette molotov all'anno, incrementando del 2,3% le entrate fiscali ma facendo strage di innocenti? Così pare, se anche il capo dello stato è sceso in campo ignorando che Goffredo Mameli fumava sigarette turche e perciò scrisse quell'inno.

Va bene, per una volta il liberismo cede il passo al proibizionismo e le multinazionali del tabacco dovranno produrre psicofarmaci invece di nicotina che fa lo stesso ( i consumatori americani sempre all'avanguardia hanno già risolto il problema in questo modo). Vuol dire che diserteremo le trattorie off-limit per cani intemperanti e fumatori e in ufficio verremo a patti col compagno di stanza. A parte che smettere di fumare è facilissimo, come diceva Mark Twain che ci riuscì ben mille volte e anche Zeno che ci ha fatto un romanzo.

Ma siccome in questo mondo non c'è giustizia e la legge non è uguale per tutti, il più grande e accanito fumatore di tutti i tempi resterà a piede libero. Lui non fuma tabacco ma benzina e dal suo gigantesco bocchino di scappamento continuerà ad emettere in direzione dei nostri polmoni passivi le sue benefiche esalazioni, prima ad altezza di passeggino e poi su fino alla biosfera. E' vero che fumare benzina è produttivo e per questo si fanno anche le guerre mentre fumare una sigaretta al bar è ozioso e questo fa la differenza.

Ma gli altri vizi? Anche la televisione fa male, come disse più opportunamente la signora Ciampi, e bisognerebbe spegnerla per ragioni di salute pubblica. E l'alcol, che produttivo non è, dove lo mettiamo? Perché questa discriminazione, che sulle bottiglie non c'è scritto neppure che nuoce gravemente al corpo e all'anima? Non dico l'alcool pesante con due o, consigliato ai minori il sabato sera, dico il buon vino che fa male anche agli adulti astemi essendo l'ubriachezza molesta per definizione. Capisco che i viticultori, molto numerosi, non sarebbero per nulla contenti e che l'economia nazionale e regionale e anche la Ue ne risentirebbero più del monopolio sale e tabacchi.

Voglio dire così divagando che questa crociata antifumo, come tutte le crociate, mi suscita più di un legittimo sospetto e che vorrei essere giudicato e interdetto da un tribunale meno prevenuto e intimidatorio. Ci sono alcuni problemi un po' più grandi di cui neppure si parla, perché questa enfasi su una semplice questione di convivenza civile, addirittura conviviale? Vi piace evidentemente parlar d'altro, la demagogia è stata inventata a questo scopo. Ma almeno e per favore non associatela alla lotta contro il cancro, almeno voi uomini di scienza di un paese dove la ricerca è affidata alle collette filantropiche e ai salvadanai nei bar.

In origine il tabacco era reputato terapeutico e il fumo aveva una funzione sacrale che poi divenne mondana (XVII° e XVIII° secolo). Le superstizioni cambiano come le mode ma sopravvivono a se stesse. Madama Butterfly sognava solo un fil di fumo all'orizzonte traendone consolazione e Humphrey Bogart morì precocemente ma senza quella sigaretta sulle labbra sarebbe morto lo stesso e non sarebbe stato Humphrey Bogart. Fumiamoci sopra, di nascosto.

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