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Martedì 17 Settembre 2002

A proposito di spam

Vi copio un pezzetto di un articolo di Lauren Weinstein, uno che vive in rete dai tempi di Arpanet:


Before someone yells "censorship," remember that freedom of speech is not absolute. Belief in freedom of speech does not require us to sit by passively as our systems, networks, work and lives are suffocated under an unending torrent of useless and often fraudulent e-mail.


This is not to suggest we throw spammers in jail. As appealing as the thought might be, we need to save space in our institutional cages for corrupt politicians and corporate executives.


So the goal should be to have the legal tools necessary to enjoin and shut down spammers quickly and, where appropriate, obtain major monetary judgments against them in civil courts. We need to make sending spam so expensive that it's no longer a viable business plan for anyone, anywhere.


L'articolo completo è qui.


Dato che ci sono aggiungo anche un articolo di Gianfranco Livraghi, fondatore di ALCEI, l’associazione per la libertà della comunicazione elettronica interattiva (equivalente italiano di EFF).


La lotta allo spam, contrariamente a quanto qualcuno vorrebbe far sembrare, non ha niente a vedere con la bozza di direttiva europea che, ove approvata, porterebbe alla conservazione dei dati personali per dieci anni. La stessa EPIC che, giustamente, si oppone alla direttiva, altrettanto giustamente si oppone allo spam. Infatti, qui trovate un interessante studio su i costi nascosti che i consumatori devono sostenere a causa di una insufficiente tutela della privacy. Se siete pigri vi segnalo le conclusioni dello studio a proposito dello spam:


Unwanted commercial electronic mail, often called spam, imposes costs on Internet users who cannot control the collection and sale of their email addresses.  Users spend hours each year downloading and deleting spam.  Spam also raises costs for Internet providers, delays service to users, and undermines the vitality of the Internet as a means of open communications.  Estimates are that worldwide costs of spam range from $8-10 billion.


Inoltre, se non ne avete ancora abbastanza, vi segnalo che, contrariamente a quanto affermato da qualcuno, non esiste alcuna legge al mondo che preveda lo spamming come reato penale. In altre parole, di spam non si va in galera, nè alcuno ha mai pensato di introdurre norme di questo tipo. L'approccio al problema è che lo spammer deve essere colpito dove sente più dolore, cioè al portafoglio, non messo in galera.


Continuando a non essere breve, vi segnalo anche l'edizione del 23 maggio di Epic Alert che tratta ambedue i problemi. E poi c'è sempre il mitico Collinelli e il newsgroup it.news.net-abuse.

Commenti su: A proposito di spam

hmm… good site

Commento di dvd video bitrate, 19.07.04 09:11

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Commento di dvd video bitrate, 19.07.04 09:11

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